02/07/10

CAMBIO DI PASSO

L’IMPORTANZA DEL CAMBIO DI PASSO

Chi nella sua vita non ha subito una disfatta al Casinò?

Eppure aveva un buon metodo; le prove fatte a casa avevano dato ottimi risultati; c’era si qualche partita difficile, ma era stata superata dalla montante; errori non ne aveva commessi.
Eppure quella permanenza incontrata al Casinò è stata in grado di mangiargli il capitale, forse senza aver ottenuto neanche una vincita.

Quanti studiosi di roulette hanno avuto queste esperienze (almeno nei primi anni di attività) durante la loro carriera di “casinisti”?
Ebbene, io chiedo a questi signori se, tornati a casa dalla nefasta esperienza, hanno provato a rifare quella partita perdente utilizzando, sì la stessa permanenza, ma iniziando il gioco alcuni numeri dopo.

Se si tratta di un gioco sul continuo dei numeri della permanenza, ciò non ha alcuna importanza: gli eventi non sarebbero cambiati. Ma se si tratta di un gioco su cicli chiusi e su disegni statistici, avrebbero visto che la situazione sarebbe cambiata notevolmente. La partita (o le partite) che prima era stata perdente, ora sarebbe stata vincente. I disegni ricercati si sarebbero realizzati senza difficoltà (anche se diversamente) e gli utili gratificanti sarebbero venuti, magari copiosi. Tutto per una manciata di numeri in più o in meno.

Se fossi entrato al Casinò solo cinque minuti dopo. Se mi fossi seduto a un altro tavolo. Se avessi aspettato i risultati di un gioco fittizio prima di iniziare quello reale.

Questi sono i ripensamenti e i rimpianti che comunemente si fanno quando si è coscienti che una permanenza è diversa dall’altra e che ciò che produce un tavolo in quel momento è diverso da ciò che produrrà cinque o dieci minuti dopo con un'altra partenza. Tutto ciò, naturalmente, se si fa un gioco in cui la vincita dipende dalla formazione di disegni statistici, ricercati da uno o più cicli chiusi.

Quale insegnamento possiamo trarre da queste osservazioni? Come possiamo trarre un qualche vantaggio dai diversi effetti che una diversità temporale produce nei risultati che otteniamo?

Forse si potrebbe costruire un secondo schema, iniziante 4-5 numeri dopo, per poi scegliere quale dei due si presenta nelle migliori condizioni per il nostro attacco.
Forse ci si potrebbe presentare al tavolo con due tipi di schema per lo stesso gioco e scegliere poi la costruzione migliore per quella permanenza.

Ho fatto queste semplici considerazioni solo per introdurre il gioco che ho pubblicato oggi. E’ lo stesso gioco pubblicato la settimana scorsa, ma di diverso ha il rifiuto delle partite inizianti con una coppia di figure posizionali. Questo rifiuto avviene semplicemente tagliando i primi numeri della permanenza, servita per la costruzione dello schema. In pratica si finge di essere entrati in quel tavolo alcuni minuti dopo e quindi di aver iniziato la costruzione dello schema in un momento diverso.
E’ un “cambio di passo” che mi permette di fare una partenza meno onerosa rispetto alla precedente. Certo non si elimineranno tutti i rischi e pericoli, ma di certo ne sarà eliminato almeno uno.

CAPITOLO: FIGURE POSIZIONALI.
TITOLO: Alla terza figura diversa con cambio di passo.

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nino.zantiflore@tiscali.it

25/06/10

ESISTE O NON ESISTE?

Ci sono molti scettici sulla Legge del terzo.
Qualcuno dice addirittura che non esiste.
Altri rimandano a pagine web che dichiarano la “inutilità della Legge del terzo” perché, se i “ritardisti” del lotto credono che vi sia indipendenza fra i numeri nelle varie estrazioni, non possono profetizzare quali siano i numeri con maggiori probabilità di sortita. Il tizio che ha scritto questa pagina (ed è un tizio) ha preso un singolo aspetto della Legge del terzo e per di più applicandola al lotto.

Altri hanno preso per vangelo quelle affermazioni che, nella sostanza, sono giuste solo nel considerare indipendenti i singoli numeri casuali. In pratica dice che se ogni colpo è indipendente dai precedenti, non ha alcuna rilevanza che i numeri sortiti in precedenza aumentino in quantità. La pallina può andare in qualsiasi casella della roulette.

Ciò è vero e nessuno lo mette in dubbio. Ma per il semplice fatto che la roulette può fare una cosa, non è detto che poi la faccia ad ogni costo.

Nonostante ciò che la roulette può fare, ci sarà sempre un aumento di caselle visitate che sottrarrà possibilità di visita alle caselle da visitare. Questa è l'essenza della Legge del terzo e se qualcuno non è riuscito a trarne giovamento, non è detto che altri non ci riescano.

Certo che se le soluzioni consistono nel giocare i 12 mancanti dopo 37 colpi, o giocare tutti i numeri che man mano escono perché qualcuno si deve doppiare, non si arriverà da nessuna parte. Le soluzioni di gioco sono ben altre.

A questo punto sono convinto che questi scettici, avendo preso una serie illimitata di numeri casuali e avendo notato lungo questo percorso un segmento contenente deviazioni tali da sovvertire o quasi la tendenza statistica, abbiano decretato che la Legge del terzo non esiste o che, se esiste, è talmente aleatoria da non poterci fare affidamento.

Ma che senso ha considerare un singolo segmento di permanenza se la Legge del terzo è dichiaratamente una tendenza? E' chiaro che il singolo segmento può deviare anche macroscopicamente, ma è anche chiaro, come ci dice Bernoulli, che la tendenza è tale se si manifesta con l'aumentare delle prove effettuate sempre nelle stesse condizioni.

Che cosa vuol dire compiere le prove sempre nelle stesse condizioni? Per me non significa soltanto che lo strumento deve essere sempre uguale, ma anche che i risultati (numeri usciti) siano sempre osservati allo stesso modo.

Se prendiamo un singolo segmento di 37 boules da una permanenza illimitata, possiamo incappare tra una fine di calore e l'inizio di un altro calore tra due cicli che, se presi separatamente, darebbero risultati medi. Una simile rilevazione può arrivare a sovvertire la tendenza producendo addirittura 13 presenze e 24 assenze.

Ma se prendiamo la permanenza nella sua totalità e la quantizziamo in gruppi cronologicamente sempre uguali di 37 colpi, vedremo che la Legge del terzo si manifesta pienamente, discostandosi dalle medie statistiche non più di 3 4 unità. Scostamenti maggiori sono possibili, ma alquanto rari e in genere non pregiudicano i disegni che si ricercano.

L'ovvia obiezione che a questo punto può sorgere è che se il giocatore entra al tavolo in quel punto, non potrà scappare a quella permanenza sovvertitrice della media. Su questo non ci piove sopra ma, oltre a essere sfigato, la potrà subire una sola volta.

A questo punto, per curiosità, ho preso una permanenza e, quantizzandola a gruppi di 37 boules, ho voluto vederne il risultato. La permanenza è già divisa per colonne da 37 colpi e quindi inserirò anche lo zero, portando però la proporzione a 24-13 per vedere gli scostamenti nei risultati. I numeri presenti sono in nero. Quelli doppiati sono in rosso e quelli più che doppiati sono barrati.



Questo è un esempio di 14 cicli di permanenza da 37 colpi ciascuno, tratto dal bollettino di Informazioni ludografiche del Comm. Delaiti. Contengono la permanenza dei giorni 21 e 22 dicembre 1936 al Casinò di Montecarlo.

Come ho già detto in varie occasioni, gli scostamenti delle presenze dai due terzi (24), superano alquanto raramente le 4 unità sia in eccesso sia in difetto.

Secondo questi risultati, possiamo dire che la Legge del terzo non esiste?
Si pretende forse che la media statistica di 24 debba essere sempre rispettata?
Se è una tendenza, si potrà o no accettare questi scostamenti?
Il fatto che qualcuno non riesca a trovare soluzioni di gioco con questa tendenza, giustifica il suo rifiuto?

A voi le risposte.

Oggi ho pubblicato il secondo sistema sulle figure posizionali. Si tratta della ricerca della terza figura posizionale diversa nell'intero schema. E' un gioco che ha dato molte soddisfazioni, arrivando a ottenere 158 pezzi a massa pari su tutta la permanenza, ma forse bisogna aggiungere: “fino a evento contrario”.

CAPITOLO: FIGURE POSIZIONALI.

TITOLO: Alla terza figura diversa.


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18/06/10

1° DELLE POSIZIONALI

Ho pubblicato il primo sistema sulle figure posizionali.

Spero non sia troppo "ferriginoso".

CAPITOLO: FIGURE POSIZIONALI.
TITOLO: Al doppio su due schemi.

