28/08/16

NON SOLO ROULETTE

In questo paese non si finisce mai di stupirci.

Purtroppo nella zona di Amatrice si è scatenato un terribile terremoto e come ogni volta succede, molti Italiani (e di certo non solo italiani) hanno fatto le dovute donazioni tramite il numero che ci è stato segnalato tramite i media. Anch'io ho donato la mia piccola parte (4 €) tramite sms

Giorni fa, però, ho visto un video su Facebook. Un tizio (non so chi fosse perchè li per li non ho prestato attenzione) ha parlato delle precedenti donazioni per L'Aquila. Ha detto cose che io non avrei mai pensato (forse anche perchè non mi interesso molto della vita pubblica). In sostanza ha detto che le precedenti donazioni non sono andate ai terremotati dell'Aquila, ma sono andate alle banche che hanno costituito un fondo di garanzia per i prestiti che hanno concesso ai terremotati perchè potessero ricostruirsi le case. Avete capito? Quei soldi non sono andati alle persone che avevano perso la casa, ma sono stati destinati a un fondo che si sono preso le banche e che si sono incamerato se il beneficiario di un prestito non lo avesse restituito con gli interessi richiesti (per la verità inferiori agli interessi richiesti normalmente). Questo è stato l'uso di quelle donazioni.

Io non so se il tizio del video ha esposto correttamente ciò che è accaduto a suo tempo però, se la cosa è vera, si tratta di una schifezza inaudita.

Oggi (Domenica 28 Agosto) ho sentito che le donazioni tramite sms sono arrivate a 9 milioni e 700 mila Euro. Io voglio che la mia donazione non vada a una banca, ma vada direttamente ai terremotati. Voglio che serva esclusivamente alla ricostruzione di una casa e non come garanzia per un prestito bancario su cui dovranno anche pagare degli interessi.

Vorrei che questa consapevolezza (se vera) fosse di dominio pubblico e che tutto il popolo Italiano si attivasse al fine di far arrivare tutti questi soldi direttamente ai terremotati per la ricostruzione delle loro case. Vorrei che i terremotati fossero coscienti e artefici del destino di questi soldi e che non fossero destinati secondo le decisioni di politici, bancheri, affaristi, speculatori, approfittatori di ogni genere e carica sociale.

Vi prego di divulgare con ogni mezzo questo concetto. Bisogna che i terremotati stessi siano messi in grado di far sentire la loro voce, magari amplificata da tutto il popolo Italiano che interviene sul mondo politico.

Vai al Sito.

Se uno va al Casinò una volta nella vita, può essere fortunato. Se ci va con una certa regolarità, per lui la fortuna non esiste.
(Compra Italiano; proteggi il tuo Paese e i tuoi figli)
(Diminuiamo i politici perchè ci costano troppo e si contrastano gli uni con gli altri per mantenere la poltrona, i privilegi, lo stipendio. Un politico non potrà mai dire che l'avversario è stato bravo, altrimenti che ci sta a fare?)
(Fate in modo che il pianeta resista per almeno altri 20 anni, e cioè per la mia aspettativa di vita. Dopo di ciò il pianeta potrà anche morire perchè io non ci sarò più. Saranno i vostri figli a vivere (non so come) in un pianeta distrutto dall'uomo........!!!) (Provocazione).


19/08/16

ZANTIFLORE EXPERIENCE

Tutti i sistemi sulla roulette creati nel mondo sono soggetti a un problema: la variabilità della permanenza. Direte che ho scoperto l'acqua calda ma ciò è un dato di fatto. Nessun sistema potrà mai svolgere il suo gioco in modo lineare e senza periodi di difficoltà. Ciò è dovuto all'infinita varietà dei segmenti di permanenza utilizzati per il gioco e questo causa periodi con esiti facili e periodi con esiti difficili, per il cui superamento e necessaria una buona dose di pazienza, perseveranza e sostegno economico. Uno dei peggiori nemici del sistemista è il tempo. Di solito nei primi momenti il gioco da al sistemista una certa quantità di utile e successivamente arriva il segmento di permanenza difficile. E' questo il momento critico perchè il momento arriva proprio verso la fine del tempo che il giocatore ha a disposizione. Il vero sistemista avrebbe mollato il gioco con un certo anticipo sul tempo limite, ma al sistemista superficiale piace giocare e quindi cerca di sfruttare tutto il suo tempo disponibile. Ecco che dopo un periodo di gioco facile, arriva la partita difficile ed è in questi momenti che conta il carattere del sistemista. Il vero sistemista non deroga dal comportamento ferreo che si è imposto e quindi accetta uno stop loss che gli decurta gli utili o che lo lascia con uno scoperto da recuperare il giorno dopo. Il sistemista superficiale cerca di arrivare all'utile a ogni costo e quindi azzarda nel poco tempo che gli è rimasto.

Molto tempo fa, quando frequentavo i Casinò (principalmente Venezia), quando un sistema superava i 100 pezzi di scoperto lo cestinavo. Erano tempi diversi, in cui non avevo ancora preso coscienza di ciò che la roulette può fare e per quanto tempo lo può fare. Ora sono consapevole che qualsiasi sistema necessita di tempo e capitale: primo perchè ogni partita ha bisogno di una costruzione a se stante; secondo perchè le permanenze sono infinite e quindi si incontrerà inevitabilmente la partita difficile. L'importante è avere un gioco che non ci porti a superare i limiti del banco e che si concluda entro una sostenibilità accettabile.

