19/08/14

RELATIVITA' GENERALE

Quando andiamo al Casinò e ci sediamo al tavolo di una roulette, siamo propensi a pensare che l’esito della giornata sarà vincente. Sappiamo benissimo che c’è la possibilità di perdere, ma nella nostra mente visualizziamo sempre l’evento più piacevole e quindi le “possibilità totali”, insite nell’evento stesso, passano in secondo piano. Queste “possibilità totali”, dovute alla simmetria, alla distribuzione delle Figure, alla tassa del banco, alla Legge del terzo, alla spettanza probabilistica assoluta e relativa, sono in accordo con la situazione totale del nostro universo e questo comportamento della natura è descritto nella RELATIVITA’ GENERALE.

Alla base della RELATIVITA’ GENERALE c’è la “quantità di moto” dell’universo. Fin da quando l’universo è stato creato (o comunque si è formato) dal Big-Bang, ha sempre avuto la stessa “quantità di moto totale”. Non è mai aumentata né diminuita. La differenza è che allora era compressa, mentre ora si è “espansa” in un universo molto più grande e quindi si è rarefatta con l’aumentare dello spazio e cioè con l’espansione delle cosiddette “particelle esistenziali” di cui è composto lo spazio vuoto (gli antichi lo chiamavano “etere”). La conseguenza è che quando in un sistema di riferimento aumenta la quantità di moto, è perché diminuisce da qualche altra parte, ma la somma delle due quantità di moto è sempre la stessa di prima (conservazione dell’energia). Ne deriva che molti “luoghi comuni” non sono in realtà ciò che sembrano.

1°) Energia: Generalmente l’uomo comune parla di energia come di un oggetto a se stante. Se vi chiedo di mettermi nella mano un po’ di energia pura, sareste in grado di farlo? No perché l’energia come oggetto non esiste. Qualsiasi cosa per esistere deve essere mediata da particelle e la particella dell’energia non esiste. Esiste invece la materia che, avendo maggiore o minore quantità di moto è più o meno energetica; cioè possiede energia, la quale è quindi uno “status” della materia. Ciò che potete mettermi nella mano sarà della materia più o meno energetica e cioè con maggiore o minore quantità di moto.

2°) Temperatura: Generalmente si parla di temperatura come se realmente esistesse il caldo o il freddo. Quando d’estate “sentiamo caldo”, è appunto perché lo sentiamo e non perché realmente ci sia. Ci sono solo atomi più “eccitati” di prima. La stessa cosa vale per il freddo o per altre situazioni estreme di caldo e di freddo (bruciature o congelamenti). La realtà è che l’ambiente esterno al nostro corpo ha una maggiore o una minore quantità di moto rispetto a noi. In realtà non c’è né caldo né freddo perché non esiste alcuna particella che ne sia mediatrice. Naturalmente ne traiamo delle conseguenze, ma non perché caldo e freddo esistano. Noi abbiamo una nostra quantità di moto che generalmente è regolata dall’ambiente esterno. Poiché la quantità di moto tende a uniformarsi nell’ambiente (prima legge della termodinamica, che dovrebbe definirsi “motodinamica”) la quantità di moto esterna modifica la nostra quantità di moto interna e noi interpretiamo tale variazione come caldo o freddo. Semplicemente le particelle degli atomi del nostro corpo aumentano o diminuiscono il loro moto interno o cinetico. Il fatto che con il fuoco ci bruciamo e che con il freddo ci congeliamo, è sempre la conseguenza di una variazione della nostra quantità di moto e le sensazioni che proviamo sono un allarme lanciato dal nostro cervello che tenta di difenderci interpretando quelle variazioni di moto. Se non avessimo questa capacità interpretativa, bruceremmo o congeleremmo senza accorgercene. Bruciarsi o congelarsi è solo una modifica che danneggia i nostri atomi. Resta il fatto che la temperatura come noi la interpretiamo e percepiamo non esiste. Esistono solo varie “situazioni di moto” della materia. Lo dimostra il fatto che lo zero assoluto (-273,15° C) non è in natura raggiungibile perché deriverebbe da materia completamente inerte (atomi senza quantità di moto negli elettroni, quark e gluoni). Non appena quelle particelle si mettessero in movimento, ecco che il mercurio del termometro riceverebbe un flusso di quantità di moto e per l’aumento di volume comincerebbe ad espandersi su per il tubicino e noi interpreteremmo quella espansione come temperatura. In realtà è solo mercurio che si espande perché i suoi atomi si sono dilatati a causa di orbitali elettronici con maggiore quantità di moto.

3°) Tempo: Il “continuum spazio tempo” è l’attimo in cui viviamo. Immaginate che tutto l’universo sia come un foglio di carta velina che si muove in se stesso. Naturalmente il paragone è idealizzato perché l’universo è tridimensionale (svincolandoci dal tempo) e il tempo è la sua quantità di moto interna. Se però visualizziamo l’attimo presente, possiamo ridurre il tutto a un punto unidimensionale, anche se al suo interno ci sono le quattro dimensioni. Tutto l’universo è ridotto in un attimo e in quest’attimo c’è la quantità di moto che ci fa procedere in nessun luogo e in nessun tempo perché “l’al di fuori” dell’universo non esiste. Invece di dire per esempio “un secondo”, sarebbe più corretto dire “1033 (numero a caso) orbite dell’elettrone attorno al protone dell’idrogeno nella sua “situazione fondamentale”. E’ chiaro che una simile misurazione del tempo non è possibile e quindi abbiamo frazionato l’orbita della terra attorno al sole per inventare frazioni come ore, giorni, anni, secoli. Nella realtà il tempo non esiste perché è una trasposizione della quantità di moto che non è quantizzabile nel vivere comune. La particella tempo non esiste.

In pratica è la quantità di moto che regola la nostra esistenza e anche la durata della nostra vita, come ce l’insegna il “paradosso dei gemelli”. Poiché la quantità di moto totale deve essere sempre la stessa, se un gemello partisse per un viaggio interstellare a una velocità apprezzabile (supponiamo centomila Km al secondo) quando ritornerebbe sulla terra, troverebbe il suo gemello più invecchiato rispetto a lui di 10-20 anni (numeri a caso). E’ semplicemente successo che la sua quantità di moto cinetica è aumentata e ciò ha causato un rallentamento della sua quantità di moto corporea rallentando così il suo invecchiamento. La quantità di moto totale (di massa e cinetica) è stata mantenuta, ma la parte rallentata ha modificato l’esistenza del gemello che ha viaggiato. La stessa cosa capita a voi quando andate in macchina, o in bicicletta, o viaggiate in aereo, o in treno, o addirittura camminate. Più vi muovete, più restate giovani. Il risultato non è chiaramente rilevabile perché le velocità raggiungibili sono praticamente nulle rispetto alla velocità della luce; come lo sono anche le cinque velocità che abbiamo quando siamo fermi: quella con la rotazione terrestre; quella con la rivoluzione attorno al sole; quella con la rotazione della galassia; quella con lo spostamento della galassia e quella con lo spostamento del gruppo locale di galassie. Questo aspetto della relatività generale è stato verificato per mezzo di un orologio atomico a bordo di un aereo supersonico. Al rientro rilevava un ritardo pari a una piccolissima frazione di secondo.

Non sono sicuro che tutto ciò che ho scritto sia la realtà, però è come io vedo il nostro mondo ed è dovuto alle varie letture scientifiche che mi appassionano. L’averlo poi scritto qui dipende dal fatto che questo è un Blog e quindi possiamo scrivere ciò che ci passa per la testa. Giusto…!!!

