21/03/14

FIGURE DIMEZZATE


Nino,
è fantastico, sono entusiasta, è il più bel sistema sulle semplici che abbia mai giocato. Bravissimo!
Sono sempre colpito dal rigore dei tuoi ragionamenti e dalla tenacia nel trovare la soluzione ai problemi.
Hai capovolto la convinzione generale che non si potesse giocare sulle tre chances contemporaneamente, sei riuscito a sfruttare il vantaggio che non potessero entrare tutte e tre in negativa nello stesso tempo, hai moltiplicato le occasioni di giocata nella singola partita e hai introdotto il gioco allargamento/calore a seconda del calcolo delle probabilità, tutto armonizzato nello stesso sistema. Quando ho finito di leggerlo ero incredulo! 
Ho giocato con vero piacere qualche partita su permanenze fittizie e mi ha affascinato la puntata allargamento/calore su tutte e quattro le figure di una semichance.
E’ un sistema stupendo. Mi considero un privilegiato per essere stato uno dei primi ad averlo giocato.
Ti ringrazio moltissimo per questo contributo e per averlo messo a disposizione di altri giocatori.

Grazie,

Due giorni fa ho ricevuto questa mail che ho deciso di pubblicare. Riguarda il sistema che ho messo a disposizione di coloro che sanno quanto sia difficile vincere costantemente e che è qui sotto descritto. Usando 500 pezzi non ho mai perso una singola partita (finora) e lo considero imbattibile. Sempre che sia giocato in modo corretto, senza errori o sviste e con le capacità adatte per giocare le Figure sulle Chances Semplici.


Ho finito di scrivere la mia ultima fatica. E’ un trattato di 70 pagine che, anche se riprende alcuni argomenti già inseriti in altre opere, è stato molto faticoso nella sua realizzazione. Gli argomenti ripresi sono indispensabili per il semplice fatto che non tutti coloro che leggeranno l’opera avranno le basilari conoscenze per applicare il gioco. 

Un amico di Milano mi ha detto di aver fatto un piccolo sondaggio in qualche Casinò che si trova nella parte occidentale della fascia “casinistica” italiana. Ad alcuni giocatori, che evidentemente erano “sistemisti” perché avevano in mano carta e penna, ha in qualche modo parlato di Figure sulle Semplici e del modo di giocarle quando queste fossero più di una. Ebbene, questi non sapevano di cosa stesse parlando. 

Ora capite che quando in un trattato, prima di arrivare al sistema vero e proprio, si trovano capitoli che riguardano sempre le stesse cose, è perché non tutti hanno le stesse conoscenze avanzate e se prima non gli si spiega cosa sono e come si giocano più Figure alla volta, questi non capiscono una beata “mazza”. Quindi, a coloro che già sanno queste cose dico: “portate pazienza e rileggetele perché molte volte ci aggiungo modifiche e quindi potrebbero essere leggermente diverse dalle precedenti, anche se i concetti di base sono gli stessi”. 

Con questo nuovo lavoro ho aperto una porta su un “nuovo mondo”; un nuovo modo di giocare che cerca di trarre un vantaggio da quella “simmetria globale” che solitamente determina la sconfitta di qualsiasi giocatore, sia esso casuale o sistemista. Ricordate? Se prima vinciamo noi, poi vince il banco e viceversa. Se tutti i giocatori avessero questa consapevolezza, non ci sarebbero più Casinò; ma forse è meglio che non tutti l’abbiano. 

Si parla di Figure dimezzate; di tre diversi tipi di attacco; di sei diverse linee di condotta; di compensazioni e recuperi. Si parla di vincite che vanno dai 5 ai 10 pezzi di utile in circa due ore di gioco, senza mai una singola partita perdente. Si parla di una cassa necessaria di 500 pezzi, anche se non ho mai oltrepassato i 200 (e solo in occasione di errori). 

C’è un solo problema: non tutti saranno in grado di condurlo. Il gioco si avvale di sei sottoschemi e ad ogni Figura gli attacchi sono portati su tre di questi. Ci sono tempi di attesa, ma ci sono anche momenti in cui bisogna giocare allo spin successivo e quindi è necessario avere la giusta capacità ed esperienza per non perdere il colpo. Una puntata non eseguita può ritardare l’utile e incrementare l’impegno finanziario. Io stesso ho commesso errori per lungo tempo, ma in ogni caso ho sempre raggiunto l’utile con il prosieguo della partita, che però poteva essere terminata prima. 

Proprio per questo motivo ho in cantiere il seguito del sistema, che ne semplifica il gioco e lo rende più eseguibile rispetto all’originale. Naturalmente è destinato ai possessori di questo primo lavoro e sarà spedito in automatico, senza nemmeno bisogno di richiesta. 

Difficoltà di esecuzione a parte, è un gioco che non ha mai prodotto una singola partita in perdita. L’amico Luca sta programmando il test per quantificare la massima esposizione, ma sono convinto che non si andrà mai oltre i 200 pezzi di impegno, calcolato cioè come esposizione più puntata. 

Il gioco non sarà pubblicato nel Sito e per averlo è necessario richiederlo direttamente a me. Voi sapete come. Naturalmente i “soliti noti” avranno un trattamento di favore. 

UNA RACCOMANDAZIONE: non richiedetelo se non sapete giocare le Figure sulle Chances Semplici perché con questo sistema se ne possono giocare una, due, tre e talvolta quattro. Mai di più. Dovrete familiarizzare su cosa siano le “coppie” e le “isolate”; sul perché si giochino gli anticipi e sul perché si passa da un tipo di attacco all’altro. Per giocarlo avrete bisogno di moltissime prove a tavolino o, meglio ancora, di giocarlo on line, con pezzi minimi (10 cent.), e tempi di puntamento che vanno dal minuto al minuto e mezzo. E’ li che si impara il gioco ed è li che si commetteranno gli errori o le sviste che ci potrebbero creare qualche difficoltà quando utilizzeremo i pezzi adeguati alla nostra cassa. La conduzione si perfeziona con l’esperienza. 

Siamo al perfezionamento della “spettanza probabilistica visiva” su più fronti, con in più lo sfruttamento di un risultato probabilistico visivo sulle Figure di 3, ma pagato invece come se fossero di 2. In sostanza, è vero che subiremo una “simmetria” sui colpi giocati, ma è altrettanto vero che questi colpi si riferiscono a un gioco più ampio, la cui simmetria agisce sulle Figure di 3 e non di 2. Ne risulta una “selezione del colpo” che di sicuro determina un risparmio quando si incontrano risultati negativi. Le compensazioni poi faranno il resto per mantenere lo scoperto il più basso possibile. 