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12/06/10

RANGE ALLARGAMENTO-CALORE

Supponiamo di rilevare 10.000 cicli chiusi da 36 colpi di roulette (0 escluso). Il principio di Bernoulli ci dice che con l’aumentare delle prove il risultato sperimentale tende ad avvicinarsi al risultato statistico e quindi, in base alla Legge del terzo, la percentuale dei cicli con 24 presenze e 12 assenze tenderà ad avvicinarsi al 100%.

Questa tendenza però non è a senso unico; voglio dire che la tendenza funziona tanto dal basso quanto dall’alto. Mi spiego meglio.

La Legge del terzo è un comportamento tendenziale che nei brevi periodi può manifestarsi in difetto o in eccesso e quindi se 24 presenze costituiscono la tendenza, quantità minori o superiori costituiscono egualmente quelle deviazioni temporanee che alla fine tenderanno a raggiungere il 100% statistico.

Ciò significa che il traguardo di Bernoulli può essere temporaneamente raggiunto, superato, nuovamente raggiunto, per poi tornare deficitario.

Che cosa impedisce per esempio che due o più cicli di 36 colpi contengano ciascuno 28, 29, 30 presenze? E cosa impedisce che altrettanti cicli contengano 17 18, 19 presenze?

L’altalena, che io chiamo “allargamento” e “calore”, può passare con una certa frequenza per il punto 0 coincidente con il 100% dato dalla media statistica. Ciò vuol dire che il traguardo di Bernoulli è tendenzialmente raggiungibile sia da situazioni di allargamento sia di calore.

Ma se la percentuale di scostamento in più e in meno da quel traguardo differisce per poche unità percentuali, la percentuale di scostamento tra i picchi di allargamento e calore sarà il doppio di quei valori.

Dato che lo scostamento degli andamenti dei singoli numeri è rapportabile anche alle Chances multiple se usiamo una moltiplicazione di eventi, ecco perché un singolo gioco sul calore o sull’allargamento non può reggere nel tempo. Deve sopportare un range percentuale che può arrivare anche a due cifre.

In pratica, per reggere, il sistemista dovrebbe analizzare il comportamento contingente della roulette e poi decidere quale sistema utilizzare in quel momento. Cosa molto semplice a dirsi, ma in quanto a metterla in pratica...

Ringrazio quanti mi hanno scritto privatamente confermandomi la loro stima.
Le cose che scrivo sono sì tante, ma non devono essere prese come unica soluzione. Inoltre, io non testo mai i sistemi più di tanto e questo l’ho sempre dichiarato. Questo è un mio difetto che purtroppo dipende dalla quantità dei sistemi che ho nel cassetto. A volte dichiaro che con quel sistema o con quell’altro non ho mai perso e ciò è vero. Il fatto è che i tests eseguiti non sono esaurientemente tanti. E di questo mi scuso perché, se in campo scientifico si dice “fino a prova contraria” in campo roulettistico di deve dire “fino a evento contrario”. In ogni caso raccomando sempre di provare ciò che propongo. Comunque penso che l’importante sia l’idea, poi sta a voi scegliere il gioco ed eventualmente migliorarlo. In definitiva io pubblico idee che tentano di risolvere il problema e credo che per alcuni lavori ci sono riuscito (fino a evento contrario).

In ogni caso ognuno può scegliersi la strada che preferisce e può modificarla a sua immagine e somiglianza.

Ho pubblicato la formazione delle figure posizionali. Seguiranno poi i primi sistemi.

CAPITOLO: FIGURE POSIZIONALI.
TITOLO: La formazione.

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09/06/10

CRITICHE

Ultimamente qualcuno ha rilevato che, avendo scritto troppi sistemi, questi sono poco credibili e nessuno ci ha capito nulla. “Come si fa a districarsi fra i cento e più sistemi? Dovrei essere io a mettervi sulla buona strada indicandovi il sistema che mi ha dato più buone soddisfazioni. Io creo confusione. I miei sistemi sono incompleti. Mancano sempre della sezione più importante: l’attacco e come svilupparlo. Lascio ad altri le montanti e la gestione della cassa. Dovrei essere io a dare queste dovute indicazioni. I miei sistemi sono troppo “ferriginosi”, inconcludenti e non sono giocabili. Si tratta di sistemi roulettisticamente insufficienti, inutili e pericolosi.”

Va be…! Prendo atto di queste critiche.

Io però ho inteso esporre parte delle mie conoscenze sulla roulette in modo che altri possano partire dai miei studi e magari arrivare a qualcosa di più costruttivo. Che colpa ne ho io se l’intelletto è uno zingaro e va? Ciò che so lo condivido. Chi vuol prenderlo in considerazione lo può fare e a chi non interessa se ne può astenere.

Dire che sono troppi, equivale criticare la Treccani perché contiene troppe voci. Se i sistemi sono troppi è perché esistono e ignorarli è come rinunciare a potenzialità latenti e non espresse.
Se poi non sono bravo nelle spiegazioni e nei modi di conduzione,… io ho fatto del mio meglio.

Se si vuole il sistema vincente a tutti i costi, forse bisognerebbe prima capirlo e poi magari migliorarlo, come stanno facendo alcuni studiosi appassionati di questa scienza.
Questi “masochisti” sono arrivati a certi livelli di incasso costante, che già a questo punto potrebbe essere accettato; ma cercano di migliorarlo ancora di più. Forse perché hanno una mente aperta alle idee altrui e sanno che tutto si può migliorare.

Ma forse i nuovi sistemi che questi criticoni hanno trovato sono migliori. Per esempio lo specchio su una figura di 3 sulle semplici ripetuta per cinque volte con una progressione a scaglioni. O forse il gioco sulle due sestine mancanti dopo 6 colpi. In effetti erano i migliori giochi già negli anni ’30. Non dico che siano perdenti o che non si vinca, ma solo che erano già conosciuti.
Per esempio, quei signori, sanno che se si quantizza la permanenza in gruppi di 6 è più difficile non incontrare le due sestine mancanti? Sanno che risalendo di 6 numeri dopo la vincita è più facile sbagliarle per altri 6 colpi?
Qualcuno dice che la Legge del terzo non esiste ma nel contempo dice che è “prevedibile e rinvenibile tramite i dettami della distribuzione probabilistica.” Non è forse un’ammissione della sua esistenza?. Non so…! Forse qualcosa mi sfugge.

Forse, se si leggessero questo sito potrebbero riconsiderare le loro opinioni.
http://www.winroulette.net/Ita/Archivio/LeggeDelTerzo.html


In conclusione, la pigrizia è amica del banco.

Comincio ora la pubblicazione delle FIGURE POSIZIONALI. Se però hanno trovato “ferriginosi” i precedenti sistemi,… figuriamoci questi.
Inizierò con la rilevazione. Seguirà poi la formazione e successivamente due sistemi.

CAPITOLO: FIGURE POSIZIONALI.
TITOLO: La rilevazione.

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nino.zantiflore@tiscali.it

01/06/10

COSA FA E COSA NON FA

C’era una frase che il mio maestro ripeteva molto spesso: “La roulette non fa sempre la stessa cosa”.

Io aggiungo: “Ma la può fare per un tempo sufficiente a farci perdere il capitale”.

Sapere ciò che la roulette può fare e per quanto lo può fare, significa aver percorso tre quarti del cammino verso l’incasso costante. Naturalmente bisogna avere un’idea di cosa possa essere quel “fare” attribuibile al comportamento della roulette.

Una cosa che la roulette non fa è produrre un intero ciclo di numeri diversi senza doppioni. Potranno esserci deviazioni a favore dell’allargamento o del calore, ma la tendenza darà ragione al Bernoulli. Questa tendenza c’è, esiste, si manifesta e se non vogliamo chiamarla Legge del terzo, chiamiamola pure in altro modo, ma negare che esiste significa negare l’evidenza dei fatti.

Una cosa che la roulette può fare è produrre un allargamento fino a 30 numeri diversi e se stiamo facendo un gioco sul calore, ci può procurare non pochi fastidi. Un’altra cosa che può fare è produrre un calore di 15-18 numeri e se stiamo facendo un gioco sull’allargamento, saremo in egual modo infastiditi.
Quante volte siamo arrivati alla fine del capitale e abbiamo poi visto uscire il gioco che stavamo facendo? Sembra proprio che la proporzione “chance/incasso” sia commisurata, sia alla nostra capacità finanziaria, sia alla nostra pazienza. La capacità elusiva non può durare in eterno, ma quel tanto che basta a spazientirci e a farci lasciare sul tappeto, oltre ai nostri soldi, anche le nostre illusioni temporanee.

