08/12/11

MOLTIPLICAZIONE DEGLI EVENTI

Quasi tutti i miei giochi alla roulette si avvalgono della "moltiplicazione degli eventi". So per certo che molte persone prima di leggere i miei sistemi non sapevano cosa fosse questa "moltiplicazione" e da dove provenisse. Per quanto mi riguarda l'ho appresa originariamente dal mio "maestro" attorno al 1975 e all'inizio riguardava soltanto le sestine. Successivamente l'ho trovata nel libro di Henri Chateau, che comprai dal Comm. Delaiti, ma spiegata in modo diverso e con criteri di realizzazione e finalità diverse. Poichè già conoscete la mia versione di questo metodo, mi soffermo sulla versione del Chateau, il cui scopo è di creare un considerevole quantitativo di figure per poi determinarne l'ampiezza degli scarti sulla loro distribuzione. In sostanza egli dice:



Alla roulette esistono questi tre metodi, o artifici, che possono aiutarci ad affrontare la macchina in un modo più proficuo e redditizio e il cui scopo è rilevare gli scarti di una certa importanza per poi approfittare del loro rientro nella media statistica.



1°) MOLTIPLICAZIONE DEGLI EVENTI.
2°) GIOCATORI FITTIZI.
3°) SCALE DI RIDUZIONE.



MOLTIPLICAZIONE DEGLI EVENTI.
Per le persone veramente libere da pregiudizi in materia di roulette, ci sono tre principi che hanno il valore di teoremi geometrici.

1°) Qualunque sia l'origine e i tempi di produzione, i numeri dovuti al caso obbediscono alle leggi dell'equilibrio e dello scarto come tutti gli altri numeri presi da una successione ininterrotta e derivante da una fonte sempre uguale.

2°) E' indifferente attendere in uno o più tavoli da gioco la rottura di lunghi scarti o il risultato di forti probabilità perchè un cilindro di roulette non ha memoria.

3°) Numeri presi a caso da collezioni di recenti o vecchie permanenze, di seguito o interrotti, hanno lo stesso valore di una rilevazione ininterrotta allo stesso tavolo e i fenomeni ottenuti valgono per il proseguimento di un'unica partita.



Dalla consapevolezza di questi tre principi sono nati diversi procedimenti per effettuare poi una "moltiplicazione degli eventi". Con uno di questi procedimenti si prende un piccolo numero di boules e con l'aiuto di combinazioni diverse si producono gli stessi fenomeni che un grande numero di boules produrrebbero naturalmente.



Il Chateau prende come esempio una permanenza di 36 boules e la divide in figure di 4 a R/N. Ne risultano 9 figure che poi ordina in 4 colonne da 9 boules ciascuna. Poi separa dal resto delle boules le prime 4 righe delle 4 colonne da 9 boules e sostituisce la quarta riga con la quinta che precedentemente era stata esclusa con la separazione. Poi sostituisce la nuova quarta riga con la sesta precedentemente esclusa, poi con la settima e così via fino alla nona riga. Concluso questo primo gruppo di sostituzioni si passa poi a sostituire la terza riga e poi la seconda e la prima. In questo modo si ottengono 504 figure di 4, che equivalgono a 2.016 boules rilevate con il metodo comune. Esse hanno le stesse caratteristiche di quelle rilevate da una permanenza soggetta alle Leggi dell'equilibrio e dello scarto, come se fosse stata presa allo stesso tavolo in un'unica sessione di rilevamento.



Analizzando la quantità di ciascuna delle 16 "figure di 4" possibili, si possono rilevare gli eventuali scarti di ogni figura e se si trova un ritardo rilevante come per esempio 3 volte la radice quadrata del totale delle figure (se non ricordo male), si può attaccare il gioco su quella figura perchè ci sono alte probabilità che esca nel breve periodo. In pratica, lo scarto non dovrebbe superare certi limiti e la figura deficitaria dovrebbe rientrare nella media statistica.



Questa è una moltiplicazione degli eventi rapportata alle Chances Semplici ed è quella conosciuta dall'allora scienza della roulette. La moltiplicazione riguardava avvenimenti già accaduti realmente o fittiziamente e il gioco cercava il rientro di una deviazione deficitaria compresa in certi parametri di scarto.



La moltiplicazione degli eventi che uso io, invece, riguarda una moltiplicazione di "cicli logici", allo scopo di sopperire alle deviazioni che la Legge del terzo subisce sul singolo ciclo di Chances multiple diverse dai Pieni e sul singolo ciclo di Figure delle Semplici. Mentre il Chateau cerca uno scarto importante, io cerco una configurazione tendenziale, tipica degli effetti della Legge del terzo sui Pieni.



Ormai tutti gli appassionati di roulette, che abbiano un minimo di esperienza e di studio, sanno che la Legge del terzo è maggiormente valida in un ciclo di numeri Pieni, mentre per le altre Multiple, o Figure di Semplici, l'aleatorietà è direttamente proporzionale alla grandezza della Chance.



Ecco che vi è un modo per ottenere un risultato più attendibile anche per le Chances diverse dai pieni: una "moltiplicazione di eventi" che si realizza aumentando quei singoli cicli logici in quantità proporzionali a un ciclo logico di Pieni. Più che una moltiplicazione di eventi dovremmo definirla "moltiplicazione di risultati" perchè, sommando i singoli risultati di un singolo gruppo, le deviazioni in più e in meno dei singoli cicli si compenseranno e alla fine ci daranno una tendenza statistica uguale a quella dei Pieni.




Voi sapete benissimo che, checché ne dicano gli scettici, con i miei giochi la selezione del colpo è un evento reale e il risultato dipende non dal "se", ma dal "quando" questi eventi si realizzano, riducendo il tutto a una questione di sostenibilità finanziaria. La questione è però lungi dall'essere risolta perchè più si aumentano le possibilità che abbreviano il "quando", più aumentano gli allargamenti delle puntate, fino a rendere insostenibile l'impegno economico. Il gioco ottimale è un equilibrio fra la certezza del risultato finale e la limitazione delle quantità giocabili.


GIOCATORI FITTIZI.
Con questo secondo artificio si crea una moltitudine di giocatori che giocano a rotazione un solo colpo a testa e gli esiti fittizi delle loro puntate determineranno poi il gioco reale a tappeto. Ogni giocatore (per esempio) punterà fittiziamente in parallelo i seguenti 6 attacchi: N; R; Sortante; Perdente; Avant-dernier; Contro-Avant-dernier. I 6 attacchi sono giocati in continuazione, senza selezioni del momento di gioco. La differenza da un qualsiasi altro attacco semplice è che si giocherà in "differenziale" e quindi solo le differenze fra le due Chances opposte. Lo scopo è di mitigare il gioco negativo con gli incassi virtuali del positivo, giocando le differenze.