Ripeto: il gioco originale è di difficile conduzione, ma alla fine del trattato ci sono già dei primi consigli per la sua semplificazione. Se condotto correttamente, vince sempre. Poco, ma sempre. Poi dipenderà dal valore dei pezzi che vorrete utilizzare. 

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28/02/14

RELATIVITA' RISTRETTA


Supponete di trovarvi in un ascensore privo di finestre e di essere sospesi a mezz’aria al suo interno. State fluttuando e non avete peso. Dove siete? Nello spazio fuori dalla gravità terrestre, o siete sulla superficie terrestre con la sua gravità?

Credo che a tutti quelli che non conoscono la relatività ristretta venga spontaneo dire che sono nello spazio senza gravità e quindi stanno fluttuando a mezz’aria.

Hanno ragione al 50% perché possono essere in entrambi i posti. Possono essere nello spazio in assenza di gravità e quindi stanno fluttuando perché non hanno peso. Possono però anche essere sulla terra perchè l’ascensore in cui sono (senza finestre) sta precipitando e fra qualche secondo si sfracellerà al suolo. La sua velocità di caduta è tale da annullare la gravità terrestre e quindi il malcapitato non sa che di li a poco si spiaccicherà sul pavimento dell’ascensore.

Supponete ora di trovarvi nello stesso ascensore senza finestre e con i piedi siete ben piantati sul pavimento perché il vostro corpo ha peso. Dove siete? Sulla terra con la sua gravità o nello spazio in assenza di gravità?

Viene spontaneo dire che siete sulla terra in presenza della sua gravità e che quindi, avendo peso, siete ben piantati con i piedi sul pavimento.

Anche qui avete ragione al 50% perché potete essere in entrambi i posti. Potete essere fermi sulla terra dove il vostro peso vi fa stare incollati al pavimento. Potete però anche essere nello spazio in assenza di gravità, ma il vostro ascensore è in accelerazione costante pari alla gravità terrestre.

In pratica, se non si ha modo di avere un riferimento al di fuori della propria realtà, non ci si può rendere conto della realtà generale in cui siamo immersi.

E’ la stessa cosa che accade con la roulette. Se non siamo in grado di visualizzare il quadro generale, ci fossilizziamo su quello particolare perchè non siamo in grado di guardare fuori dalla “finestra”. Se i matematici dicono che ad ogni spin ogni numero ha una “uguale spettanza probabilistica”, secondo me esprimono una realtà che, sebbene corretta, dimostra che sono in quell’ascensore senza finestre e quindi non hanno il riferimento adatto per accorgersi che fuori da quell’ascensore c’è una seconda realtà. In pratica asseriscono qualcosa di corretto, ma non completo.

Secondo me la spettanza probabilistica, da loro giustamente enunciata, corrisponde al primo 50% dei due casi sopra esemplificati, ma esiste un secondo 50% che non riescono a vedere. Per loro esiste un’unica “spettanza probabilistica”, indipendentemente dalla realtà di un più ampio “sistema di riferimento”. Se il passeggero di quell’ascensore potesse vedere l’esterno, saprebbe esattamente dove si trova. Nel nostro caso il sistema di riferimento sarà il ciclo logico entro cui avviene l’evento. Chi si ferma alla spettanza probabilistica enunciata dai matematici, non considera il quadro generale rilevabile dalla “spettanza visiva” della realtà globale. Se ci sono le finestre, possiamo essere consapevoli della nostra situazione e possiamo considerare il fatto che ci sono due “spettanze probabilistiche”. Anche se l’argomento è già stato trattato, ho voluto riprenderlo per accomunarlo alla relatività ristretta. Allora vediamo queste due spettanze probabilistiche.
1°) Spettanza probabilistica assoluta.
In qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, con qualsiasi croupier, ogni numero ha un uguale diritto di sortita rispetto a qualsiasi altro numero presente nella roulette. Tale principio è indiscutibile perché i numeri sono li e la pallina non ha memoria. Al passeggero dell’ascensore senza finestre non interessa altro: se galleggia, pensa di trovarsi nello spazio e se è sul pavimento, pensa di trovarsi sulla terra.
2°) Spettanza probabilistica relativa.
Possiamo definire “spettanza probabilistica relativa” il diritto di sortita che ha ogni numero della roulette nell'arco di un ciclo chiuso (logico) di 37 spin. In base alla Legge del terzo, o in base alla Legge dello scarto (che in pratica è la stessa cosa), alla fine del ciclo i numeri presenti saranno i due terzi (più o meno) e quindi ognuno dei 37 numeri disponibili ha una “spettanza probabilistica relativa” del 66,6%. In linea teorica e senza delimitazioni, ogni numero ha una spettanza probabilistica assoluta, ma in pratica in ogni ciclo logico l’insieme dei numeri ha una spettanza probabilistica relativa perché all’incirca 12 numeri, pur non sapendo a priori quali, resteranno assenti. Quindi ogni numero della roulette ha una probabilità del 33,3% di restare assente entro un ciclo logico di 37 spin. Tutto ciò, naturalmente, in via tendenziale e in prospettiva di un ciclo chiuso logico” e cioè formato da un numero di spin pari alla quantità degli elementi che compongono la Chance considerata. Questa volta il passeggero può vedere fuori dell’ascensore ed ha il 100% delle informazioni per stabilire la sua posizione.

Non so se Einstein giocasse alla roulette, ma se l’avesse fatto, penso che senz’altro avrebbe considerato questi due aspetti della spettanza probabilistica.


Il nuovo sistema che sto giocando e scrivendo non perde un colpo. E’ un sistema che per qualcuno può risultare difficile: sia da imparare, sia da giocare. Io stesso che l’ho ideato ho commesso per lungo tempo errori durante il gioco reale e solo ora riesco a seguirlo correttamente in quei 60 o 90 secondi concessici dal Casinò on line. Si tratta di un gioco che vince sempre e posso dirlo pur non avendo fatto eseguire milioni di test informatici. Quando non si superano mai i 30 pezzi di scoperto e le puntate raramente superano i 4 pezzi, arrivando al massimo a 6, gli eventi possibili sono ormai delineati perché per arrivare a quel punto si è già subìto una negatività e che questa continui è alquanto improbabile.

