23/09/16

E R MULTIPLI

Chi alla roulette affronta un'unica linea di gioco, sia statistico su frequenze scarti o equilibri, sia a spettanza probabilistica visiva (risultato atteso), è soggetto alla capacità elusiva della permanenza (prodotto della roulette).

Naturalmente il risultato atteso può essere ricercato soltanto all'interno di un ciclo logico, oltre il quale è inutile andare perchè la sua formazione è giustificata soltanto entro tale limite (Legge del terzo). Come qualsiasi altro evento ricercato, anche il risultato atteso è soggetto allo scarto negativo ed è sbagliato ricercarlo oltre il proprio ciclo logico perchè verrebbe meno la ragione che lo giustifica. Un normale "scarto negativo probabile" assume il valore dei 4/5i della radice quadrata del totale dei colpi considerati. Uno scarto eccezionale arriva anche a 5 volte tale valore (concetto di deviazione standard). E' chiaro che tutto ciò si estende in modo proporzionato a tutte le Chances e quindi qualunque sistema, che abbia un'unica evoluzione, a lungo andare si troverà a subire simili scarti secondo una frequenza e una durata che saranno determinati dalla statistica.

Questo è il destino di chi persegue un'unica linea di gioco applicata su uno schema globale e con un'unica cassa. La spettanza probabilistica visiva, applicata a uno schema globale, è destinata a incontrare il disegno contrario alla sua configurazione vincente e la durata di tale evento può raggiungere 5 volte il valore dello scarto negativo probabile.

Un altro problema è l'unicità della "chiusura". Quando la configurazione vincente ottiene la sua vincita, significa che il disegno ricercato si è "chiuso" e quindi abbiamo ottenuto una "chiusura". A questo punto, siccome l'unico attacco che abbiamo ricercato si è chiuso, dobbiamo ricostruire il tutto e cercarne un altro. Il guaio è che se prima abbiamo subìto una negativa, non è detto che la cosa non possa ripetersi nella partita successiva. Questi sono i difetti di un gioco globale, portato avanti con una cassa globale e che ricerca un'unica configurazione globale vincente.

Come si può allora superare questo inevitabile destino? Non sto parlando di gioco casuale dove si puntano numeri che fra loro non seguono un percorso logico. Sto parlando di un'unica "linea di gioco" che alla fine di un suo percorso dovrebbe dare la configurazione vincente.

La risposta è logica e coerente. Bisogna creare più risultati attesi in modo che la negatività di uno possa essere supportata dalle regolarità degli altri. Dico supportata perchè quella particolare capacità elusiva, che la roulette può mettere in atto in quel momento, ben difficilmente riguarderà tutti i diversi risultati attesi e senz'altro non potrà durare in eterno anche solo su uno di essi. Una volta l'ho "supportata" per 39 spin e ho comunque chiuso la sessione con più di 60 pezzi di utile. Pensate che la probabilità di sortita di quella linea di gioco è di una ogni quattro spin.

Perchè il sistemista comune perde? Perchè di solito segue un'idea, la gioca per qualche tempo e poi, visto che la combinazione non esce, cambia combinazione; magari proprio quando dopo pochi spin quella combinazione esce. Il suo errore è che insegue un'unica combinazione; un'unica idea che cambia alla prima difficoltà o al suo fallimento. Del resto questo comportamento è anche logico perchè a causa dello scarto quell'unica combinazione lo può anche portare ai massimali del tavolo o al salto della cassa.

La creazione e sviluppo di diverse linee di gioco ci permette invece di sfruttare diversi risultati attesi e sarà molto difficile che tutti incontrino nello stesso momento la loro permanenza contraria. Inoltre, con più linee di gioco possiamo contare su più vincite (chiusure) perchè, una volta ottenuta la chiusura su una di esse, ci saranno le altre che proseguono per la loro strada e la linea che ha chiuso può rientrare rimettendosi essa stessa in gioco. L'unico pericolo sarà dato dallo scarto negativo di una linea di gioco nel suo momento di maggiore impegno, ma in ogni caso questo evento è superabile dalla regolarità delle vincite sulle altre lineee di gioco. E' solo una questione di pazienza e di recuperi ottenuti dalle linee regolari, finchè anche quella linea "dormiente" chiude e allora il tutto rientra nella normalità con una normale cadenza delle chiusure.

Questa è una nuova concezione di attacco che certamente non deriva da un'improvvisa illuminazione spirituale. Sono arrivato a questo punto dopo anni di sperimentazioni e miglioramenti dei continui punti di arrivo che si sono succeduti lungo la strada, ognuno dei quali mi sembrava ogni volta il definitivo. E invece no...!!! Il giorno dopo, ecco che mi viene l'idea migliorativa e quindi giù di nuovo a modificare il tutto. Ne sanno qualcosa Alberto e Alessandro e anche Luca e Davide (testatori informatici) che non fanno in tempo a soffermarsi su un'idea, che già quell'idea è superata.

Del resto lo studio della roulette comporta tutti questi sviluppi. Vi riporto la premessa pubblicata nel mio Sito:

"Alla roulette non s'inventa nulla. Il gioco è li; basta solo scoprirlo: esiste già e si trova in un "limbo" tra infinite possibilità mai trovate. Ogni tanto uno vi si addentra, inciampa in una di queste possibilità e allora grida:
"Eureka, ho inventato un gioco"
In realtà ha solo fatto un percorso in quel "limbo", attraversato da migliaia di strade e ciò che ha "trovato" è solo un granello di sabbia in una grande spiaggia fatta di granelli di sabbia."

Il ritrovamento di un "granello di sabbia" non implica la fine di una ricerca. Senz'altro ce ne saranno altri di migliori. Per il momento il migliore (o forse il preferibile dato che non ritorno mai sui miei passi) è l'ultimo della trilogia con il quale ho realizzato i seguenti utili per sessione testandolo in reale:
46, 53, 48, 20, 60, 49, 57, 61, 71, 75, 73, 56, 66, 71, 29, 84.
Questi utili derivano dal frutto di una valida selezione su diversi risultati attesi, aiutata però da anticipazioni sulle possibili deviazioni su tali risultati. Se si realizza un risultato atteso, si chiude una linea di gioco con il suo utile. Se non si realizza il risultato atteso, si realizza comunque un incasso e si prosegue per il risultato atteso che alla fine deve realizzarsi. Tutto ciò lo si fa nei momenti impegnativi e non nelle prime fasi di attacco dove gli esiti non hanno grande importanza perchè non si è ancora giunti a scoperti importanti. Finora non ho mai superato i 400 di scoperto, pur forzando il gioco in certi momenti difficili.

Secondo la mia esperienza non ci può essere un attacco che per lungo tempo riesca a vincere facilmente avvalendosi della sola selezione. Ci saranno sempre i periodi della permanenza contraria che devia dal risultato atteso. Quando sulle Chances che compongono le linee di gioco si fa una scelta, capiterà sempre la permanenza che continua a far sortire le Chances non puntate, che non chiudono la configurazione vincente; la modificano ma non la chiudono. Allora la combinazione cambia e si prosegue l'attacco sempre su quella linea di gioco, ma quella "fedifraga" della roulette continua a far sortire le Chances di quella linea, che però non chiudono. A volte sembra che la roulette sia pilotata e invece il tutto fa parte della grande varietà delle permanenze che si incontrano e delle loro capacità elusive. Il fatto è che quando va tutto bene non ci diamo peso e passa tutto inosservato, mentre quando va male lo notiamo e ci resta impresso nella mente. Comunque alla fine si forma la configurazione vincente e allora si va in utile o si recupera gran parte dello scoperto. Il restante dello scoperto lo si recupera con le altre linee di gioco o anche con la stessa che nel frattempo è rientrata in campo.