La caratteristica principale dei miei sistemi è la ricerca di una configurazione grafica ottenuta alla fine di un ciclo logico della Chance scelta per il gioco. Questa configurazione deriva da ciò che ho definito ER (EXPECTED RESULT o risultato atteso). Questo risultato atteso si può formare in vari punti dello schema, arrivando anche a mettere in campo tutti gli elementi della Chance utilizzata per il gioco. Ciò può causare l'allargamento delle puntate in più punti del tappeto, rendendo quindi difficoltosa la sostenibilità nei momenti di scarto negativo sul risultato. L'effetto è dovuto alla EV (EXPECTED VALUE) che, dando un vantaggio al banco (tassa, o 37° numero), può addirittura arrivare (caso estremo possibile, anche se altamente improbabile) a farci puntare tutti gli elementi della Chance utilizzata per il gioco: dalla Chance dei Pieni a quella delle Sestine. Il fatto è causato dalla "maturazione geometrica" della configurazione vincente per cui, se dovessero sortire sempre i numeri non coperti fino all'ultimo numero rimasto libero, il giocatore dovrebbe coprire tutto il tappeto perchè la configurazione vincente si formerebbe con uno qualsiasi dei 36 numeri disponibili. Questo è l'estremo effetto matematico che ha il banco a causa di quel numero che ha in più. Alcuni miei giochi superano questo impegno finanziario abbastanza bene e altri lo superano con scoperti più importanti. Il fatto è che ogni sistema attua sempre le stesse procedure e prima o poi capita la permanenza contraria superabile (nella maggioranza dei casi) con una buona dose di pazienza e capitale.

L'alternativa al gioco globale è stata la divisione dello schema in settori indipendenti, di modo che le aperture di un settore non includessero le aperture degli altri. Questo diminuisce le aperture, ma il rischio è lo scarto negativo di un settore che si mette in ritardo. Mentre gli altri chiudono con piccoli guadagni, il settore in ritardo continua a puntare pezzi sempre più alti e lo scoperto aumenta sempre di più. Naturalmente si può fare una cassa unica e questo mitigherebbe la scalata della montante perchè gli incassi sarebbero proporzionali allo scoperto generale. In ogni caso, anche la divisione dello schema in settori indipendenti metteva in gioco numerose aperture quando la roulette avanzava in equilibrio in tutti i settori aperti e la chiusura ritardava. Sappiamo che nel breve impera lo scarto, mentre nel lungo periodo prevale l'equilibrio. Scarto ed equilibrio, però, molto spesso si alternano e quando ci capita il periodo di equilibrio anche nel breve, le aperture dilagano.

In entrambi i casi il risultato atteso si realizzava, ma la sostenibilità era messa a dura prova.

Un altro espediente è stato il ricorso a una "partenza ottimale" che permettesse di evitare partenze premature e iniziasse il gioco solo in condizioni mature per la formazione delle configurazioni ricercate e previste dal risultato atteso. E' un buon metodo, che rispecchia il comportamento dei contatori di carte al B.J. Se usata correttamente, ha buone probabilità di dare risultati vincenti al gioco in cui è applicata. La partenza ottimale, però, non approfitta delle partite facili, dove la vincita scade nei primi momenti e quindi, per evitare partite difficili, rinuncia a tutti gli incassi che si sarebbero ottenuti nel periodo di attesa. Alla fine le partite giocate danno il loro risultato atteso, ma il gioco necessita di una buona dose di pazienza che non tutti sono disposti a sopportare (io per primo). Attendere che si completi la partenza ottimale significa stare inattivi al tavolo da gioco anche per diversi minuti e ciò rende questo tipo di attacco non molto apprezzato da giocatori che non sono dei veri professionisti e che non frequentano i Casinò tutti i giorni.

Ho cercato di ovviare a questo inconveniente con l'attuazione delle "risalite" che aiutano a ricostruire una partenza (ottimale o no) senza dover aspettare una ricostruizione con numeri nuovi. Si prendono gli ultimi numeri che hanno concluso la partita appena chiusa e con questi si ricrea una nuova partenza risparmiando così il tempo che sarebbe stato necessario alla sua costruizione. Ottima procedura, che però lega fra loro gli spezzoni di permanenza utilizzati nelle singole partite. Ne risulta un continuo sugli effetti della permanenza totale che, legandosi partita dopo partita, ci fanno inevitabilmente incontrare l'andamento negativo per il gioco praticato. Se una permanenza continua è destinata a contenere un periodo per noi negativo, i mancati spezzettamenti, o interruzioni, ce lo faranno fatalmente incontrare e quindi saremo destinati a subire quella negativa. Se invece spezzettiamo la permanenza in singole partite, avremo la possibilità di evitarlo perchè i numeri passati non influiscono più sul gioco e i nuovi servono alla ricostruizione di una nuova partita che non ha più le stesse basi di attacco. Ciò però implicherebbe un periodo di tempo inattivo e quindi ritorniamo al punto precedente. In realtà, però, la suddivisione della permanenza in singole partite sarebbe la procedura migliore perchè ogni partita non si lega agli andamenti della precedente.

Poi c'è stata la "dislocazione del calore" e successivamente il relativo "cambio di obiettivi". Una nuova pratica di gioco che ha rivoluzionato gli esiti del risultato atteso e i relativi attacchi. Nata nel Dicembre del 2014, è riuscita a creare una commistione fra allargamento e calore determinando l'indifferenza dell'attacco sui due andamenti. La dislocazione del calore può essere applicata sulle diverse Chances disponibili nel tappeto, ma anche sui risultati da queste prodotti. Da questa nuova rivoluzione è nata una moltitudine di ipotesi di attacco che può essere applicato a tutte le Chances della roulette: dai Numeri Pieni ai Cavalli; dalle Terzine alle Sestine e alle Figure delle Chances Semplici.

Questi sono i giochi della "trilogia" (accennati nei precedenti post) che hanno una moltitudine di sviluppi e che sono testati manualmente da me e da altre due persone fidate. Improntare su di loro dei test informatici è cosa difficilissima perchè le variabili sono molte. Questa è l'opinione mia e dei miei collaboratori. Non si tratta di controllare frequenze, scarti o calori. In tutti questi miei giochi si rileva il numero; lo si tramuta in simbolo; lo si inserisce in uno schema; se ci sono le condizioni lo si combina con altri simboli; la combinazione viene trasferita in un altro schema; quando si forma la configurazione giusta si procede all'attacco che però è pilotato dal primo schema; ogni volta che un attacco fallisce cambiano gli elementi puntati che diminuiscono; ogni volta che si crea una nuova apertura gli elementi puntati possono restare gli stessi di prima o aumentare; ogni volta che un attacco va a buon fine la partita termina e mentre uno schema viene resettato, l'altro prosegue per la sua strada immettendo nello schema resettato le nuove combinazioni che con l'avanzare della permanenza si formano. Tutto ciò dev'essere condotto da una manovra finanziaria che inizialmente è a "riduzione logica" fino a un certo scoperto e poi passa a una puntata che si regola sullo "scoperto fittizio".