E’ “il gioco; sempre vincente, ma ha un difetto: ha delle attese che talvolta possono protrarsi per 7 spin e questo non è accettato da tutti. Io stesso devo violentare la mia indole di giocatore e resistere alla tentazione di fare risalite o di frammentare la permanenza in modo diverso e più sbrigativo. Invariabilmente, ad ogni tentativo diverso per risparmiare tempo, capita il prolungamento di una negativa che avrei risparmiato con le attese regolari. Se gioco alla regola, con le giuste attese, difficilmente mi dilungo nel gioco prima di ottenere il pezzo di utile. A volte si aspettano 3 o 4 o 5 spin, ma a volte i numeri si combinano per un’attesa di 7 spin e ciò è un po’ palloso. Il risultato però è una “vincita costante” e non perché mi è andata bene finora, ma perché lo si evince dalle possibili evoluzioni del gioco.

Ricordatevi:una linea di condotta può andar male; per due è più difficile e per tre lo è ancora di più”. Ora finirò di scriverlo e poi cercherò un editore perché è l’unico gioco che oltre ad essere sempre vincente ti da una serenità nella sua conduzione. Una volta appreso il meccanismo, si arriva persino ad annoiarsi durante il gioco. Il giocatore ha davanti a se diverse linee di condotta e una panoramica globale dalla quale riesce a prevedere dove c’è la possibilità di raggiungere l’utile.

Sembra impossibile, ma questo gioco da la consapevolezza e la certezza che nel giro di pochi spin ci sarà la “chiusura del cerchio” e l’utile. Non ci sono “stop loss” o “stop win”; c’è solo l’attesa fra una partita e l’altra che il gioco si formi. Non c’è la necessità di enormi capitali per sostenere il gioco nei momenti difficili perché è impossibile (termine inappropriato ma fino ad ora realistico) superare i 50 pezzi di impegno economico e cioè scoperto più puntata. Con questo gioco ho voluto adattarmi al comportamento dei “contatori di carte” al Black Jack, dove non importa quando si gioca se vi è una percentuale di vincita a favore del giocatore. Di diverso c’è che il contatore poteva finire la giornata in perdita, mentre qui si chiude sempre in vincita.

Da non crederci???

Chissà, forse è vero.

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07/02/14

EVOLUZIONE

L’ultimo gioco che ho pubblicato nel Sito riguarda le Figure Bilocate. Si tratta di una particolare rilevazione delle Figure di 3 sulle Chances Semplici.

Si gioca contemporaneamente sulle tre Chances Semplici e si utilizza una montante a “mutualità compensativa”fra le Chances.

Come abbiamo visto nei due precedenti post, anche per questo gioco l’esito “fisico” degli attacchi sarà sempre “simmetrico” con il banco perché da questo punto essenziale ed obbligato non ci possiamo esentare. Qualunque cosa si giochi, quando o come la si giochi, l’esito sarà sempre “simmetrico” con il banco. Se ricevi un beneficio con alcuni colpi vincenti, poi subirai uno scarto negativo con alcuni colpi perdenti. Tutto ciò si concretizza con quello che definiamo “scarto”. L’unico modo per ottenere un vantaggio finale sul banco sarebbe la possibilità di aumentare le puntate quando i colpi vincono e puntare il minimo quando i colpi perdono. Cosa naturalmente impossibile da attuare perché non siamo maghi o indovini e in realtà, alla fine, la simmetria agisce sulla media delle masse puntate. Tutto questo avviene in ogni gioco che non sia in grado di “cavalcare” la permanenza e cioè praticamente sul 100% degli usuali giochi conosciuti.

Accertata questa sconcertante realtà, devo precisare che l’esito fisico del gioco da me proposto sarà come quello di tutti gli altri giochi proposti in passato, o in futuro, da me o da altri. Forse potrà variare il “quando” si presenterà la particolare permanenza che instaura l’equilibrio fisico fra noi sistemisti e il banco, ma non il “se”si presenterà. Prima o poi la serie dei numeri contrari sortirà dalla ruota e se abbiamo sempre giocato a masse pari, si riprenderà quello che ci aveva dato prima, più la tassa. Se abbiamo giocato aumentando la posta, si riprenderà molto di più di quanto ci aveva dato perché il sistemista punta il minimo quando vince e aumenta fino al massimo quando perde. Non per nulla questa regola è contenuta sul fondo dei tavoli di roulette, nelle sei lettere che contraddistinguono le Dozzine. Quelle lettere “P M D e D M P” stanno ad indicare una consapevolezza che ogni giocatore dovrebbe possedere:Prima Meli Dai, Dopo Meli Prendi”.

Una scappatoia per questo gioco potrebbe essere lo “stop loss”. Quando si instaura una permanenza contraria, è perché escono a ripetizione i famosi 4-5 numeri opposti alla combinazione delle tre Chances giocate. Voi capite che un simile evento non capita con una certa frequenza e quindi è molto probabile che si presenti ad intervalli di tempo sufficienti a recuperare ciò che abbiamo lasciato in sospeso al precedente attacco. Un’altra situazione contraria è la vincita su una Chance mentre le altre due perdono. E’ chiaro che in questo caso la compensazione è parziale e quindi lo scoperto aumenta sempre più di qualche puntata non compensata. Nella sostanza dei fatti, ad ogni attacco noi giochiamo contro una Figura su 8 e quindi questa Figura ha una probabilità su 8 di sortire proprio in quel momento. Siamo d’accordo che questo singolo evento non è molto raro perché avverrà in media ogni 8 attacchi, ma c’è il fatto che gli attacchi sono tre ed effettuati in contemporanea sulle tre Chances. Uno può fallire; due possono fallire più difficilmente e tre possono fallire molto più difficilmente, specialmente per più Figure consecutive. Il calcolo per stabilire la frequenza di questo evento è 8x8x8=512. Ciò vuol dire che (escludendo dal calcolo lo zero) l’evento capiterà una volta ogni 512 attacchi di media e a quel punto avremo pagato il conto alla “simmetria”. Ma quando ciò avviene, che cosa produrrà? Produrrà la perdita di 3 pezzi (puntate) per Chance, che dovranno essere recuperati poi con gli attacchi successivi, che si presume non subiranno un’altra volta le stessa sequenza di numeri totalmente contrari alle tre Chances puntate. Ma tale possibilità non può essere totalmente esclusa e quindi, arrivati per esempio a 10 pezzi di puntata, possiamo sempre interrompere il gioco e continuarlo alla stessa altezza alla seduta successiva, quando ci sarà un altro andazzo di permanenza. Siamo d’accordo che sulle Semplici è come se il gioco fosse fatto su un’unica permanenza personale e quindi interromperlo o continuarlo è statisticamente la stessa cosa, però noi contiamo su un andazzo diverso, e quindi favorevole, da quello interrotto. In pratica, “cavalchiamo” la permanenza.

