Non credo che con il sistema 82/A si riesca a trovare dei miglioramenti. Più di giocare contro i ritardi non credo si possa fare di meglio. In ogni caso siamo sempre soggetti all’andamento della permanenza e quando questa si mette in allargamento possiamo solo agire sulla montante. L’unico cambiamento che ho provato è quello che quando in uno schema entra il ritardo tengo soltanto le ultime due Figure ed elimino le precedenti. In questo modo riparto per il doppiaggio di due sole Figure e siccome le ultime Figure tendono a doppiare, ho il 50% di possibilità con il costo di due sole puntate per tentativo.
Durante i precedenti giochi sulle Figure di 3 del P/D ho notato che raramente si incontra un filotto di più di sei/sette colpi di P o di D. Molto raramente essi superano gli otto spin. Allora ho ripreso le permanenze passate e ho calcolato il numero delle presenze di entrambe le chance e, naturalmente, esse tendono a eguagliarsi. Le sessioni producono sempre queste minime differenze fra colpi vincenti e colpi perdenti: 32+ 36-; 23+ 18-; 20+ 16-; 33+ 19- 32+ 30-. Vi sono però dei raggruppamenti (filotto) di una o dell’altra chance che possono durare più colpi continui. In base a queste osservazioni e dopo aver fatto alcune sessioni di prova ho giocato realmente il tipo di gioco che ora descrivo e finora ho sempre chiuso le sessioni con un numero di pezzi maggiori di quanto avessi ottenuto con i precedenti sistemi sulle Figure.
In base alle osservazioni ho scelto di giocare costantemente il D per cui ad ogni colpo della permanenza gioco il D senza considerare ciò che è uscito in precedenza. Certo si potrebbe giocare anche costantemente a P, ma ho scelto il D perché mi sembrava più vincente. Si tratta quindi di un gioco continuo a D e l’unico pericolo è dato dalla possibilità che esca un lungo filotto di P. Naturalmente, per superare questa possibilità, bisognerà agire sulla montante e, dopo aver perso tre puntate per l’uscita del P (1-2-4-) arretro con la montante a 1 ma puntato a P. Se vinco vuol dire che sta continuando il filotto a P e proseguo puntando 1 pezzo a P. Quando perdo il pezzo a P significa che il filotto si è interrotto e quindi riprendo a puntare D che durerà per altri tre colpi. Riprendo la montante all’altezza dello scoperto e proseguo (non in martingala) in cerca di altri D. In pratica è un gioco costante a D e questo sfrutta tutti i D che non venivano giocati con i precedenti sistemi perché facevano parte di Figure che costruivano giochi diversi. Se quando si vinceva un colpo ci si fermava per completare la Figura e quando si perdeva si continuava a puntare cercando la vincita, non vi era parità fra vincite e perdite. In quei casi le perdite tendevano a essere sempre superiori alle vincite perché molte puntate a D non erano state giocate. Con questo modo di giocare invece vincite e perdite tenderanno a eguagliarsi e quindi sarà sufficiente regolarsi con la montante.
Quando si entra in un Casinò o ci si collega in rete, non occorre rilevare la permanenza passata, ma si può semplicemente iniziare l’attacco puntando subito a D. Non servono ragionamenti su cosa potrebbe uscire dalla ruota. Ogni colpo è al 50% e in ogni caso i ritardi delle vincite sono superati dalla montante che sostiene la negativa a piccole masse e prosegue il gioco dopo l’uscita di un D, quando la situazione cambia. Se non dovesse cambiare dopo ancora tre perdite, si arretra nuovamente con la montante puntando a P e poi, dopo un D, si riprende il gioco all’altezza dello scoperto.
In ogni caso non ho mai trovato un gioco più vincente e la ragione è che in questo modo si sfrutta l’equilibrio fra vincite e perdite e gli eventuali lunghi filotti di P sono sfruttati a piccole puntate. Poi molto probabilmente ci sarebbero vincite ravvicinate a D quando si riprende la montante alla giusta altezza che però non sia in martingala. Sempre meglio essere prudenti.
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Se uno va al Casinò una volta nella vita, può essere fortunato. Se ci va con una certa regolarità, per lui la fortuna non esiste.
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(Diminuiamo i politici perché ci costano troppo e si contrastano gli uni con gli altri per mantenere la poltrona, i privilegi, lo stipendio. Un politico non potrà mai dire che l'avversario è stato bravo, altrimenti che ci sta a fare?)
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