Siamo daccordo che un computer fa tutto ciò che gli si dice di fare, ma penso che creare informaticamente tutte queste variabili sia un'impresa non facile per un programmatore, senza contare poi i possibili errori che falserebbero i risultati. In ogni caso sarebbe una cosa lunga e laboriosa.

Al contrario penso che questo nuovo modo di giocare possa essere facilmente appreso dalla mente umana. Basterà una adeguata sperimentazione a tavolino che, oltre a impratichire sulle procedure, da la consapevolezza delle potenzialità del gioco e dei perchè dovrebbe essere un gioco vincente.


Il problema è che gli sbocchi su questi tipi di attacco sono molti e sono arrivato al punto di essere indeciso su quale soffermarmi. Ho terminato la stesura di un trattato su uno di essi, ma devo ancora verificare se una ulteriore variante lo può rendere più veloce e nel contempo più sicuro. Si tratta di ricorrere a una discriminazione delle basi di partenza che prima non erano considerate. Con questa modifica, si migliora il gioco o vengono a scadere le giustificazioni dell'attacco?

Lo dovremo verificare (sempre manualmente) nei prossimi giorni.

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29/07/16

GIOCO PROFESSIONALE

Ciao Nino,
un breve saluto dopo qualche tempo di silenzio, anche se ti seguo sempre nel blog. Solo per riconfermare il mio personale omaggio alla tua genialità, e ai progressi continui che ho riscontrato nei giochi proposti (ti leggo da sei anni). In particolare trovo rivoluzionaria la trovata del calore dislocato. Ho preso pratica con i due sistemi Zantiflore, gioco il primo a due vincite e partendo con puntate allargate, lo Zantiflore in vetta è di ben più difficile gestione se non si usa grande attenzione possono sfuggire le aperture nuove, però ha il vantaggio di essere un gioco che perdona, grazie a tutte quelle chiusure (a volte, ma solo se sono a buon punto, gioco anche fino alla quarta chiusura). Di più: comincio la serata giocando dopo 10-12 uscite quello che chiamo lo Zantiflore “breve”, ovvero la ricerca della chiusura primaria di tre colonne unite, però comincio il gioco dopo due aperture, non prima, sempre con puntate allargate (carré, poi cavalli, poi pieni). Ebbene, anche questo gioco (che tu una volta hai scritto non essere un sistema, se ben ricordo) è semplicemente micidiale, a volte mi diverto a rincorrere anche più vincite, se i settori aperti non sono più di tre dopo le ricostruzioni. Poi quando la permanenza arriva a 18-20 uscite, passo direttamente allo Zantiflore per un nuovo capitolo... infine allo Zantiflore in vetta nella stessa serata. Insomma uno spasso, e una sicurezza mai conosciuta prima. Devo chiarire che gioco tuttora 10 cent con una cassa di circa 150 euro, si può dire per divertimento quindi, d’altronde non ho al momento grandi impellenze economiche. Però che soddisfazione...
Buona domenica, e grazie ancora! Fabio.

Mi fa piacere che ti trovi bene, l'importante è metterci qualcosa di tuo che derivi dall'esperienza. Ciao.

Questa mail di Fabio conferma la mia raccomandazione sul come affrontare i giochi da me proposti nel corso di questi ultimi anni. Alcuni sono liberamente consultabili e altri ottenibili con un piccolo pagamento che altro non è se non un rimborso delle spese e della fatica e tempo impiegati per la loro stesura in un trattato.

Sono "ipotesi di gioco" e non è detto che ognuno di questi sia la "soluzione definitiva" per affrontarlo. Da quanto si legge nella sua mail, l'amico Fabio ci ha messo del suo, adattando il gioco alla sua personalità e al suo modo di affrontare la roulette. Lui ne è soddisfatto e questo è il miglior compenso per me.

Ormai sappiamo che il problema non è la tassa del banco, ma piuttosto il superamento della simmetria con il banco. Se ogni attacco si concludesse con la sua chiusura, avremo pagato comunque la tassa ma avremo anche ottenuto un utile perchè la progressione usata avrà recuperato il suo costo. Immaginate se tutti i giocatori (casuali o sistemisti) potessero vincere entro la 10a puntata su qualsiasi Chance o gruppo di numeri casuali. Il banco, guadagnerrebbe la tassa...??? Oppure non esisterebbe più la roulette...!!!

Ipotesi assurde a parte, il vero problema è la permanenza contraria al gioco che facciamo. Ogni gioco ha un suo perchè; uno sviluppo che giustifica ogni nostro attacco. Se la particolare permanenza del momento non ci da la chiusura finale, significa che quel segmento di permanenza è uno di quelli che definiamo "permanenza contraria" e di queste ce ne sono un'infinità.

L'unica possibilità che abbiamo noi umani è quella di limitare i danni in quella partita ed effettuare il recupero nelle partite successive, dove le chiusure non tarderanno ad arrivare. Ricordiamoci che alla roulette ogni andamento non dura in eterno e prima o poi cambia. Se in una partita abbiamo incontrato l'andamento contrario, difficilmente lo troveremo anche nelle successive. Certo può succedere che prosegua su una o due partite e allora bisogna superare il periodo con l'ausilio di una manovra finanziaria che sia in grado di sostenerlo. Sarà la quantità delle partite vincenti che ci farà recuperare lo scoperto e ci darà in più un utile.

La roulette è tutto questo. Non esistono giochi lineari, giochi semplici o matematici che ci diano l'incasso costante. La permanenza contraria c'è e non possiamo evitarla. Possiamo solo superarla facendola durare poco. Se la interrompiamo al raggiungimento della configurazione che di solito ci da la chiusura, avremo interrotto quel momentaneo andazzo negativo della permanenza e non subiremo l'ulteriore negatività che ci può condurre alla totale sconfitta in una singola partita. Rimescoliamo le "carte" e quella linea negativa cambierà, perchè le basi di partenza saranno cambiate e la configurazione ricercata non sarà più uguale alla precedente perchè si formerà con abbinamenti diversi. Il matematico che considera la "spettanza probabilistica assoluta" direbbe che l'accorgimento non cambia nulla perchè ogni colpo ha le stesse probabilità di essere vincente o perdente. Per me che mi appoggio alla "spettanza probabilistica relativa" dico che la nuova configurazione ricercata non è più uguale alla precedente e quindi il suo destino negativo non coincide con il nuovo. Potrà essere negativo anche questo? Certamente; ma non sarà più coincidente con il precedente che magari era destinato a farci saltare la cassa.