Se a questo punto vi aspettate la soluzione del dilemma, ve la dico subito:

Ricorrete alla semplice “mutualità”. Se prendete sotto controllo più giocatori, che abbiano percorsi diversi, siate certi che la roulette non può condurli tutti allo stesso modo. Uno produrrà l’allargamento; l’altro produrrà il calore; ma gli altri? Dovranno per forza produrre la tendenza insita in una produzione di numeri casuali e saranno proprio questi che vi dovranno dare l’esito che vi aspettate. L’unico pericolo è costituito dalla settorialità degli attacchi. Se i giocatori che si comportano come statistica comanda non progrediscono, o progrediscono in ritardo, ritorniamo al punto di partenza. Comunque non si può avere tutto dalla vita…! O forse si.

Nel fare le figure posizionali sono incappato in un gioco che sembra essere l’uovo di colombo. Semplice, facile, che vince addirittura con una riduzione logica alla prima vincita. Ho solo fatto una cinquantina di prove, di cui 4 colonne della mia solita permanenza e, se durante queste prove non è saltato, vuol proprio dire che è buono. Ora lo proverò a più vincite per partita in modo da abbassare l’esposizione che per il momento, utilizzando una riduzione logica, ha raggiunto i 90 pezzi. Voi sapete quanto sale una riduzione logica.

Per quanto riguarda le figure posizionali ho scritto la loro rilevazione e la formazione, nonché il primo sistema. Sto cominciando la stesura del secondo ma ci vorrà del tempo.

Sapete che è difficile aver sempre qualcosa da dire? Va be…! Alla prossima.

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19/05/10

RIPRESA ATTIVITA'

Eccomi qua. Sono tornato.

Naturalmente non sono rimasto con le mani in mano. Quando non ero occupato a prendere il sole e quando non ero impegnato in altre attività ricreative per lo spirito, per la gola, o per il corpo, continuavo a sviluppare lo studio sulle “Figure posizionali” che sarà l’oggetto dei prossimi post.

Per ora ho pubblicato il sistema finale sui passaggi delle figure direzionali su schema ridotto e, poiché sono sempre interessato alle vostre opinioni, aspetto i vostri commenti in qualche forum.

CAPITOLO: FIGURE DIREZIONALI.
TITOLO: NONARIE. Passaggi + verticalità.

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22/04/10

STOP LOSS

Ieri a Ca’ Vendramin ho dovuto applicare lo stop loss. Dopo 4 partite positive ho trovato 3 partite consecutive che non mi hanno dato l’utile arrivando a un’esposizione finale di -29. Avrei dovuto continuare con la successiva partita ma era arrivato il momento di andare in stazione e prendere il treno per il ritorno a casa. Ho dovuto interrompere e alla prossima visita al Casinò dovrò continuare il gioco all’altezza dei -29.

Questa dovrebbe essere la funzione dello stop loss: Interrompere la partita (per qualsiasi motivo) e riprenderla, alla stessa altezza espositiva, alla seduta successiva. In questo modo non vi è interruzione sugli esiti del gioco ed è come se fosse un’unica seduta i cui vantaggi si sommano costantemente nel tempo.

Ho pubblicato il sistema relativo ai risultati precedentemente postati. Non è quello finale (che pubblicherò dopo il 18 maggio al ritorno dai Caraibi) però, per il momento, serve a impostare la linea di condotta per questo tipo di gioco.

CAPITOLO: FIGURE DIREZIONALI.
TITOLO: Il gioco dei passaggi 2a parte.

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19/04/10

TEMPI DURI.

Finalmente ho trovato un po’ di battaglia.

17/4 ore 23.
1..2..2+……………………....………..7.
1..1+………………………....………..10.

18/4 ore 10.
1..1..2..2..3..3+……………………..0.
3..3+…………………...………………6.

18/4 ore 24.
2+……………………………………10.
1..1..1..2..2..2..2..3..4..6..10(2)..16(2)..24(3)+++…(-38)
2(2)..2(2)..2(2)..2(2)..2(2)..6(3)..6(3)6(3)..16(4)..16(4)++++..(-34)
4(2)..6(2)++…………………………(-20)
1..3..6(2)..6(2)..6(2)..6(2)++………..(-24)
2(2)..2(2)..6(2)..6(2)++…………….(-16)
1+…………………………………(-5)
1..1..1..4+……………………......……………..0.

19/4 ore 11.
1..1..1..1..4..4..5+...................(-5)
3..3..3..3..3..4+…………….(-12)

19/4 ore 18.
2..1..2+…………………….(-5)
1..1..1..1..1..2..2..3..3..2+….(-10)
1+…………………………..........……………..1.

A questo punto la domanda è: si avrà la pazienza di perdere tutto questo tempo par fare pari? Questa volta la massima puntata per terzina è stata di 4 pezzi e per arrivare a 1 pezzo di utile ho impiegato ben 11 partite.
A dire il vero ho pagato molti zeri e ho subìto permanenze eccezionali (in senso negativo) eppure ho portato a casa il mio capitale più un pezzo di utile. Vi pare poco?

Secondo me molta importanza assume la montante a incasso fittizio doppio, con riduzioni di altezza adeguate all’incasso doppio. Ci permette di superare certi scarti e l’unica cosa che si perde, è il tempo.

Naturalmente ci vuole un gioco che abbia una maggioranza di partite vincenti ai primi colpi altrimenti il principio di Bernoulli non ci da alcun vantaggio.

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nino.zantiflore@tiscali.it

17/04/10

PROVE DI CONFERMA

Non ho resistito.
Ho fatto 5 brevi accessi a Dublino, sempre alternando i tavoli. Ecco i risultati.

..................Pezzi puntati.........................................Utili.
14/4.........1+..........................................................11.
...................1..4+................................................. 7.
15/4..........1..1..1..2..3..3..4..7+....(-10)
...................2..2..2+.......................(-4)
..................1+........................................................7.
16/4..........2..2+....................................................8.
..................2..4+....................................................6.
16/4 ore 22..1..1..1..1..3..4..4..3..5..10(2)++..(-9)
....................1..2..2+...................................(-2)
....................1..1..1..3+.........................................4.
16/4 ore 24..1..2..3..5..6+....................(-5)
.......................1..1..1..2..3..4+.............(-5)
.......................1..2..3..3+......................(-2)
.......................1..1..1..1..1+.....................................5.

Comincia a essere di una noia pazzesca. Non si riesce a puntare più di 2 pezzi per terzina. Per arrivare all'utile nell'ultima partita ho impiegato 4 partite.
Non so come migliorarlo. Se restringo la montante potrei arrivare a puntare ben più di 2 pezzi per terzina. Se vado avanti oltre la prima vincita (non osservando il principio di Bernoulli) potrei guadagnare di più, ma sono sicuro che prima o poi arriverebbe la partita killer. A questo punto credo che la perdita di un po' di tempo sia accettabile.
Vedremo i prossimi accessi,che saranno un po' diradati perchè ho altro da fare. Sto scrivendo i giochi sulle figure posizionali e sono alquanto difficili da spiegare. Ma ne varrà la pena.

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nino.zantiflore@tiscali.it

12/04/10

SETTIMA PROVA

Questa è la settima prova e mi sto stancando di finire sempre allo stesso modo.

Questa volta c’è stata una piccola negativa che mi ha fatto perdere più tempo del solito. Comunque, ancora una volta la puntata non ha superato i 2 pezzi per terzina.

Pezzi puntati………………………………...........…..Utile.
1..2+………………………………….....……...........…….9.
1..1..2..3+…………………………....……..........……….7.
2..2..4+………………………………….............….…….4.
1..2..2..2..2..2..3..4..5+……(-11)
1..1..1..2..2..2..8(2)++…….(-4)
1..1..1..2..3+……………………………..........…..……..0.
1..2..2..2..3..2..1..2..1..2+….(-6)
1..2..1..1..3..3..4..10(2)++… (-7)
1..1..2..2..1..1+…………….(-3)
2..1..1..1..1..1..1..1..3..3..2..8(2)..8(2)++..(-12)
1+……………………………..(-1)
2+………………………………....……………..........……9.

Credo che il numero delle partite che finora ho fatto sia sufficiente a stabilire un dato di fatto: l’unica cosa che si può perdere a questo gioco è il tempo, necessario alla permanenza di rimettersi a nostro favore. I periodi contrari non ci fanno puntare oltre i 2 pezzi per terzina e quindi basterà avere un po’ di pazienza, perché alla fine potremo portare a casa l’utile della giornata, piccolo o grande che sia.

Se aggiungiamo questi risultati ai precedenti, abbiamo eseguito 76 partite con un utile di 284 pezzi.
Per il momento non pubblicherò il sistema. Forse lo farò più avanti.

Con questo post ho deciso di terminare le prove di questo gioco altrimenti non riesco ad andare avanti con le altre pubblicazioni.