Purtroppo non ho ancora condotto questo gioco con l'utilizzo della sola selezione. L'ho affrontato secondo il mio carattere, nel senso che bisogna saperlo condurre; bisogna restare calmi nei momenti iniziali che presentano poche aperture e forzare nei momenti in cui le linee di gioco sono mature. Tutto ciò lo si acquisisce dalla cadenza media delle chiusure. Poi bisogna anche anticipare le deviazioni elusive della permanenza perchè sono proprio quelle che ti portano alla negativa. Il tutto poi dev'essere condotto in un tavolo di roulette che ti dia il tempo di calcolare i cambiamenti e fare le puntate. Non è facile e molte volte per la fretta commetto anch'io delle sviste. Finisco di scriverlo, ma solo utilizzando la pura selezione. Come lo gioco io sarebbe molto complicato. Infatti, come posso descrivere una manovra finanziaria che si applica secondo la quantità delle aperture, la cadenza delle chiusure, la diversità delle puntate sulle Chances da puntare? Non vi è una progressione fissa come su un gioco a rosso e nero. Qui le puntate si incrementano secondo lo scoperto raggiunto, secondo la quantità delle puntate e secondo la distanza dalla precedente chiusura. Questo è come lo gioco io, ma se devo proporlo in un trattato, dovrò descriverlo nelle sue operazioni essenziali con la pura selezione e cioè senza anticipazioni sulle possibili deviazioni della permanenza e senza puntate allargate. Ci vorrà un po' più di cassa che però non dovrebbe superare i 1000 pezzi. I due amici lo stanno testando.

Riassumendo, sono convinto che un gioco con la pura selezione sia soggetto a forti scoperti a causa delle permanenze elusive prodotte dalla roulette. Con questo gioco lo si potrebbe verificare con test informatici, ma la programmazione di un simile gioco è molto difficile. Per il momento lo faccio testare manualmente a Alessandro e Alberto, nella speranza che la pura selezione non arrivi a scoperti che oltrepassano i 500 pezzi.

Negli infiniti segmenti di permanenza che la roulette produce ci sarà sempre quello che si adatta al contrario della nostra selezione. Quest'ultimo sistema della trilogia arriva sempre alle chiusure sulle sue diverse linee di gioco e con una pura selezione ciò comporta un impegno di cassa che non dovrebbe superare i 500 pezzi. Questo significa che i pezzi base devono per forza essere modesti e non importanti. Se si dovessero impiegare pezzi importanti, la conduzione del gioco dovrebbe essere molto più prudente di quella che faccio io e ciò comporta anche lunghi periodi di stallo con scoperti che comunque non dovrebbero superare i 20-40 pezzi. Con questa tattica gli utili non sarebbero come quelli da me ottenuti, ma si aggirerebbero intorno ai 10-20 pezzi per seduta. Questa è la mia impressione su questo gioco.

Vi è però anche un'altra considerazione: utilizzando pezzi piccoli si possono rinforzare le Chances della selezione di modo che gli utili, anche se costituiti di pezzi modesti, a fine sessione arrivano a essere ben sopra i 100.

Un'altra cosa: ultimamente faccio un gioco continuo, con permanenza personale. A ogni sessione mi accodo al punto di arrivo della precedente e attacco le vecchie aperture e per le partenze mi ricollego ai precedenti punti di arrivo. Non ho riscontrato differenze, anche perchè i risultati attesi non dipendono dalla cronologia della permanenza, ma dalla quatità dei risultati inseriti in appositi schemi.

Questa è la mia attuale esperienza.

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(Diminuiamo i politici perchè ci costano troppo e si contrastano gli uni con gli altri per mantenere la poltrona, i privilegi, lo stipendio. Un politico non potrà mai dire che l'avversario è stato bravo, altrimenti che ci sta a fare?)
(Fate in modo che il pianeta resista per almeno altri 20 anni, e cioè per la mia aspettativa di vita. Dopo di ciò il pianeta potrà anche morire perchè io non ci sarò più. Saranno i vostri figli a vivere (non so come) in un pianeta distrutto dall'uomo........!!!) (Provocazione).


10/09/16

SPETTANZE PROBABILISTICHE

Tutti sappiamo che la roulette produce dei risultati. I risultati sono il frutto della permanenza perchè è lei che, una volta formatasi, produce le frequenze, gli scarti, i disegni che il giocatore ricerca lungo il suo formarsi. Tutto ciò è condizionato dalle spettanze probabilistiche che possono essere disattese nel breve periodo, ma che nel lungo tenderanno a perfezionarsi statisticamente (principio di Bernoulli).

Per primo abbiamo una spettanza probabilistica che ho definito "assoluta" perchè è quella che riguarda il singolo spin. Poichè la roulette è un gioco a "reimmissione" (dove il numero appena sortito rimane sempre presente nella ruota) e poichè la pallina non ha memoria della permanenza passata, a ogni spin tutti i numeri hanno le stesse probabilità di sortire nel singolo colpo. E' inutile quindi pensare che dopo la ripetizione anche di tre o quattro volte di un numero, o di qualsiasi altra Chance, sia difficile che l'evento si ripeta un'altra volta. Quell'evento ha le stesse probabilità di prima di proseguire o di terminare e ciò rientra nelle frequenze casuali e il tutto produrrà i disegni destinati dal caso. Ciò riguarda tutti i singoli spin e gli attacchi che si basano sui singoli spin avranno un esito che sarà sempre soggetto al principio di Bernoulli.

Poi abbiamo una spettanza probabilistica che ho definito "relativa" perchè è quella che riguarda il singolo ciclo chiuso logico. Possiamo definire “spettanza probabilistica relativa” il diritto di sortita che ha ogni numero della roulette nell’arco di un ciclo chiuso (logico) di 37 spin. In base alla Legge del terzo, o in base alla Legge dello scarto (che in pratica è la stessa cosa), alla fine del ciclo logico i numeri presenti saranno tendenzialmente i due terzi e quindi ognuno dei 37 numeri disponibili ha una “spettanza probabilistica relativa” del 66,6% di essere presente. Se non consideriamo delimitazioni di permanenza in cicli chiusi, ogni numero che esce dalla ruota ha una spettanza probabilistica assoluta, ma in pratica in ogni ciclo logico l’insieme dei numeri ha una spettanza probabilistica relativa perché all’incirca 12 numeri, pur non sapendo a priori quali, resteranno assenti. Quindi, ogni numero della roulette ha una probabilità del 33,3% di restare assente durante il suo ciclo logico di 37 spin. Tutto ciò, naturalmente, in via tendenziale. E' facile allora comprendere che il singolo colpo rispecchia esattamente la spettanza probabilistica assoluta, mentre una quantità discreta di colpi (ciclo logico) è soggetta alla Legge del terzo perché la pallina, come non ricorda dov’è andata il colpo prima per evitarlo, così non ricorda dove non è andata, per andarci. La conseguenza di tutto ciò è che in un "ciclo chiuso logico" di una qualsiasi Chance, i numeri sortiti hanno la tendenza di formare determinate configurazioni dovute alla Legge del terzo (o dello scarto) e quindi vi sarà un terzo tipo di "spettanza probabilistica" che ho definito "visiva" e che possiamo chiamare con l'acronimo "ER" e cioè "EXPECTED RESULT" ovverossia "RISULTATO ATTESO".
La "spettanza probabilistica attesa" (ER) è ciò che ci si aspetta di vedere nel “prodotto” della roulette e cioè nella rappresentazione grafica della sua permanenza inserita in appositi schemi. Questa spettanza, propria della roulette e di qualsiasi altra serie chiusa di numeri casuali, è rilevabile dalle molteplici osservazioni su innumerevoli cicli logici. Se milioni di cicli logici contengono in ciascun ciclo un determinato disegno, la “spettanza visiva attesa”, insita nel prodotto della roulette (permanenza), è la "tendenza" che ha la roulette di formare quel disegno e quindi quella spettanza attesa è propria di quel generatore di numeri casuali. Noi possiamo rilevarla e capirne il senso e le ragioni. Come il precedente tipo di spettanza, anche questa ha il diritto di realizzarsi proprio per effetto della Legge del terzo che altro non è se non la Legge dello scarto confinata in un ciclo chiuso. Quindi, la “spettanza probabilistica visiva attesa” è la proprietà che ha la permanenza (prodotto della roulette) di produrre determinati disegni. Sta a noi individuarli e trarne un vantaggio.