Tutto questo discorso è servito per accomunare RELATIVITA’ GENERALE e ROULETTE. In fin dei conti la “Legge sulla distribuzione delle Figure” non è altro che una rappresentazione della “quantità di moto”, dove le Figure totali sono sempre le stesse, ma cambiano le quantità parziali secondo la lunghezza delle Figure. La “SIMMETRIA” non è altro che una “quantità di moto” dove gli esiti totali delle vincite e perdite sono sempre gli stessi, ma cambiano gli esiti parziali del giocatore e del banco. La “Legge del terzo” non è altro che una “quantità di moto” dove il totale disponibile è sempre lo stesso, ma cambiano le proporzioni fra presenze e assenze.

Questo collegamento (un po’ forzato lo devo ammettere) fra roulette e relatività generale, ci deve insegnare che la “quantità di moto” della roulette è una “quantità di eventi” che nella loro totalità producono la simmetria e la distribuzione delle Figure. Bastano queste due quantità a produrre il vantaggio della roulette, perché il giocatore (casuale o sistemista che sia) che persegue un’unica linea di condotta, non può sottrarsi alla “quantità totale” e quindi, una volta superata la quantità a suo vantaggio, dovrà subire la quantità a suo svantaggio. La tassa è un minor pagamento che non sarebbe significativamente importante se non ci fosse quella quantità di moto (eventi) totale. L’unico rimedio a questa realtà è una “spettanza probabilistica visiva” da sfruttare esclusivamente entro un suo ciclo logico. Dopo questo termine tutto dipende dalla “quantità di moto” totale. Praticamente il ciclo logico ci dice: “non vi è mondo al di fuor di queste mura”.

Il terzo sistema “SLALOM”, annunciato nel precedente post, è stato un mio abbaglio. In pratica è come se avessi contato le zampe delle pecore per poi dividerle per quattro. E’ stato un lavoro e una perdita di tempo inutili. A volte capita che si costruiscano sofisticati castelli per poi accorgersi che le ragioni che li giustificano sono molto più semplici e quindi soggette a quella “quantità di moto” che produce simmetria e distribuzione delle Figure. Eppure mentre scrivevo il sistema (si perché da vero “pirla” ho anche iniziato a scriverlo) sapevo che c’era la Figura perdente e che, essendo un gioco continuo, questa poteva prolungarsi oltre il sostenibile. Ciò nonostante (e forse a causa degli eclatanti esiti delle prove reali on line) ho represso questa consapevolezza fino alla sentenza di Luca. Avevo pensato a questo gioco per rendere più svelto e nel contempo più remunerativo il sistema “CERBERUS” che al momento è quello che si è dimostrato più stabile (vedi grafico nel post del 16 Luglio). L’unica pecca erano state due negative in 380.000 spin e perciò ora cerchiamo di superare quegli eventi con qualche accorgimento che ne ridimensioni lo scoperto. In pratica, la grande quantità di partite vincenti, oltre che per l’utile potrebbe essere utilizzata anche per i recuperi delle pochissime partite perdenti. In secondo luogo sarà necessario uno “stop partita” (che non è stop loss) in modo da interrompere l’andamento negativo e riprenderlo ex novo con un altro ciclo logico. Se in 380.000 spin le partite negative sono state due, il successivo proseguimento su altre partite dovrebbe produrre il recupero di quello scoperto. In fin dei conti è quello che facevano i contatori di carte a Black Jack quando restavano in fase di recupero anche per settimane.


PROPOSTA
Nel 1986 ho pubblicato il mio primo libro “LA FINE DELL’AZZARDO” i cui contenuti li potete trovare nel Sito. A suo tempo è stato venduto dal Comm. Delaiti del Centro Studi di Bologna, ma poiché mi ritrovo ancora circa 500 copie, lo metto a disposizione di chi non ne è in possesso ad un costo che in pratica rimborserà le spese di spedizione (o poco più). Ho pensato che è inutile tenerle a marcire in cantina e preferisco distribuirle a chi ne è interessato. Basta richiederle a me tramite e-mail. 



  
FERIE
Dal 23 al 31 sono in ferie. Vado a fare un po’ di immersioni nel basso Egitto. Ci risentiamo in Settembre. 




 Vai al Sito. 

Se uno va al Casinò una volta nella vita, può essere fortunato. Se ci va con una certa regolarità, per lui la fortuna non esiste.
(Compra Italiano; proteggi il tuo Paese e i tuoi figli)
  





06/08/14

TRILOGIA

Nel nostro cervello ci dev’essere qualcosa che “cementifica” le sollecitazioni esterne di un certo periodo della nostra vita. Per esempio, per quanto riguarda mia madre, mi ricordo che i suoi cantanti preferiti erano Claudio Villa, Gino Latilla, Vanda Osiris, Rabagliati ecc. Tutti cantanti melodici che ci propinavano canzoni che per noi ora sono a dir poco “melense”, “sdolcinate”, prive di emozioni. Da bravo sessantottino io portavo in casa i Rolling Stones, i Beatles e altri nuovi musicisti e cantanti dell’era Beat, ma niente; non facevano presa sulle preferenze di mia madre.

Ora il tempo è passato e le nuove generazioni hanno come idoli personaggi del tipo Vasco Rossi, Ligabue, Renga, Mengoni, Antonacci, Britti ecc. Tutti personaggi che propongono musica sempre uguale. Le parole cambiano, ma raramente si distingue il motivo musicale di un pezzo da un altro. Questa almeno è la mia impressione.

Che faccia parte anch’io di un’epoca superata? Può darsi. Resta il fatto che le giovani generazioni di oggi si entusiasmano per individui senza “carisma”; che fanno una musica che non cambia da un pezzo all’altro; che non hanno “prestanza scenica”; che non mi entusiasmano nemmeno un pochino. O sono io che non “sento” la loro musica? Credo proprio di no perché mi pare che non ci sia nulla da sentire. Ligabue, Vasco Rossi, Renga, hanno sempre la stessa cadenza musicale. Tutti gli altri li seguono.

Però può darsi che, come mia madre, i miei solchi neuronali si siano talmente radicati nel cervello da farmi considerare vera musica soltanto quella di JIMI HENDRIX, DEEP PURPLE, GRAND FUNK, SANTANA, GENTLE GIANT, IANIS JOPLIN, PINK FLOYD, DIRE STRATES, OTIS REDDING, BRIAN AUGER, KING KRIMSON, RARE EARTH, VANILLA FUDGE, JOE COKER, JETHRO TULL, FAMILY, PROCOL HARUM, GENESIS, PHIL COLLINS, EMERSON LAKE & PALMER, YES e molti altri, senza contare i capostipiti Beatles e Rolling Stones. Mi sembra che ogni loro pezzo era diverso; un’idea musicale nuova; una scoperta che per noi normali terrestri era nutrimento per il nostro spirito. Tutta questa era la musica che imperava dagli anni ’60 ai 2000. Quello che viene dopo è il nulla.

Eppure, ad ogni concerto di queste nuove “star” ci sono miriadi di giovani fans (per non dire “oche padovane”) che si sbracciano per un individuo che gli propina sempre la stessa melodia con la stessa cadenza; senza un’idea musicale nuova; senza quella presenza che, anche se studiata, per quei GRANDI era l’espressione del loro essere. Quei GRANDI ci lasciavano stupefatti, non tanto per le scenografie che riuscivano a mettere in piedi nei loro concerti, ma per le melodie, sempre nuove in ogni loro brano. Ogni brano era una cosa diversa dal precedente e le idee si susseguivano nuove, innovative, portatrici di sensazioni che ti lasciavano soddisfatto di aver pagato per vedere un concerto o per aver comprato il loro vinile o CD. Sono opere che, anche se derivanti da imprese commerciali discografiche, costituiscono un bagaglio culturale da conservare, custodire, riascoltare per la milionesima volta ed ogni volta ti danno le stesse forti sensazioni come se fossero nuove. Anche se sono di altri, te le senti venire da dentro.