Per un giocatore, però, questo è un comportamento difficile, sia perchè spera sempre che il prossimo colpo sia vincente, sia perchè ha la convinzione che il suo gioco sia giustificato e che quindi la chiusura deve arrivare. Io stesso ho faticato a superare questo modo di agire che deriva dall'impazienza e da una mancanza di carattere professionale. Questo allora è il giusto comportamento: non importa se un misero utile arriva dopo una o due ore di faticoso recupero di uno scoperto. L'importante è non perdere la cassa e ottenere comunque un utile; anche se di pochi pezzi. Il beneficio totale sarà realizzato nel corso della giornata da tutte le partite vincenti ai primi colpi e non necessariamente da ogni partita. Questo è il comportamento del professionista e non del giocatore.


Con il gioco finale della trilogia ho fatto lo stesso errore. Ho improntato il gioco sull'esito finale di una partita che si protrae anche oltre il suo ciclo logico. Grosso errore!!! Oltre il naturale ciclo logico non sai mai dove vai a finire. Anche se con il gioco completo la chiusura avviene matematicamente entro il 28° spin, le puntate si possono allargare alle 12 Terzine e a quel punto, oltre al fatto che la puntata è inutile, hai già raggiunto uno scoperto molto importante, a rischio di insostenibilità.

Mi sono reso conto che il gioco dev'essere costituito da tutte partite brevi, entro il proprio ciclo logico e che le molteplici partite vincenti devono recuperare gli stop loss di quelle interrotte. Se una partita non ottiene la configurazione vincente entro il suo ciclo logico, quella partita dev'essere interrotta. Sarà una questione di pazienza e di professionalità, proprio come i contatori di carte al Black Jack.

Ovviamente ho corretto quanto finora scritto nel trattato relativamente a quest'ultimo gioco. Alla roulette non c'è mai un definitivo punto d'arrivo. In realtà sono tutti punti d'arrivo perchè si concretizzano in uno dei nostri infiniti "presenti", ma mai definitivi. Tanto è vero che ho già trovato un altro modo di attacco che sembra limitare puntate e scoperti. Come contropartita, però, si deve dare il tempo; ma questo è logico perchè alla roulette la maturazione di ciò che accadrà necessita del suo tempo.

Sappiamo che al 90% maturerà una configurazione, ma non sappiamo quando e dove. Basta solo avere la pazienza che si delinei e poi iniziare l'attacco nei punti possibili per il suo completamento. Più il ciclo logico è lungo, maggiori saranno le possibilità di chiusura perchè maggiori saranno le configurazioni vincenti. E' un gioco completamente diverso da quello che ho appena finito di scrivere, anche se ha le stesse basi. Con il gioco attuale ricerco la vincita con una sola chiusura per partita. Con il gioco che ho intravisto cerco 5-6 vincite che si possono ottenere con una sola partita che si protrae per tutta la sessione di gioco. Uno fa una partita al giorno e ottiene il suo utile. Ieri ho realizzato 40 pezzi in 62 spin. Massima puntata per Terzina 1 pezzo. Ho però utilizzato contemporaneamente due schemi disposti in modo diverso. In questo modo ho fatto giornata doppia. Per ora non è che un'idea che ha dato gli utili, ma l'esperienza di una giornata non stabilisce la regola. Non mi resta che affinare gli attacchi per renderli più sicuri, anche se questo significa aumentare le puntate. Sappiamo che più la configurazione ricercata è "mirata", più è incerta la sua realizzazione. Se invece la configurazione è certà, maggiori saranno gli allargamenti delle puntate. E' una bilancia dovuta alla casualità della permanenza: o si rischia che la configurazione non si realizzi, o si rischia che gli allargamenti delle puntate alzino a dismisura lo scoperto di cassa. Alla roulette non esisteno sistemi matematicamente vincenti perchè la matematica ti fa allargare le puntate a tutte le Chances disponibili. Quel numero in più che ha il banco e la proporzionalità dei pagamenti, non ti permettono di superare matematicamente i periodi negativi, sia con la permanenza contraria, sia con la necessità di restare sotto i massimali del tavolo. A noi la scelta.

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15/07/16

CHE CI FACCIAMO CON LO ZERO.

Coprire o non coprire lo zero???

C'è chi lo punta per una questione di cabala e c'è chi lo punta perchè convinto ci sia una ragione. Io sono fra questi.

Poi c'è chi non lo punta affatto perchè rappresenta la tassa del banco che va pagata comunque. Quindi, tanto vale non puntarlo. Il ragionamento è che lo zero sortirà in media una volta ogni 37 spin e l'esito sarà sempre una decurtazione sulla media delle puntate che si fanno durante la giornata. A volte sortirà quando siete a livelli bassi di puntata e a volte sortirà quando siete a livelli alti. Alla fine la sua decurtazione sarà data dalla media delle vostre puntate fatte nel corso del periodo. In quest'ottica lo zero è la tassa del banco. Se lo puntate, e nella giornata non esce, con la sua copertura avrete pagato la tassa. Se non lo puntate, alla sua sortita avrete pagato la tassa che tenderà a posizionarsi intorno alla puntata media delle masse che avete movimentato. A questo punto sorge la domanda: conviene puntarlo o no???