Secondo me questa è l'unica via da seguire per trarre dei vantaggi sul meccanismo della roulette. Dobbiamo tener presente che un qualsiasi gioco continuo, che non la affronti nei suoi cicli chiusi, sarà sempre soggetto alla permanenza contraria perchè la roulette può far sortire sempre i numeri non coperti, siano essi pochi o tanti. Ad avere il gioco matematicamente vincente è la roulette; non siamo noi. Noi possiamo solo intervenire nei suoi momenti di debolezza e cioè all'interno dei cicli chiusi. "Non vi è mondo al di fuor di queste mura".


Con i sistemi della trilogia siamo finalmente arrivati a un punto che sembra l'evoluzione finale. Con Alberto e Alessandro abbiamo fatto prove su prove (sempre a mano); modifiche (non sempre migliorative); scambio di pareri (a volte condivisi e a volte no). Alla fine siamo arrivati a confermare univocamente (forse non ancora da parte di Alessandro che fa sempre la parte dello scettico) che il gioco è vincente.

Lo gioco personalmente in reale in rete e la sua resa è di 40-50 pezzi in 80-90 spin. La massima puntata è sempre stata di 3 pezzi per Chance e la massima esposizione non ha mai superato gli 80 pezzi. Il bello è che io lo gioco in modo molto parsimonioso rinunciando a incassi maggiori. Uso una montante a riduzione fittizia (che incassa meno della riduzione logica) e a volte l'incasso fa pari con lo scoperto o addirittura non recupera il tutto. Lo sto provando in questo modo per rendermi conto se si adatta alla mentalità e al comportamento dei famosi contatori di carte al Black Jack. Infatti, se affrontato con pezzi base da 20 Euro, o Dollari, 40-50 pezzi giornalieri non sarebbero da sottovalutare.

Le basi del gioco derivano da ciò che ho premesso in questo articolo. Da una spettanza probabilistica assoluta sono passato alla relativa e quindi alla visiva (ER) e tutto ciò è stato ottenuto da precedenti punti di arrivo. Infatti, come si potrebbe arrivare a un gioco finale vincente senza l'esperienza pregressa propria o di altri? Se nessuno pubblica le esperienze dei vari ricercatori, come si pretende di poter giungere alla méta? Come fa uno a sapere se quello che sta progettando è già stato fatto da altri? Ditelo agli editori.

Comunque non si tratta di un gioco semplice, tanto è vero che alla fine di ogni sessione di due ore e mezza mi alzo dal PC stressato per l'attenzione prestata al gioco. Gli errori (più che altro sviste) sono facili e se non si è concentrati, è facile commetterli. Inoltre è un gioco che, crediamo, non è testabile su milioni di numeri come vorrebbero gli editori: le variabili sono molte e per programmarlo ci vorrebbero i computer della Nasa. Però non prendete paura; la difficoltà non sta nell'apprendere il gioco, ma nell'eseguirlo. Bisogna seguire quattro risultati attesi che si modificano spin dopo spin; bisogna modificare le puntate che cambiano al modificarsi delle quattro configurazioni ricercate; bisogna resettate la configurazione vincente e mantenere le altre; bisogna ricostruire la configurazione resettata, ecc... ecc...

Questo è il gioco finale della trilogia con il quale ho sempre ottenuto più di 40 pezzi a sessione. Non ci sono stati stop loss. Non ho mai raggiunto i 100 di scoperto. Ora finisco il trattato e poi deciderò il da farsi.


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28/08/16

NON SOLO ROULETTE

In questo paese non si finisce mai di stupirci.

Purtroppo nella zona di Amatrice si è scatenato un terribile terremoto e come ogni volta succede, molti Italiani (e di certo non solo italiani) hanno fatto le dovute donazioni tramite il numero che ci è stato segnalato tramite i media. Anch'io ho donato la mia piccola parte (4 €) tramite sms

Giorni fa, però, ho visto un video su Facebook. Un tizio (non so chi fosse perchè li per li non ho prestato attenzione) ha parlato delle precedenti donazioni per L'Aquila. Ha detto cose che io non avrei mai pensato (forse anche perchè non mi interesso molto della vita pubblica). In sostanza ha detto che le precedenti donazioni non sono andate ai terremotati dell'Aquila, ma sono andate alle banche che hanno costituito un fondo di garanzia per i prestiti che hanno concesso ai terremotati perchè potessero ricostruirsi le case. Avete capito? Quei soldi non sono andati alle persone che avevano perso la casa, ma sono stati destinati a un fondo che si sono preso le banche e che si sono incamerato se il beneficiario di un prestito non lo avesse restituito con gli interessi richiesti (per la verità inferiori agli interessi richiesti normalmente). Questo è stato l'uso di quelle donazioni.

Io non so se il tizio del video ha esposto correttamente ciò che è accaduto a suo tempo però, se la cosa è vera, si tratta di una schifezza inaudita.

Oggi (Domenica 28 Agosto) ho sentito che le donazioni tramite sms sono arrivate a 9 milioni e 700 mila Euro. Io voglio che la mia donazione non vada a una banca, ma vada direttamente ai terremotati. Voglio che serva esclusivamente alla ricostruzione di una casa e non come garanzia per un prestito bancario su cui dovranno anche pagare degli interessi.

Vorrei che questa consapevolezza (se vera) fosse di dominio pubblico e che tutto il popolo Italiano si attivasse al fine di far arrivare tutti questi soldi direttamente ai terremotati per la ricostruzione delle loro case. Vorrei che i terremotati fossero coscienti e artefici del destino di questi soldi e che non fossero destinati secondo le decisioni di politici, bancheri, affaristi, speculatori, approfittatori di ogni genere e carica sociale.

Vi prego di divulgare con ogni mezzo questo concetto. Bisogna che i terremotati stessi siano messi in grado di far sentire la loro voce, magari amplificata da tutto il popolo Italiano che interviene sul mondo politico.

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19/08/16

ZANTIFLORE EXPERIENCE

Tutti i sistemi sulla roulette creati nel mondo sono soggetti a un problema: la variabilità della permanenza. Direte che ho scoperto l'acqua calda ma ciò è un dato di fatto. Nessun sistema potrà mai svolgere il suo gioco in modo lineare e senza periodi di difficoltà. Ciò è dovuto all'infinita varietà dei segmenti di permanenza utilizzati per il gioco e questo causa periodi con esiti facili e periodi con esiti difficili, per il cui superamento e necessaria una buona dose di pazienza, perseveranza e sostegno economico. Uno dei peggiori nemici del sistemista è il tempo. Di solito nei primi momenti il gioco da al sistemista una certa quantità di utile e successivamente arriva il segmento di permanenza difficile. E' questo il momento critico perchè il momento arriva proprio verso la fine del tempo che il giocatore ha a disposizione. Il vero sistemista avrebbe mollato il gioco con un certo anticipo sul tempo limite, ma al sistemista superficiale piace giocare e quindi cerca di sfruttare tutto il suo tempo disponibile. Ecco che dopo un periodo di gioco facile, arriva la partita difficile ed è in questi momenti che conta il carattere del sistemista. Il vero sistemista non deroga dal comportamento ferreo che si è imposto e quindi accetta uno stop loss che gli decurta gli utili o che lo lascia con uno scoperto da recuperare il giorno dopo. Il sistemista superficiale cerca di arrivare all'utile a ogni costo e quindi azzarda nel poco tempo che gli è rimasto.