Che abbia anch’io la stessa forma di sindrome musicale senile di mia madre? Che non sia in grado di riconoscere la bontà di questa nuova musica a causa dei miei profondamente radicati solchi neuronali? Mah…!!!

Di sicuro comunque non mi ritrovo solchi neuronali assoluti e indelebili per quanto riguarda la roulette. Da quando ho iniziato questa esperienza ho progredito sempre di più, come del resto penso sia accaduto a tutti voi. Tranne però per qualche sedicente matematico che, sordo e cieco alle evidenze, continua a dire che la Legge del terzo non esiste. Quello si che deve avere dei solchi neuronali profondi!!!

Dal sistema delle FIGURE DIMEZZATE è nata una “trilogia” con altri tre sistemi molto buoni:
Sistema CERBERO;
Sistema HIDRA;
Sistema SLALOM.

Ognuno è una modifica e un miglioramento del precedente. I primi due non reggono oltre un milione di spin, nel senso che trovano anch’essi la loro “Figura perdente”. Sappiamo però che le Figure della roulette sono più numerose degli atomi presenti nell’universo e quindi quella Figura la dovremo incontrare, ma forse la cosa è possibile se vivessimo qualche migliaio di anni e giocassimo alla roulette ogni giorno della nostra lunga vita. Resta il fatto che non sono “matematicamente vincenti”; ma cosa può essere matematicamente vincente se ogni volta che punti qualcosa c’è sempre qualcos’altro di non puntato?

Comunque è stata una faticaccia, con impiego di tempo, materiali di consumo, alzatacce notturne per verificare un’idea. Quando la tua vita è dedicata a questo studio, non ne esci più.

I primi due sistemi sono stati giocati in reale on line e hanno sempre dato vincita. Ciononostante Luca mi bloccava ogni volta dicendomi che dopo qualche migliaio di spin si trovava la partita perdente. In realtà bisognerebbe vedere se l’uomo, al posto della macchina, saprebbe venirne fuori con uno stop loss, oppure qualche passaggio di puntate perdenti fra una Chance e l’altra, o qualche altro escamotage in grado di superare quella particolare Figura contraria. Purtroppo non ho i test sottomano e non potendo analizzare il periodo negativo non posso giudicare come si potrebbe venirne fuori. Resta il fatto che sono due ottimi sistemi, giustificati da ragioni statistiche, e non appena avrò finito con il terzo, è mia intenzione pubblicarli nel Sito a disposizione di tutti.

Giorni fa un editore Americano ha detto:

“Per vincere con metodi differenti dalla visual ballistic, è necessario individuare un fenomeno statisticamente impossibile a verificarsi (su qualsiasi Chance) per poi giocarci contro”.

Se gli americani vogliono la “vincita matematica” per pubblicare i loro libri di sistemi vincenti, allora è meglio che qualcun altro tragga vantaggio e qualche nuovo spunto da ciò che non è accettato da qualcun altro.

Però non capisco; se le loro pubblicazioni riguardano sistemi matematicamente vincenti, come mai la ricerca di un sistema di roulette o di Baccarat da parte degli esodati dal Black Jack continua? Come mai esiste ancora la roulette?

Il terzo sistema è nuovo, nel senso che pur avendolo nell’anticamera del cervello da parecchio tempo, ho trovato il modo di applicarlo solo ieri Lunedì 4 Agosto. Ho fatto un paio di partite on line la stessa sera e da oggi inizio il gioco in reale.

Questa sera, 5 Agosto, in due ore ho fatto 33 pezzi, pur con qualche errore dovuto alla fretta di fare le puntate in tempo. Si perché, con la scusa della “visual ballistic”, cercano di farti giocare in modo compulsivo, senza ragionare e, per un ipotetico giocatore compulsivo, senza avere il tempo di accorgersi di ciò che sta facendo in quel momento. Senz’altro ci saranno più tentativi azzardati e non ragionati. La fretta poi garantirà al banco la perfetta simmetria con il giocatore e quindi, oltre alla tassa (che on line è sempre del 2,70% anche sulle Chances Semplici) ci sarà la fretta di effettuare le puntate per tempo; il ché farà dilapidare più velocemente la cassa. Meno ragioni, più giochi a casaccio e più perdi.

Comunque, dalle ragioni che lo giustificano, presumo che non ci dovrebbero essere sessioni perdenti, pur sopportando qualche sporadica partita perdente. Stiamo a vedere. Mi attende sempre l’inesorabile test di Luca (che a questo punto comincio a odiare).

PROPOSTA
Nel 1986 ho pubblicato il mio primo libro “LA FINE DELL’AZZARDO” i cui contenuti li potete trovare nel Sito. A suo tempo è stato venduto dal Comm. Delaiti del Centro Studi di Bologna, ma poiché mi ritrovo ancora circa 500 copie, lo metto a disposizione di chi non ne è in possesso ad un costo che in pratica rimborserà le spese di spedizione (o poco più). Ho pensato che è inutile tenerle a marcire in cantina e preferisco distribuirle a chi ne è interessato. Basta richiederle a me tramite e-mail.




 Vai al Sito.


Se uno va al Casinò una volta nella vita, può essere fortunato. Se ci va con una certa regolarità, per lui la fortuna non esiste.
(Compra Italiano; proteggi il tuo Paese e la tua famiglia)

  


16/07/14

IL PUNTO DI SVOLTA


La Legge sulla distribuzione delle Figure ci dice che i colpi di 1 sono tanti quanti i superiori; che quelli di 2 sono la metà di quelli di 1 e tanti quanti i superiori; che quelli di 3 sono la metà di quelli di 2 e tanti quanti i superiori e così via. Generalmente si parla di "filotti" che partendo da un simbolo isolato arrivano a gruppi di 2-3-4-5…n simboli consecutivi uguali.

La distribuzione, però, può anche essere considerata come una vera e propria distribuzione di Figure e cioè che riguarda gruppi di simboli anche misti e quindi non sempre omogenei, ma fra di loro diversi (filotti e non). Ecco che le Figure prese in considerazione da questa Legge possono essere considerate non come "filotti" di varia lunghezza, ma secondo la loro composizione all'interno di una lunghezza sempre uguale. Ne risulta che non ci saranno più possibili lunghezze senza limiti, ma per quanto riguarda le Figure di 3 ci saranno solo otto possibilità e quindi la loro distribuzione sarà determinata dalla "spettanza probabilistica relativa" che ci si aspetta di trovare alla fine di un loro ciclo logico.

Tuttavia, che le possibili Figure di 3 siano otto, ha importanza solo in un ciclo logico perché nulla vieta che, anche se in casi molto rari, un particolare susseguirsi di Figure si ripeta per più di otto volte. In effetti, una sequenza per esempio di 10 Figure qualsiasi è come una Figura di 30, anch'essa soggetta alle stesse leggi della distribuzione. La differenza è che con queste Figure molto lunghe si allungano i tempi e quindi si allungano anche le configurazioni vincenti o perdenti.

Produrre otto Figure diverse senza doppioni, implica una sequenza di simboli indirizzata sempre alla formazione di nuove Figure e questo deve perdurare per ben otto Figure di 3 e cioè per 24 spin. In pratica, per formare le otto Figure diverse, la roulette deve fare un percorso che inizialmente sarà sempre "libero" (al 50%) fra i due simboli, ma fino a un certo punto. Da quel punto in avanti, in corrispondenza di certi termini delle figure, quel percorso diventerà per la roulette "obbligato" (al 100%) fino alla fine del ciclo.

Voglio dire che all'inizio di ogni ciclo i due simboli potranno godere del 50% di possibilità di sortire ad ogni spin e quindi la roulette potrà usufruire di una spettanza probabilistica assoluta; ma una volta completato per esempio un sottoschema con le quattro Figure diverse inizianti con lo stesso simbolo, per ottenere le otto Figure diverse senza doppioni, la roulette dovrà obbligatoriamente far sortire al primo spin di ogni successiva Figura il simbolo opposto a quello già presente per quattro volte sulla stessa riga dello schema delle Figure. Solo così formerà una nuova Figura diversa.