Ma perché siamo arrivati a 10 pezzi di puntata? Probabilmente perché non abbiamo sempre compensato le perdite con le vincite, forzando il gioco su una Chance che aumentava le sue puntate mentre quelle delle altre due restavano alla quota minima.

Il gioco sulle tre Chances non serve a vincere di più, ma serve a compensare le puntate perdenti di una Chance che entra in negativa. Quindi, compensando continuamente le puntate perdenti, difficilmente si arriva a una puntata di 10 pezzi. E’ buona regola non mettere mai un pezzo a utile se non si sono prima compensati tutti i pezzi persi in precedenza. Solo dopo aver azzerato tutti i sospesi si può mettere un pezzo a utile e solo a questo punto quel pezzo sarà un utile definitivo che non sarà più usato per compensazioni future.

Questa è la seconda scappatoia del gioco. Il gioco contemporaneo su tre linee di condotta cade molto più difficilmente in negativa di un’unica linea di condotta, dove la simmetria può causare danni inevitabili e non rimediabili perché manca la compensazione. La Legge sulla distribuzione delle Figure ci dovrà rompere le uova sulle tre Chances nello stesso momento perché, se lo fa separatamente in momenti diversi, possiamo superare l’empasse con le compensazioni. La “simmetria” del gioco esiste sempre, ma forse a questo punto l’azione della Legge sulla distribuzione delle Figure, presa separatamente sulle tre Chances, avrà un’azione diluita che ci permette di superare il periodo negativo di una Chance.

Alla fine, però, qualunque sia il sistema, dobbiamo sempre puntare 18 numeri contro i restanti 18 (escludendo lo zero) e quindi avremo sempre davanti a noi una “spettanza probabilistica assoluta”. Con il trascorrere degli spin entrambi i soggetti in campo restano uguali e quindi non possiamo contare sulla “spettanza probabilistica relativa”.

Gli unici appigli che ci restano per questo gioco sono quindi la pluralità delle linee di condotta e le compensazioni fra le Chances.

Espongo qui di seguito tre risultati dei test fatti eseguire all’amico Luca. Non si tratta di test su partite, ma sulla quantità e la consecutività delle mancate chiusure intervenute nelle tre permanenze. Poiché si tratta di un gioco in cui sono essenziali la prudenza e la conduzione, ho voluto verificare quante volte di seguito può uscire la Figura perdente e quante volte è coincidente nello stesso momento fra le tre Chances durante svolgersi delle Figure. Il test è fatto contemporaneamente sulle tre Chances e visualizza la frequenza delle mancate chiusure evidenziate con il simbolo 0. Ogni simbolo X è una chiusura costituita di 3 spin.

1A Permanenza.
R/N: XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX0XXX0XXX00XXXXXXXX0XXXXX0XXXXXXXX0XXX00
P/D: XXX0XXXXXXXXXX0X0XXXXXXXX00X0XXXXXXX0X0XXXXX0X0XX0XXXXXXXX0XXXX0
M/P: X0X0XXXXXXXX0XXXX0XXXXXXXX0XXXXXXXXXXX0XXXX0XXXXXXX0XXXXXXXXX0X

2A Permanenza.
R/N: XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX0XX0XX0X0XXXXX0XX0XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX0X
P/D: XXXXXXXX0XXXXXXXXXXXXXX0XXXX0XXXXX0XXXXX0XXXXXXXXXXXXXXXXXX0X00X
M/P: XXXX0X0XXXXXX0XXX0X0XXXX0XXXXXX0XX0XXXXXXXXXX0XXXXXXXXXXXXXXXXX

3A Permanenza.
R/N: X00XXX0XXXXXXXX00XXXXXXXX0XXXXX0XXXXXX0XXXXX0X0XXXXXXXXX0XX0XXXX
P/D:XXXXXXXXXXX0X0XX0XXXXXXXXX0XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX0X
M/P:X0XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX0XXXXXXXXXXXXXXXXXX0XXXXXXXXXXXXXXXX0

In corrispondenza del simbolo 0 la Chance ha perso i suoi tre colpi di attacco e, come possiamo vedere, anche se l’evento non si presenta sulla stessa Figura contemporaneamente in tutte e tre le Chances, si concentra spesso nel giro di 3-4-5 Figure. Ciò non permette la compensazione totale delle puntate e lo scoperto aumenta sempre più di una o due masse. Questo porta lo scoperto sempre più in alto e se a quel punto ci capitassero tre colpi totalmente perdenti, l’esposizione arriverebbe a un livello tale da superare i 10 pezzi per puntata. A questo punto l’unico rimedio è lo stop loss.

Alla fine dobbiamo renderci conto che il gioco sulle Chances Semplici è il più difficile fra i giochi della roulette. A meno che non si faccia uso del “Paroli”, impegna molto e guadagna poco. La spettanza probabilistica assoluta non ci da scampo. Indovinare più spesso la Chance rispetto agli altri giochi ti da solo l’illusione che sia più facile vincere. La realtà è che con il passare degli spin nessuna delle due Chance si modifica. Nessuna aumenta o diminuisce di volume e in queste condizioni non si può stabilire una tendenza o un momento favorevole. Non è possibile una valida “selezione del colpo”. Vi è una tendenza dovuta alla Legge del terzo con le Figure, ma anche questa è molto aleatoria, arrivando al totale allargamento o al totale calore: cosa impossibile (anche se non è il termine adatto) sui numeri pieni. L’unico rimedio per evitare le simmetria è “cavalcare” la permanenza, ma questo sarà l’oggetto dei prossimi sistemi.

Quando ogni sera finisco di fare il nuovo gioco on line, rifaccio brevemente la permanenza con questo sistema e ogni sera ottengo un utile che va dal 5 al 12% del capitale impiegato nelle puntate. Non ho mai superato uno scoperto di 100 pezzi, arrivandoci per due volte, anche per miei errori di puntata che hanno peggiorato la situazione. Ora, sono convinto che la simmetria prima o poi presenterà il conto, ma un così lungo periodo positivo mi lascia un po’ perplesso: a questo punto avrei già dovuto superare i 100 pezzi. Voglio proprio vedere fin quanto regge e quindi continuo a rifare le permanenze anche con questo gioco.