Molto tempo fa, quando frequentavo i Casinò (principalmente Venezia), quando un sistema superava i 100 pezzi di scoperto lo cestinavo. Erano tempi diversi, in cui non avevo ancora preso coscienza di ciò che la roulette può fare e per quanto tempo lo può fare. Ora sono consapevole che qualsiasi sistema necessita di tempo e capitale: primo perchè ogni partita ha bisogno di una costruzione a se stante; secondo perchè le permanenze sono infinite e quindi si incontrerà inevitabilmente la partita difficile. L'importante è avere un gioco che non ci porti a superare i limiti del banco e che si concluda entro una sostenibilità accettabile.

La caratteristica principale dei miei sistemi è la ricerca di una configurazione grafica ottenuta alla fine di un ciclo logico della Chance scelta per il gioco. Questa configurazione deriva da ciò che ho definito ER (EXPECTED RESULT o risultato atteso). Questo risultato atteso si può formare in vari punti dello schema, arrivando anche a mettere in campo tutti gli elementi della Chance utilizzata per il gioco. Ciò può causare l'allargamento delle puntate in più punti del tappeto, rendendo quindi difficoltosa la sostenibilità nei momenti di scarto negativo sul risultato. L'effetto è dovuto alla EV (EXPECTED VALUE) che, dando un vantaggio al banco (tassa, o 37° numero), può addirittura arrivare (caso estremo possibile, anche se altamente improbabile) a farci puntare tutti gli elementi della Chance utilizzata per il gioco: dalla Chance dei Pieni a quella delle Sestine. Il fatto è causato dalla "maturazione geometrica" della configurazione vincente per cui, se dovessero sortire sempre i numeri non coperti fino all'ultimo numero rimasto libero, il giocatore dovrebbe coprire tutto il tappeto perchè la configurazione vincente si formerebbe con uno qualsiasi dei 36 numeri disponibili. Questo è l'estremo effetto matematico che ha il banco a causa di quel numero che ha in più. Alcuni miei giochi superano questo impegno finanziario abbastanza bene e altri lo superano con scoperti più importanti. Il fatto è che ogni sistema attua sempre le stesse procedure e prima o poi capita la permanenza contraria superabile (nella maggioranza dei casi) con una buona dose di pazienza e capitale.

L'alternativa al gioco globale è stata la divisione dello schema in settori indipendenti, di modo che le aperture di un settore non includessero le aperture degli altri. Questo diminuisce le aperture, ma il rischio è lo scarto negativo di un settore che si mette in ritardo. Mentre gli altri chiudono con piccoli guadagni, il settore in ritardo continua a puntare pezzi sempre più alti e lo scoperto aumenta sempre di più. Naturalmente si può fare una cassa unica e questo mitigherebbe la scalata della montante perchè gli incassi sarebbero proporzionali allo scoperto generale. In ogni caso, anche la divisione dello schema in settori indipendenti metteva in gioco numerose aperture quando la roulette avanzava in equilibrio in tutti i settori aperti e la chiusura ritardava. Sappiamo che nel breve impera lo scarto, mentre nel lungo periodo prevale l'equilibrio. Scarto ed equilibrio, però, molto spesso si alternano e quando ci capita il periodo di equilibrio anche nel breve, le aperture dilagano.

In entrambi i casi il risultato atteso si realizzava, ma la sostenibilità era messa a dura prova.

Un altro espediente è stato il ricorso a una "partenza ottimale" che permettesse di evitare partenze premature e iniziasse il gioco solo in condizioni mature per la formazione delle configurazioni ricercate e previste dal risultato atteso. E' un buon metodo, che rispecchia il comportamento dei contatori di carte al B.J. Se usata correttamente, ha buone probabilità di dare risultati vincenti al gioco in cui è applicata. La partenza ottimale, però, non approfitta delle partite facili, dove la vincita scade nei primi momenti e quindi, per evitare partite difficili, rinuncia a tutti gli incassi che si sarebbero ottenuti nel periodo di attesa. Alla fine le partite giocate danno il loro risultato atteso, ma il gioco necessita di una buona dose di pazienza che non tutti sono disposti a sopportare (io per primo). Attendere che si completi la partenza ottimale significa stare inattivi al tavolo da gioco anche per diversi minuti e ciò rende questo tipo di attacco non molto apprezzato da giocatori che non sono dei veri professionisti e che non frequentano i Casinò tutti i giorni.

Ho cercato di ovviare a questo inconveniente con l'attuazione delle "risalite" che aiutano a ricostruire una partenza (ottimale o no) senza dover aspettare una ricostruizione con numeri nuovi. Si prendono gli ultimi numeri che hanno concluso la partita appena chiusa e con questi si ricrea una nuova partenza risparmiando così il tempo che sarebbe stato necessario alla sua costruizione. Ottima procedura, che però lega fra loro gli spezzoni di permanenza utilizzati nelle singole partite. Ne risulta un continuo sugli effetti della permanenza totale che, legandosi partita dopo partita, ci fanno inevitabilmente incontrare l'andamento negativo per il gioco praticato. Se una permanenza continua è destinata a contenere un periodo per noi negativo, i mancati spezzettamenti, o interruzioni, ce lo faranno fatalmente incontrare e quindi saremo destinati a subire quella negativa. Se invece spezzettiamo la permanenza in singole partite, avremo la possibilità di evitarlo perchè i numeri passati non influiscono più sul gioco e i nuovi servono alla ricostruizione di una nuova partita che non ha più le stesse basi di attacco. Ciò però implicherebbe un periodo di tempo inattivo e quindi ritorniamo al punto precedente. In realtà, però, la suddivisione della permanenza in singole partite sarebbe la procedura migliore perchè ogni partita non si lega agli andamenti della precedente.

Poi c'è stata la "dislocazione del calore" e successivamente il relativo "cambio di obiettivi". Una nuova pratica di gioco che ha rivoluzionato gli esiti del risultato atteso e i relativi attacchi. Nata nel Dicembre del 2014, è riuscita a creare una commistione fra allargamento e calore determinando l'indifferenza dell'attacco sui due andamenti. La dislocazione del calore può essere applicata sulle diverse Chances disponibili nel tappeto, ma anche sui risultati da queste prodotti. Da questa nuova rivoluzione è nata una moltitudine di ipotesi di attacco che può essere applicato a tutte le Chances della roulette: dai Numeri Pieni ai Cavalli; dalle Terzine alle Sestine e alle Figure delle Chances Semplici.