In uno dei miei ultimi giochi vi è questa possibilità: effettuare delle partite fittizie finchè uno o più giocatori, sempre fittizi, non raggiungono un'esposizione parametrata a certi livelli. A quel punto entro in gioco io e, assumendo la posizione di quel giocatore, porto a termine la sua partita partendo da una esposizione zero. Voi sapete che giocando numeri pieni vi è proporzionalità fra quantità giocata, tentativi falliti ed esposizione.




SCALE DI RIDUZIONE.
Questo terzo artificio può servire a coloro che non dispongono di adeguati mezzi per affrontare un impegno economico alla roulette. In pratica è una riduzione delle puntate secondo un incremento frazionato rispetto a quello usuale. Funziona se il giocatore ha qualche vantaggio sul banco, il che restringe le possibilità di successo allo sfruttamento di scarti rilevabili direttamente o con una moltiplicazione di eventi.
La scala di riduzione 1/2 sarà questa:
Le poste naturali di 1 o 2 pezzi sono effettuate con 1 pezzo; quelle di 3 o 4 pezzi sono effettuale con 2 pezzi; quelle di 5 o 6 con 3; quelle di 7 o 8 con 4 e così via.
Una scala di riduzione 1/3 sarà questa:
Per le puntate di 1-2-3 pezzi, 1 pezzo; per quelle di 4-5-6 pezzi, 2 pezzi; Per quelle di 7-8-9 pezzi, 3 pezzi ecc.
Non so quanto possano servire e non ci voglio nemmeno pensare.

Nei miei sistemi non ci sono "scale di riduzione", bensì "Montanti a incasso fittizio". In pratica si applica una qualsiasi montante in funzione del numero delle vincite che si possono considerare certe in una partita, calcolando l'incasso della Chance giocata superiore al suo incasso reale. Un terzina, per esempio, incassa 12 ma, se usiamo una montante a incasso fittizio, faremo gli incrementi come se incassasse 18 o 20 secondo la quantità delle vincite disponibili nella partita. In ogni caso è una scala di riduzione, anche se quando ho pensato questo espediente non lo sapevo.

C'è un sito in rete che offre gratuitamente un videocorso per apprendere metodi e comportamenti per un proficuo gioco alla roulette. Mi sembra che l'iniziativa sia degna di menzione da parte mia, anche perchè mi è stata richiesta una qualche collaborazione che ancora non so come sarà. Vale la pena darci un'occhiata, specialmente per coloro che alla roulette sono neofiti. Questo è il link per arrivarci.

Oggi ho pubblicato il quarto sistema sulle Semplici, già pubblicato in un altro sito due o tre anni fa. Si tratta di "Figure di 3" ed è una variante del precedente.

CAPITOLO: CHANCES SEMPLICI
TITOLO: C.S. F3 AL TERZO SOVRAPPOSTO CASUALE

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02/12/11

MARIGNY DE GRILLEAU

Non avendo al momento particolari argomentazioni su cui dire la mia, ho preso in mano il Marigny e ho cercato qualcosa che mi desse uno spunto per costruire poi una qualche "interessante disquisizione".

Il Marigny, che ho letto più di 30 anni fa, è un "mattone" che, al giorno d'oggi, ben pochi riuscirebbero a leggere con attenzione fino in fondo. Dice cose vere e sacrosante ma in un modo che non si adatta più ai tempi odierni dove l'informatica, le comunicazioni, le interazioni fra individui e testi, devono essere brevi ed essenziali. Se non senti o non leggi cose che vanno subito al nocciolo della questione ti stufi, abbandoni l'argomento o non gli presti la dovuta attenzione. In questa era di I-Phon, I-Pad, Sms, tutto deve essere conciso e immediato o l'attenzione del tuo interlocutore si dissolve come le menti degli zombies che popolano le assordanti discoteche che producono musica martellante e sempre uguale. Al giorno d'oggi tutto deve essere piatto, frenetico e immediato.

A parte queste considerazioni sulla decadenza spirituale e intellettiva delle masse, voglio proporre succintamente alcune argomentazioni contenute nel capitolo tredicesimo del libro del Marigny. Non tutti l'hanno letto e quindi ritengo utile divulgare qui alcuni punti del libro.

Il capitolo è intitolato con questa domanda: "TUTTI I COLPI SONO NUOVI?". Inizia con la spiegazione del significato dei termini "COLPO" e "NUOVO" alla roulette, perchè la domanda, evidentemente posta da giocatori che non conoscono le leggi naturali che regolano l'azzardo, è in realtà molto mal posta.

1°) Il profano designa generalmente con la parola "COLPO" ogni lancio di pallina nel cilindro, relazionandola al risultato della vincita o della perdita in base alla Chance o al numero uscito. Confesso di esserci caduto anch'io definendo "colpi" una quantità di lanci della pallina da parte del croupier.

Il Marigny, invece, spiega che alla roulette la parola "colpo" è sinonimo di figura e perciò un R isolato tra due N è un "colpo di uno", chiamato anche "intermittenza isolata". Dieci R consecutivi (serie) sono un "colpo di 10". Sette intermittenze consecutive sono un "colpo di 7", ecc. In pratica, nella definizione "colpo" non importa il contenuto ma lo spezzone di permanenza che lo contiene. Uno spezzone la cui lunghezza dipende da ciò che vogliamo osservare al suo interno. Il colpo, quindi, è una qualsiasi figura, di una qualsiasi lunghezza, considerate proprio per le caratteristiche di forma e quantità.

A questo punto direi che per usare dei termini che siano in qualche modo "universali" dobbiamo chiamare "Colpo" una definita quantità di Boules che formano le varie figure di 1, di 2, di 3, ecc. Dobbiamo definire "Boules" i lanci della pallina da parte del Croupier. Se siamo tutti d'accordo nei termini, ci capiremo meglio.

2°) Secondo il dizionario la parola "NUOVO" significa "non ancora visto" e quindi, in base a questa definizione, ogni giorno è un giorno nuovo. A questo punto il Marigny dice che evidentemente gli autori della domanda non volevano dare questo significato alla parola "nuovo", ma volevano dire "indipendente", chiedendo se ogni boule è indipendente dalle altre che l'hanno preceduta e che la seguiranno.

La domanda, quindi, deve essere riproposta in questi termini: "tutte le figure e tutte le boules sono indipendenti?".