Il secondo sistema, che sto scrivendo ora, è molto più resistente di questo e per il momento non è arrivato a più di 100 pezzi di scoperto. Non è molto, ma è il limite a cui sono giunto in questi mesi di gioco reale alla roulette live on line e quindi utilizzando una roulette reale e non il processore. L’alternativa al gioco è un ulteriore miglioramento che sto giocando ora, ma questo comporta delle attese che talvolta possono protrarsi per 7 spin. Con questa modifica per il momento non ho superato i 4 pezzi di puntata, ottenendo una resa di 10 pezzi in circa 50 spin.

Qui subentra il carattere del giocatore. Ci piace giocare o ci piace vincere? Le due cose sono in antitesi. Una cosa è certa: le attese mi fanno venire “ddu palle”…!!!

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23/01/14

FIGURE BILOCATE

Nel precedente post del 6 Gennaio abbiamo visto il concetto della “spettanza negativa”, che in pratica è ciò che spetta a qualsiasi giocatore di roulette dopo un significativo periodo di gioco.

Abbiamo visto che il solo esito “fisico” di un periodo di gioco “discreto” non è determinante per stabilire la vincita o la perdita del giocatore. Ciò che punta il giocatore è sempre “simmetrico” a ciò che punta il banco e alla fine vincite e perdite si dovrebbero equilibrare pareggiandosi. I numeri che non ha coperto il giocatore nel corso della sua attività li ha coperti il banco e alla fine la media delle coperture e degli esiti tenderà ad essere paritaria. Tutto questo è valido se consideriamo l’aspetto fisico del gioco, dove le probabilità dei numeri coperti dal giocatore sono proporzionate alle probabilità dei numeri coperti dal banco. In pratica, se si giocasse sempre a masse pari, pur variando la quantità dei numeri coperti, a lungo andare giocatore e banco tenderebbero al pareggio.

Abbiamo visto però che alla fine il giocatore si troverà sempre perdente della tassa che il banco si trattiene in tutti i pagamenti e ciò determina quella “spettanza negativa” dovuta alla differenza fra pagamento equo e non equo.

Il giocatore però non perde solo a causa della tassa. Di solito egli perde perché è portato a forzare il gioco nei momenti difficili e alleggerirlo in quelli facili. Cosa vuol dire? Vuol dire che quando il giocatore vince tende a conservare il suo acquisito e quindi vince di meno di quanto avrebbe potuto. Quando invece perde per scelte sbagliate, tende a forzare il gioco aumentando le poste e siccome di solito la negatività non si esaurisce in quel momento, è destinato a perdere molto di più che se avesse giocato sempre a masse pari. Ecco allora che oltre alla tassa egli pagherà gli effetti della sua innata natura di conservatore del “poco acquisito” e sperperatore del “molto impegnato”. Ecco che quando la “simmetria” del gioco gli renderà un periodo favorevole, egli non incasserà tanto quanto ha speso nel periodo contrario. Se invece avesse giocato sempre ad un livello uguale, ora il banco gli avrebbe ritornato ciò che lui aveva temporaneamente lasciato. Meno, naturalmente, la dovuta tassa del banco. Questo è uno degli altri motivi per qui il giocatore alla fine risulterà sempre perdente.

Un altro classico motivo, che riguarda il sistemista, è dovuto alla sua linea d’azione. Chi alla roulette insegue un risultato derivante da un'unica linea di condotta, cadrà inevitabilmente nell'evento negativo i cui effetti causano anche la perdita della sua cassa. Cosa fa di solito un sistemista? Prova un gioco e, trovato che nelle prove vince, inizia a giocarlo stabilmente. Qualcuno fa anche dei test su milioni di spin pensando che ciò sia sufficiente a comprendere tutte le permanenze possibili. La sua però è un’unica linea di condotta e per questo soggetta alla Legge sulla distribuzione delle Figure che, come sapete, non riguarda soltanto le Figure delle Chances Semplici, ma riguarda tutte le agglomerazioni di numeri e quindi scarti, calori, disegni e configurazioni di ogni genere e tipo. Basta che gli agglomerati siano stabilmente definiti.

Sappiamo che le possibili permanenze dipendono dalla lunghezza della Figura necessaria al gioco che si vuol fare. Il gioco si chiude in 20 colpi? Le possibili figure sono 2020; si chiude in 36 colpi? Le possibili Figure sono 3636. Sono numeri talmente grandi che un test di alcuni milioni di spin è equiparabile a una pagliuzza in un pagliaio. Probabilmente nessuna delle permanenze che il giocatore incontrerà nella sua vita sarà simile a una ricavata dalle milioni di permanenze rilevate dai test. A questo punto è logico che se il sistemista percorre un’unica strada, prima o poi si troverà davanti quella famosa Legge sulla distribuzione delle Figure e non troverà ciò che si aspettava di trovare, perché quella permanenza non è stata prevista dai test.

Cercate una particolare configurazione? La sua apertura può avvenire in più punti dello schema causando un allargamento delle puntate. Cercate il rientro di uno scarto? Questo può protrarsi ulteriormente, anche intervallato da piccoli rientri non sufficienti a ottenere un recupero adeguato. Giocate sul mantenimento, o allargamento, o restringimento di determinate frequenze? Nel lungo periodo la media sarà senz’altro mantenuta, ma nel breve incontrerete eccessi nell’uno o nell’altro andamento.

Tutto ciò lo si incontra e lo si incontrerà sempre.

E allora, qual è il modo giusto per affrontare la roulette? C’è il modo di evitare o rimediare agli effetti della Legge sulla distribuzione delle Figure?

Il modo…anzi, i modi ci sono e si concretizzano nella praticabilità di più linee di condotta. Se un attacco, condotto in un’unica direzione, può essere eluso dalla particolare permanenza, difficilmente la stessa permanenza può eludere l’attacco su una seconda direzione e ancora più difficilmente potrà eluderne un altro su una terza. La cosa è possibile, ma molto improbabile e in ogni caso di breve durata.

Il gioco che oggi ho pubblicato nel sito è il primo di tre giochi sulle Chances Semplici. Come sempre sono consequenziali, nel senso che, trovato e giocato il primo, ho migliorato il gioco passando e giocando al secondo, che ho migliorato passando al terzo.