Questi sono i giochi della "trilogia" (accennati nei precedenti post) che hanno una moltitudine di sviluppi e che sono testati manualmente da me e da altre due persone fidate. Improntare su di loro dei test informatici è cosa difficilissima perchè le variabili sono molte. Questa è l'opinione mia e dei miei collaboratori. Non si tratta di controllare frequenze, scarti o calori. In tutti questi miei giochi si rileva il numero; lo si tramuta in simbolo; lo si inserisce in uno schema; se ci sono le condizioni lo si combina con altri simboli; la combinazione viene trasferita in un altro schema; quando si forma la configurazione giusta si procede all'attacco che però è pilotato dal primo schema; ogni volta che un attacco fallisce cambiano gli elementi puntati che diminuiscono; ogni volta che si crea una nuova apertura gli elementi puntati possono restare gli stessi di prima o aumentare; ogni volta che un attacco va a buon fine la partita termina e mentre uno schema viene resettato, l'altro prosegue per la sua strada immettendo nello schema resettato le nuove combinazioni che con l'avanzare della permanenza si formano. Tutto ciò dev'essere condotto da una manovra finanziaria che inizialmente è a "riduzione logica" fino a un certo scoperto e poi passa a una puntata che si regola sullo "scoperto fittizio".

Siamo daccordo che un computer fa tutto ciò che gli si dice di fare, ma penso che creare informaticamente tutte queste variabili sia un'impresa non facile per un programmatore, senza contare poi i possibili errori che falserebbero i risultati. In ogni caso sarebbe una cosa lunga e laboriosa.

Al contrario penso che questo nuovo modo di giocare possa essere facilmente appreso dalla mente umana. Basterà una adeguata sperimentazione a tavolino che, oltre a impratichire sulle procedure, da la consapevolezza delle potenzialità del gioco e dei perchè dovrebbe essere un gioco vincente.


Il problema è che gli sbocchi su questi tipi di attacco sono molti e sono arrivato al punto di essere indeciso su quale soffermarmi. Ho terminato la stesura di un trattato su uno di essi, ma devo ancora verificare se una ulteriore variante lo può rendere più veloce e nel contempo più sicuro. Si tratta di ricorrere a una discriminazione delle basi di partenza che prima non erano considerate. Con questa modifica, si migliora il gioco o vengono a scadere le giustificazioni dell'attacco?

Lo dovremo verificare (sempre manualmente) nei prossimi giorni.

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29/07/16

GIOCO PROFESSIONALE

Ciao Nino,
un breve saluto dopo qualche tempo di silenzio, anche se ti seguo sempre nel blog. Solo per riconfermare il mio personale omaggio alla tua genialità, e ai progressi continui che ho riscontrato nei giochi proposti (ti leggo da sei anni). In particolare trovo rivoluzionaria la trovata del calore dislocato. Ho preso pratica con i due sistemi Zantiflore, gioco il primo a due vincite e partendo con puntate allargate, lo Zantiflore in vetta è di ben più difficile gestione se non si usa grande attenzione possono sfuggire le aperture nuove, però ha il vantaggio di essere un gioco che perdona, grazie a tutte quelle chiusure (a volte, ma solo se sono a buon punto, gioco anche fino alla quarta chiusura). Di più: comincio la serata giocando dopo 10-12 uscite quello che chiamo lo Zantiflore “breve”, ovvero la ricerca della chiusura primaria di tre colonne unite, però comincio il gioco dopo due aperture, non prima, sempre con puntate allargate (carré, poi cavalli, poi pieni). Ebbene, anche questo gioco (che tu una volta hai scritto non essere un sistema, se ben ricordo) è semplicemente micidiale, a volte mi diverto a rincorrere anche più vincite, se i settori aperti non sono più di tre dopo le ricostruzioni. Poi quando la permanenza arriva a 18-20 uscite, passo direttamente allo Zantiflore per un nuovo capitolo... infine allo Zantiflore in vetta nella stessa serata. Insomma uno spasso, e una sicurezza mai conosciuta prima. Devo chiarire che gioco tuttora 10 cent con una cassa di circa 150 euro, si può dire per divertimento quindi, d’altronde non ho al momento grandi impellenze economiche. Però che soddisfazione...
Buona domenica, e grazie ancora! Fabio.

Mi fa piacere che ti trovi bene, l'importante è metterci qualcosa di tuo che derivi dall'esperienza. Ciao.

Questa mail di Fabio conferma la mia raccomandazione sul come affrontare i giochi da me proposti nel corso di questi ultimi anni. Alcuni sono liberamente consultabili e altri ottenibili con un piccolo pagamento che altro non è se non un rimborso delle spese e della fatica e tempo impiegati per la loro stesura in un trattato.

Sono "ipotesi di gioco" e non è detto che ognuno di questi sia la "soluzione definitiva" per affrontarlo. Da quanto si legge nella sua mail, l'amico Fabio ci ha messo del suo, adattando il gioco alla sua personalità e al suo modo di affrontare la roulette. Lui ne è soddisfatto e questo è il miglior compenso per me.

Ormai sappiamo che il problema non è la tassa del banco, ma piuttosto il superamento della simmetria con il banco. Se ogni attacco si concludesse con la sua chiusura, avremo pagato comunque la tassa ma avremo anche ottenuto un utile perchè la progressione usata avrà recuperato il suo costo. Immaginate se tutti i giocatori (casuali o sistemisti) potessero vincere entro la 10a puntata su qualsiasi Chance o gruppo di numeri casuali. Il banco, guadagnerrebbe la tassa...??? Oppure non esisterebbe più la roulette...!!!

Ipotesi assurde a parte, il vero problema è la permanenza contraria al gioco che facciamo. Ogni gioco ha un suo perchè; uno sviluppo che giustifica ogni nostro attacco. Se la particolare permanenza del momento non ci da la chiusura finale, significa che quel segmento di permanenza è uno di quelli che definiamo "permanenza contraria" e di queste ce ne sono un'infinità.

L'unica possibilità che abbiamo noi umani è quella di limitare i danni in quella partita ed effettuare il recupero nelle partite successive, dove le chiusure non tarderanno ad arrivare. Ricordiamoci che alla roulette ogni andamento non dura in eterno e prima o poi cambia. Se in una partita abbiamo incontrato l'andamento contrario, difficilmente lo troveremo anche nelle successive. Certo può succedere che prosegua su una o due partite e allora bisogna superare il periodo con l'ausilio di una manovra finanziaria che sia in grado di sostenerlo. Sarà la quantità delle partite vincenti che ci farà recuperare lo scoperto e ci darà in più un utile.

La roulette è tutto questo. Non esistono giochi lineari, giochi semplici o matematici che ci diano l'incasso costante. La permanenza contraria c'è e non possiamo evitarla. Possiamo solo superarla facendola durare poco. Se la interrompiamo al raggiungimento della configurazione che di solito ci da la chiusura, avremo interrotto quel momentaneo andazzo negativo della permanenza e non subiremo l'ulteriore negatività che ci può condurre alla totale sconfitta in una singola partita. Rimescoliamo le "carte" e quella linea negativa cambierà, perchè le basi di partenza saranno cambiate e la configurazione ricercata non sarà più uguale alla precedente perchè si formerà con abbinamenti diversi. Il matematico che considera la "spettanza probabilistica assoluta" direbbe che l'accorgimento non cambia nulla perchè ogni colpo ha le stesse probabilità di essere vincente o perdente. Per me che mi appoggio alla "spettanza probabilistica relativa" dico che la nuova configurazione ricercata non è più uguale alla precedente e quindi il suo destino negativo non coincide con il nuovo. Potrà essere negativo anche questo? Certamente; ma non sarà più coincidente con il precedente che magari era destinato a farci saltare la cassa.

Per un giocatore, però, questo è un comportamento difficile, sia perchè spera sempre che il prossimo colpo sia vincente, sia perchè ha la convinzione che il suo gioco sia giustificato e che quindi la chiusura deve arrivare. Io stesso ho faticato a superare questo modo di agire che deriva dall'impazienza e da una mancanza di carattere professionale. Questo allora è il giusto comportamento: non importa se un misero utile arriva dopo una o due ore di faticoso recupero di uno scoperto. L'importante è non perdere la cassa e ottenere comunque un utile; anche se di pochi pezzi. Il beneficio totale sarà realizzato nel corso della giornata da tutte le partite vincenti ai primi colpi e non necessariamente da ogni partita. Questo è il comportamento del professionista e non del giocatore.