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nino.zantiflore@tiscali.it

11/04/10

SESTA PROVA

Oggi ho fatto la seconda prova saltando da un tavolo all’altro e la massima puntata è stata di 2 pezzi.
Queste prove stanno interrompendo il mio programma di pubblicazione dei sistemi nel sito. Però vale la pena di continuare queste verifiche ancora un po’, perché dimostrano veramente l’incasso costante.
Ecco i risultati di questa prova.

Pezzi puntati...................................................Utile.
1..1+....................................................................10.
1..1..2..3..3..3..4..3..12(2)++.........(-8)
1..1+......................................................................2.
1..1..1..2..3+.........................................................4.
1..1..1..3..3..6..7..12(2)++.............(-10)
1..2..2..2+........................................(-5)
1..1..1..1..2+.........................................................1.
1..3..4..3+............................................................1.
1..3..2..2..2..2+.................................(0)
1..1..1..1..1..1..2..4..4..6+...............(-10)
1..1..1..2..2+......................................(-5)
1..1..1..2+...........................................................2.

Ancora una volta è soltanto una questione di pazienza.
Finora l’utile totale di queste prove on line è stato di 255 pezzi in 64 partite. Le precedenti partite sulla solita permanenza le ho postate da qualche parte ma non ricordo dove. In ogni caso erano condotte diversamente.
Vediamo quanto dura la pacchia.

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Non chiedetemi informazioni nei forum perchè non sarebbe corretto rispondervi in quella sede. Se volete potete liberamente contattarmi per e-mail. Ho sempre risposto a tutti.
nino.zantiflore@tiscali.it

10/04/10

C'E' UNA NOVITA'

QUINTA PROVA.

Oggi c’è una novità. Tornando a casa in macchina mi è venuto in mente che per non legare una partita dopo l’altra con le risalite (10 numeri) potevo alternarle passando dal tavolo 1 al tavolo 2 e viceversa, dopo ogni chiusura.
Questo comportamento serve a non concatenare gli andamenti di una partita con la successiva. Ho, infatti, notato che difficilmente l’andazzo a mio favore dura più di tre o quattro partite. Inevitabilmente viene l’andazzo opposto che, anche se è superato con una montante adeguata, mi fa perdere tempo per il recupero dell’esposizione. Anche se alla fine l’utile arriva, ho perso il tempo necessario all’esaurimento ciclico di quell’andazzo.
Avendo notato che gli inizi di seduta sono sempre favorevoli, ho pensato di alternare i tavoli in modo da avere sempre degli inizi, con numeri che non si legano ai precedenti dell’altro tavolo. Questi sono i risultati delle prime 10 partite.
Pezzi puntati…………………………...............………..Utile.
1..1..1..2..2+………………………..................……………..5.
1..1..1+……………………………....................……………..9.
1..1..1..1..1..1+……………………..................……………..6.
1..1..1..2..2+…………………………..................…………..5.
1..1..1..1..1..4..2..2..5..6..10(2)++…….(-10)
2..4+………(-4)
1..2+…………………………….....................……………..…5.
1..1..2+…………………………....................………………..8.
1..1..1..3+…………………………...................……………..6.
2..2..2..3+………………………..................………………..3.

Finora si sono presentate le più disparate situazioni di calore o allargamento, tutte superate, anche con il precedente comportamento del gioco su un singolo tavolo, con pochissima esposizione. Credo che questo nuovo comportamento migliori notevolmente i risultati incontrando molto più raramente gli andazzi contrari.
Vedremo come andranno le prossime prove con questo metodo.
Per ora non pubblicherò questo sistema.

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nino.zantiflore@tiscali.it

09/04/10

QUARTA PROVA

Andiamo avanti con le prove. Non sono capace di perdere, o di arrivare a un’esposizione apprezzabile. Più vado avanti più mi convinco che con questo gioco non si perde il capitale.
Pezzi puntati……………………....…….……………Utile.
1..1+………………………………..........……………….10
2..4..2..3..3..4+
1..3+…………………………….........…………………….2
4+……………………………...........….…………………..8
2..2…………………………………….........………………8
1..1..1..1+………………………………......………………8
1..1..1..1..1..2..2..3..3..2..5..10(2)++….(-8)
1..1+…………………………………….........……………..2
1..1..1..1..3..4+………………………....………………...1

Non serve forzare la montante. Si possono fare riduzioni di altezza anche se l’esposizione residua, dopo una vincita, non si abbassa a meno di 12 pezzi. Sarà l’esito delle prime vincite a dare il risultato; secondo il principio di Bernoulli.
Staremo a vedere.

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nino.zantiflore@tiscali.it

08/04/10

TERZA PROVA

Oggi ho fatto la terza prova, abbastanza combattuta, senza superare i 4 pezzi per terzina.

Pezzi puntati…..............................................……………….Utile.
1.1.1.1.4+…………………………………………...........................………….4
1.1.2.2.2.2.2.3.2.3.2.2.2(2).2(2).8(2)++
2(2).2(2).2(2).2(2).2(2).3(3).6(3).12(3).16(4)++++…(-13)
2(2).2(2).4(2).6(2)++..(-3)
1.1.1.1.2+…………………………………..........................…………………..3
1.1.2+……………………………………..........................…………………….8
2.3+………………………………………...........................……………………7
1+…………………………………………..........................…………………..11

1.1.1.1.2.2.2.4.6.4+
1.1.3.3.10(2).12(2).18(3)+++
6(3).6(3).12(4)++++…………………….................………………………0
1.1.2.1.2.2.4.4.2+
1.1.1.6(2).6(2).8(2).21(3)+++…..(-15)
6(2)++……………………………………….......................…………………..3

Sembra proprio che l'unica cosa che si può perdere sia il tempo. L'importante è non cercare di recuperare tutta l'esposizione in una partita. Possono essere necessarie 3 o 4 partite, ma alla fine all'utile ci si arriva.

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nino.zantiflore@tiscali.it

SECONDA PROVA

Oggi ho fatto la seconda prova (a più riprese) e questi sono i risultati. Nel precedente post mi sono dimenticato di dirvi che gioco terzine.
I numeri fra parentesi indicano la mise per terzina superiore a 1 pezzo. I segni + indicano un incasso di tanti pezzi quanti sono i +.

Pezzi puntati………………………...............……..Utile.
1…1+……………………………...................…………10
1…2+………………………..……................…………..9
2..2..2..2..2..2..4..4+
1..1..4(2)..2(2)..6(2)..12(3)..12(3)+++
3(3)..6(3)..6(3)..12(4)++++……....…......……….11
1…1…1…1…2…4+…………………...............………2
2…4+…………………………….…...............…………6
1…1…1…2…4…5…5+
1…2…4(2)…8(2)++………………….........…………2
1…2…4…5…4+
1…2…5…10(2)++………………............……………2
1…1…2…1…1…1…2…2+……...............…………..1

Ogni riga corrisponde a una partita. Quando la riga non ha l’utile vuol dire che sono state necessarie più di una partita per arrivarci.

Questa volta la mise massima per terzina è stata di 4 pezzi e sono convinto che non si andrà oltre questo limite.
Vediamo cosa succederà nelle prossime prove.

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nino.zantiflore@tiscali.it

06/04/10

PRIMA PROVA.

Avendo finito di scrivere l'ultimo sistema (accennato nel precedente post) questa sera ho voluto giocarlo su 8BlackClub.
Ho fatto 7 partite e questi sono i risultati.
1a seduta:
Pezzi puntati...............Utile.
1......................................11
1...1.................................10
1......................................11
1......................................11
3.......................................9
1...1....2...........................8
2.....................................10

Sarebbe bello giocare sempre così, vero? Staremo a vedere le prossime sedute. Vediamo quando arriverà la negativa.

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02/04/10

STOP LOSS e STOP WIN

Curiosando fra i vari forum ho trovato i due termini argomento di questo post.

Credo che STOP LOSS voglia dire l’abbandono del gioco dopo aver raggiunto una determinata perdita, con lo scopo di limitare la cifra da dover recuperare poi con le successive giornate di gioco.

STOP WIN dovrebbe voler dire l’abbandono del gioco in una situazione vincente per impedire che il gioco successivo mi tolga ciò che ho faticosamente guadagnato fino a quel momento.

Questo è senz’altro un ottimo comportamento per la conclusione di una singola giornata: ma solo per la “singola” giornata.

Il fatto è che chi adotta simili strategie è senz’altro un frequentatore del Casinò e cioè un “sistemista” che, nell’arco del mese, cerca la “vincita costante”. Quindi, le sue presenze mensili saranno ben più di due o tre e tutte si avvarranno di questo comportamento per uscire da un Casinò (o da una line) soddisfatto, o poco danneggiato.