Tutti i sistemi che si avvalgono di schemi "simmetrici" non contemplano la messa in campo dello zero. La ragione è semplice: lo zero falserebbe la geometria dello schema.
Lo zero però è un guastafeste che non bisogna sottovalutare. Anche se la sua sortita non cambia il risultato del vostro gioco, senza dubbio può sortire nei momenti di maggior impegno finanziario e ciò causerebbe un aumento dello scoperto e una maggiore scalata nella montante. La partita avrà comunque una sua conclusione (vincente o perdente), ma lo scoperto raggiunto sarà stato più alto. A questo punto il giocatore può scegliere di ignorare lo zero, pagando quindi la tassa imposta dal banco sulla media delle somme puntate, oppure può puntarlo fin dall'inizio del gioco. In entrambi i casi si pagherà la tassa del 2,70%. Nel primo caso subiremo lo zero alla sua sortita che avverrà una volta ogni 37 spin di media e nel secondo caso lo subiremo con la sua costante copertura che sarà però compensata alla sua sortita e cioè sempre ogni 37 spin di media. In ogni caso non si può ignorare la sua presenza e nemmeno gli effetti che può causare in certi momenti della partita.

E' per questi motivi che personalmente lo gioco quando la mise per Chance giocata raggiunge i 2 pezzi. L'effetto è che da quel momento in poi pago la tassa al banco con la copertura dello zero. E' come se dessi al croupier il "pedaggio" per fare il mio gioco.

Allora qualcuno mi può dire: che differenza fa coprirlo o non coprirlo se alla fine pagherai sempre la tassa??? A questo punto è opportuno chiarire il mio ragionamento.

Io ho un gioco che alla fine vince sempre, ma poichè la roulette è un gioco a spettanza probabilistica negativa e i numeri che produce sono casuali, ci saranno partite facili e difficili. Con le partite facili non ci sono problemi perchè il costo dello zero è sostenuto dal gioco stesso che quando chiude mi da un utile al netto di tale costo. Sarà un utile inferiore (sempre considerando il momento dell'incasso di una chiusura), ma sarà comunque sempre un utile. Quindi, il costo della sua copertura è ampiamente sostenuto dal gioco base e in più, ogni sua sortita durante queste partite mi da un utile inaspettato.

Con le partite difficili la chiusura avviene tardi, con molti allargamenti delle Chances da giocare e con un impegno di cassa che può raggiungere livelli importanti. Certo lo zero avrà contribuito a raggiungere prima quei livelli, ma poichè alla fine il gioco chiude sempre, il suo costo sarà comunque recuperato nelle partite di recupero. Ammesso però che ce ne siano perchè quando lo zero si presenta (e molte volte lo fa proprio nelle partite difficili) mi da un recupero dello scoperto che non solo recupera il suo costo (che in realtà è già stato recuperato con le vincite avvenute con il gioco base) ma mi da anche un recupero dello scoperto sul gioco base stesso, che proprio in quel momento sta subendo un periodo negativo. In pratica, io pago la tassa a ogni colpo, sostengo il suo costo con gli incassi del gioco base, e quando mi esce lo zero recupero tutto il suo costo (che in realtà è già stato recuperato con i minori utili delle partite), e quindi in pratica recupero lo scoperto della partita in corso e talvolta ottengo anche un utile che proviene dallo zero e non dal gioco base.

Il risultato di tutto ciò è un minor guadagno negli utili, ma una salvaguardia sulle partite difficili, dove le aperture sono state molte e la chiusura è avvenuta verso la fine del ciclo. Naturalmente alla sua sortita posso incassare di meno di quanto speso nel periodo della sua assenza, ma cio rappresenta in ogni caso un recupero della partita difficile in corso perchè ciò che ho speso in precedenza per la sua copertura, è già stato recuperato dagli utili delle precedenti partite vincenti. Naturalmente il gioco base deve essere un gioco a chiusura statisticamente certa, altrimenti verrebbe a mancare l'incasso che recupera il suo costo. Senza questa certezza ci sarebbe la famosa simmetria con il banco e allora il 2,70% la farebbe da padrone, decurtando sempre più la nostra cassa.

Con queste premesse consiglio la sua copertura dopo aver superato il primo scaglione della montante e cioè dopo essere passati alla puntata di 2 pezzi per Chance giocata. La sua sortita può darci un recupero dello scoperto e anche un utile. Se non puntato, invece, può causarci un aggravio dello scoperto che in certi momenti può essere importante. Si tratta di un solo numero in più da puntare, il cui costo è agevolmente sostenuto dalla montante. La sua mise seguirà la massima puntata del momento in modo di recuperare il maggior scoperto possibile. In questo modo lo zero non sarà più un nemico del sistemista, ma diventerà il suo miglior amico perchè la sua sortita (ogni 37 spin di media) gli consentirà di ottenere recuperi di scoperto e anche utili inaspettati. Le sue sortite ci permettaranno di abbassare lo scaglione della progressione e anche ripartire da capo col primo scaglione in una partita che magari era arrivata al terzo o quarto scaglione.


Al momento ho continuato a perfezionare i giochi della trilogia e sono giunto a un attacco finale e definitivo. Il problema ora è l'applicazione di una manovra finanziaria che permetta di superare le inevitabili partite difficili che, seppur rare, sono presenti in qualsiasi sistema; sia che si ricerchi frequenze statistiche nella permanenza continua, sia che si ricerchi configurazioni statistiche su cicli logici.

Sappiamo che la roulette ha un numero in più del giocatore e quindi è un gioco a spettanza probabilistica negativa. Sappiamo che le possibili permanenze sono infinite e che non esiste gioco che a lungo andare non incontri la sua configurazione contraria. Il problema è come superare questo periodo, perchè il periodo non dura in eterno. Che cosa si può fare allora per superarlo?

Poichè tutte le partite hanno la loro chiusura finale, l'unica via possibile è il superamento di questo periodo a piccole masse, per poi aumentarle quando il suo tempo è passato. Naturalmente non è una cosa semplice perchè non si sa mai quanto dura questo periodo negativo. Quante volte, nella vostra attività di "casinisti", il periodo negativo si è concluso appena dopo che avete finito la cassa??? Sembra proprio che la roulette abbia la consapevolezza di quanto farlo durare questo periodo negativo!!! Dopo il salto della cassa, ecco che esce il numero vincente e allora non vi dico ciò che esce dalla bocca del sistemista.

Il gioco a cui sono giunto è un gioco che per la maggior parte dei casi produce le sue chiusure in un range di boules che va dai 10 ai 17 spin. Entro questi 7 spin di solito si ottiene la configurazione vincente. Ogni tanto però la chiusura si protrae fino ai 20-21 spin (ma in ogni caso non oltre i 24 ed è questa una situazione molto improbabile) e allora in questo caso stiamo assistendo alla "permanenza difficile" che ritarda la formazione della "configurazione vincente" ovverossia della chiusura della partita.