Con il gioco finale della trilogia ho fatto lo stesso errore. Ho improntato il gioco sull'esito finale di una partita che si protrae anche oltre il suo ciclo logico. Grosso errore!!! Oltre il naturale ciclo logico non sai mai dove vai a finire. Anche se con il gioco completo la chiusura avviene matematicamente entro il 28° spin, le puntate si possono allargare alle 12 Terzine e a quel punto, oltre al fatto che la puntata è inutile, hai già raggiunto uno scoperto molto importante, a rischio di insostenibilità.

Mi sono reso conto che il gioco dev'essere costituito da tutte partite brevi, entro il proprio ciclo logico e che le molteplici partite vincenti devono recuperare gli stop loss di quelle interrotte. Se una partita non ottiene la configurazione vincente entro il suo ciclo logico, quella partita dev'essere interrotta. Sarà una questione di pazienza e di professionalità, proprio come i contatori di carte al Black Jack.

Ovviamente ho corretto quanto finora scritto nel trattato relativamente a quest'ultimo gioco. Alla roulette non c'è mai un definitivo punto d'arrivo. In realtà sono tutti punti d'arrivo perchè si concretizzano in uno dei nostri infiniti "presenti", ma mai definitivi. Tanto è vero che ho già trovato un altro modo di attacco che sembra limitare puntate e scoperti. Come contropartita, però, si deve dare il tempo; ma questo è logico perchè alla roulette la maturazione di ciò che accadrà necessita del suo tempo.

Sappiamo che al 90% maturerà una configurazione, ma non sappiamo quando e dove. Basta solo avere la pazienza che si delinei e poi iniziare l'attacco nei punti possibili per il suo completamento. Più il ciclo logico è lungo, maggiori saranno le possibilità di chiusura perchè maggiori saranno le configurazioni vincenti. E' un gioco completamente diverso da quello che ho appena finito di scrivere, anche se ha le stesse basi. Con il gioco attuale ricerco la vincita con una sola chiusura per partita. Con il gioco che ho intravisto cerco 5-6 vincite che si possono ottenere con una sola partita che si protrae per tutta la sessione di gioco. Uno fa una partita al giorno e ottiene il suo utile. Ieri ho realizzato 40 pezzi in 62 spin. Massima puntata per Terzina 1 pezzo. Ho però utilizzato contemporaneamente due schemi disposti in modo diverso. In questo modo ho fatto giornata doppia. Per ora non è che un'idea che ha dato gli utili, ma l'esperienza di una giornata non stabilisce la regola. Non mi resta che affinare gli attacchi per renderli più sicuri, anche se questo significa aumentare le puntate. Sappiamo che più la configurazione ricercata è "mirata", più è incerta la sua realizzazione. Se invece la configurazione è certà, maggiori saranno gli allargamenti delle puntate. E' una bilancia dovuta alla casualità della permanenza: o si rischia che la configurazione non si realizzi, o si rischia che gli allargamenti delle puntate alzino a dismisura lo scoperto di cassa. Alla roulette non esisteno sistemi matematicamente vincenti perchè la matematica ti fa allargare le puntate a tutte le Chances disponibili. Quel numero in più che ha il banco e la proporzionalità dei pagamenti, non ti permettono di superare matematicamente i periodi negativi, sia con la permanenza contraria, sia con la necessità di restare sotto i massimali del tavolo. A noi la scelta.

Vai al Sito.

Se uno va al Casinò una volta nella vita, può essere fortunato. Se ci va con una certa regolarità, per lui la fortuna non esiste.
(Compra Italiano; proteggi il tuo Paese e i tuoi figli)
(Diminuiamo i politici perchè ci costano troppo e si contrastano gli uni con gli altri per mantenere la poltrona, i privilegi, lo stipendio. Un politico non potrà mai dire che l'avversario è stato bravo, altrimenti che ci sta a fare?)
(Fate in modo che il pianeta resista per almeno altri 20 anni, e cioè per la mia aspettativa di vita. Dopo di ciò il pianeta potrà anche morire perchè io non ci sarò più. Saranno i vostri figli a vivere (non so come) in un pianeta distrutto dall'uomo........!!!) (Provocazione).



15/07/16

CHE CI FACCIAMO CON LO ZERO.

Coprire o non coprire lo zero???

C'è chi lo punta per una questione di cabala e c'è chi lo punta perchè convinto ci sia una ragione. Io sono fra questi.

Poi c'è chi non lo punta affatto perchè rappresenta la tassa del banco che va pagata comunque. Quindi, tanto vale non puntarlo. Il ragionamento è che lo zero sortirà in media una volta ogni 37 spin e l'esito sarà sempre una decurtazione sulla media delle puntate che si fanno durante la giornata. A volte sortirà quando siete a livelli bassi di puntata e a volte sortirà quando siete a livelli alti. Alla fine la sua decurtazione sarà data dalla media delle vostre puntate fatte nel corso del periodo. In quest'ottica lo zero è la tassa del banco. Se lo puntate, e nella giornata non esce, con la sua copertura avrete pagato la tassa. Se non lo puntate, alla sua sortita avrete pagato la tassa che tenderà a posizionarsi intorno alla puntata media delle masse che avete movimentato. A questo punto sorge la domanda: conviene puntarlo o no???

Tutti i sistemi che si avvalgono di schemi "simmetrici" non contemplano la messa in campo dello zero. La ragione è semplice: lo zero falserebbe la geometria dello schema.
Lo zero però è un guastafeste che non bisogna sottovalutare. Anche se la sua sortita non cambia il risultato del vostro gioco, senza dubbio può sortire nei momenti di maggior impegno finanziario e ciò causerebbe un aumento dello scoperto e una maggiore scalata nella montante. La partita avrà comunque una sua conclusione (vincente o perdente), ma lo scoperto raggiunto sarà stato più alto. A questo punto il giocatore può scegliere di ignorare lo zero, pagando quindi la tassa imposta dal banco sulla media delle somme puntate, oppure può puntarlo fin dall'inizio del gioco. In entrambi i casi si pagherà la tassa del 2,70%. Nel primo caso subiremo lo zero alla sua sortita che avverrà una volta ogni 37 spin di media e nel secondo caso lo subiremo con la sua costante copertura che sarà però compensata alla sua sortita e cioè sempre ogni 37 spin di media. In ogni caso non si può ignorare la sua presenza e nemmeno gli effetti che può causare in certi momenti della partita.

E' per questi motivi che personalmente lo gioco quando la mise per Chance giocata raggiunge i 2 pezzi. L'effetto è che da quel momento in poi pago la tassa al banco con la copertura dello zero. E' come se dessi al croupier il "pedaggio" per fare il mio gioco.

Allora qualcuno mi può dire: che differenza fa coprirlo o non coprirlo se alla fine pagherai sempre la tassa??? A questo punto è opportuno chiarire il mio ragionamento.

Io ho un gioco che alla fine vince sempre, ma poichè la roulette è un gioco a spettanza probabilistica negativa e i numeri che produce sono casuali, ci saranno partite facili e difficili. Con le partite facili non ci sono problemi perchè il costo dello zero è sostenuto dal gioco stesso che quando chiude mi da un utile al netto di tale costo. Sarà un utile inferiore (sempre considerando il momento dell'incasso di una chiusura), ma sarà comunque sempre un utile. Quindi, il costo della sua copertura è ampiamente sostenuto dal gioco base e in più, ogni sua sortita durante queste partite mi da un utile inaspettato.