La risposta del Marigny è: "NO; qualsiasi figura e qualsiasi boule non può essere indipendente giacché ciascuna di esse è una frazione di un insieme che, lungi dall'essere indipendente, è suddiviso e limitato in tutti i suoi movimenti e sottomesso a leggi ben precise".

In pratica, ogni colpo (figura di 1, di 2, di 3, ecc.) e ogni boule (lancio di pallina) è in stato di "gestazione" e porta in se una somma di "libertà" e una somma di "servitù o di legame".

La "libertà" dipende da questo:
A ogni lancio la pallina si trova in presenza di 18 caselle di un colore e di 18 caselle del colore opposto. Di conseguenza ha uguali probabilità di cadere in una qualsiasi delle 36 caselle (zero escluso).

La "servitù o legame" dipende da questi eventi globali:
1°) Dalla Legge dell'equilibrio o dell'Uscita delle figure.
2°) Dalla Legge della distribuzione di queste figure in unità e agglomerazioni diverse.
3°) Dalla Legge della devianza o dei coefficienti, della radice quadrata, che limita non la durata ma il grado di violenza degli scarti che le boules, come le figure, possono produrre andando contro la Legge dell'equilibrio e della distribuzione.

In questo modo la realtà matematica è che la "libertà" dei colpi e delle boules combatte incessantemente contro la realtà statistica del "legame" dei colpi e delle boules.
Ne risulta che quando non c'è scarto fra due figure equivalenti e opposte, ci sarà stata una completa libertà nella loro lotta per la supremazia. Quando invece lo scarto raggiunge un valore più o meno rilevante, classificabile nei valori dei coefficienti della radice quadrata delle boules totali, la tensione di questo scarto incatenerà seriamente la libertà delle figure e delle boules che le compongono. A questo punto il "legame" di queste figure e boules alle Leggi naturali riprenderà i suoi diritti incatenandone la libertà di deviazione e riportando il tutto verso le medie statistiche, delle quali non potranno mai liberarsi. (Ho usato i termini del Marigny, anche se io avrei usato altri termini più attuali.)

Fine della prima puntata. La seconda fra una settimana o giù di li.

Oggi ho pubblicato il terzo sistema sulle Chances Semplici. Mi riferisco a quella serie di sistemi pubblicati tempo addietro in un altro sito e che ora voglio aggiungere a questo. Si tratta di "Figure di 3" e di una tendenziale coincidenza sullo sviluppo di 8 termini.

CAPITOLO: CHANCES SEMPLICI
TITOLO: C.S. F3 AL TERZO SOVRAPPOSTO

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25/11/11

LEGGERE E IMPARARE

Tempo fa una persona, che di certo di roulette non ne sa molto, mi chiedeva con un tono di sufficienza "...ma che cosa sono tutte queste figure, figurine, figurette alla roulette?".

Di certo non doveva chiederlo a me, ma ai vari Marigny, Chateau, Della Moglie, Pascal ecc. che prima di me le hanno scoperte e definite. Io non ho fatto altro che leggere i loro scritti e imparare.

Leggere e imparare: questo è alla base di ogni comunicazione umana perchè nessuno è in grado di imparare senza una interazione esterna. Se poi qualcuno è in grado di scoprire o inventare qualcosa in più, questa è la ciliegina nella torta che arricchisce il genere umano. L'importante però è imparare ciò che altri prima di noi hanno già scoperto. Si eviterà così molte perdite di tempo e fregature per chi entra in contatto con chi, in buona o mala fede, dice che le sue affermazioni hanno un fondamento; anche se di solito queste affermazioni coinvolgono "cabale", "stelle o quadrati magici", attribuendo ad avvenimenti "particolari" e senza una reale giustificazione, le condizioni necessarie per poi praticare un gioco.

Sapete che qualcuno vende sistemi a 24 mila euro promettendo vincite strepitose giocando 5 sestine contro una e, beninteso, contro lo zero? E che cosa fa questo signore per distogliere la mente dell'incauto acquirente dalla "cazzata" che sta comprando? Condiziona l'attacco sulle 5 sestine a una successione di avvenimenti che devono accadere prima dell'attacco. Si aspetta che si realizzi una cosa iniziale. Poi si annotano 3 avvenimenti successivi. Poi si aspetta che si realizzi un'altra cosa come la prima e solo allora si giocano le 5 sestine, escludendo quella che fa parte del primo dei 3 avvenimenti annotati precedentemente. Se esce proprio quella sestina si perde e allora si esclude dalla nuova puntata quella relativa al secondo avvenimento e, perdendo anche quella puntata, si esclude la sestina del terzo avvenimento. Il bello è che se si perdono soltanto questi 3 tentativi, si salta della modula che, come potete ben immaginare e calcolare, ammonta a 215 pezzi per guadagnarne 1. Infatti, 1x5=5; 6x5=30; 36x5=180. Totale =215. Però si assicura che il salto avviene molto raramente e che con questo metodo ci si arricchisce in poco tempo. Evidentemente il precedente verificarsi delle due condizioni, intervallate da un qualsiasi numero di boules, darebbe un vantaggio al giocatore che, anche se noi comuni mortali non riusciamo a comprenderne le ragioni, trova una giustificazione che senz'altro deve sconfinare nella "magia".

Ma che sistema intelligente!!! Il fulcro del gioco non è il fatto di giocare 30 numeri contro 7, ma è quello di aspettare quelle particolari condizioni che assicurano poi la vincita sulle 5 sestine, che tra l'altro sono già state definite dai 3 avvenimenti succedutisi dopo la realizzazione della prima condizione; anche se nel frattempo sono passati 20-30 tiri di pallina. GENIALE!!!

A un gioco simile non ci sarei mai arrivato.

Purtroppo c'è chi ne ha subìto gli effetti e, dopo qualche giorno di vincita, gli sono capitati tre salti in quattro giorni. Vi immaginate di dover recuperare 215 pezzi a 1 pezzo alla volta? Vi immaginate di dover recuperare 430 pezzi a 1 pezzo alla volta? Vi immaginate di dover recuperare 645 pezzi a 1 pezzo alla volta? Ma con questo metodo ci si arricchisce, come è capitato al suo "inventore" che vive come un nababbo, ma nell'anonimato. Vive in sfarzose residenze in Italia, a Londra e a Las Vegas circondato da servitù, agenti della sicurezza, telecamere e segretarie (salvo poi essere portato in giudizio per gratta e vinci falsi. Vedi link articolo di giornale).

Una cosa è certa: il nostro "genio" merita la nostra ammirazione perchè, per vendere a quel prezzo una simile "cosa", deve essere un grande conoscitore della psicologia umana e della propensione della gente a credere alle cabale. Oppure deve andare in cerca di persone che non hanno mai praticato la roulette e che quindi sono completamente a digiuno di questa realtà.