A questo punto, per creare otto Figure diverse, la roulette non sarà più supportata dalla spettanza probabilistica assoluta, ma in quel termine dovrà produrre obbligatoriamente il simbolo opposto a quello già sortito per quattro volte. In pratica, per trovare le otto Figure diverse, gli otto simboli di ogni termine dovrebbero contenere per quattro volte le due Semichances poste in una Figura diversa. Se prendiamo come esempio la Chance del R/N, tutti e tre i termini delle otto figure sono costituiti da quattro R e quattro N variamente disposti nella stessa riga orizzontale di ognuno dei tre termini. Ogni volta che uno spin riguarda il termine in cui uno dei due simboli è già presente per quattro volte in quattro Figure diverse, significa che quelle quattro Figure sono già presenti nello schema e per creare una nuova Figura con quello spin, la roulette dovrà obbligatoriamente far sortire il simbolo opposto a quello già completato.

Se per esempio in quel termine sono già presenti quattro R, che hanno quindi formato le relative quattro Figure diverse, per costruire una nuova Figura la roulette dovrà obbligatoriamente far sortire in quel termine un N. E' un percorso obbligato ed è per questa difficoltà che tale evento si presenta in media soltanto una volta ogni 416 rilevamenti di Figura (considerando lo zero 399). Vediamo un esempio pratico. Al secondo termine delle otto Figure i quattro R sono già tutti presenti.

  
Al primo e al terzo termine la roulette può imporci una spettanza probabilistica assoluta perché entrambi i simboli sono disponibili, ma al secondo termine non può perché per formare le otto Figure diverse deve ogni volta far uscire un N.

A questo punto la roulette scende essa stessa al livello del giocatore e per averne il sopravvento, da un certo punto in poi, non può più fare affidamento sulla spettanza probabilistica assoluta, ma sarà penalizzata essa stessa dalla spettanza probabilistica relativa, che però sappiamo essere a vantaggio del giocatore perché lui può scegliere la configurazione più probabile.

Tutto questo è un bel discorso, ma alla fine dobbiamo sempre fare i conti con la Legge sulla distribuzione delle Figure che ci preannuncia che qualsiasi Figura, di qualsiasi lunghezza, ci capiterà fra i piedi nei dovuti tempi.

Il gioco che sto facendo attualmente, con qualche modifica migliorativa,  è ancora quello preannunciato nei precedenti post e dura imperterrito dalla fine di Maggio. In un periodo di tempo che varia da un’ora e mezza a due, alla roulette live on line, rende dai 6 ai 10 pezzi, pur avendo trovato una o due partite perdenti nel corso di queste 45 sessioni di gioco. Il problema è quando troverò 3-4 partite consecutivamente perdenti in cui lo scoperto aumenterà a dismisura e per il cui recupero sarebbero forse necessarie 10-20 giornate di gioco.

Certo si fa fatica a credere che ciò possa avvenire perché la partenza ottimale a cui sono obbligati i due tipi di attacco del gioco, rende un simile evento estremamente difficile. Tuttavia, il test di Luca ha prodotto questi risultati.


Come vedete il gioco ha un trend positivo, ma presenta due picchi fortemente negativi. Poiché Luca ha usato una martingala, i due picchi negativi non fanno testo per determinare lo scoperto di cassa. Usando una montante a scaglioni lo scoperto sarebbe di molto inferiore e recuperabile con le sessioni successive.

Resta il fatto che una delle due negative è durata per ben 16 puntate ottenendo la vincita solo dopo il completamento di 3 partite consecutivamente perdenti. Ciò è successo dopo 230.000 spin di gioco, ma è comunque successo.

In linea teorica si potrebbe giocare una vita senza incontrare una di queste negative, ma ciò è lasciato alla fatalità e chiaramente non va bene.

La prima idea che ci viene spontanea per superare questo evento, è l’utilizzo di una montante a scaglioni con la quale potremmo sostenere la negativa di 16 puntate in questo modo:
1-2, 2-4, 4-8, 8-16, 16-32, 32-64, 64-128, 128-256.
Questo è un esempio di montante unica che deve vincere entro le 16 puntate di tre partite completamente perdenti. Anche così, però, dopo una vincita ai termini alti si dovrebbe scalare gradatamente nella montante e se le successive vincite fossero fra loro distanziate, lo scoperto aumenterebbe sempre di più.

A questo punto bisognava restringere il campo d’azione della montante di modo che la negativa generale fosse spezzata in tante piccole negative che non avrebbero portato lo scoperto oltre un certo limite. Ho allora pensato al famoso sistema di Garcia che posticipava il recupero dello scoperto in un tempo successivo, al verificarsi di una particolare condizione. Ho allora aumentato gli attacchi e, di conseguenza, ho diviso la montante in altrettante sezioni le cui negative non possono superare certi limiti di scoperto. La tendenza, disattesa in quel periodo di permanenza negativo, dovrebbe poi ristabilirsi e darci la possibilità di recuperare nel tempo i tanti piccoli scoperti. In pratica non ho fatto altro che interrompere la negativa generale per creare tante piccole negative recuperabili nel tempo, quando però ognuna di esse sarà richiamata in gioco. Questa soluzione allungherà i tempi di seduta, ma almeno impedirà forti scalate sulla montante.

Questa è la soluzione che al momento ho trovato sull’ultimo gioco che sto facendo in reale. Vi sarebbe tuttavia un’altra soluzione che però non ho ancora provato.

Si potrebbe introdurre un “punto di svolta” nel procedere della permanenza.

Perché il sistemista perde in un picco negativo? Perché la sequenza contraria è durata oltre i normali limiti di scarto e, spin dopo spin, il giocatore continua la sua linea di condotta nella ricerca del disegno che secondo la tendenza dovrebbe formarsi. Egli ha scelto quel disegno tendenziale, ma sappiamo che nel lungo periodo la distribuzione delle Figure lo farà mancare. Puntata dopo puntata, nella speranza che sia ogni volta la volta buona, egli arriverà alla fine della cassa senza che l’evento si sia verificato. Come si può ovviare a questo percorso predestinato?

La cosa è semplice ed è il classico “uovo di Colombo”. Basta semplicemente spostare il fulcro del gioco dal disegno che stiamo ricercando e porlo sugli esiti del gioco stesso. Abbiamo davanti a noi una quantità di possibili sviluppi: alcuni positivi e altri negativi. Basterà interrompere i percorsi negativi a una giusta altezza di scoperto che sia poi recuperabile in poche partite successive, o che sia addirittura compensato con le altre linee di gioco. Come dobbiamo interrompere il percorso negativo? Ma semplicemente puntando l’opposto di ciò che dovremmo puntare. Se per il percorso “dritto” dovremmo puntare a R, quell’ultima puntata la faremo a “rovescio” a N.

Se in quel colpo esce il dritto, avremo interrotto in ogni caso l’andamento negativo e lo scoperto, che sarà modesto, potrà essere recuperato con le successive partite che dovrebbero essere in sequenza vincenti (le partite negative sono distanziate fra loro). Se in quel colpo esce il rovescio, avremo incassato un colpo che per il gioco sarebbe stato perdente e quindi potremo continuare il gioco a rovescio finchè non esce il dritto, abbassandoci nella montante.

Vi sembra una sciocchezza? Pensateci bene! Perché siete saltati della cassa ogni volta che vi è andata male? Perché avete continuato a puntare su una linea negativa che era predestinata fin dall’inizio del gioco e non vi siete fermati fino alla fine. Non sto parlando di “stop loss” puro e semplice perché con questa pratica sei sicuro di restare scoperto e di dover poi recuperare. Sto parlando di “un punto di svolta” che si adegua all’andamento del momento. Se va male, significa che il gioco avrebbe ottenuto la sua chiusura e quindi la partita riprende con un altro inizio e un recupero non molto importante da fare. Se invece va bene, significa che la negativa sta continuando e non vi è limite sul quanto può continuare, tanto da arrivare addirittura all’utile ripetuto per parecchie volte.