Come primo gioco vedremo le cosiddette “FIGURE BILOCATE”: un gioco che si basa su una particolare rilevazione delle Figure di 3 delle Chances Semplici. Non si tratta di un gioco “matematicamente vincente” perché alla roulette nulla lo è. Può però essere costantemente vincente se condotto nel giusto modo, senza forzature risolutrici. Può essere applicato lo “stop loss” e lo “stop win”. Può essere interrotto e proseguito alla stessa altezza il giorno dopo. Può essere giocato in perdita oggi e in vincita domani. Grosso modo è la condotta che tenevano i “contatori di carte” a Black Jack prima che il banco prendesse le contromisure.

Per i due giochi successivi aspettiamo un po’ perché per il momento sono solo nella mia testa, anche se giocati on line da un po’ di tempo.

CAPITOLO: CHANCES SEMPLICI.
TITOLO: FIGURE DI 3 BILOCATE. N° 76.

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06/01/14

SPETTANZA NEGATIVA

La roulette è un gioco a “spettanza negativa”.

Questa giustissima affermazione definisce esattamente ciò che spetta a qualsiasi giocatore (casuale o sistemista) alla fine di un certo periodo di gioco, durante il quale ha movimentato un certo capitale al tavolo della roulette. La spettanza negativa non deriva dal fatto che il giocatore non sappia giocare, ma semplicemente perché ogni volta che ottiene una vincita, riceve un 37° di denaro in meno di quello che dovrebbe ricevere se vi fosse parità di beneficio fra banco e giocatore. Oggigiorno questa disparità è ancora più accentuata se il nostro giocatore preferisce non affrontare il viaggio verso uno dei quattro Casinò terrestri esistenti in Italia restandosene comodamente a casa. Egli può giocare “on line” sul Web, in uno dei molteplici Casinò presenti in ogni casa di noi Italiani. Non so se vi siete resi conto, ma la passata ostinazione di certa parte politica, nel negare l’apertura di qualche Casinò in più rispetto ai quattro esistenti, ha prodotto il risultato che ogni cittadino Italiano ha ora il suo Casinò personale a casa sua e quindi succede che tutti i denari persi dai giocatori qui in Italia vanno a ingrassare molti gestori stranieri. Forse che le tangenti a suo tempo richieste per aprire un nuovo Casinò fossero troppo alte? Forse che l’attività peccaminosa del gioco d’azzardo fosse ostacolata dalla chiesa? Che i territori dei quattro Casinò terrestri abbiano fatto del protezionismo? Fatto sta che tutta questa ostilità ha finito per avvantaggiare i gestori stranieri che non solo si arricchiscono con i soldi Italiani, ma aumentano anche il tradizionale vantaggio del banco raddoppiando la tassa sulle Chances Semplici. Un famoso modo di dire direbbe: ”non solo cornuti, ma anche mazziati”.

Ritornando al discorso iniziale, è chiaro che nel breve periodo si può perdere o si può vincere se si sbaglia o si indovina il numero o la Chance che esce. Ciò che non tutti hanno realizzato è che in un arco di tempo sufficientemente lungo si instaurerà una tendenza all'equilibrio fra scelte indovinate e scelte sbagliate, indipendentemente dalla quantità dei numeri coperti. A volte indovino io, a volte indovina il banco e alla fine dovremmo essere pari. Come mi ha puntualizzato un amico studioso dell’argomento, “la roulette è un gioco simmetrico, d'equilibrio, ma spostato a vantaggio del Banco dell'importo della tassa”.

In base a questa affermazione possiamo dedurre che ci sono due aspetti che riguardano la roulette. Il primo è l’aspetto fisico che riguarda la simmetria fra numeri coperti dal giocatore e numeri coperti dal banco. Il secondo è l’aspetto economico che riguarda la diversità di beneficio ottenibile da entrambi i contendenti. E’ questo secondo aspetto che il sistemista deve superare; deve cioè trovare un vantaggio che superi questa diversità di beneficio. Questi concetti non sono ben acquisiti da molti giocatori casuali o sistemisti. Vediamo allora di chiarirli (se mi riesce).

Se gioco un numero alla volta, significa che il banco gioca i rimanenti 36 numeri. Significa che io nel lungo periodo vincerò in media una volta ogni 37 spin, mentre il banco vincerà 36 volte di media ogni 37 spin. Secondo il principio di Bernoulli, queste proporzioni tenderanno alla perfezione con l’aumentare del numero delle prove e perciò alla fine (supponiamo) di 74.000 spin (equivalenti a 2.000 cicli logici sui numeri) io dovrei essere alla pari con il banco. Io dovrei aver indovinato quel numero 2.000 volte e il banco dovrebbe aver preso il mio gettone per 72.000 volte. La simmetria degli esiti è matematica e tende a realizzarsi nel lungo periodo. Alla fine, e secondo il principio Bernoulliano, tanto dovrei aver incassato io, quanto dovrebbe aver incassato il banco ed è logico che sia così perché alla roulette i soggetti sono due, uno dei quali copre alcuni numeri e l’altro copre ciò che resta da coprire e i pagamenti o le perdite sono proporzionati alle relative coperture. Se copro molto, incasso poco; se copro poco, incasso molto. Lungo il percorso ci saranno situazioni economiche a favore dell’uno o dell’altro contendente, ma la tendenza simmetrica fra le coperture è sempre costante. Alla fine di quel periodo io dovrei aver indovinato il mio numero per 2.000 volte mentre il banco dovrebbe aver indovinato i suoi 36 numeri per 72.000 volte. Gli esiti sulla fisica del gioco sono stati equi e il vantaggio di uno è una questione temporanea perché a lungo andare entrambi i contendenti tenderanno al pareggio.

Come mai allora mi trovo con il 2,70% in meno di tutti i soldi che ho movimentato sul tappeto?

Mi trovo con questi soldi in meno perché quando ho perso io, il banco si è preso tutto, mentre quando ha perso il banco, mi ha sempre dato un pezzo in meno di quanto avrebbe dovuto darmi se le condizioni di beneficio fossero alla pari per entrambi. Se ci fosse cioè equità nei pagamenti. Se sto giocando numeri pieni, quando indovino ricevo materialmente un pezzo in meno; se sto giocando altre Chances multiple o semplici, il pezzo in meno si concretizza con la sortita dello zero, che avverrà di media una volta ogni 37 spin. Alla fine del gran movimento, indipendentemente dalla parità degli esiti fisici con il banco, io ho perso il 2.70% di tutto il mio movimento e il banco lo ha incamerato, non perché io abbia fatto scelte sbagliate, ma perché il banco si è sempre trattenuto qualcosa facendo la cresta sui pagamenti (materialmente o per effetto dello zero).