Le prime 73 pagine del libretto che contiene il sistema descrivono gli avvenimenti e gli stati d'animo di un intervistatore che deve incontrare il "gran maestro". Cosa gliene frega al lettore, questo non l'ho capito. Se questo intervistatore avesse dovuto incontrare Gesù Cristo, Allah, o Buddha, non avrebbe dimostrato una maggiore apprensione; una maggiore suggestione; una maggiore sequenza di stati d'animo che portano a coinvolgere il lettore e gli fanno credere che l'intervistato sia la divinità stessa fatta uomo. E si; penso proprio che questo sia lo scopo.


Poi inizia la spiegazione del "grande gioco" e, se prima il linguaggio era scorrevole e italianamente corretto, da quel punto in poi i concetti di equilibrio, di scarto, di Legge del terzo e di progressione sono "spiegati" in un modo del tutto personale che evidenzia la mancanza di letture e studi che determinerebbero l'uso più appropriato dei termini. Quei termini che, comunemente usati dagli studiosi del campo ludologico, sono per lui sconosciuti.


E' per questo che io continuo a ripetere sempre le stesse cose: leggete quanto più potete sull'argomento; imparate e confrontate poi ciò che vi viene propinato da sedicenti esperti, con quelli che sono i punti fermi delle leggi naturali del caso.


La roulette non è altro che uno strumento che produce casualmente una serie di numeri che sono sempre gli stessi (37) e non si discosta da quelle che sono le leggi della natura, proprie della vita di ogni giorno. Tutti i fenomeni che sono prodotti alla roulette sono riscontrabili nella vita quotidiana, o globale, di noi tutti. Noi non ci facciamo caso, ma tutto ciò che ci succede rientra nelle 3 grandi leggi dei numeri casuali. Non ci sono cabale; non c'è nessuna ragione per cui dopo l'uscita di un numero, o di un particolare evento, si debbano preferire alcuni numeri a discapito di altri; non esiste che lasciando fuori 7 numeri questi non debbano uscire per 3-4-5 o più volte consecutive, anche se i numeri cambiano ogni volta. Vincerai molte volte il tuo pezzo perchè giochi 30 numeri, ma alla fine gli esclusi reclameranno il loro diritto a presentarsi secondo il principio di Bernoulli.


Henri Chateau, nel suo libro "LA SCIENZA DELLA ROULETE E DEL TRENTA E QUARANTA", ci descrive esaurientemente quelle che definisce le tre "Leggi dei numeri".

1° LEGGE DELL'EQUILIBRIO.
2° LEGGE DELLO SCARTO.
3° LEGGE DELLE FIGURE.


1°) LEGGE DELL'EQUILIBRIO.
Con l'aumentare delle prove, eseguite sempre nelle stesse condizioni, tutti gli eventi tendono a equilibrarsi. 

Per dimostrare questa affermazione prende una permanenza reale di 100 sedute corrispondenti a 56.534 boules e stabilisce che ognuno dei 37 numeri ha la tendenza (o il diritto) di presentarsi per 1.528 volte e infatti lo zero, che è un numero come gli altri, si è presentato in questo caso 1.536 volte. Degli altri numeri non fa menzione, ma qualsiasi sperimentazione sufficientemente grande darà questo risultato. Le fluttuazioni in più o in meno saranno minime e si ridurranno con l'aumentare delle prove.


2°) LEGGE DELLO SCARTO.
In pratica, con questa legge il Chateau descrive la Legge del terzo con l'esempio di 37 estrazioni di 37 gettoni da un sacco dove si rimette ogni volta il gettone estratto. Sarà impossibile estrarre i 37 gettoni una volta ciascuno; ce ne saranno un certo numero estratti due volte o più. Questo è lo scarto, ma un uomo che passa la sua vita a ripetere questa operazione finirebbe per aver sorteggiato, nell'insieme, tante volte il gettone 1 quante il 2, quante il 3 e così via. Dallo scarto nel breve periodo si passa all'equilibrio nel lungo periodo. Come ho già detto in molte altre occasioni, le variazioni in più e in meno dei vari cicli si compensano lungo la strada e danno luogo a una tendenza all'equilibrio nei grandi numeri.


3°) LEGGE DELLE FIGURE.
Per questa legge il Chateau prende le 56.534 boules e le divide secondo i colpi di 1, di 2, di 3 ecc... Significa che la permanenza e stata analizzata contando le figure a R/N secondo la loro lunghezza nei filotti. Ecco la scomposizione sperimentale.


Risultato sperimentale.....Tendenza matematica

Zeri...............1.536..................1.528.
Colpi di 1....13.786.................13.752.
Colpi di 2......6.915...................6.876.
Colpi di 3......3.442...................3.438.
Colpi di 4......1.737...................1.719.
Colpi di 5.........858......................859.
Colpi di 6.........436......................430.
Colpi di 7.........212......................215.
Colpi di 8.........103......................108.
Colpi di 9...........56........................54.
Colpi di 10.........23........................27.
Ecc..

Analizzando una permanenza possiamo dividerla secondo il modo in cui escono le Chances Semplici e quindi si è stabilito che la serie è una linea retta e cioè costituita dallo stesso colore. L'intermittenza è una linea spezzata e cioè costituita da una mescolanza di linee spezzate e di linee rette. Chiaramente qui sono prese in considerazione soltanto le serie e cioè le linee rette formate dallo stesso colore.


Possiamo vedere che i colpi di 1 sono tendenzialmente uguali alla somma dei colpi superiori e, nello stesso tempo, il doppio dei colpi di 2. Quelli di 2 sono uguali alla somma dei superiori e il doppio di quelli di 3 ecc...


Riassumendo, la prima e la terza legge sono assolute solo alla distanza e su un numero di colpi che tende all'infinito. La seconda è tendenziale nel breve periodo e cioè nei limiti di un ciclo logico di numeri singoli, con maggiori variazioni in difetto o in eccesso negli agglomerati di numeri come Cavalli, Terzine, Sestine, Dozzine/Colonne, figure di Chances Semplici.


Perciò, quando vi dicono che un certo evento si verifica solo per lo 0,05% su un milione di boules, sappiate che quell'evento si può verificare 5-10 volte in un ristretto numero di boules: giusto quelle necessarie per farvi sballare. La media poi si ristabilirà, ma per noi..., sarà di conforto?


Oggi ho pubblicato il secondo sistema sulle Figure delle Semplici e precisamente sulle Figure di 3. E' un'evoluzione di quello sulle figure di 2 e ricerca il 3° perfetto in uno schema di otto posizioni. E' un buon sistema.