Forse io mi rifaccio sempre agli stessi discorsi, ma a questo punto mi viene in mente il principio di Bernoulli. Se le prove sono effettuate sempre nelle stesse condizioni, “la media sperimentale tende alla media teorica” e quindi spezzettare le sedute, dovrebbe non aver alcuna importanza se non per il fatto di uscire felici e contenti per quel giorno, nei casi di stop win.

Il giorno successivo, però, è la naturale continuazione del precedente, anche se è il giorno dopo, o se è dopo una settimana o un mese. Ogni seduta dovrebbe legarsi alla precedente e alla successiva, in un continuo probabilistico che deve sottostare alle leggi naturali del caso. Ciò che ho guadagnato oggi lo posso perdere alla seduta successiva allo stesso modo in cui lo posso perdere nella stessa seduta odierna. Come pure ciò che ho perso oggi lo posso riperdere alla seduta successiva o nella stessa seduta di oggi.

In definitiva, la limitazione della vincita o della perdita non dovrebbe avere alcun effetto sul risultato a lungo termine. Gli avvenimenti di ogni seduta si sommano cronologicamente gli uni agli altri e quindi la temporanea interruzione, vincenti o perdenti, alla fine di un periodo che si voglia stabilire, non influirà sul risultato finale: sarà lo stesso di una lunga seduta ininterrotta di 10, 100, 1000 ore continuate.

Il rimedio non è l’interruzione in vincita o in perdita; il rimedio è avere il gioco sempre vincente, in modo da non temere la perdita di ciò che abbiamo guadagnato a metà seduta. Non serve smettere, perché la prossima volta si legherà a questa e sarà come se non ci si fosse mai mossi dalla sala da gioco. I conti definitivi si fanno a fine di periodo; anzi, non si fanno mai fintanto che non si smette di andare al Casinò.

In questi ultimi due o tre giorni sono stato occupato a testare l’ultima modifica di un nuovo gioco su tutta la mia solita permanenza e questi sono i risultati finali.

Utili: 6 4 10 7 3 1 10 6 3 6 11 2 2 4 4 7 1 3 9 18 4 4 2 7 4 2 9 13 8 8 6 3 1 9 7 7 10 2 8 7 2 5 8 10 6 2 8 10 10 5 6 5 10 8 1 11 8.

Partite totali: 84.

Massima mise per terzina: 3 pezzi.

Massima esposizione teorica: <72.>schema a colonne”. Si tratta di un gioco in cui il vantaggio avviene sulla quantità delle partite che si fanno. Ho voluto sperimentare il principio di Bernoulli: con l’aumento delle prove nelle stesse condizioni, aumenta la probabilità statistica.

CAPITOLO:FIGURE DIREZIONALI.
TITOLO: Il gioco dei passaggi 1a parte.

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nino.zantiflore@tiscali.it

27/03/10

ALLARGAMENTO O CALORE?

Quando penso a un nuovo gioco, mi domando sempre se voglio cercare un disegno sull'allargamento o sui doppioni.

La cosa è ben diversa perché con l’allargamento ho una ricerca su 24 numeri (o chances multiple), mentre sui doppioni ho una ricerca su 12 numeri (o chances multiple). Questo perché i miei giochi si svolgono sempre in un ciclo chiuso che può essere di 36 colpi per i pieni, 12 o 36 per le terzine, 6 o 36 per le sestine, a seconda che venga o no utilizzata una moltiplicazione di eventi. In pratica in un ciclo chiuso l’allargamento può contare sui due terzi dei numeri o chances disponibili, mentre i doppioni (o calore) su un terzo.

Il problema che inevitabilmente sorge è che, a quanto ho riscontrato, la permanenza produce un andamento altalenante fra i due tipi di evoluzione.

Ecco che se faccio un gioco sull’allargamento capita un periodo di doppioni che m’impegna economicamente. Se invece faccio un gioco sui doppi, capita un periodo in cui vi è un allargamento iniziale che si protrae fin verso la fine degli inserimenti. I doppioni alla fine arrivano; ma arrivano tardi.

La cosa, pur essendo ovvia e naturale, è sempre stata il tallone d’Achille di tutti i sistemi “figurativi” che cercano dei disegni da uno sviluppo di un ciclo chiuso.

Non che il ciclo aperto sia la soluzione per evitare il problema! Anzi, il ciclo aperto addirittura non pone limiti alla durata di un andamento contrario e perciò andremmo di male in peggio. Anche se il rientro nella statistica prima o poi è destinato ad avvenire, dobbiamo chiederci quando avverrà. Abbiamo capitale e pazienza sufficienti per sostenere e aspettare che lo scarto finisca?

Il ciclo chiuso almeno ha una “pietosa” fine, anche se, in alcuni casi, non ci si arriva con il capitale che abbiamo a disposizione. Le vincite ci sono, ma la capacità elusiva della roulette le protrae verso la fine ciclo.

Oggi ho pubblicato il secondo gioco sulle NONARIE e l’ho definito gioco “di galleggiamento” proprio perché, nel corso della partita, si passa dalla ricerca di un doppione alla ricerca di un allargamento e viceversa. Il cambio di attacco cerca di trarre vantaggio dalla situazione prodotta in quel momento giocando sulla configurazione più probabile.

Lo considero un buon gioco, concettualmente giustificato, che però non ho testato su molti numeri. Lascio ai posteri l’ardua sentenza.

CAPITOLO: NONARIE.
TITOLO: Gioco di galleggiamento.

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nino.zantiflore@tiscali.it

20/03/10

ANDAMENTI E COSTI

Per approntare un gioco che abbia un senso, possiamo costruire una varietà di schemi disponendo in vario modo i numeri o le chances che rappresentano tali schemi.

In pratica la Legge del terzo non vale soltanto per i singoli numeri, ma anche per i raggruppamenti di numeri che i tenutari del gioco hanno stabilito di creare. Tali raggruppamenti possono riguardare aree del tableau o della ruota. A seconda poi della quantità di numeri in essi contenuti, i pagamenti variano proporzionalmente ai numeri disponibili e la scommessa fra il giocatore e la Casa avviene con le rispettive coperture di zona: ciò che il giocatore non copre è coperto dalla Casa.

In una serie di numeri casuali vi sono degli andamenti che influenzano non soltanto i singoli numeri ma anche i disegni o configurazioni che tali numeri producono. Non sempre però l’andamento dei gruppi o delle configurazioni rispecchia l’andamento dei singoli numeri.

In entrambi i casi tali andamenti possono essere in allargamento o in calore.

Un esempio di un allargamento sui numeri può essere dato da una ventina di numeri diversi con soltanto 2-3 doppioni.
Un esempio di calore, sempre sui numeri, può essere dato da una decina di numeri diversi con 7-8 doppioni.
Dall’altra parte, un allargamento di configurazioni o disegni di chances multiple (che sono costituite di singoli numeri), può essere causato da un calore sui numeri, che però formano disegni o configurazioni diverse.
Allo stesso modo, un calore sulle configurazioni o disegni di chances multiple può essere dato da un allargamento di numeri, che però formano pochi disegni o configurazioni.


Questa differenza di risultato fra gli andamenti dei singoli numeri e quelli delle chances multiple, crea una linea di separazione sulle attese che la Legge del terzo ci prospetta. In pratica un andamento sui singoli numeri non comporta necessariamente un uguale andamento sulle chances multiple.

Una cosa però è assodata: i singoli numeri realizzano con maggior frequenza la Legge del terzo. Nonostante ciò un gioco sui pieni è più costoso di uno sulle chances multiple tipo sestine, terzine o cavalli. Qual è la ragione?

Credo sia una questione di proporzionalità evolutiva fra numeri e Chances multiple.

Quando per esempio un sistemista affronta un gioco sulle terzine, solitamente non parte con un pezzo base da 3, ma con un pezzo base da 1 che, secondo la capacità economica del giocatore, può essere di 5 o 10 Euro. Parimenti, se affronta un gioco sulle sestine, non parte con un pezzo base da 6, ma sempre da 1.


Dato che l’evoluzione del gioco è proporzionale alla quantità di numeri che compone la chance, l’impegno economico ne è una conseguenza.

Quando affrontiamo un gioco sui pieni, non partiamo con un pezzo base pari a un terzo di quello delle terzine, né pari a un sesto di quello delle sestine, ma partiamo con il pezzo minimo giocabile che è uguale a quello delle terzine o sestine. Quindi la differenza sta nel fatto che se prima con quel pezzo coprivamo 3 o 6 numeri, ora ne copriamo soltanto uno. Non importa la differenza d’incasso perché qui stiamo parlando d’impegno economico e va da sé che con un’uguale evoluzione il gioco sui pieni costerà tre volte di più di quello delle terzine e sei volte di più di quello delle sestine.