Queste partite difficili sono abbastanza rare ma, poichè sono possibili, sono inevitabilmente incontrabili. L'unico rimedio è una manovra finanziaria che riesca a superare la partita difficile e recuperare poi con tutte le partite facili che seguono. Ho improntato questo gioco sulla falsariga di ciò che avviene con i contatori di carte al Black Jack. C'è un momento in cui la configurazione si costruisce e il giocatore può puntare pezzi piccoli perchè se avviene la chiusura non avrà perso tempo. Superato il limite oltre il quale di solito scadono le chiusure, il giocatore può puntare pezzi più importanti fino alla scadenza della chiusura. Se la partita è una di quelle difficili (cosa rara ma possibile) il giocatore proseguirà con le successive partite all'altezza della montante utilizzata e siccome la partita difficile è molto rara e di solito isolata, arriverà sempre al recupero totale più un utile. In caso contrario impiegherà più tempo al suo totale recupero. Questo è stato costantemente riscontrato da me e dai due collaboratori che al momento mi seguono.

Il gioco si svolge sulle Terzine, sia perchè lo sviluppo dello schema è abbastanza veloce, sia perchè il loro puntamento al tavolo di una roulette è facile per il giocatore, che non avrà bisogno dell'intervento del croupier che di solito si spazientisce perchè lo fate lavorare. Questi almeno erano i croupier dei miei tempi, ma può darsi che ora siano cambiati.

Naturalmente non mancano alternative di attacco e di conduzione, ma per il momento la soluzione trovata resiste a tutte le altre ipotesi differenti. Sono già al settimo cambiamento del gioco che si è evoluto durante questi mesi. Nel mio desktop ci sono sette cartelle contenenti ciascuna un diverso attacco. Questo è il migliore perchè non è soggetto a lunghe negatività ed è impossibile perdere la cassa totale. Si resterà esposti su qualche partita difficile, ma poi si recupera il tutto con le molteplici partite facili. Per esempio oggi dopo una partita difficile sono rimasto scoperto di 53 pezzi, recuperati poi in sei partite successive con un utile finale di 2 pezzi. Sono mesi che la storia è sempre uguale, anche con le precedenti ipotesi di gioco. Gli utili che si ottengono sono dai 40 ai 50 in massimo 120 spin e per la cassa necessaria sono sufficienti 300 pezzi. Bastano e avanzano.

Per il momento non ho test che dimostrino la vincita costante su dieci o venti milioni di numeri ma, conoscendo il gioco, credo proprio non siano necessari per capire che non ci sarà giorno perdente.

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Se uno va al Casinò una volta nella vita, può essere fortunato. Se ci va con una certa regolarità, per lui la fortuna non esiste.
(Compra Italiano; proteggi il tuo Paese e i tuoi figli)
(Diminuiamo i politici perchè ci costano troppo e si contrastano gli uni con gli altri per mantenere la poltrona, i privilegi, lo stipendio. Un politico non potrà mai dire che l'avversario è stato bravo, altrimenti che ci sta a fare?)
(Fate in modo che il pianeta resista per almeno altri 20 anni, e cioè per la mia aspettativa di vita. Dopo di ciò il pianeta potrà anche morire perchè io non ci sarò più. Saranno i vostri figli a vivere (non so come) in un pianeta distrutto dall'uomo........!!!) (Provocazione).


25/06/16

COMPULSIVO O SISTEMISTA?

Il mio "modus operandi" alla roulette si è sempre basato sul risultato atteso (ER) all'interno di un ciclo logico. Se sia stato il miglior approccio possibile o no, questo non lo so. Non possiedo le conoscenze matematiche adatte per giudicare. Possiedo solo una capacità di osservazione che mi permette di individuare i disegni statistici ricorrenti e stabili con l'aumentare del numero delle prove (Bernoulli).

Il vero problema non è la stabilità di un disegno geometrico statistico, ma il momento in cui questo disegno si realizza e, non meno importante, la quantità dei "progetti di disegno" che si possono formare in più punti dello schema.

Alla fine del ciclo il disegno si realizza, ma per arrivarci potremmo aver dovuto faticare molto, con allargamenti di aperture e con ritardi nel suo completamento. A questo punto abbiamo una scelta fra due possibilità:

1°) Si può praticare una "riduzione logica" a oltranza, rischiando magari il superamento dei massimali del tavolo...! E se poi la configurazione vincente non si realizza proprio in quella partita...? Non è mai capitato, ma sappiamo che la cosa è possibile, anche se estremamente improbabile. In fondo nulla di matematico ci dice che non si può incontrare una sequenza di 50 neri consecutivi, ma ciò che la roulette non ha fatto in 300 anni di storia, lo può fare oggi, proprio nella partita in cui sono impegnato io. Matematicamente possibile, anche se estremamente improbabile.

2°) Oppure si può praticare una manovra finanziaria che ci permetta di chiudere una partita anche in perdita, ma che però tale perdita sia recuperabile nella partita successiva, o anche in più partite successive se queste sono particolarmente dure. In questo caso bisogna trovare un gioco le cui chiusure certe siano più di una. Ecco che poichè la maggioranza delle partite ha sviluppi con chiusure facilmente raggiungibili, con la loro frequenza e una manovra finanziaria adatta, si riesce a superare quelle poche partite difficili. Naturalmente un simile gioco necessita di molta pazienza e non tutti riescono a resistere a tentazioni risolutorie che prima o poi portano a una disfatta. Ciò dipende dal carattere del giocatore. Io per esempio, quando gioco in reale, gioco con pezzi base di poco valore e a volte letteralmente mi stufo di seguire scrupolosamente il gioco della pura selezione. Allora mi diverto ad aumentare le coperture, ma così facendo aumento anche la tassa che devo pagare. Il risultato è che il più delle volte centro la selezione del gioco e quindi ne ricavo un utile più sostanzioso. Altre volte, invece, la selezione ritarda e la cassa utilizzata raggiunge molto prima livelli che con la pura selezione non avrei mai raggiunto. Alla fine del ciclo il risultato arriva, ma se non voglio rischiare il tutto negli ultimi spin, l'incasso non è sufficiente al totale recupero più un utile. Quando cedo alle tentazioni e mi comporto così, devo poi recuperare lo stop loss con successive partite che però, scornato dalla precedente, applico alla lettera.