CAPITOLO: CHANCES SEMPLICI
TITOLO: C.S. F3. AL TERZO PERFETTO


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19/11/11

UN PO' DI STORIA

Agli inizi degli anni '70 ho conosciuto un signore che diceva di essere a conoscenza di un sistema per vincere alla roulette. A quel tempo io e un mio amico avevamo speso innumerevoli ore di tempo per cercare il modo di battere quella nuova divinità. Come tutti i principianti cercammo di ottenere una vincita con una adeguata distribuzione di masse a tappeto. Naturalmente, qualunque distribuzione scegliessimo, vi era sempre un punto debole che non ci permetteva una vincita matematica. Allora siamo passati a considerare ritardi e calori, ma il risultato era sempre lo stesso perchè, dopo poche esperienze, ci siamo resi conto che questi fenomeni, una volta rilevati, possono cambiare repentinamente di tendenza, rendendo vano ogni sfruttamento di ciò che avevamo rilevato. In sostanza, il massimo a cui eravamo giunti era la consapevolezza di non andare contro ai ritardi, di non seguire gli andamenti di una chance semplice con montanti tipo Martingala o D'Alembert, e comunque di non giocare a caso perché, nel tempo, la fortuna non esiste.

Tutto ciò fino all'incontro con questo signore. Era una persona anziana che, avendo sposato una ricca americana, aveva passato la sua vita dentro i maggiori Casinò del mondo. Una volta separato dalla moglie si trovò a vivere solo e in povertà. Ci raccontò che il sistema che lui conosceva lo aveva appreso da un principe arabo che, a Montecarlo, lo metteva in pratica, con una buona disponibilità di capitale. Lo chiamammo “Il sistema del Principe”.

Io non so se la storia del principe arabo fosse vera, o fosse stata una “invenzione” per spronarci a investire un capitale nel gioco. Il fatto è che da quel momento si sono aperti davanti a me i cancelli dell'inventiva e, fra le migliaia di tentativi, sono scaturite molte cose buone.

Ricordo con gratitudine l'intelligenza di quella persona, che ho definito “il mio maestro”, perché mi ha permesso di incanalare le mie risorse intellettive in una strada che considero l'unica per poter ottenere i migliori risultati possibili dalle leggi naturali del caso: la "Legge del terzo".



Nel 1986 pubblicai, a mie spese, il mio primo libro "LA FINEDELL'AZZARDO" nel quale è descritto il sistema del principe arabo, un sistema sulle terzine: "LA CRESTA DELL'ONDA" e alcuni "SISTEMI DELLA SCACCHIERA" sulle sestine.



Naturalmente, prima della pubblicazione di questo libro mi sono documentato su quanto era già stato scoperto e scritto sulla roulette e perciò mi recai a Bologna, a casa del Comm. Delaiti e acquistai le pubblicazioni che lui ritenne più importanti e, per il tempo, attuali sulle scoperte ludologiche.

Mi lessi il Marigny, il Chateau, il Della Moglie, il Carobene, il Paludi e Arona con vari altri autori e opuscoli che il Comm. Delaiti mi vendette. Mi abbonai poi al suo "Bollettino delle Informazioni ludografiche" ricevendo mensilmente il relativo opuscolo.

Alla fine, riscontrato che le mie esperienze non trovavano riscontro in nessuna delle pubblicazioni ricevute, decisi di pubblicare il libro che, per la verità, tramite il Comm: Delaiti, ebbe un discreto successo che mi permise di rifarmi delle spese più un piccolo utile.

I sistemi possono vincere e possono perdere. L'importante è l'idea che giustifica il gioco, con la consapevolezza che ciò che può vanificare il nostro metodo deve dipendere soltanto da una deviazione dal comportamento tendenziale di una serie di numeri casuali: lo scarto.

Il "sistema del Principe” è pubblicato nel mio libro “LAFINE DELL'AZZARDO” con il nome “Sistema delle distanze”.

Oggi ho pubblicato il primo di una serie di sistemi già pubblicati tempo addietro in un altro sito. Poichè sono di difficile reperibilità ho deciso di pubblicarli anche qui di modo che, assieme agli altri già pubblicati, completino maggiormente il percorso ludografico che ho scelto di condividere. Alcune parti dell'inserto sono scritte a mano. Allora, quando ho scritto queste cose, non avevo l'esperienza che ho oggi per la scrittura al PC.

CAPITOLO: CHANCES SEMPLICI
TITOLO: C.S. F2 AL TERZO PERFETTO


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13/11/11

LA QUADRATURA DEL CERCHIO

Chi ha detto che la quadratura del cerchio è impossibile?
Secondo la geometria (ed è la realtà) non si può tramutare l'area del cerchio in un quadrato "utilizzando riga e compasso". Ciò significa che utilizzando meri calcoli matematici ci si dovrebbe riuscire. Infatti, se per esempio un cerchio ha un raggio 30, la sua area è 2.896 (30x30x3,14). Se con quei 2.896 vogliamo costruire un quadrato, poichè la sua area è uguale a lato x lato, basterà fare la radice quadrata di 2.896 e si otterrà un quadrato in cui i 4 lati saranno uguali. La radice quadrata di 2.896 è 53,81449618829484 e ciò significa che se facciamo un quadrato il cui lato è uguale a questo numerone, otteniamo la stessa area di 2.896.

A questo punto non capisco cosa significa e che senso ha la parte dell'affermazione "utilizzando riga e compasso". Se il cerchio lo facciamo con il compasso e il quadrato con la riga, che senso ha accomunarli nella costruzione delle due forme geometriche? Qualcuno me lo sa spiegare?

Secondo me, l'unica cosa che non è riducibile a un quadrato sono i 37 numeri della roulette. La roulette è un cerchio che contiene 37 numeri e poichè tali numeri sono per forza di cose quantistici, non ci sono virgole che possano frazionare il disegno geometrico. Ogni numero è una quantità ben definita, non divisibile e perciò il quadrato deve essere formato da numeri interi. Ciò significa che con 36 numeri possiamo fare un quadrato, ma con 37 no. L'unico numero plausibilmente escludibile è lo zero perchè è asimmetrico rispetto alle altre varie combinazioni contenute e giocabili nel tappeto.

Ecco che l'unica quadratura veramente impossibile è quella del cerchio della roulette ed è impossibile soltanto per la mancanza di "decimali". I numeri della roulette non sono frazionabili, ma quantisticamente discreti. La roulette, quindi, se considerata nella sua completezza, non è trasformabile in un quadrato e di ciò ne eravamo ben coscienti quando negli anni '70 lo abbiamo creato.