Ecco allora che una negativa di 200 pezzi sui pieni equivale a 70 pezzi sulle terzine e a 33 sulle sestine.
Il percorso evolutivo è stato lo stesso, ma l’impegno economico è stato ben diverso e poiché il sistemista deve considerare solo il successo della partita e non la quantità dell’utile, credo che per lui sia preferibile un gioco sulle chances multiple piuttosto che sui pieni.

Oggi ho iniziato la pubblicazione di tre nuovi sistemi sulle NONARIE disposte in un particolare schema “a colonne”.
Il primo è un gioco di calore. Il secondo sarà un gioco di “galleggiamento” fra calore e allargamento. Il terzo sarà un gioco di calore sulla quantità dei risultati.

NINO ZANTIFLORE

CAPITOLO: NONARIE.
TITOLO: Ai doppi sulle figure direzionali.

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nino.zantiflore@tiscali.it

14/03/10

MEDIA SPERIMENTALE E STATISTICA

Quando un giocatore si trova "infognato" in una partita, spera sempre che il colpo successivo possa essere quello vincente.
Io stesso non ero immune da tali comportamenti. Il più delle volte il colpo successivo continuava a non essere quello vincente e si arrivava alla fine del capitale. Puntualmente, una volta interrotto il gioco per “cause di forza maggiore”, arrivava il colpo che sarebbe stato vincente e conclusivo. Chissà perché. Sembra quasi che le nostre capacità finanziarie siano rapportate su misura alle capacità elusive dei 37 numeri.

Quali erano le recriminazioni più comuni?
“Se avessi avuto qualche soldino in più, gliel’avrei fatta”.
“Se non mi fossi intestardito a ottenere per forza la vincita in questa partita, forse la successiva sarebbe stata in grado di recuperare l’esposizione”.
“Se avessi fatto un gioco che necessitava di una diversa evoluzione per giungere alla chiusura, non sarei dovuto sottostare a questo scarto inusuale”.
Sono tanti “se” che col senno di poi ci spronavano a fare meglio, ma che non risolvevano il problema perché quelle singole partite presupponevano una maturazione lunga per arrivare alla conclusione del gioco.

Quante volte, all’inizio della nostra carriera di “casinisti”, ci sono capitati simili frangenti?
Dopo anni di dolorose esperienze, chi prima, chi dopo, abbiamo imparato una cosa:

la disfatta passa prima per una situazione negativa.

Saper riconoscere quando questa situazione sta arrivando credo sia cosa impossibile perché quando ce ne accorgiamo è già troppo tardi; l’esposizione è già alta. La maturazione dello schema è già in un tale stato di avanzamento che non si ha il coraggio di caricare una tale situazione a un nuovo gioco.

La soluzione sarebbe di non mettersi nella condizione di trovarsi in quel frangente. E quale sarebbe il modo di non cadere in queste trappole?

Secondo me la risposta è:

limitando il percorso evolutivo delle singole partite. Fare tanti inizi di partita che contengano la famosa tendenza statistica nella breve maturazione di un disegno, configurazione o quantità.

Il singolo risultato non conta. Conta la totalità delle partite fatte che, statisticamente, deve dare un risultato finale vincente rispetto ai tentativi perdenti.

Bernoulli dice che la media sperimentale tende alla media statistica. Ebbene, se facciamo molti “esperimenti”, il risultato medio dovrebbe essere quello statistico.

E’ vero che la roulette pur non facendo sempre le stesse cose le può fare abbastanza a lungo da toglierci il capitale, ma forse le nostre continue interruzioni, con cambio di passo, potrebbero annullare gli effetti che una permanenza contraria produce su un lungo gioco continuo .

Le sperimentazioni che sto attuando in questi giorni mi dicono che in certi giochi difficilmente si potranno incontrare più di tre risultati contrari e quindi sarà possibile contenere l’impegno economico con montanti adeguate. L’importante è che ogni partita perdente può essere recuperata con la successiva e, se questa non basta, con la successiva ancora.

Questa è la linea di condotta che ho adottato sul sistema che sto costruendo ora e l’unica pecca riscontrata è il tempo che a volte si deve sprecare per il recupero di un’esposizione che ritarda a rientrare. Il fatto che si perda il tempo e non il capitale è dovuto a una limitazione sul livello delle mises che non deve mai superare una proporzionalità adeguata all’esposizione.

In realtà, mentre sto postando questo articolo, ho già cambiato linea di condotta e il sistema che sto elaborando recupera le sue esposizioni con una montante più sostenuta, in dipendenza con l’esposizione teorica. Vedremo la cosa quando verrà il suo momento di pubblicazione.

Comunque l'idea precedente ha dato risultati molto buoni ma implica notevoli perdite di tempo per il recupero di esposizioni che non superano i 60-70 pezzi (per quanto ho constatato nelle sperimentazioni).

Per ora ho postato il quarto sistema sulle terzine. Si tratta di una variante del precedente.

CAPITOLO: TERZINE.
TITOLO: Ai due terzi nel settore 4 utili.

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nino.zantiflore@tiscali.it

07/03/10

APPRODI O CIELI APERTI?

A quali controlli e valutazioni deve essere sottoposto un sistema prima di essere applicato in un tavolo da gioco reale?

C’è chi si accontenta di una decina di giornate di prova e chi non si accontenta nemmeno di 500 mila boules.

C’è chi valuta i risultati ottenibili da una serie infinita di numeri casuali e chi divide questa serie infinita in tanti settori (o cicli chiusi) cercando un qualche appiglio per trovare un fenomeno, o configurazione, statisticamente certi e sempre presenti.

Chi, fra questi ricercatori, si comporta in modo presumibilmente sensato?

E’ evidente che considero più valido chi si avvale dei cicli chiusi, delimitando il suo attacco tra un inizio in seguito a una maturazione, e un termine in seguito a una conclusione statistica.

L’esito potrà essere positivo o catastrofico, ma l’importante è che il gioco avrà un inizio e una fine. Starà a noi trovare il modo che non sia catastrofico e starà a noi valutarne rischi e pericoli.

Mi sembra che l’alternativa sia l’applicazione di manovre finanziarie sulla naturale e illimitata sortita di numeri casuali. Mi sembra pure che il susseguirsi di queste illimitate e imprevedibili sequenze non si possano prevedere e probabilmente sostenere con qualsivoglia manovra finanziaria. Come esiste la sequenza favorevole esiste la sequenza contraria che, non avendo una maturazione figurativa, proprio perché non ha confini, non avrà limiti nella sua durata. Per quanto potrà resistere una manovra finanziaria di fronte al principio di Bernoulli? Ricordiamoci che con l’aumentare delle prove la media sperimentale tende alla media teorica.

Allora! E’ meglio navigare al buio o è meglio tenere sempre in vista l’approdo? Potremo far fatica ad arrivarci, ma almeno sapremo il perché non ci siamo arrivati.

Chiedo scusa per la divagazione, ma dovevo trovar qualcosa da dire per far presente che ho pubblicato il terzo sistema sulle terzine.

NINO ZANTIFLORE.

CAPITOLO: TERZINE.
TITOLO: Alla coppia verticale nel settore sul complessivo.

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nino.zantiflore#tiscali.it

01/03/10

CONSIGLI AI NAVIGANTI

Quando andiamo a mettere in pratica un sistema in un Casinò ci aspettiamo che il sistema, lungamente provato prima a casa, funzioni.

Su cosa si basa quel sistema?

Lasciamo stare le varie applicazioni sulla sortita continua di numeri casuali come può essere un gioco applicato su una sola Semichance, o sulla frequenza di Chances multiple dopo scarti negativi o positivi. Già sappiamo che una permanenza continua può produrre varie e lunghe configurazioni negative per il tipo di gioco e di manovra finanziaria applicati. Sappiamo pure che le varie configurazioni negative, perdenti per il gioco applicato, hanno tutte il diritto di presentarsi secondo la loro frequenza statistica di realizzazione.

Parliamo invece dei sistemi applicabili a “permanenze chiuse”. Quelli che iniziano in un punto della permanenza e terminano dopo un determinato numero di colpi che concludono uno o più cicli riguardanti sestine, terzine, cavalli o pieni. Per la verità dovremmo inserire nell’elenco anche le “figure” delle Chances Semplici.

Ebbene, quanti colpi di roulette saranno necessari per una giornata di lavoro con il nostro sistema al tavolo verde? Quanti cicli chiusi sarà necessario completare? Penso che un normale quantitativo di colpi, necessario a portare a termine una giornata di lavoro, sia dato da 70-100 unità.

La seconda domanda che dobbiamo porci è: stiamo facendo un gioco di “allargamento” o di “calore”? La domanda è pertinente perché solitamente i sistemi su un ciclo chiuso giocano sull’uno o sull’altro andamento della permanenza.