Non ho mai messo in pratica questo “punto di svolta” perché il gioco che sto facendo non lo ha ancora richiesto. La divisione della montante e le compensazioni fra giocatori mi permettono di non salire più di tanto nelle puntate. Tutto ciò deriva dal gioco sulle FIGURE DIMEZZATE, che ne è il capostipite.

Ieri sera, per sveltire il gioco, ho provato una modifica che esula dal ciclo logico. Come al solito ho avuto una negativa che è arrivata intorno ai 200 pezzi di scoperto. Per fortuna l’andamento si è girato in tempo e sono risalito a -20 pezzi. Sono passato al gioco basato sul ciclo logico e ho messo a recupero immediato quei 20 pezzi. In tre partite li ho recuperati con 6 pezzi di vincita in più. Non c’è nulla da fare, se non hai la pazienza di una partenza ottimale e non basi il tuo gioco in un ciclo logico, la roulette ti batte.


PROPOSTA
Nel 1986 ho pubblicato il mio primo libro “LA FINE DELL’AZZARDO” i cui contenuti li potete trovare nel Sito. A suo tempo è stato venduto dal Comm. Delaiti del Centro Studi di Bologna, ma poiché mi ritrovo ancora circa 500 copie, lo metto a disposizione di chi non ne è in possesso ad un costo che in pratica rimborserà le spese di spedizione (o poco più). Ho pensato che è inutile tenerle a marcire in cantina e preferisco distribuirle a chi ne è interessato. Basta richiederle a me tramite e-mail.




  
Vai al Sito. 

Se uno va al Casinò una volta nella vita, può essere fortunato. Se ci va con una certa regolarità, per lui la fortuna non esiste.
(Compra Italiano; proteggi il tuo Paese e la tua famiglia)






28/06/14

VITA DA FALENA


Parliamo di Figure di 3. 

Una delle forze della roulette è l’impazienza del giocatore. Individuare un momento vincente è facile, ma la successiva continuazione del gioco è difficile perché, per ricreare quelle condizioni di probabilità, bisogna giocare sui risultati di ogni singolo ciclo logico che nella sua completezza si svolge in 24 spin. Per ogni partita si dovrebbe aspettare la formazione ottimale per un tipo di attacco, oppure si dovrebbe addirittura aspettare la formazione di un intero ciclo logico che fungerà di riferimento per l’attacco su un secondo ciclo logico, fino al conseguimento del primo utile. A quel punto è stato ottenuto un risultato e tutto dovrebbe essere azzerato iniziando da capo le rilevazioni fino alla maturazione di un nuovo punto di attacco. 

Avete fatto caso che raramente un inizio di seduta ci da un risultato negativo? Avete fatto caso che i primi attacchi sono quasi sempre vincenti? Dopo aver racimolato 5-6-10 pezzi, ecco che arriva la negativa che ci impegna economicamente. Che sia l’effetto della “simmetria” fra gli esiti nostri e del banco? Certamente, ma è anche l’effetto di una simmetria fra le Figure che oltre un certo limite non hanno più una tendenza statistica. Una volta ottenuta la tendenza, il seguito non ha più un senso. Ecco perché si perde: la pigrizia, l’impazienza, il tempo, la continuazione di un gioco già sfruttato, determinano tutte le difficoltà del giocatore fino ad arrivare alla sconfitta. Una volta un croupier disse all’amico e collaboratore Alberto: “noi viviamo perché, quando vince, il giocatore non si ferma e non se ne va”. In realtà non servirebbe fermarsi e andarsene, ma semplicemente “cercare un nuovo inizio” (espressione presa dal grandissimo film APOCALIPTO di Mel Gibson). Se ogni volta ragionassimo solo e soltanto sulla “spettanza probabilistica relativa”, credo che non ci sia simmetria che tenga. Noi possiamo giocare su ciò che accadrà, ma quando accadrà la ricerca deve finire. Non si deve proseguire per ulteriori ricerche perché, proseguendo, diventerebbero sempre più aleatorie. 

A questo punto i matematici obbietteranno che il gioco si fa su ciò che si punta indipendentemente da ciò che si rileva. Se dei tre termini delle Figure di 3 ne gioco solo due, è come se giocassi sulle Figure di 2 e non su quelle di 3. Vero…! Ma solo in un certo senso ed entro certi aspetti. Le configurazioni finali che io ricerco sono date dalle Figure di 3 e non da quelle di 2 e quindi ciò che la “spettanza probabilistica relativa” mi darà sarà su uno sviluppo delle Figure di 3, ma sostenute economicamente come se fossero di 2. In pratica c’è la promozione “prendi 3 paghi 2”. In pratica, il percorso che si fa per vincere su una Figura di 3 è diverso da un possibile percorso sulle Figure di 2 e da ciò risulterà che le puntate fatte su quei due colpi giocati non avranno un senso logico per quelle Figure di 2 realmente giocate, mentre lo avranno per quelle di 3. Resta comunque il fatto che al realizzarsi della prima spettanza relativa si dovrebbe interrompere il gioco perché con la sua prosecuzione aumentano le probabilità delle deviazioni dalla media statistica. 

Penso comunque che un tale comportamento sia praticabile solo da un “contatore di carte” al Black Jack. Penso che per mantenere nel tempo una tale condotta siano necessari determinazione, consapevolezza del risultato finale, impegno economico adeguato ai pochi pezzi che si riuscirà a racimolare nella giornata. Solo questo comportamento offre buone probabilità che il nostro attacco sarà vincente. Oltrepassato il primo risultato di quell’attacco, l’aleatorietà dei successivi attacchi aumenterà sempre più e non avremo più una certezza statistica di supporto. 

Non essendo un matematico, e non immaginando come potrebbero i matematici trovare le basi per un gioco vincente sulle Semplici se non con i soliti rientri o accentuazioni di scarti, conduzioni continue supportate da progressioni economiche più o meno resistenti, inseguimenti dei vari andamenti della permanenza (sortante, Avant-dernier ecc.), ho sempre cercato soluzioni visibili nei disegni statisticamente formati dalle Figure. Tuttavia, pur consapevole di quell’aumento di difficoltà nella continuazione di una partita, ho sempre cercato un gioco che mi permettesse tale continuazione, restando però invariabilmente invischiato nell’andamento contrario. Sembra non ci sia nulla da fare: se non si cercano “nuovi inizi” la simmetria ci fotte. 

Ho commesso lo stesso errore anche con il nuovo gioco. Nonostante avessi già ottenuto 5-6 pezzi di utile e nonostante avessi notato l’avanzata evoluzione degli schemi, ho proseguito il gioco alla ricerca di ulteriori vincite nella speranza che la “pacchia” continuasse. Naturalmente è accaduto ciò che, Figura dopo Figura, aumentava di probabilità e mi sono trovato con uno scoperto di quasi 200 pezzi con la puntata. Comunque, dato che il particolare disegno negativo non può durare a lungo, ho fortunatamente recuperato quasi tutto lo scoperto con due o tre incassi e quindi mi sono fermato a uno stop loss di 40 pezzi, recuperati il giorno dopo, naturalmente partendo all’altezza dello scoperto del giorno prima. Come al solito, i primi attacchi sono sempre vincenti. 