E allora? Vogliamo rinunciare a molti bei giochi e varie possibilità di vincita utilizzando il quadrato alla roulette? Credo proprio di no e perciò escludiamo dal quadrato lo zero che, assieme alla non equità del pagamento, rappresenterà la tassa da pagare al banco, sia con una sua copertura, sia senza copertura.

Oggi ho pubblicato una carrellata di applicazioni del quadrato alle Chances della roulette. Non ci sono sistemi proposti, ma soltanto raffigurazioni di un inserimento di 36 colpi di roulette nei vari tipi di quadrato. I vari modi di sfruttamento di tali configurazioni finali sono stati, e saranno, oggetto di sistemi pubblicati e pubblicabili a parte. Tutto ciò costituisce un'opportunità di studio e di risoluzioni aperta a tutti. L'importante è trovare, provare, riuscire e ottenere.

Colgo l'occasione per far presente agli Admin di tutti i Forum riguardanti il gioco della roulette che permettere la pubblicazione di certi "botta e risposta" con inclusi insulti, allusioni, parolacce, non fa bene al Forum stesso. Non so se la cosa è permessa per fare "volume" sulla quantità dei post, ma una cosa è certa: le decine di persone serie che li leggono, alla fine, si annoiano e si disamorano del Forum. A cosa serve litigare con insulti vari, accuse di incapacità o altro? Fanno solo perdere tempo a chi vuole leggere qualche parere sul puro gioco. Alla fine è un danno per il Forum stesso. Se l'Admin non vuole bannare queste persone, suggerisco di ignorare gli insulti, le osservazioni di incapacità o altro e non rispondere alla persona che li fa. Probabilmente se nessuno risponde, forse questo si stanca di parlare al vento e se vede che nessuno gli da retta, forse la smette di occupare spazio inutilmente. Se avete qualcosa da dire che riguarda la roulette, bene; altrimenti ignorate le critiche e soprattutto gli insulti. Forse questi personaggi si stancheranno e se non si stancano perchè così facendo danno un senso alla loro vita, fate finta di niente (come disse Cheyenne a Claudia Cardinale); proseguite nei vostri ragionamenti sulla roulette e fate le vostre osservazioni costruttive per migliorare ciò che altri propongono o che voi stessi proponete.

CAPITOLO: QUADRATI
TITOLO: TIPI DI QUADRATO

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27/10/11

UNA BOTTA E VIA...

"UNA BOTTA E VIA". Avete presente il bullo del quartiere quando si vanta che lui le donne le tratta in questo modo? E' quello che dobbiamo fare noi con una signora che di solito la botta la da lei a noi. Avrete capito che mi riferisco alla roulette.

Perchè dovremmo comportarci in questo modo da "cafoni" con questa affascinante Signora? Perchè dopo un po' anche lei, come le donne, comincia a pretendere, a volere e a decidere. E' giusto che sia così perchè, come le donne, ha una propria personalità e ciò che vorremmo fare noi può non coincidere con ciò che farà lei. A noi non resta altro che dire "si cara! Come vuoi tu". La differenza è che con le donne potresti anche trovarti bene e condividere le loro decisioni; con la roulette ti troverai ripulito da cima a fondo. 

Eppure l'inizio era stato bello: c'era l'euforia; c'era la rispondenza alle nostre aspettative; c'era la soddisfazione di aver ottenuto qualcosa che solo tu puoi ottenere perchè "sei tu", e in quel momento sei l'unico a poterla domare e controllare. 

E dopo? La nostra "domata" comincia a comportarsi a modo suo e non fa ciò che noi vorremmo facesse. Come mai? 

E' semplice: la "domata" ha una sua personalità e non è come noi vorremmo. Ci sembrava lo fosse nei primi momenti del nostro approccio ma, una volta soddisfatte le nostre prime aspettative, è emersa la sua natura individuale che non corrisponde più alla nostra visione idealizzata di come dovrebbe comportarsi. La donn....oops...la roulette comincia a non fare ciò che vorremmo noi e devia dal comportamento che avevamo previsto. 

Purtroppo questo è il destino di ogni sistemista e la spiegazione di questo voltafaccia della roulette non può che derivare dalla "permanenza continua". Quando cominciamo un sistema, la rilevazione e il momento di attacco difficilmente coincidono con un periodo contrario al nostro gioco perchè partiamo da un punto iniziale e arriviamo alla fine di un ciclo in cui vi è una tendenza. A questo punto abbiamo raggiunto lo scopo, ma di solito cosa facciamo? Continuiamo il gioco sulla stessa permanenza; facciamo le "risalite" per risparmiare tempo e per costruire in fretta una nuova partenza o, nella migliore delle ipotesi, prendiamo numeri nuovi e facciamo ulteriori partite restando sulla stessa permanenza. Alla seconda, terza o quarta partita ci capita invariabilmente la negativa: perchè? Perchè non ci siamo messi nella stessa condizione di quando abbiamo cominciato a giocare. I numeri che abbiamo elaborato nelle prime partite hanno prodotto il loro risultato tendenziale perchè erano all'interno di un ciclo logico che ha avuto un inizio e una fine. L'allargamento poteva presentarsi all'inizio o alla fine e così pure il calore. In ogni caso c'era stata la tendenza statistica e il raggiungimento dei nostri scopi è dipeso da una questione di sostentamento economico. 

Poi capita che una volta terminate le prime partite, la roulette produce una permanenza contraria alle nostre aspettative. La tendenza non si realizza per lungo tempo e il nostro capitale è posto a rischio: perchè? 

E' semplice; la tendenza si è manifestata alla fine della nostra precedente partita e ciò che ora stiamo subendo è il legame opposto del periodo precedente. Se nella precedente partita abbiamo vinto sui doppioni, ora stiamo subendo il dovuto allargamento di nuovi numeri che ristabiliscono la proporzione dei due terzi tendenziali e il percorso per ritornare nuovamente ai doppioni sarà più lungo di quello di un ciclo normale. La sovrapposizione dei due cicli logici ha casualmente allungato la fase di allargamento, che poi si ristabilirà verso la fine del nuovo ciclo. In pratica, la permanenza continua è ciclica e, secondo il punto del nostro attacco, può essere favorevole o sfavorevole. Il che significa che procedendo in questo modo, ci capiterà inevitabilmente il periodo sfavorevole. 