Con le partite difficili la chiusura avviene tardi, con molti allargamenti delle Chances da giocare e con un impegno di cassa che può raggiungere livelli importanti. Certo lo zero avrà contribuito a raggiungere prima quei livelli, ma poichè alla fine il gioco chiude sempre, il suo costo sarà comunque recuperato nelle partite di recupero. Ammesso però che ce ne siano perchè quando lo zero si presenta (e molte volte lo fa proprio nelle partite difficili) mi da un recupero dello scoperto che non solo recupera il suo costo (che in realtà è già stato recuperato con le vincite avvenute con il gioco base) ma mi da anche un recupero dello scoperto sul gioco base stesso, che proprio in quel momento sta subendo un periodo negativo. In pratica, io pago la tassa a ogni colpo, sostengo il suo costo con gli incassi del gioco base, e quando mi esce lo zero recupero tutto il suo costo (che in realtà è già stato recuperato con i minori utili delle partite), e quindi in pratica recupero lo scoperto della partita in corso e talvolta ottengo anche un utile che proviene dallo zero e non dal gioco base.

Il risultato di tutto ciò è un minor guadagno negli utili, ma una salvaguardia sulle partite difficili, dove le aperture sono state molte e la chiusura è avvenuta verso la fine del ciclo. Naturalmente alla sua sortita posso incassare di meno di quanto speso nel periodo della sua assenza, ma cio rappresenta in ogni caso un recupero della partita difficile in corso perchè ciò che ho speso in precedenza per la sua copertura, è già stato recuperato dagli utili delle precedenti partite vincenti. Naturalmente il gioco base deve essere un gioco a chiusura statisticamente certa, altrimenti verrebbe a mancare l'incasso che recupera il suo costo. Senza questa certezza ci sarebbe la famosa simmetria con il banco e allora il 2,70% la farebbe da padrone, decurtando sempre più la nostra cassa.

Con queste premesse consiglio la sua copertura dopo aver superato il primo scaglione della montante e cioè dopo essere passati alla puntata di 2 pezzi per Chance giocata. La sua sortita può darci un recupero dello scoperto e anche un utile. Se non puntato, invece, può causarci un aggravio dello scoperto che in certi momenti può essere importante. Si tratta di un solo numero in più da puntare, il cui costo è agevolmente sostenuto dalla montante. La sua mise seguirà la massima puntata del momento in modo di recuperare il maggior scoperto possibile. In questo modo lo zero non sarà più un nemico del sistemista, ma diventerà il suo miglior amico perchè la sua sortita (ogni 37 spin di media) gli consentirà di ottenere recuperi di scoperto e anche utili inaspettati. Le sue sortite ci permettaranno di abbassare lo scaglione della progressione e anche ripartire da capo col primo scaglione in una partita che magari era arrivata al terzo o quarto scaglione.


Al momento ho continuato a perfezionare i giochi della trilogia e sono giunto a un attacco finale e definitivo. Il problema ora è l'applicazione di una manovra finanziaria che permetta di superare le inevitabili partite difficili che, seppur rare, sono presenti in qualsiasi sistema; sia che si ricerchi frequenze statistiche nella permanenza continua, sia che si ricerchi configurazioni statistiche su cicli logici.

Sappiamo che la roulette ha un numero in più del giocatore e quindi è un gioco a spettanza probabilistica negativa. Sappiamo che le possibili permanenze sono infinite e che non esiste gioco che a lungo andare non incontri la sua configurazione contraria. Il problema è come superare questo periodo, perchè il periodo non dura in eterno. Che cosa si può fare allora per superarlo?

Poichè tutte le partite hanno la loro chiusura finale, l'unica via possibile è il superamento di questo periodo a piccole masse, per poi aumentarle quando il suo tempo è passato. Naturalmente non è una cosa semplice perchè non si sa mai quanto dura questo periodo negativo. Quante volte, nella vostra attività di "casinisti", il periodo negativo si è concluso appena dopo che avete finito la cassa??? Sembra proprio che la roulette abbia la consapevolezza di quanto farlo durare questo periodo negativo!!! Dopo il salto della cassa, ecco che esce il numero vincente e allora non vi dico ciò che esce dalla bocca del sistemista.

Il gioco a cui sono giunto è un gioco che per la maggior parte dei casi produce le sue chiusure in un range di boules che va dai 10 ai 17 spin. Entro questi 7 spin di solito si ottiene la configurazione vincente. Ogni tanto però la chiusura si protrae fino ai 20-21 spin (ma in ogni caso non oltre i 24 ed è questa una situazione molto improbabile) e allora in questo caso stiamo assistendo alla "permanenza difficile" che ritarda la formazione della "configurazione vincente" ovverossia della chiusura della partita.

Queste partite difficili sono abbastanza rare ma, poichè sono possibili, sono inevitabilmente incontrabili. L'unico rimedio è una manovra finanziaria che riesca a superare la partita difficile e recuperare poi con tutte le partite facili che seguono. Ho improntato questo gioco sulla falsariga di ciò che avviene con i contatori di carte al Black Jack. C'è un momento in cui la configurazione si costruisce e il giocatore può puntare pezzi piccoli perchè se avviene la chiusura non avrà perso tempo. Superato il limite oltre il quale di solito scadono le chiusure, il giocatore può puntare pezzi più importanti fino alla scadenza della chiusura. Se la partita è una di quelle difficili (cosa rara ma possibile) il giocatore proseguirà con le successive partite all'altezza della montante utilizzata e siccome la partita difficile è molto rara e di solito isolata, arriverà sempre al recupero totale più un utile. In caso contrario impiegherà più tempo al suo totale recupero. Questo è stato costantemente riscontrato da me e dai due collaboratori che al momento mi seguono.

Il gioco si svolge sulle Terzine, sia perchè lo sviluppo dello schema è abbastanza veloce, sia perchè il loro puntamento al tavolo di una roulette è facile per il giocatore, che non avrà bisogno dell'intervento del croupier che di solito si spazientisce perchè lo fate lavorare. Questi almeno erano i croupier dei miei tempi, ma può darsi che ora siano cambiati.

Naturalmente non mancano alternative di attacco e di conduzione, ma per il momento la soluzione trovata resiste a tutte le altre ipotesi differenti. Sono già al settimo cambiamento del gioco che si è evoluto durante questi mesi. Nel mio desktop ci sono sette cartelle contenenti ciascuna un diverso attacco. Questo è il migliore perchè non è soggetto a lunghe negatività ed è impossibile perdere la cassa totale. Si resterà esposti su qualche partita difficile, ma poi si recupera il tutto con le molteplici partite facili. Per esempio oggi dopo una partita difficile sono rimasto scoperto di 53 pezzi, recuperati poi in sei partite successive con un utile finale di 2 pezzi. Sono mesi che la storia è sempre uguale, anche con le precedenti ipotesi di gioco. Gli utili che si ottengono sono dai 40 ai 50 in massimo 120 spin e per la cassa necessaria sono sufficienti 300 pezzi. Bastano e avanzano.

Per il momento non ho test che dimostrino la vincita costante su dieci o venti milioni di numeri ma, conoscendo il gioco, credo proprio non siano necessari per capire che non ci sarà giorno perdente.

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25/06/16

COMPULSIVO O SISTEMISTA?

Il mio "modus operandi" alla roulette si è sempre basato sul risultato atteso (ER) all'interno di un ciclo logico. Se sia stato il miglior approccio possibile o no, questo non lo so. Non possiedo le conoscenze matematiche adatte per giudicare. Possiedo solo una capacità di osservazione che mi permette di individuare i disegni statistici ricorrenti e stabili con l'aumentare del numero delle prove (Bernoulli).