Comunque il giorno dopo non ho commesso lo stesso errore e, dopo aver ottenuto il recupero e una giusta maturazione della spettanza probabilistica relativa, ho interrotto il gioco e sono passato a un “nuovo inizio” arrivando a fine giornata senza problemi. Nonostante l’esperienza però, sono comunque stato tentato di risalire di qualche Figura per risparmiare tempo, ma ho resistito alla tentazione e sono partito con le Figure nuove che si sono presentate dopo lo stop winn. Che sia stato utile o inutile, non lo so. Tuttavia penso sia meglio tagliare di netto il passato e creare un “nuovo inizio”. 

Quindi, il fatto di prolungare i tentativi di vincita o dilungare la chiusura oltre un singolo ciclo logico di Figure, non fa altro che aumentare l’indeterminatezza dei risultati perché non vi è più una statistica che sia logica. Tuttalpiù si può cavalcare il calore andando contro lo scarto (vedi Figure Dimezzate) ma anche qui, dopo l’inserimento di più delle 8 Figure canoniche, la produzione delle nuove Figure non ha una precisa tendenza e i ritardi possono entrare in continuazione alternandosi sulle posizioni vuote. Che la cosa accada in successione sulle tre Chances in modo contemporaneo sarà alquanto difficile, ma non impossibile. A lungo andare può succedere e anche se utilizziamo compensazioni o montanti non a riduzione logica, lo scoperto può aumentare per effetto di incassi fra di loro distanziati. 

Come sappiamo, pur essendoci in un ciclo logico di Figure una “spettanza probabilistica relativa”, rimane il fatto che tali Figure sono formate da singoli colpi che rimangono a “spettanza probabilistica assoluta”. La spettanza relativa tende a formarsi soltanto perché, per non realizzarla, la roulette dovrebbe fare un percorso obbligato nella formazione delle Figure. Prendiamo per esempio l’allargamento totale. Man mano che le Figure si costruiscono, la roulette dovrebbe scegliere sempre il colore che forma una Figura nuova e mai ripetere sequenze di 3 già avvenute in precedenza. Cosa difficile ma non impossibile, tanto è vero che le diverse otto Figure di 3 hanno la probabilità di formarsi in media ogni 416 rilevamenti di Figura.
 
7/8x6/8x5/8x4/8x3/8x2/8x1/8 = 0,0024 x 100 = 0,24
100/0,24 = 416,66. 
 
Contrariamente a quanto sembra, non è un evento difficilmente riscontrabile, anche perché, se 416 è una media, l’evento si può presentare in tempi ravvicinati per poi dilungarsi nel tempo, ma nel frattempo avrà prodotto i suoi danni. Poi ci sono tutti gli altri casi in allargamento o in calore che, oltrepassato il ciclo logico, sono sempre più liberi dai condizionamenti della spettanza probabilistica relativa. Oltre questo limite (i cui risultati sono già di per se aleatori) non vi è più il sostegno della statistica e qualsiasi risultato è maggiormente casuale. 

Sotto questo punto di vista la roulette diventa uno strumento da cui è possibile trarre una vincita costante, ma per la cui realizzazione è necessaria molta disciplina, molta pazienza e molto tempo. Io non ho questi requisiti e pur consapevole dei pericoli, ritorno a sperare in un gioco fluido, senza lunghe interruzioni e remunerativo comunque. Sarà possibile? Probabilmente no! Qualcosa comunque mi frulla in testa e lo metterò in atto con la roulette live, sempre a pezzi minimi, ma che comunque in caso di sconfitta costano sempre un po’ di Euro. Se vuoi provare un gioco lo devi fare realmente per vedere eventuali modifiche. I test informatici vengono dopo. 

Abbiamo comunque un elemento a nostro favore: le Chances Semplici sono tre e la ricerca delle condizioni adatte a un attacco è più facilmente realizzabile che non su una sola Chance. Su tre possibilità i tempi di attesa si accorciano perché non tutte e tre procedono allo stesso modo. 

Quanto poi cavalcare lo scarto è una questione di sensibilità del giocatore. Si deve però essere coscienti che la prosecuzione del gioco oltre il ciclo logico può dare buoni frutti se lo scarto continua, ma può portare guai se gli scarti continuano a chiudersi a ripetizione. Sappiate che due Figure in successione possono capitare una volta ogni 32 rilevazioni: 

2/8 x 1/8 = 2/64 e cioè una su 32. 

In base a questi dati statistico-matematici, è facilmente comprensibile che la delimitazione del ciclo logico è essenziale per non incorrere in quei momenti contrari. Si perderanno molte occasioni vincenti, ma si eviteranno quegli eventi che purtroppo sono più ricorrenti in una permanenza superiore al ciclo logico. 

Purtroppo la roulette è così: come la vita di certe falene non dura più di un giorno, così la statistica della roulette non dura più di un ciclo logico.
 

PROPOSTA

Nel 1986 ho pubblicato il mio primo libro “LA FINE DELL’AZZARDO” i cui contenuti li potete trovare nel Sito. A suo tempo è stato venduto dal Comm. Delaiti del Centro Studi di Bologna, ma poiché mi ritrovo ancora circa 500 copie, lo metto a disposizione di chi non ne è in possesso ad un costo che in pratica rimborserà le spese di spedizione (o poco più). Ho pensato che è inutile tenerle a marcire in cantina e preferisco distribuirle a chi ne è interessato. Basta richiederle a me tramite e-mail.

 


 
Vai al Sito.

Se uno va al Casinò una volta nella vita, può essere fortunato. Se ci va con una certa regolarità, per lui la fortuna non esiste.
(Compra Italiano; proteggi il tuo Paese e la tua famiglia) 

 

 

06/06/14

ALTERNATO E CONTEMPORANEO

Sappiamo che qualsiasi ciclo logico di permanenza è soggetto alla Legge del terzo per cui al suo interno ci saranno tre tipi di evento:
1°) una certa quantità di Chances che escono per la prima volta (allargamento).
2°) una certa quantità di Chances che escono per la seconda o più volte (calore).
3°) una certa quantità di Chances che non escono affatto (assenze).

Tutti i giochi che si riferiscono alla “spettanza probabilistica relativa”, insita in ogni ciclo logico, devono tener conto di questi tre fattori. Devono improntare i loro attacchi su questi tre tipi di eventi la cui realizzazione si perfeziona con il diminuire della grandezza della Chance e con l’aumentare del numero delle prove.

La grandezza della Chance è determinante per attribuire o meno capacità di realizzazione alla tendenza. Pretendere che in sei spin si realizzi la Legge del terzo in un ciclo logico di Sestine, è a dir poco insensato; come pure lo è per 12 spin sulle Terzine o 18 spin sui Cavalli. Ci basti constatare che la sequenza di numeri 15 35 7 18 10 32, sui Cavalli è un “calore” mentre sui Pieni è un completo “allargamento”. La Legge del terzo è soltanto una “tendenza” (non una certezza) che ha maggiori probabilità di realizzarsi con il diminuire dei componenti la Chance. 6 spin, 12 spin, 18 spin non rappresentano la totalità dei numeri disponibili della roulette e quindi in questi range di colpi qualsiasi risultato è giustificabile. Solo la Chance dei numeri Pieni li rappresenta totalmente e perciò 37 spin è l’unica quantità necessaria e sufficiente a giustificare la tendenza. Andare oltre a tale quantità non ha senso perché si sfalserebbe il risultato con ulteriori spin. Se riempiamo un bicchiere oltre l’orlo, bagniamo il tavolo ma non modifichiamo il contenuto. E’ proprio l’eguaglianza fra spin e numeri disponibili che determina la tendenza.

Trovata la tendenza, non significa però che si sia ottenuta una certezza. La casualità degli spin determina la “spettanza probabilistica assoluta” e anche se per la fine del ciclo si può prevedere una “spettanza probabilistica relativa”, vi sarà sempre la possibilità di importanti deviazioni dal risultato statistico che però, essendo appunto tale, è destinato a perfezionarsi con l’aumentare del numero delle prove. Il singolo ciclo può non rispecchiare la tendenza, ma più aumentano le prove, più la tendenza media si perfeziona. Ecco che un gioco sulla “spettanza probabilistica relativa” è giustificato dalla statistica perchè nel lungo periodo tenderà alla perfezione.