Per verificare questa tendenza basta rilevare diversi cicli logici di 37 colpi l'uno, quantizzando cronologicamente una permanenza. Vedrete che i numeri doppiati si concentrano principalmente all'inizio del ciclo e si diradano nella parte del fondo, dove il ciclo termina. La ragione è chiara e più volte già descritta: il settore dei numeri visitati aumenta sempre più mentre diminuisce quello dei non visitati. I numeri che entrano per primi subiscono un maggior numero di assalti da parte della pallina rispetto a quelli che entrano dopo, con lo svolgersi della permanenza. 

Ecco che con questo andamento, se leghi partita dopo partita, incapperai inevitabilmente nel periodo contrario e lo subirai interamente. 

Gli andamenti della permanenza, quindi, sono altalenanti e se il nostro gioco va bene per un periodo, può non andar bene per il successivo. Ecco perchè, nella maggioranza dei casi, quando cominciamo un gioco alla roulette le prime tre o quattro partite vanno bene. Non appena la roulette si assesta con noi, ci propina l'andamento contrario e noi siamo destinati a finirci dentro. 

Ecco che la "botta" è necessaria per interrompere un rapporto che sarebbe destinato a naufragare nella delusione e nel conflitto con le leggi della casualità. Come il "bullo" del quartiere, anche noi sistemisti dobbiamo dare un "botta" e via. Se siamo sul terrestre dobbiamo cambiare tavolo; se siamo in rete dobbiamo cambiare tavolo se ce ne danno la possibilità o interrompere il gioco e riprenderlo dopo 15-30 minuti; se stiamo usando il processore dobbiamo uscire dal Casinò on line e rientrare. Può darsi che il processore memorizzi i numeri della sessione in corso e non faccia il collegamento con la sessione precedente. Lasciate che la "Signora" si sfoghi e dopo sarà pronta per un'altra "botta". 

Oggi ho pubblicato il secondo gioco sulle terzine 1-2. Si tratta di un misto fra sistema e azzardo. Diciamo che la prima parte rispecchia i dettami della Legge del terzo e quindi rientra nelle caratteristiche dei precedenti giochi. La seconda parte ci da la possibilità di vincere cifre importanti con l'utilizzo dei Paroli. 

Ho voluto pubblicarlo per soddisfare quei giocatori che amano il rischio in prospettiva di una grossa vincita. 

CAPITOLO: TERZINE 1-2.
TITOLO:TERZA FIGURA DIVERSA Con Paroli. 

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17/10/11

ROULETTE DELLE MIE BRAME

...e il re di Roulettelandia chiese: "Roulette, roulette delle mie brame, chi è il più potente del reame?" La roulette rispose "Il Paroli è il più potente."

L'adattamento della nota favola al regno della roulette è quanto di più vero e riscontrabile ci possa essere stato nel paio di secoli di vita di questo strumento che ci regala tante speranze e illusioni.

Non sono molte le volte in cui abbiamo sentito che in qualche Casinò del mondo qualche tizio ha sbancato un tavolo della roulette. Tuttavia ciò è successo e allora senz'altro ci siamo chiesti: "Come ha potuto farlo? Che gioco ha fatto per ottenere un simile risultato? Possibile che la sua fortuna sia durata tanto da assisterlo per tutto il tempo in cui ha giocato?".

E' mia convinzione che la sua fortuna sia dipesa da una temporanea coincidenza con una lunga e frequente sortita di un settore da lui preferito come la "serie" o i "vicini" e che li abbia sempre fatti andare per il tutto. Solo così si giustifica un risultato così eclatante perchè la ricerca continua di numeri casuali, o di numeri preferiti, o di numeri ragionati, non può portare e non ha mai portato a vincite abbastanza consistenti da essere menzionate sui giornali. Anzi, poiché la continua scelta dei numeri da giocare non può risultare sempre azzeccata, il destino del giocatore casuale è la perdita costante, accentuata dalla tassa dello zero, o del 37° numero che dir si voglia. Il destino del giocatore che "ragiona", invece, è la faticosa speculazione di pochi pezzi a fine giornata, non certo paragonabili alla vincita eclatante di quel giocatore fortunato, nemmeno sommandoli tutti nell'arco di dieci anni.

Ora non entro nel merito se questi fatti siano la verità o piuttosto una montatura per attirare un maggiore afflusso di speranzosi giocatori al Casinò; in circa quarant'anni di frequentazione, io personalmente non ho mai assistito a uno di questi fatti, ma con ciò non posso dire si tratti di una bufala artatamente montata dalle Case da gioco.

Accettiamo questi fatti come veri e anzi, inviterei qualche croupier (magari in pensione) a postare da qualche parte in rete (Forum o Blog) qualcuno di questi episodi. Sarebbe grandioso leggere di avvenimenti che nessuno conosce; leggere di giocatori particolari o di grandi vincite e di come sono state ottenute.

Sono convinto che queste grandi vincite siano state ottenute per mezzo dei "Paroli", che non fanno altro che moltiplicare esponenzialmente delle prime vincite iniziali. In pratica si gioca con i soldi del Casinò. E' la Casa da gioco che moltiplica le nostre vincite e non siamo noi che aumentiamo le puntate per ottenere i pochi pezzi che si ottengono per superare quanto speso in precedenza.

Il mio maestro diceva: "dobbiamo mettere in negativa la Casa da gioco e non cadere in negativa noi. Dobbiamo puntare il minimo per vincere il massimo."

Siamo d'accordo che tutte le puntate iniziali costituiscono in ogni caso un impegno economico. Siamo d'accordo che tutti i tentativi falliti costituiscono un costo da detrarre dai tentativi riusciti. In ogni caso, però, abbiamo dalla nostra la possibilità di aumentare il valore del pezzo di partenza e superare i periodi in cui il "Paroli" non può riuscire per il contingente andamento della permanenza. Sappiamo che la "Legge sulla distribuzione delle figure" ha i suoi diritti e che un qualsiasi filotto, per quanto possa ritardare, alla fine dovrà apparire.

E' chiaro che più si allunga la durata del filotto più aumenta il risultato finale; ma sappiamo anche che ciò dirada maggiormente la sua apparizione e che i tentativi falliti aumentano in proporzione alla sua durata. Bisogna trovare una giusta strategia per un "Paroli" che dovrà essere "flessibile" secondo l'esposizione che nel frattempo si è raggiunta.

Per la nota "Legge sulla distribuzione delle figure" sappiamo che per ogni serie di 7 si devono avere due serie di 6, quattro di 5, otto di 4 e così via, ma queste proporzioni non sono rigorosamente ordinate nel tempo. Come il Bernoulli ci insegna, saranno statisticamente proporzionate con l'aumentare delle prove. Ciò significa che le proporzioni possono presentarsi in modo diverso per lungo tempo e che i nostri tentativi falliti possono causarci un notevole impegno economico (e di ciò ne sapeva qualcosa il Garcia).