La spettanza negativa del giocatore al tavolo di roulette francese, di un Casinò terrestre, è del 1,35% circa se gioca sulle Chances Semplici (“circa” perché quando lo zero si ripete la puntata va in prigione per due volte) ed è del 2,70% se gioca sulle multiple. Queste sono le formule matematiche per determinarle.

Tassa sulle multiple: 1-36/37x100=2,70%.
Tassa sulle semplici: 19/37-18/37x100/2=1,35%.

Nei Casinò on line e sulle roulette a doppio zero la tassa è sempre del 2,70%. Nel primo caso lo è perché con le roulette on line all'uscita dello zero le Semplici sono completamente perdenti.

Nell'esempio sopra riportato io ho puntato il mio pezzo per 37 volte ad ogni ciclo e quando ho incassato, ho incassato 36 pezzi. Ho puntato un totale di 74.000 pezzi e ne ho incassati 72.000, lasciando che il banco mi facesse la cresta di un pezzo ad ogni pagamento (per la precisione 74.000 x 2,70270270% = 1.999 pezzi pagati in meno). Il banco ha puntato 36 pezzi per 37 volte ad ogni ciclo e quando ha incassato, ne ha incassati 37: i suoi 36 (anche se non materialmente puntati) più il mio.

Questa è la spettanza negativa del giocatore: alla fine di un certo periodo la sua cassa sarà decurtata del 2.70% di tutto il denaro movimentato al tavolo da gioco, non perché è stato sfortunato, ma perché ha sempre pagato la tassa incassando proporzionalmente un pezzo in meno rispetto agli incassi del banco.

Ecco allora che per avere un sistema sempre vincente bisogna che questo sia in grado recuperare prima di tutto quel 2,70% o 1,35% di tutto il movimento di puntate fatte, non solo nella sessione di gioco del momento, ma anche di tutte le sessioni a venire perché la roulette non ha fretta di presentare il conto. Quindi, se il giocatore non ha un sistema in grado di superare quella tassa, nel lungo periodo è destinato a perdere. Egli deve ottenere un extra di pezzi che costituiscono il rendimento differenziale reale. In pratica il rendimento reale del nostro sistema deve essere superiore al 2,70% o 1,35% delle masse movimentate, altrimenti la roulette ci presenterà il conto nelle giornate successive, quando per effetto della simmetricità degli esiti la resa percentuale reale del gioco sarà inferiore a quel 2,70% o 1,35% medio che ci perseguiterà costantemente nel tempo. Se per un giorno questa tassa ci risparmia, ci tartasserà di più un altro giorno e alla fine risulterà del 2,70% o 1,35%. Ricordiamoci che nel corso del tempo la pallina cadrà con imparzialità su tutti i bersagli numerici da noi scelti o non scelti e se per lungo tempo escono bersagli a noi favorevoli, vi sarà anche il momento contrario con una persistente sortita di bersagli contrari. In quel momento ricordiamoci che stiamo pagando la minor tassa subita nei giorni precedenti, quando pensavamo di aver trovato il sistema costantemente vincente.


Il nuovo gioco sulle Semplici si sta confermando stabile, anche se con punte di puntata relativamente alte, ma comunque sostenibili da giocatori professionisti. Mi è stato praticamente imposto di introdurre lo “stop loss” perché è impensabile che un gioco sia costantemente sempre vincente, ma le caratteristiche del gioco dicono che può essere praticato in continuità con permanenza personale. Per quanto ne so io, uno stop loss implica l’ammissione della perdita e la successiva ripresa del gioco dall'inizio. Quindi, il recupero di quanto lasciato avviene ripartendo da zero. In pratica il classico stop loss considera la cassa, la quale non deve subire grosse decurtazioni, difficilmente recuperabili con le sessioni successive. Le caratteristiche di questo gioco pongono in primo piano la permanenza che, secondo il suo particolare andazzo del momento, può determinare l’aumento o meno delle puntate. Ecco che allora per questo gioco lo stop loss può essere considerato sull'andamento della permanenza in base al livello di puntata e non in base al livello di scoperto. Può essere per esempio stoppato ora a puntata 10 per essere ripreso più tardi, o il giorno dopo, alla stessa quota, quando vi sarà un'altra permanenza e siccome il 99% delle permanenze hanno caratteristiche favorevoli, il rientro sarà facilmente raggiungibile. In pratica può essere definito “stop range” perché non ci si ferma a un tot di scoperto ma a un tot di puntata. Essendo un gioco continuo, può essere interrotto e ripreso alla stessa altezza perché, per il momento, il suo rendimento reale supera sia l’1,35%, sia il 2,70%. Sono curioso di vedere se vi è una conferma informatica sulla distribuzione degli andamenti, sia sfavorevoli che favorevoli.

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15/12/13

SPETTANZA VISIVA

Possiamo definire “spettanza visiva” ciò che ci si aspetta di vedere attorno a noi fin da quando ci svegliamo al mattino. Poiché siamo fatti così, ognuno di noi ha il diritto di vedere ciò che lo circonda. Ma vediamo proprio la realtà?

La fisica delle particelle ci insegna che ciò che vediamo non è la realtà assoluta, ma una realtà “combinata” che ci fa vedere soltanto l’aspetto macroscopico delle cose che ci circondano. In questo caso la nostra “spettanza visiva” ci propina false informazioni che, tuttavia, sono giuste e coerenti con le nostre macro dimensioni. La realtà di ogni oggetto è ben diversa da quello che di quell'oggetto percepiamo e se vogliamo scoprirla dobbiamo scendere sempre di più nel più piccolo, alla ricerca del puntiforme e cioè di quelle particelle al cui interno non c’è più niente che le costituisca. Ecco che allora per scoprire la vera realtà del nostro oggetto dobbiamo scendere nelle molecole, poi negli atomi, poi nei quark, poi nei costituenti dei quark (che anche se non sono ancora stati scoperti dovrebbero esserci perché se i quark sono di carica elettrica diversa, presumibilmente ciò deriverà da qualcos'altro di più piccolo), poi nelle stringhe (se esistono) e poi, infine, nei Bosoni di Higgs, che sembra siano i più piccoli costituenti la materia.