Tale perfezione, però, riguarda il raggiungimento delle proporzioni fra presenze, assenze e, di conseguenza, calori. Se nei tempi intermedi queste proporzioni non vengono mantenute, quale sarà il risultato? Quali saranno le conseguenze se il totale degli spin (e quindi dei numeri rilevati) sono sempre gli stessi? La conseguenza sarà una diversità nelle proporzioni e quindi ci potranno essere più presenze a discapito dei calori e delle assenze. Oppure ci potranno essere più assenze e calori a discapito delle presenze. Invertendo l’ordine dei fattori il risultato non cambia perché il totale degli spin è sempre quello.

A questo punto abbiamo davanti a noi una scelta: cercare un vantaggio sull’allargamento o sul calore? Per anni ho cercato varie soluzioni sia nell’uno che nell’altro senso perché il gioco su entrambi porterebbe a una proliferazione di aperture che arriverebbero addirittura a coprire l’intero tappeto. In questo caso (e anche prima) il gioco diverrebbe insostenibile.

I giochi che di solito si fanno possono essere sull’allargamento mediante il completamento di disegni geometrici che si formano obbligatoriamente se le Chances presenti raggiungono la quantità statistica dei due terzi o poco meno. Oppure possono essere sul calore con il completamento di disegni geometrici che si formano se i doppiaggi raggiungono più o meno la quantità di un terzo. Il problema è che gli andamenti nell’uno o nell’altro senso non si esauriscono all’interno di un proprio ciclo logico, ma possono sconfinare ben oltre tale limite e quindi sovvertire le proporzioni della tendenza. Ne deriva che la ricerca di un risultato su uno dei due andamenti è soggetta alle deviazioni dalla tendenza contrarie all’andamento su cui si basa il gioco. Se giochiamo sull’allargamento, prima o poi si presenterà un periodo di calori e viceversa. L’argomento è già stato trattato in precedenti post come preludio a vari sistemi.

In alcuni casi ho anche cercato una soluzione che comprendesse entrambi gli andamenti (complementarità), ma restava il fatto che le aperture si moltiplicavano mettendo a rischio la cassa nel caso di un ritardo di chiusura. Simili giochi sono una specie di “Piramide” su un disegno che deve formarsi in un modo o nell’altro. Il fatto è che fino ad ora le Chances utilizzate erano le Multiple e quindi i due “campi” in contrapposizione cambiano di volume. Ricordate? Con il passare degli spin il “campo presenze” (occupati) aumenta e il “campo assenze” (vuoti) diminuisce.

Ultimamente sono ritornato alle Chances Semplici con il gioco delle “FIGURE DI 3 DIMEZZATE” con le quali abbiamo introdotto il gioco “alternato” fra allargamento e calore.

Ora sono passato al gioco contemporaneo dei due andamenti. Ho perfezionato l’attacco su entrambi gli andamenti e ciò è stato possibile perché con le Semplici non vi è la possibilità di un allargamento di copertura del tappeto. In pratica non si può arrivare a dover coprire tre quarti o addirittura la quasi totalità del tappeto, ma si deve sempre coprire solo il suo 48,64%. Una caratteristica che se prima costituiva un handicap per il gioco sulle Semplici, ora costituisce un vantaggio perché non produce allargamenti di copertura. Per il momento produce buoni utili al gioco reale e ho iniziato la sua stesura in un trattato che mi impegnerà per lungo tempo.

Nel frattempo ho finito la stesura del gioco che avevo promesso ai possessori delle FIGURE DIMEZZATE e quindi mi accingo a inviarlo a tutti loro. Il gioco si chiama:I GRUPPI DI 5” ed è proposto sia a conduzione singola, sia in differenziale. E’ un gioco semplice che, pur senza giustificazioni matematiche o statistiche, ha sempre prodotto utili più che soddisfacenti. Se lo utilizzerete mi aspetto da voi un aggiornamento sugli esiti perché l’ho utilizzato solo per poco tempo in quanto mi sono dedicato al nuovo gioco sulle Semplici.

P.S. Purtroppo ho fatto un casino con i contatti e-mail. Prego coloro che non hanno ricevuto il PDF di richiederlo appositamente con una mail in modo che io ricevendo il loro indirizzo di posta possa inviare la mail.


PROPOSTA
Nel 1986 ho pubblicato il mio primo libro “LA FINE DELL’AZZARDO” i cui contenuti li potete trovare nel Sito. A suo tempo è stato venduto dal Comm. Delaiti del Centro Studi di Bologna, ma poiché mi ritrovo ancora circa 500 copie, lo metto a disposizione di chi non ne è in possesso ad un costo che in pratica rimborserà le spese di spedizione (o poco più). Ho pensato che è inutile tenerle a marcire in cantina e preferisco distribuirle a chi ne è interessato. Basta richiederle a me tramite e-mail.




  
Vai al Sito.


Se uno va al Casinò una volta nella vita, può essere fortunato. Se ci va con una certa regolarità, per lui la fortuna non esiste.
(Compra Italiano; proteggi il tuo Paese e la tua famiglia)




29/05/14

RIPRESA ATTIVITA'

Sono tornato dalle ferie e devo dire che nelle ore libere non ho mai smesso di dedicarmi alle Figure di 3 sulle Semplici. Fra una Piπacolada e l’altra, un Mojito e l’altro, un Daikiri e l’altro, una “cica” e l’altra, ho continuato a pensare come eliminare il pericolo di una negativa, sempre restando sul concetto della “spettanza probabilistica visiva”.

(A proposito, se andate a Cuba, non fatevi riguardo di imporre sempre al cantinero o alla cameriera di farvi i cocktails che ordinate nei dovuti modi. Purtroppo all’Avana hanno il vizio di usare il rum scadente e imboscarsi quello buono (tres aπos) per poi berlo loro, o addirittura venderlo. Oltretutto ve lo fanno pagare 3,5-4 cuc (2,80€) mentre in altri posti meno turistici ve li fanno molto buoni e li pagate soltanto 1 cuc (0,70€). Tutto il mondo è paese, ma Cuba per queste cose lo è più degli altri. Non solo per queste cose, ma anche per molte altre.

Ma tornando a noi, sappiamo che la “spettanza probabilistica visiva” è la previsione di ciò che sarà. In un certo senso è una “mappatura” all’interno di uno schema che sarà qualitativamente differente di caso in caso, ma statisticamente pressoché uguale dal punto di vista quantitativo. L’alternativa a questo modo di affrontare un gioco alla roulette è la solita conduzione sull’andamento della permanenza, o il solito calcolo sul possibile rientro o continuazione di uno scarto che non si sa quanto può durare e quanto può rientrare per poi riprendersi. Non da meno c’è anche l’utilizzo di una particolare montante sul continuo della permanenza: montante che dovrebbe superare l’andamento contrario (che non si sa quanto dura) di un gioco puramente casuale, sempre uguale e senza selezione del colpo.

In sostanza, tra una valutazione matematica di un continuo di permanenza senza limitazioni di tempo e di spazio quantizzato, e una previsione visiva di un evento che si ripete in modo statistico entro un delimitato ciclo chiuso, anche se qualitativamente diverso di caso in caso, io preferisco il secondo.