Ciononostante non è da escludersi che qualcuno incappi proprio nel luogo giusto al momento giusto e che un filotto di "serie" o "vicini" o "finali" lo renda ricco nel giro di mezz'ora.

Il guaio è che penserà che la cosa è ripetibile, e allora...

Il gioco che sto preparando è lungo e laborioso nella sua descrizione. Si tratta di un gioco base uguale a molti altri già descritti, ma supportato, in certi momenti, con l'ausilio del Paroli. E' una semplice proposta di gioco che nel suo svolgimento primario può dare un risultato normale; nella realtà individuale di ognuno di noi può dare grosse vincite secondo la temerarietà personale.

Per esempio, se dopo una giornata di lavoro e un normale guadagno, volessimo tentare il colpo di fortuna, possiamo destinare l'ultimo incasso, o una parte di esso, a un Paroli che ha di per se buone possibilità di riuscita. Il limite di stop dipenderà dagli appetiti della persona, che in quel momento è giocatore e non più sistemista.

Spero di pubblicare il tutto entro un paio di settimane.

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03/10/11

COSA FA LA DIFFERENZA?

Molto spesso ciò che vogliamo non corrisponde a ciò che per effetto della realtà fisica possiamo realizzare; non corrisponde perché la realizzazione di ciò che pretendiamo deriva da una fonte che non si adatta alla realtà specifica di ciò che vogliamo ottenere. Il fenomeno cui facciamo riferimento è adatto a una diversa impostazione delle cause che producono i risultati.

Avrete già capito che il fenomeno cui faccio riferimento è la Legge del terzo sui Numeri Pieni e che ciò che pretendiamo è un'estensione dei suoi effetti alle altre Chances della roulette.

La domanda che a questo punto ci poniamo è: QUAL'E' LA DIFFERENZA?

La Legge del terzo non è altro che un fenomeno meccanico, per il quale l'aumento delle caselle visitate depaupera le caselle vergini della possibilità di essere visitate, nel corso di un singolo ciclo logico. Probabilisticamente le caselle non visitate restano, grossomodo, pari a un terzo dei numeri disponibili e la variabilità in più o in meno non supera in genere i 4 punti.

Si tratta di una selezione "pura" dove la pallina, quando cade, determina "uno e uno soltanto" dei risultati possibili. Significa che la pallina determina la sortita di un solo numero e che quel numero può essere solo quello; non ci sono altri numeri che potrebbero appartenere a quella casella.

In base a questo fenomeno lo studioso può fare un certo affidamento su un risultato che, pur essendo soltanto tendenziale, ben difficilmente devia più di 3-4 punti dalla media statistica delle 24 presenze.

I problemi capitano se si pretende che gli stessi risultati che si verificano sui pieni, si debbano verificare anche sulle altre Chances Multiple come Cavalli, Terzine, Sestine, o addirittura Dozzine, Colonne e Chance Semplici. Vogliamo che le Multiple, diverse dai Pieni, si comportino come i Pieni, ma ciò non è possibile perché i Pieni sono costituiti da caselle singole, mentre le altre Multiple sono costituite da raggruppamenti di caselle che vanno da 2 a 18.

Ho più volte ribadito che un semplice ciclo di Chances Multiple, diverse dai Pieni, non può dare lo stesso affidamento che la Legge del terzo può dare ai Pieni perchè la pallina cade in una sola casella e se quella casella fa parte di un gruppo più ampio (2-3-6-12 o 18) gli assalti della pallina non hanno più a disposizione un uguale quantitativo di destinazioni pari alle caselle disponibili. Quelle destinazioni sono costituite da gruppi di caselle e, mentre con i pieni una casella visitata per la prima volta costituisce un allargamento, per un'altra Multipla costituirà un calore se quella casella fa parte dello stesso gruppo di una casella visitata in precedenza. Il numero è diverso ma la Chance è la stessa.

Per ovviare a questo inconveniente, io e il mio vecchio gruppo di studio, abbiamo a suo tempo escogitato la cosiddetta "moltiplicazione degli eventi", prendendo spunto dalla "moltiplicazione di eventi" sulle Semplici, letta in un libro che non ricordo se fosse stato del Marigny, del Della Moglie o del Chateau. In pratica abbiamo aumentato i cicli logici della Chance coinvolta fino a tirare 36 colpi di roulette. In questo modo i risultati sono ottenuti da due cicli di Cavalli, tre cicli di Terzine, sei cicli di Sestine. Per quanto riguarda Dozzine, Colonne e Chances Semplici siamo ricorsi a una moltiplicazione delle loro "figure".

Il principio che giustifica questa "moltiplicazione" di Chances è che, se per effetto della loro composizione il singolo ciclo può deviare dalla tendenza statistica, il completamento di più cicli può ottenere delle compensazioni che realizzano la stessa tendenza dei Pieni. In pratica, uno sviluppo di calore di un ciclo sarà compensato da uno sviluppo di allargamento dell'altro ottenendo, alla fine, una più stabile tendenza statistica, paragonabile a quella dei pieni.

Accorgimenti a parte, resta il fatto che le Chances Multiple diverse dai Pieni non possono dare l'affidabilità dei Pieni. Una maggiore affidabilità la troviamo sui 90 numeri del lotto dove in un ciclo logico le proporzioni si avvicinano molto di più ai due terzi di presenze (60) e al terzo di assenze (30). Ma qui entriamo in un campo non pertinente.

Il sistema che ho pubblicato oggi, non solo riguarda le Terzine (raggruppamento di 3 numeri), ma concerne addirittura gruppi di 3 Terzine ciascuno. Si possono paragonare alle Nonarie viste in precedenti inserti, ma in questo caso vi è un concetto diverso che si basa sulla particolare disposizione delle Terzine 1 e 2 (Dispari o Pari).

Questo è il primo sistema. Ne seguirà un altro con un diverso modo di attacco.

Come ho accennato nel precedente Post, mi sono impantanato nella nuova versione di Word Office Writer e non sono ancora in grado di pubblicare la Home Page del sito. Devo ristudiare il tutto (tabelle, paragrafi, sfondi ecc.) e quando sarò in grado di farlo modificherò la pagina web. Per il momento ho pubblicato solo il sistema del giorno, che potete visualizzare tramite il link "Vai al PDF" qui sotto evidenziato. Funziona anche il link “Vai al Sito” ma il sito non riporta l'ultima modifica relativa al sistema. Provvederò non appena in grado di farlo.

Ho provveduto.

CAPITOLO: TERZINE 1-2
TITOLO: Terzine Dispari-Pari

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