Se con questa discesa nell'infinitesimo siamo arrivati in fondo alla catena, tutto ciò che vediamo sono Bosoni di Higgs che, assemblati, trasformati in particelle diverse, alla fine formano quark, gluoni ed elettroni. La sostanza di tutte le cose è costituita di questi tre elementi che, dosati in quantità diverse, formano più di un centinaio di atomi apparentemente diversi ma uguali nella loro sostanza. Sono tutti costituiti di Quark, Gluoni, Elettroni; varia soltanto il loro numero all'interno dell’atomo e ciò diversifica i vari atomi nella tabella degli elementi. Non ho dimenticato i protoni e i neutroni; li ho semplicemente ignorati perché, essendo formati di tre quark ciascuno, non c’è ragione di considerarli come oggetti a se stanti.

Possiamo definire “spettanza probabilistica assoluta” il diritto di sortita che ogni numero della roulette ha ad ogni spin. I numeri sono li, e che siano già sortiti zero, una, o più volte, hanno tutti lo stesso “diritto assoluto” di sortire nuovamente ad ogni spin. Nessuno è privilegiato.

Possiamo definire “spettanza probabilistica relativa” il diritto di sortita che ha ogni numero della roulette nell'arco di un ciclo chiuso (logico) di 37 spin. In base alla Legge del terzo, o in base alla Legge dello scarto (che in pratica è la stessa cosa), alla fine del ciclo i numeri presenti saranno i due terzi (più o meno) e quindi ognuno dei 37 numeri disponibili ha una “spettanza probabilistica relativa” del 66,6%. In linea teorica, senza delimitazioni, ogni numero ha una spettanza probabilistica assoluta, ma in pratica in ogni ciclo logico l’insieme dei numeri ha una spettanza probabilistica relativa perché all’incirca 12 numeri, pur non sapendo a priori quali, resteranno assenti. Quindi ogni numero della roulette ha una probabilità del 33,3% di restare assente entro un ciclo logico di 37 spin. Tutto ciò, naturalmente, in via tendenziale.

Questi sono i due aspetti della spettanza probabilistica alla roulette. Cosa c’entrano con la spettanza visiva di noi tutti nel mondo macroscopico?

C’entrano perché la spettanza visiva alla roulette è ciò che ci aspettiamo di vedere nel suo “prodotto” e cioè nella sua permanenza. Questa spettanza, propria della roulette, è rilevabile dalle molteplici osservazioni su innumerevoli cicli logici. Se un milione di cicli logici contiene in ciascun ciclo un determinato disegno, la “spettanza visiva”, insita nel prodotto della roulette (permanenza), è il diritto che ha la roulette di formare quel disegno e quindi quella spettanza visiva è propria della roulette stessa. Noi possiamo vederla e capirne il senso e le ragioni. Come gli altri due tipi di spettanza, anche questa ha il diritto di realizzarsi, proprio per effetto della Legge del terzo e della Legge dello scarto. Quindi, la “spettanza probabilistica visiva” è la proprietà che ha la permanenza (prodotto della roulette) di produrre determinati disegni. Anche la roulette ha un’anima. Sta a noi individuarli e trarne un vantaggio.

Perché questo articolo, per la verità un po’ tirato per i capelli? Ho archiviato OVER THE TOP perché ormai ha fatto il suo tempo. Sapete che non mi fermo mai a lungo su un gioco (che funzioni o meno) e che una volta trovato il massimo ottenibile passo ad altro.

Ora mi sto ridedicando alle Chances Semplici con il ritorno a una vecchia metodologia di gioco che ai suoi tempi ho praticato nel modo in cui ero capace allora, senza sfruttarne appieno le possibilità. L’avevo messa nel novero delle cose da riprendere quando ne avessi avuto il tempo e l’occasione e ora (da tre settimane) sto giocando in reale sulle tre Chances Semplici. Come sempre l’idea di partenza è buona, ma nel corso del gioco pratico ho cercato di migliorarla cercando sempre nuovi punti di attacco, che abbiano anche un leggero vantaggio fra tutti gli sviluppi possibili della “spettanza visiva roulettiana”.

Se affidiamo il gioco alle sorti di una sola Chance, siamo sempre soggetti agli andamenti contrari. Se giochi per il recupero di uno scarto importante, non sei sicuro che il rientro avvenga in modo continuo. Può succedere, e quindi succederà, che il rientro avvenga con piccoli “rientrini” intervallati da continui “aumentini” dello scarto che causano un aumento della montante fino a livelli insostenibili. Se giochi sulla formazione di un disegno a spettanza visiva, anche qui non sei sicuro che il disegno non si formi in modo alternato, il che ti fa aumentare sempre più una montante in perdita. In pratica, una sola Chance lascia il tempo che trova e non hai modo di difenderti con altre soluzioni perché, alla fine, devi sempre scegliere una Semichance da giocare e che giochi univocamente, o in differenziale, sarai sempre soggetto ai suoi capricci.

Ho iniziato con un particolare tipo di Figure sulle tre Chances giocate in “mutualità a compensazione”. Il gioco è buono ma ha un punto debole nei filotti contrari alternati. Ho allora provato altri differenti attacchi sempre sulla spettanza visiva ma per il momento non sono arrivato a reali vantaggi perché quando una Chance è in negativa, non può essere supportata da quelle positive che potrebbero a loro volta entrare in negativa. Per il momento resto con l’idea iniziale e vedrò quanto resiste alle intemperie della roulette. Le ragioni che giustificano la sua valenza ci sono e un lungo andamento contrario è possibile, ma estremamente improbabile. Comunque sempre calmierabile con l’azione di una “mutualità a compensazione”.

Naturalmente tutto questo non lo faccio sulla carta, bensì giocando realmente perché penso che la miglior esperienza sia quella sul campo, dove hai modo di testare anche il tuo comportamento.

Certo non è ancora stato eseguito un test di alcuni milioni di spin, ma finora il comportamento del gioco riscontrato ha tutti i sintomi per confermare una forte resistenza alle negative; una tranquillità e facilità di esecuzione; un basso numero di pezzi necessario. L’unico handicap è il tempo che a volte è necessario per il recupero dei pezzi persi lungo la strada. Al momento sto continuando a giocarlo per vedere se trovo una seduta perdente.

Se uno va al Casinò una volta nella vita, può essere fortunato; se ci va con una certa regolarità, per lui la fortuna non esiste.
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