Ora che ho puntualizzato la mia preferenza sulla conduzione dei giochi, dobbiamo rilevare che ciò che porta alla disfatta un sistemista è principalmente il “tempo”. Una volta ottenuto un utile, cosa fa il sistemista? Generalmente prosegue su quella permanenza, su quello stesso schema e su quella stessa partita per ulteriori vincite. Aspettare che il gioco si riformi ex novo, comporterebbe una inattività che può protrarsi anche per circa un’ora e aspettare tutto questo tempo senza puntare alcunché, non è da tutti (io per primo). Ricordo che una volta a Campione ho atteso più di tre ore prima di iniziare un attacco sul “Complessivo sulle distanze” (descritto nel libro La fine dell’azzardo). Dopo di allora non l’ho più fatto. Ma erano altri tempi.

L’impazienza è dunque la prima causa che determina la negativa, la quale è causata dall’inevitabile incontro del segmento di permanenza contraria che si incontra quando si pratica un’unica linea di gioco. E’ logico che a lungo andare, e senza delimitazioni di ciclo, le tendenze si susseguono alternandosi le une alle altre e quindi prima o poi ci capiterà quella (o quelle) contraria.

Il vero speculatore non va mai in cerca di ulteriori utili nella stessa partita, sia perché sa che l’utile già conseguito deriva da una o più chiusure che non saranno più disponibili nel prosieguo della partita, sia perché ogni negativa è più facilmente superabile se presa su un gioco vergine e non già parzialmente sfruttato. Quando il vero speculatore ha raggiunto lo scopo si ferma e ricomincia da capo con tutta la gamma delle possibilità a sua disposizione. Capisco che questo è un lavoro noioso, monotono, che impegna molto tempo e che non da la possibilità di vincere grandi quantità di pezzi, ma è necessario per interrompere quella successione continua degli andamenti propri della roulette. In sostanza bisogna dare alla roulette il modo di “sfogare” la sua casualità e darci una causalità che si realizzerà con la “spettanza probabilistica relativa”, visivamente riscontrabile in ogni ciclo chiuso logico. L’eventuale presenza statistica di più chiusure in un ciclo non deve servire a vincere più pezzi, ma soltanto a garantire una loro sufficiente distribuzione lungo il percorso di gioco.

A mio avviso questa è la falsariga da seguire. Ora però bisogna risolvere il fatto dell’evento contrario sulle Figure delle Chances Semplici che, per quanto diradato dalle quantizzazioni dei cicli, è pur sempre possibile per la staticità delle coperture. Staticità che nelle Semplici accentua quella famosa simmetria negli esiti delle puntate nostre e del banco. Ciò avviene non solo nel susseguirsi delle Semichances che puntiamo, ma anche nel susseguirsi delle Figure e dei disegni che queste compongono. Ciò vuol dire che una “simmetria” sulle Semichances comporterà a lungo andare un’uguaglianza fra colpi vincenti e perdenti, ma una “simmetria” sulle Figure o sui disegni che queste compongono, vuol dire che quando il disegno che cerchiamo è a favore del banco, le puntate perdenti saranno concentrate in un lungo periodo negativo ed è proprio questo percorso obbligato che ci farà saltare della cassa. Simmetria quindi di spin, ma anche di Figure e disegni ricercati e cioè gruppi di spin.

Già con il sistema delle “FIGURE DIMEZZATE” abbiamo introdotto il gioco alternato su allargamento e calore. Inoltre abbiamo messo in campo sei linee di condotta il cui numero di chiusure e compensazioni ci da buone prospettive di pervenire all’utile. L’abbandono della tradizionale “unica via di condotta” ci ha permesso di cogliere il risultato di diverse possibilità su diverse linee, ma ciò nonostante gli scoperti sono sempre in agguato. Ricordate? Qualunque ragionamento possiamo fare, alla fine dobbiamo puntare 18 numeri e ne avremo sempre 19 contro. Ecco perché insisto con la “spettanza probabilistica visiva”. Se prevediamo il disegno che alla fine si formerà, avremo la possibilità di non perseguire un risultato che non si sa se e quando avverrà. Comunque, ulteriori ricerche per limitare tali scoperti non hanno dato esiti migliorativi perché diminuiscono la quantità delle possibili chiusure o riducono la quantità delle linee di condotta, arrivando a tante conduzioni uniche e indipendenti le une dalle altre: cosa che abbiamo già scartato in partenza perché se una linea ti da sempre vincita e l’altra sempre perdita, il gioco non ha senso. Se ogni volta incassi 1 sulla linea vincente, ma sull’altra impegni molto di più per l’aumento della montante, quando arriva il “salto” su una linea ti rimangi tutto ciò che hai acquisito sulle altre e anche molto di più. Resta quindi valida e necessaria l’azione delle compensazioni che limitano la scalata sulle linee negative.

A questo punto bisogna trovare un gioco a più linee di condotta, ma che sia soggetto a scoperti limitati. Penso di averlo trovato durante questa mia vacanza e ora non mi rimane che farlo testare dall’amico Luca.

Nel frattempo, memore di quanto promesso ai possessori delle Dimezzate, scriverò un gioco facile facile che, sebbene non abbia giustificazioni statistiche o matematiche, mi ha dato risultati di gioco reale sempre positivi. E’ un gioco sulle Chances Semplici ma non in Figura e cerca di sfruttare gli andamenti del momento. Rende bene e solo una volta l’amico Alberto ha trovato una vecchia permanenza dove lo scoperto ha superato i 100 pezzi. Ecco perché ci vedrei bene uno stop loss. Se il 90% delle partite ci da 10-15 pezzi di utile in 30 spin, uno stop loss di 30-40 pezzi è facilmente recuperabile. Comunque giudicherete voi se vi piace o meno.

Finito questo impegno (che deriva dalla promessa che vi ho fatto) inizierò la stesura del prossimo sistema sulle Figure di 3 (ma non dimezzate) previo esito positivo dei test che farò eseguire da Luca. L’ho messo a punto durante questo periodo di riposo e il tentativo mira a risolvere ogni partita con un utile.

Finiti questi impegni, ritornerò ai Numeri Pieni con un nuovo gioco, ma questo avverrà fra un paio di mesi.


PROPOSTA
Nel 1986 ho pubblicato il mio primo libro “LA FINE DELL’AZZARDO” i cui contenuti li potete trovare nel Sito. A suo tempo è stato venduto dal Comm. Delaiti del Centro Studi di Bologna, ma poiché mi ritrovo ancora circa 500 copie, lo metto a disposizione di chi non ne è in possesso ad un costo che in pratica rimborserà le spese di spedizione (o poco più). Ho pensato che è inutile tenerle a marcire in cantina e preferisco distribuirle a chi ne è interessato. Basta richiederle a me tramite e-mail.



Vai al Sito.

Se uno va al Casinò una volta nella vita, può essere fortunato. Se ci va con una certa regolarità, per lui la fortuna non esiste.
(Compra Italiano; proteggi il tuo Paese e la tua famiglia)

P.S. Oggi stesso ho ricevuto questa mail da Cristina che mi pare sia una "tosta".

Ciao!
Ho letto il tuo post di rientro dalle vacanze (che spero siano andate bene!) e ho pensato di aggiornarti sull'andamento del gioco sulle dimezzate.
Io finora ho giocato circa 3000 boules, con un utile di più o meno 550 pezzi totali. Ci sono state negative, all'inizio anche abbastanza frequenti, ma perchè il mio stop loss era piuttosto basso (50 pezzi), Comunque ho avuto un massimo di 150 pezzi di scoperto, che ho recuperato dopo uno stop loss  in 3 partite da 50 pezzi ognuna.
Seguo il gioco originale, con tutti gli attacchi, e mi fermo dopo 8 figure, quando ci arrivo (raramente a dire il vero). Il gioco è piacevole, non troppo noioso e non troppo difficile come sembrava all'inizio, non bisogna aspettare troppo perchè ci sia un'apertura. Insomma a me piace, e finora ho buoni risultati. Proverò anche i prossimi giochi sulle semplici, ma penso che continuerò con questo.
A presto e grazie!

Penso che questa giocatrice abbia molto da insegnare come carattere (e non solo) a tutti noi.