Purtroppo questo è un comportamento di chi non ha la pazienza adatta per essere un sistemista completo. E' vero che le casse che utilizzo non sono importanti e non determinano nessuna influenza nella mia vita, ma è anche vero che al raggiungimento di uno stop loss obbligato, ci accorgiamo che se ci fossimo comportati in modo corretto, avremmo chiuso la sessione con i pochi pezzi di utile che l'ostica permanenza ci avrebbe concesso. Invece ci troviamo sul groppone uno stop loss da recuperare con le successive partite.

Il banco può fare affidamento anche su questi comportamenti compulsivi dei giocatori che, oltre alle varie difficoltà che il Casinò ci crea, ci impediscono di effettuare un gioco tranquillo ed eseguibile. Dopo giorni e giorni di ferrea condotta da sistemista, alla fine cediamo alla compulsività, e al gioco base del sistema aggiugiamo puntate che col sistema non c'entrano affatto. Oppure aumentiamo a dismisura la mise delle puntate sperando nel colpo risolutore. Non c'è niente da fare...! A lungo andare riaffiora il nostro carattere di giocatori compulsivi, anche se personalmente di base non sono mai stato giocatore casuale, e ho sempre praticato sistemi di varia natura.

Poichè sono convinto che molti di voi si riconosceranno in questi comportamenti irragionevoli, ho voluto evidenziare questo aspetto di tutti noi giocatori che ci definiamo "sistemisti".


La trilogia che sto scrivendo è giunta alla sua completezza e ne ho definito caratteristiche e giustificazioni. Si tratta di un gioco che può essere applicato a tutte le Chances della roulette. Se applicato ai Numeri Pieni, comporta una certa difficoltà nell'esecuzione. Se applicato ai Cavalli, idem con patate. Se applicato alle Terzine, può essere eseguibile con i tempi concessi dalle Case da gioco.

Se applicato ai Pieni, le aperture possono allargarsi a una ventina di numeri e, anche se le chiusure sono più di una, c'è il pericolo di non poter eseguire le puntate prima del lancio della boule. Quindi, anche se vincente, il gioco è difficilmente eseguibile e lo dico per l'esperienza personale acquisita in trenta anni di gioco nei Casinò terrestri. Se applicato ai Cavalli, è più facilmente eseguibile, ma in ogni caso anche qui ci vuole il suo tempo per modificare le coperture; calibrare la montante; dare al croupier le puntate; sperare che il croupier non si spazientisca per il lavoro che gli facciamo fare; sperare che non ci siano contestazioni che, anche se le puntate sono state fatte dal croupier e anche se ci sono le telecamere che controllano, ti fanno perdere tempo e ti distraggono dai calcoli del gioco. L'unica Chance che non ti da preoccupazioni di eseguibilità è la Terzina. Se sei seduto al tavolo non fai altro che allungare il braccio e puntarla dopo aver fatto tutti i tuoi calcoli. Con la Terzina non devi far fare le puntate al croupier per paura delle contestazioni. Ci sarebbero anche i tavoli con le fiches colorate e li non ci sarebbero contestazioni, ma mi ricordo che a suo tempo non mi piacevano. A parte il fatto che il croupier lancia la pallina più velocemente, preferivo i bei tavoli normali dove i giocatori erano seduti in entrambi i lati e c'era lo spazio per sedersi comodamente e porre sul tavolo il carnet di gioco e la montagna di fiches davanti a noi. Per queste ragioni il trattatto che sto scrivendo sarà sulle Terzine, anche se applicabile a Cavalli o Pieni.

In ogni caso il primo sistema ha uno sviluppo che può allargarsi a molte puntate. Con il secondo ho ridotto le configurazioni vincenti e con il terzo ho ulteriormente ridotto le aperture ricorrendo a una sola vincita su uno dei due andamenti del calore o dell'allargamento. Naturalmente il terzo sistema è il migliore perchè è stato una conseguenza dei primi due. Lo stiamo provando manualmente (non con un test informatico) in tre persone e finora ha dato risultati di bassa esposizione e di buon utile.

Com'era prevedibile, però, nel frattempo ho trovato un ulteriore modo di attacco e di formazione delle aperture che eliminano molti allargamenti e si concentrano su poche aperture che hanno una storia pregressa di uguaglianza nelle Figure che via via si formano nello schema. Si tratta di una selezione mirata, che cerca l'interruzione di andamenti che fino a quel momento hanno dato gli stessi risultati. Vediamo gli esiti delle varie partite che sto facendo contineranno a dare gli utili che per il momento ho ottenuto.

Vai al Sito.

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05/06/16

ER: RISULTATO ATTESO

I matematici continuano a ragionare con EV (valore atteso) nella loro mente. Non danno alcuna importanza al risultato atteso (ER) che è quello che ti da un risultato alla fine di un ciclo chiuso.

Ragionano così perchè considerano solo la percentuale che il giocatore paga al banco (1,35% o 2,70%) in funzione della simmetria nelle coperture fra banco e giocatore. La cosa è corretta in un gioco casuale, applicato su una permanenza continua e senza un termine che dia risultati, non certi, ma statistici.

Se un ciclo logico, o assoluto, termina con le configurazioni previste ed economicamente sostenibili, non c'è tassa che ti possa erodere gli utili che ne ricavi. O meglio, la tassa è sempre pagata, ma gli incassi sono superiori a quanto eroso e alla fine sei sempre in attivo; non di quanto lo saresti senza la tassa, ma comunque sempre in attivo.

Sono mesi che continuo a vincere alla roulette con utili superiori ai 50 pezzi "racimolati" in 2-3 ore di gioco. Certo una sconfitta è sempre possibile, ma estremamente improbabile. Certo dall'inizio alla fine della partita ti può sempre uscire un numero non coperto, ma per fare questo la roulette deve percorrere una strada "molto tortuosa" possibile solo con una permanenza che la si può incontrare forse una volta su migliaia di cicli. Quando la incontrerò (e se la incontrerò) avrò perso una piccola modula di cassa, recuperabile nella stessa sessione in poche partite successive o, se è andata proprio male, nelle sessioni successive.