A questo punto dobbiamo considerare la quantità delle figure (combinazioni possibili) che possono essere formate da più o meno 100 numeri casuali. Anche se non ci soffermiamo a fare il calcolo (37 alla centesima), possiamo immaginare che saranno miliardi di miliardi. Ognuna di queste figure può essere quella cui si andrà incontro durante la nostra permanenza al Casinò.

Ora poniamoci una domanda. Quante di queste figure saranno favorevoli al gioco che andremo a fare? Qualche milione? Sarà sempre poco rispetto a tutte le altre figure sfavorevoli.

Arriviamo allora all’argomento di questo post.

Avete fatto caso che quando iniziamo un qualsiasi gioco al tavolo tutto procede bene per le prime due o tre partite? Dopo questo iniziale percorso in “discesa”, il più delle volte, arriva la partita difficile. Se il sistema che si svolge sui cicli chiusi è buono e resistente, possiamo superare l’empasse con una buona dose di calma, sangue freddo e capitale. Se non possiede quelle caratteristiche, il sistema salta.

Il motivo, facilmente intuibile, è dovuto all’andamento altalenante della permanenza. I periodi di allargamento si alternano ai periodi di calore e quindi un gioco su cicli chiusi sarà comunque soggetto ai risultati prodotti dalla volubile permanenza. Se facciamo un gioco di allargamento, prima o poi capiterà il periodo in cui i doppioni si concentrano in una fase ristretta dello svolgimento. Se facciamo un gioco di calore, capiterà il periodo di allargamento che ci metterà ugualmente nei guai.

Possiamo evitare questo destino?

Il mio consiglio è di andare al tavolo verde con due tipi di gioco: uno sull’allargamento e uno sul calore, alternandoli frequentemente tra loro. E’ logico che il problema non sarà del tutto eliminato ma certamente si limiterà nel tempo. Se l’inizio del gioco difficilmente coincide con l’andamento contrario, sarà conveniente fare tanti “inizi di gioco” diversi (adeguandosi anche all’andamento stesso) in modo da evitare il più possibile quelle fasi di permanenza contraria.

Anche se quanto ho esposto è la scoperta dell’acqua calda, ho voluto parlare di questo problema perché, forse, qualcuno potrebbe non aver considerato quest’aspetto sulla praticabilità dei sistemi alla roulette.

Colgo l’occasione per informare che domenica scorsa ho pubblicato il secondo sistema sulle terzine.

CAPITOLO: TERZINE.
TITOLO: Alla coppia verticale nel settore. (Passe).

NINO ZANTIFLORE
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23/02/10

SISTEMI TERZINE

Oggi ho cominciato la pubblicazione di 4 sistemi sulle terzine.

Il primo, diviso in due inserti, riguarda un gioco nei settori di uno schema 6x6.

Il secondo, che pubblicherò la prossima settimana, è una variante del primo e utilizza il Complessivo.

Il terzo e il quarto, che pubblicherò successivamente, applicano la LEGGE DEL TERZO sui settori dello schema e vanno alla ricerca di 4 utili il primo e 2 utili il secondo.

CAPITOLO: TERZINE.
TITOLO: Alla coppia verticale nel settore (Manque)

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17/02/10

PASSATO E FUTURO

Poiché il presente non esiste, perché “ora” è già “passato”, ho deciso di tirare le somme su quanto ho condiviso fino ad oggi con altri studiosi di roulette e su quanto ho in mente di condividere in futuro.

Iniziamo con il “fatto” e pubblicato.

Chances Semplici.
1°) C.S. F2: Al 3° perfetto. Ricerca del disegno tendenziale delle 4 figure di 2.
2°) C.S. F3: Al 3° perfetto. Ricerca del disegno tendenziale delle 8 figure di 3.
3°) C.S. F3: Al 3° sovrapposto. Ricerca delle coincidenze fra le 4 figure di due Semichances sovrapposte.
4°) C.S. F3: Al 3° sovrapposto casuale. Variante del precedente che esclude una figura in modo casuale.
5°) C.S. F3: Al 3° sovrapposto continuo. Ricerca di più vincite in una partita.
6°) C.S. F3: Al 3° sovrapposto rotante. L’esclusione di una figura avviene in modo ordinato.
7°) C.S. F3: Specchio su figure. Ricerca dello specchio sulle 4 figure di una Semichance.
8°) C.S. Gioco misto. Alternanza di due precedenti giochi.
9°) C.S. F3: All’ultimo passaggio. Occupazione dell’ultima colonna vuota in uno schema a costruzione.
10°) C.S. F3: Passaggi predefiniti. Variante del precedente su schema predefinito.

Questi sistemi sono stati pubblicati nel sito LaRoulette.it.

Sistemi pubblicati nel sito Nino Zantiflore.

Chances Semplici.
1°) Chances Semplici a Modalità 3. Un nuovo tipo di figure sulle Chances Semplici. Sito.
2°) Il tappabuchi semplice. Gioco sotto il vuoto dopo tre figure a modalità 3. PDF.
3°) Il tappabuchi doppio. Gioco sul vuoto di sei figure a modalità 3. PDF.
4°) Al terzo perfetto. La configurazione tendenziale di sei figure a modalità 3. PDF.
5°) Gioco composto. Gioco unificato del Tappabuchi doppio con il Terzo perfetto. PDF.
Terzine.
1°) Le Nonarie. Raggruppamenti di terzine. PDF.
2°) Le Figure direzionali. Figure a modalità 3 sulle Nonarie. PDF.
3°) La terza figura orizzontale. Gioco di allargamento sullo schema completo. PDF.
4°) La compagna nel settore. Gioco di allargamento nei settori. PDF.
5°) L’ultima figura mancante. Gioco di allargamento nello schema completo. PDF.
6°) La terza figura verticale. Gioco di quantità sullo schema completo. PDF.
7°) Figure coincidenti. Gioco di allargamento sullo schema completo. PDF.
8°) Ai doppi. Nello schema completo. PDF.
9°) Alle 4e e 5e. Nello schema completo. PDF.
Numeri pieni.
1°) Figure direzionali sui pieni. Come si presentano. PDF.
2°) Specchio allargato. Specchio fra Manque e Passe. PDF.
3°) Alla compagna nel settore. Gioco su 12 giocatori. PDF.
4°) Alla compagna nel settore sestina. Variante del precedente. PDF.
5°) Alla compagna nello schema ridotto. Gioco limitato a tre figure direzionali. PDF.

Passiamo ora ai lavori futuri.

1°) Quattro giochi sulle terzine.
2°) Un quantitativo indefinito di giochi sulle Figure Posizionali delle terzine e dei numeri pieni. Un nuovo modo di costruire delle figure, che si dividerà a sua volta in due tipi di attacco.
3°) Un gioco sui doppi delle figure di terzine con una particolare rotazione.
4°) Il gioco del ramino applicato ai numeri della roulette.

Qui mi fermo perché ne avrò per almeno un anno di lavoro.

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nino.zantiflore@tiscali.it

08/02/10

NUMERI PIENI

Ho postato l'ultimo sistema sui numeri pieni. Però non sono molto soddisfatto perchè qualche partita la si deve lasciare con qualche piccola perdita abbandonandola non oltre la quarta vincita.
La massa pari è veramente dura da imbrigliare. Ho cercato la formazione di un disegno sicuro (creato dalla Legge del terzo) ma per il momento non sono riuscito nell'intento. Vedremo in seguito se ci riuscirò. Le idee vengono quando meno te l'aspetti.
Nel frattempo ho ripreso il gioco sulle terzine ottenendo questi risultati:
11 6 10 3 1 3 5 6 5 7 5 0 11 7 5 2 5 3 9 3 6 0 3 2 1 5 6 6 4 7 0 11 11 1 7 11 7 6 9 11 11 6 4 5 7 8 11 1 2 9 11 11 11 3 4 9 2 3 11 4 5 -59.
Alla 63a partita ho trovato una perdita di 59 pezzi. Non male vero?

Ho già in mente nuove modifiche.

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nino.zantiflore@tiscali.it

29/01/10

IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI

Quando studiamo un particolare fenomeno, come può essere appunto il gioco della roulette, analizziamo ciò che il fenomeno produce e ci arrovelliamo per trovare una soluzione che il fenomeno stesso rende irrealizzabile.

Alcuni testano 200.000, 500.000 boules e affermano che alla fine il sistema ha perso (vedi per esempio montante Johnson). Rifiutano il sistema perché quella negatività, che hanno trovato a partire dalla duecentomillesima boule, potrebbe presentarsi dopo poche sedute al tavolo verde e quindi, per il semplice fatto che sia esistita, vi è la possibilità di incocciarla subito, anche se ha le stesse probabilità di un 6 al superenalotto. Va be’…! Questione di punti di vista.