Il vero problema non è la stabilità di un disegno geometrico statistico, ma il momento in cui questo disegno si realizza e, non meno importante, la quantità dei "progetti di disegno" che si possono formare in più punti dello schema.

Alla fine del ciclo il disegno si realizza, ma per arrivarci potremmo aver dovuto faticare molto, con allargamenti di aperture e con ritardi nel suo completamento. A questo punto abbiamo una scelta fra due possibilità:

1°) Si può praticare una "riduzione logica" a oltranza, rischiando magari il superamento dei massimali del tavolo...! E se poi la configurazione vincente non si realizza proprio in quella partita...? Non è mai capitato, ma sappiamo che la cosa è possibile, anche se estremamente improbabile. In fondo nulla di matematico ci dice che non si può incontrare una sequenza di 50 neri consecutivi, ma ciò che la roulette non ha fatto in 300 anni di storia, lo può fare oggi, proprio nella partita in cui sono impegnato io. Matematicamente possibile, anche se estremamente improbabile.

2°) Oppure si può praticare una manovra finanziaria che ci permetta di chiudere una partita anche in perdita, ma che però tale perdita sia recuperabile nella partita successiva, o anche in più partite successive se queste sono particolarmente dure. In questo caso bisogna trovare un gioco le cui chiusure certe siano più di una. Ecco che poichè la maggioranza delle partite ha sviluppi con chiusure facilmente raggiungibili, con la loro frequenza e una manovra finanziaria adatta, si riesce a superare quelle poche partite difficili. Naturalmente un simile gioco necessita di molta pazienza e non tutti riescono a resistere a tentazioni risolutorie che prima o poi portano a una disfatta. Ciò dipende dal carattere del giocatore. Io per esempio, quando gioco in reale, gioco con pezzi base di poco valore e a volte letteralmente mi stufo di seguire scrupolosamente il gioco della pura selezione. Allora mi diverto ad aumentare le coperture, ma così facendo aumento anche la tassa che devo pagare. Il risultato è che il più delle volte centro la selezione del gioco e quindi ne ricavo un utile più sostanzioso. Altre volte, invece, la selezione ritarda e la cassa utilizzata raggiunge molto prima livelli che con la pura selezione non avrei mai raggiunto. Alla fine del ciclo il risultato arriva, ma se non voglio rischiare il tutto negli ultimi spin, l'incasso non è sufficiente al totale recupero più un utile. Quando cedo alle tentazioni e mi comporto così, devo poi recuperare lo stop loss con successive partite che però, scornato dalla precedente, applico alla lettera.

Purtroppo questo è un comportamento di chi non ha la pazienza adatta per essere un sistemista completo. E' vero che le casse che utilizzo non sono importanti e non determinano nessuna influenza nella mia vita, ma è anche vero che al raggiungimento di uno stop loss obbligato, ci accorgiamo che se ci fossimo comportati in modo corretto, avremmo chiuso la sessione con i pochi pezzi di utile che l'ostica permanenza ci avrebbe concesso. Invece ci troviamo sul groppone uno stop loss da recuperare con le successive partite.

Il banco può fare affidamento anche su questi comportamenti compulsivi dei giocatori che, oltre alle varie difficoltà che il Casinò ci crea, ci impediscono di effettuare un gioco tranquillo ed eseguibile. Dopo giorni e giorni di ferrea condotta da sistemista, alla fine cediamo alla compulsività, e al gioco base del sistema aggiugiamo puntate che col sistema non c'entrano affatto. Oppure aumentiamo a dismisura la mise delle puntate sperando nel colpo risolutore. Non c'è niente da fare...! A lungo andare riaffiora il nostro carattere di giocatori compulsivi, anche se personalmente di base non sono mai stato giocatore casuale, e ho sempre praticato sistemi di varia natura.

Poichè sono convinto che molti di voi si riconosceranno in questi comportamenti irragionevoli, ho voluto evidenziare questo aspetto di tutti noi giocatori che ci definiamo "sistemisti".


La trilogia che sto scrivendo è giunta alla sua completezza e ne ho definito caratteristiche e giustificazioni. Si tratta di un gioco che può essere applicato a tutte le Chances della roulette. Se applicato ai Numeri Pieni, comporta una certa difficoltà nell'esecuzione. Se applicato ai Cavalli, idem con patate. Se applicato alle Terzine, può essere eseguibile con i tempi concessi dalle Case da gioco.

Se applicato ai Pieni, le aperture possono allargarsi a una ventina di numeri e, anche se le chiusure sono più di una, c'è il pericolo di non poter eseguire le puntate prima del lancio della boule. Quindi, anche se vincente, il gioco è difficilmente eseguibile e lo dico per l'esperienza personale acquisita in trenta anni di gioco nei Casinò terrestri. Se applicato ai Cavalli, è più facilmente eseguibile, ma in ogni caso anche qui ci vuole il suo tempo per modificare le coperture; calibrare la montante; dare al croupier le puntate; sperare che il croupier non si spazientisca per il lavoro che gli facciamo fare; sperare che non ci siano contestazioni che, anche se le puntate sono state fatte dal croupier e anche se ci sono le telecamere che controllano, ti fanno perdere tempo e ti distraggono dai calcoli del gioco. L'unica Chance che non ti da preoccupazioni di eseguibilità è la Terzina. Se sei seduto al tavolo non fai altro che allungare il braccio e puntarla dopo aver fatto tutti i tuoi calcoli. Con la Terzina non devi far fare le puntate al croupier per paura delle contestazioni. Ci sarebbero anche i tavoli con le fiches colorate e li non ci sarebbero contestazioni, ma mi ricordo che a suo tempo non mi piacevano. A parte il fatto che il croupier lancia la pallina più velocemente, preferivo i bei tavoli normali dove i giocatori erano seduti in entrambi i lati e c'era lo spazio per sedersi comodamente e porre sul tavolo il carnet di gioco e la montagna di fiches davanti a noi. Per queste ragioni il trattatto che sto scrivendo sarà sulle Terzine, anche se applicabile a Cavalli o Pieni.

In ogni caso il primo sistema ha uno sviluppo che può allargarsi a molte puntate. Con il secondo ho ridotto le configurazioni vincenti e con il terzo ho ulteriormente ridotto le aperture ricorrendo a una sola vincita su uno dei due andamenti del calore o dell'allargamento. Naturalmente il terzo sistema è il migliore perchè è stato una conseguenza dei primi due. Lo stiamo provando manualmente (non con un test informatico) in tre persone e finora ha dato risultati di bassa esposizione e di buon utile.

Com'era prevedibile, però, nel frattempo ho trovato un ulteriore modo di attacco e di formazione delle aperture che eliminano molti allargamenti e si concentrano su poche aperture che hanno una storia pregressa di uguaglianza nelle Figure che via via si formano nello schema. Si tratta di una selezione mirata, che cerca l'interruzione di andamenti che fino a quel momento hanno dato gli stessi risultati. Vediamo gli esiti delle varie partite che sto facendo contineranno a dare gli utili che per il momento ho ottenuto.

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Se uno va al Casinò una volta nella vita, può essere fortunato. Se ci va con una certa regolarità, per lui la fortuna non esiste.
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(Fate in modo che il pianeta resista per almeno altri 20 anni, e cioè per la mia aspettativa di vita. Dopo di ciò il pianeta potrà anche morire perchè io non ci sarò più. Saranno i vostri figli a vivere (non so come) in un pianeta distrutto dall'uomo........!!!) (Provocazione).