Potrei incontrare 2-3-4 partite consecutivamente perdenti? Allora sarebbe inutile giocare alla roulette perchè la frequenza statistica delle partite negative non avrebbe più un senso e i matematici avrebbero ragione di dire che con la roulette non c'è nulla da fare. A lungo andare si sarebbe sempre perdenti.

Com'è allora che io continuo a vincere? Forse vi sto raccontando frottole? ma a quale scopo? Sto mettendo in vendita sistemi che costano 500-1000 € ? Voi che mi conoscete sapete che è una questione di passione per questo gioco che mi ha preso fin dall'inizio degli anni '70. Ho avuto anch'io le mie sconfitte, ma ora sono arrivato al punto di poter dire che molto difficilmente avrò una sessione perdente. Posso concludere una partita in perdita a causa della prudenza necessaria in questi giochi, ma alla successiva partita ho sempre recuperato il tutto con in più un utile ottenuto da un risultato atteso che non può essere inferiore a certi parametri.

Questo è quanto è avvenuto finora. Beninteso, il risultato atteso non si riferisce alla vincita finale, ma a una quantità di configurazioni che si ottengono alla fine di un ciclo logico. Non dico che alla fine del ciclo avrò l'atteso utile, ma che alla fine del ciclo otterrò una certa quantità di chiusure che vanno da un minimo a un massimo, e che naturalmente non sono prevedibili nella loro quantità alla fine del singolo ciclo.

Molta importanza ha il "trattamento dello zero". La sua sortita può determinare una maggiore perdita nella partita, ma può anche determinare una facilitazione nella partita stessa. Se il gioco base ha in sè probabilità vincenti, lo zero può essere costantemente giocato perchè il suo costo sarà sostenuto dal gioco base che alla fine darà un utile che sarà solo costato di più. La manovra finanziaria sarà stata un po' più sostenuta, ma di poco perchè il suo costo non sarà stato significativamente pesante. In compenso alla sua sortita (ogni 37 spin di media) ci permetterà di abbassare lo scoperto e, di conseguenza, abbassare lo scaglione della montante. Oppure, ci può dare direttamente un utile se il suo incasso supera lo scoperto del momento. Con l'ultimo sistema della trilogia lo sto puntando fin dall'inizio della partita perchè, giocando Cavalli, in rapporto non mi costa granchè. Nei precedenti due sistemi lo giocavo solo dopo essere passato a 2-3 pezzi per Terzina e cioè quando il rapporto tra la sua puntata e quella delle Terzine era conveniente.

In una delle ultime sessioni ho avuto una partita con un ER di soli 2 incassi su una media di 4-5, eppure ho concluso la partita con un utile di 1 pezzo, pur essendo arrivata la seconda vincita all'ultimo spin del ciclo. Certo poteva anche uscire il numero non coperto, ma in quel caso avrei interrotto la partita e proseguito sulla successiva con un recupero di 20-30 pezzi. Cosa che non mi avrebbe dato alcuna preoccupazione perchè la cassa usata è sempre all'altezza di uno scoperto anche di 3-400 pezzi a cui non arrivo mai. Beninteso tutto ciò è avvenuto fino a questo momento, perchè per il futuro non si sa mai che permanenza puoi incontrare.

Come ho accennato nei precedenti post, sono arrivato a un "trilogia" di sistemi che si basano su un concetto base. Se giocati con prudenza, sono sempre vincenti perchè finora lo sono sempre stati. Per quanto bisogna giocare un sistema per dichiararlo vincente? 10 milioni di spin? Un miliardo di spin? A me bastano i risultati di questi ultimi mesi e anche se incontrerò una partita perdente, ci sarà la successiva che molto probabilmente recupererà il tutto. In ogni caso, anche se la sessione intera dovesse essere perdente, avrò perso solo la piccola cassa impegnata, recuperabile con le molteplici sessioni vincenti. Ricordatevi, la simmetria non esiste solo sulle coperture fra banco e giocatore, ma anche fra le molteplici partite che riuscite a fare in una sessione. La partenza di ogni partita non è mai uguale e se prima trovi una partita difficile, poi troverai quella facile che ti fa recuperare quello stop loss dovuto a un risultato atteso inferiore alla media.

La ragione di questa sicurezza, dovuta a centinaia di partite osservate, è che la permanenza ha propri andamenti che non oltrepassano certi limiti. Se una partita dura per esempio 36 spin e ha uno sviluppo anomalo per il gioco praticato, il successivo ciclo avrà un altro andamento perchè la roulette non prosegue oltre certi limiti i suoi andamenti anomali. Il tutto si alterna fra allargamenti e calori, ma siccome il tutto tende all'equilibrio, i temporanei andamenti non durano oltre certi limiti che, nel caso della roulette, difficilmente superano i 20-30 spin.

Quante volte avete finito la cassa perchè il gioco non ha dato i risultati attesi? Quante volte avete notato che uno o due spin dopo il salto della cassa il gioco avrebbe chiuso se aveste potuto proseguirlo? Evidentemente non avete calcolato le deviazioni possibili insite nel gioco stesso e non avete calibrato bene le puntate. In passato a me è successo molte volte.

Qualcuno ha fatto questa osservazione:
"La roulette è un gioco ad "aspettativa negativa" mentre il Black Jack è esattamente il contrario."

Sbaglio o per far diventare positivo il Black Jack si deve fare una conta delle carte che passano? Altrimenti vincerebbero tutti senza perdere tempo a contare. A questo punto, se io paragono un ciclo alla roulette con una partita al Black Jack, non faccio la stessa cosa di un contatore di carte? Il contatore di carte sa che le rimanenti carte gli danno un vantaggio; l'osservatore del ciclo sa che i rimanenti colpi gli danno una previsione sulle chiusure future, fino alla fine del ciclo. La quantità di queste chiusure non è mai certa, ma è suffragata dalla statistica.

Il buon Luca ha fatto un test sulle quantità di queste chiusure e questo è quanto è stato rilevato:


E' sufficiente questo test per provare l'attendibilità del ER?

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