Veniamo al motivo di questo post.

Dai primi di gennaio ho intrapreso (o ripreso) uno studio sui numeri pieni giocati a massa pari. Ho composto quattro sistemi, modificati in successione, fino alla stesura dell’ultimo che mi sembra un buon gioco. Comincerò a inserirli nel sito da oggi.

Nonostante il mio intento fosse di ottenere un utile a ogni partita, ciò che ho prodotto è la possibilità di avere un certo numero di partite vincenti intramezzate da qualche rara partita perdente. Fin qui niente di nuovo, ma in questo caso l’importante è che l’esposizione di quelle rare partite perdenti non supera i 20-30 pezzi, largamente recuperabili con le altre partite vincenti.

Ho eseguito 17 partite (poche?) con la solita permanenza ed ecco gli utili in pezzi di ogni partita:
+9 +15 +30 +33 +14 +17 +11 +12 +18 +33 +24 +22 +6 +2 +19 -151 +19.

Le partite sono state volutamente protratte fino al conseguimento dell’utile, anche se lungo il percorso era stato ottenuto il pareggio o una piccola perdita. Per esempio durante la partita che ha perso i 151 pezzi ero arrivato ad un’esposizione di soli 16 pezzi alla quarta vincita.

Le vincite totali per partita, necessarie ad arrivare all’utile, sono state:
1 1 8 1 1 1 2 4 1 1 8 1 2 2 1 11 1.

Per arrivare a questi risultati ho adottato un comportamento che i “puri di spirito” senz’altro criticheranno: il rifiuto di certi numeri in certe condizioni. Ecco il perché del titolo “immorale”.

Chi ha un percorso neuronale consolidato da anni di studio sulla pura e semplice produzione di numeri casuali, difficilmente accetterà un simile espediente, non contemplando, nelle proprie azioni, eventuali deviazioni di percorso. Il fatto è che proprio a causa degli anni d’uso, il suo modo di pensare è fortemente consolidato e quei solchi neuronali sono troppo profondi per tentare ignote deviazioni, anche se queste ultime dovessero portare a risultati positivi (affermazione delirante? …Forse.)

IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI.

L’affermazione, in tutti gli altri casi “immorale”, può essere agevolmente applicata alla roulette e, se produttrice di beneficio, perché non può essere accolta favorevolmente?

Se la permanenza non produce ciò che voglio, modifico la deviazione fintanto che non ottengo la tendenza. Ecco che per me la Legge del terzo darà sempre un risultato tendenziale e quindi, pur con il dovuto costo, otterrò sempre ciò che la Legge avrebbe dovuto produrre nella sua tendenza statistica. Che cosa ottengo? Per esempio ottengo di non subire una persistente negatività dovuta al presentarsi di una serie di figure contrarie al mio gioco. Sarà sufficiente il rifiuto di un termine per cambiare la serie delle figure successive.

E’ un comportamento già sperimentato nel secondo libro L’EVOLUZIONE FINALE e che qui riutilizzo con una maggiore forzatura.

L’importante è il fine; i mezzi possono cambiare.

NINO ZANTIFLORE

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nino.zantiflore@tiscali.it

13/01/10

STRATEGIE DEL PRINCIPIANTE

STRATEGIE DEL PRINCIPIANTE

Giorni fa, parlando di roulette con un conoscente, mi sono sentito dire: “La roulette fa quello che vuole!” e mi racconta un fatto accadutogli qualche anno addietro.

Mi trovavo al Casinò di Campione e avevo vinto 6 milioni giocando qua e là sui vicini e sulla serie. Passando fra i tavoli ho notato che una roulette aveva prodotto 9 colpi di numeri neri, tutti della colonna centrale. Mi venne l’acquolina in bocca e mi dissi: “Perché non sfruttare quest’occasione per prendermi altri duecentomila lire?”. Cominciai puntando 100 mila a rosso e 200 mila sulle colonne laterali. Dato che al primo colpo uscì ancora un nero della colonna centrale, iniziai a raddoppiare la posta pensando che certamente il colpo successivo avrebbe interrotto quella strana sequenza. La strana sequenza durò per altri sette colpi, ma prima di arrivarci io avevo già perso 8 milioni.

Quanti ne abbiamo sentiti di questi discorsi? Certo gli esperti queste cose le sanno, ma i principianti purtroppo no!

Mi rivolgo quindi ai principianti portando alla loro attenzione questo piccolo ragionamento.

Quella serie di 17 neri della colonna centrale corrisponde a una cosiddetta “figura” facente parte di altre figure con le stesse caratteristiche. Anche se la quantità dei rossi e dei neri delle tre colonne varia, tali raggruppamenti costituiscono pur sempre delle figure che, per la “Legge sulla distribuzione” delle stesse, hanno il diritto di presentarsi nello sviluppo del loro naturale ciclo di eventi. In pratica, ogni figura di qualsiasi grandezza ha il diritto di presentarsi dopo un certo numero di colpi. Questa tendenza rispecchia semplicemente le “Leggi naturali del caso” e la comparsa di queste “fenomenate” (come le chiamava un mio compagno di esperienze) è inevitabilmente periodica.

Questo che significa? Significa che se andiamo in cerca di questi fenomeni, alla fine troveremo la stessa “fenomenata” dello sventurato mio conoscente.

Il principiante però mi dice: “Ho fatto la stessa cosa tante altre volte e mi è sempre andata bene. La sfortuna ha voluto che capitassi proprio in quel tavolo dov’è durata più delle altre volte”.

Siamo sicuri che sia sfortuna? O non è forse il naturale epilogo di chi cerca guai tra tutte le “fenomenate” di ogni genere e dimensione?

Il naturale pensiero del principiante è che la roulette non può produrre sempre le stesse cose. Questo è vero, ma le può produrre per il tempo necessario a esaurire le risorse finanziarie del giocatore. Ciò è possibile proprio per la proporzionalità dei pagamenti rispetto alla quantità dei numeri disponibili.

Per concludere, vorrei solo far presente al principiante un aspetto della questione.

Giocando contro la “fenomenata”, che cosa ottieni in caso di esito favorevole? Un pezzo.
Giocando contro la “fenomenata” che cosa ottieni in caso di esito sfavorevole? La perdita completa delle tue risorse economiche.
Giocando a favore della “fenomentata” che cosa rischi in caso di esito sfavorevole? La perdita di una mise.
Giocando a favore della “fenomenata” che cosa ottieni in caso di esito favorevole? La possibilità di vincere innumerevoli volte; la possibilità di fare un “paroli” in vincita, anche prelevando di volta in volta parte delle vincite.

Qualcuno dirà che il diverso comportamento del giocatore avrebbe prodotto una permanenza diversa per le ben note ragioni e quindi non ci sarebbe stata la stessa sequenza di eventi. Io dico però che il diverso comportamento del giocatore non ostacola il processo distributivo delle figure e quindi, alla fine, troverà anch’egli la “fenomenata” abbastanza lunga da procurargli un buon incasso.

Qual è la morale di questa storiella?

Forse è meglio non rischiare mai tanto per vincere poco. Forse è meglio fare il contrario, rischiando poco per vincere tanto. Certo i risultati non saranno immediati, ma l’occasione alla fine arriverà. Se il mio conoscente avesse giocato a favore della “fenomenata”, quanto sarebbe riuscito a incassare alla fine degli 8 colpi con un paroli, anche ridotto lungo il cammino?

NINO ZANTIFLORE

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nino.zantiflore@tiscali.it

10/01/10

ULTIMO DELLA MODALITA' 3.

Questa mattina ho postato quello che per il momento è l'ultimo sistema applicato alle Chances Semplici a Modalità 3.
Si tratta di un sistema che raccoglie le metodologie esposte in precedenza, rendendo il tutto eseguibile in modo armonico e, spero, immune dai grossi scarti, altrimenti riscontrabili, sulle pure e semplici serie continue di numeri casuali.

Ho ricevuto critiche sul fatto che cerco di adattare la "Legge del terzo" agli schemi che costruisco, ma sono convinto che se la montagna non va da Maometto, è Maometto che deve andare alla montagna. Per cui, se la casualità devia dalla tandenza, io modifico il risultato casuale forzando, con la selezione e il rifiuto delle deviazioni, il risultato contingente.

Questa mia linea di condotta è possibile perchè faccio giochi a ciclo chiuso, che non sempre ottengono ciò che ci si aspetta dalla "Legge del terzo". Con questo mio modo di procedere, invece, pur pagandone il costo, arrivo sempre alla conclusione prevista. Beninteso sempre sui cicli chiusi.

Allora io mi domando: è preferibile accettare gli esiti incerti della casualità o garantirci un finale certo pagandone lo scotto?

A voi la sentenza.

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nino.zantiflore@tiscali.it