12/03/11

IVAN (IL TERRIBILE)


Pochi giorni fa ho ricevuto questa mail che riporto qui di seguito. Ne avevo in programma una diversa ma mi sembra opportuno postare prima questa.

Leggo e seguo questo blog da circa un anno, interessato dagli argomenti della ricerca che sta effettuando, anche se, nonostante l'intitolazione alla "legge del terzo", molti sistemi proposti non si basano su quella tendenza.
Ammiro l'impegno che dedica all'argomento e (leggendo anche altri suoi interventi in altri forum) la ritengo una persona cordiale e corretta.
Dato che lavoro con i computer, mi diverto a programmare e testare sistemi (anche suoi) che hanno sempre incontrato la permanenza contraria che annullava (o anche peggio) i guadagni avuti in precedenza.
Purtroppo le prove (anche di mesi) fatte al casinò, online, o con penna e carta, spesso non sono sufficienti a incontrare il caso negativo. Utilizzando il computer invece (simulando miliardi di boule), si incontra rapidamente la caduta del sistema (che potrebbe capitare appena seduti al tavolo).
L'idea che mi sono fatto è che anche i sistemi migliori facciano guadagnare poco con probabilità alta e che facciano perdere molto con probabilità bassa (ma certa), tenendo il giocatore (nella migliore delle ipotesi) in una situazione di equilibrio.
Ho in cattiva considerazione i "venditori di sistemi vincenti" per il semplice ragionamento che chi avesse un tale sistema, non avrebbe bisogno di venderlo ma gli basterebbe applicarlo.
Ho deciso di scrivere questo commento per la stima che ho nei suoi confronti, dopo aver letto la richiesta di pagamento per questo promettente sistema. Sebbene abbia parlato di rimborso spese per l'opuscolo, resta il principio che (secondo me) rimane violato: se il sistema fosse davvero vincente, basterebbe giocarlo per coprire qualunque spesa.
Allora propongo questa variazione: potrebbe pubblicare il sistema in formato elettronico (come ha sempre fatto, in modo da non sostenere spese eccessive) e chiedere una libera offerta da chi vincesse con il nuovo sistema.
In questo modo, nel caso il sistema fallisca, non rischierebbe di venire etichettato come altri accertati ciarlatani per la vendita di "sistemi vincenti" e riceverebbe comunque dei compensi da gente soddisfatta.
Ci tengo a precisare che questa mia proposta è nata in risposta alla dichiarazione di vendita di un sistema "vincente" da parte di una persona corretta quale lei è.
Con stima,
Ivan

Ho deciso di rispondere pubblicamente perché gli argomenti trattati da Ivan (il terribile) sono interessanti. Posticipo quindi il post programmato per questo sabato e rispondo a Ivan.

1°) Vorrei sapere quali dei miei sistemi non si basano sulla Legge del terzo. Se mi vengono indicati posso controbattere, altrimenti non saprei cosa dire.

2°) I test su miliardi di boules incontreranno certamente la permanenza contraria, ma rapportati alle esperienze umane, per incontrarne una, potrebbero essere necessari diversi anni e, se nel frattempo il nostro sole diventa una supernova inglobando la Terra, forse la cosa non avrebbe poi molta importanza. Sono d’accordo che si può incontrare l’evento anche domani, ma se la cadenza del fatto è così rara, i miliardi di boules successive dovrebbero recuperare ciò che abbiamo perso con quella partita o addirittura con quella seduta. Se lo stop loss scattasse per esempio a 200 pezzi, forse tutte le sedute successive, prima del prossimo stop loss, ci darebbero qualche soddisfazione. Del resto, in quest’arco di tempo potremo vedere 60 rossi, o un ciclo chiuso di 37 numeri diversi, o una ripetizione di 20 zeri di fila. Si sa che è solo una questione di tempo.

3°) Non conoscendo quei test fatti al computer (immagino con l’utilizzo di numeri random) non ho la certezza che siano stati fatti correttamente. Il comportamento umano può prendere decisioni che il PC forse non può attuare, e prendere una strada diversa, spesso, crea quelle diversità che il PC non può giudicare se non è stato correttamente istruito. Tutti i miei sistemi si basano su un comportamento standard della permanenza e perciò sono soggetti allo scarto, per il superamento del quale è necessario l’intervento umano. Se lanciamo un programma statico, forse, non otteniamo gli stessi risultati che invece abbiamo con l’intervento umano. Le mie sono state tutte “proposte” e, visti gli esiti ottenuti, le ho pubblicate. Ora sta a voi giudicarle.

4°) Il guadagnare poco spesso, e il perdere molto raramente, sono in contraddizione con lo stop loss. Se vinco 30 pezzi per 50 sedute e ne perdo 200 in una, forse la cosa conviene. Se poi recupero uno stop loss con quote prefissate e con un utile a ogni recupero, direi che non ho neppure perso del tempo improduttivo. Questo però è un argomento proprio dell’ultimo sistema sul “3° doppiato sovrapposto”.

5°) Effettivamente ora sono il “venditore” di un sistema che ho definito “vincente”, anche se non amo definirmi tale. E’ stata una decisione sofferta e non del tutto superata, ma qualcuno mi ci ha spinto facendomi notare che le gratificazioni possono derivare anche da una contropartita economica, del resto facilmente recuperabile da chi la sostiene, con l’utilizzo di questo sistema.

6°) Il sistema l’ho applicato personalmente e ne ho tratto sempre dei benefici. E’ stato anche applicato da chi l’ha testato in prima persona con il suo capitale e ne ha sempre tratto dei benefici. Il fatto che abbia deciso di divulgarlo e non tenerlo per me, può generare dubbi sulla sua validità temporale ma, come ho detto nel blog, non ho più l’età e la voglia di andare a giocare al Casinò. Non secondo poi, c’è poi il desiderio di far sapere in giro quanto sono bravo (aspirazione legittima di chi si reputa tale) vista la desolazione imperante in questo settore. Questo inoltre non sarà l’ultimo perché ne è già pronto un altro con procedimenti nuovi e mai trovati nei vari libri, pubblicazioni, o forum in Internet.

7°) La libera offerta prospettata da Ivan è già in atto. Con l’impegno di rendere il 90% dell’esigua spesa, ho in pratica confermato la mia volontà di non danneggiare le persone che si sono fidate di me. L’unico costo che andrebbero a sostenere compensa pienamente una nuova idea che arricchisce il loro bagaglio sulla conoscenza della roulette. Credo che la mia buona fede si evinca totalmente dal mio comportamento, anche nel caso mi dovessi sbagliare sugli esiti del gioco.

Dopo aver scritto quanto sopra, ho ricontattato il “testatore” del gioco e mi sono informato, per l’ennesima volta, sugli esiti delle sue applicazioni ormai sempre reali. Il gioco prosegue bene, anche se lungo la strada ha incontrato una permanenza di continue ripetizioni di cavalli sempre uguali. In quell’occasione ha dovuto sostenere un impegno di 160 pezzi e, avendo preso un cavallo da 6, aveva chiuso la partita a -50. Preciso che al testatore non ho ancora dato l’opuscolo con la descrizione del gioco ma lui, di sua iniziativa, e senza un mio indirizzamento, ha suddiviso la perdita recuperandola in più partite successive. Questo è l’intervento umano che la macchina, se non istruita in precedenza, non può fare. Determinati giudizi con le conseguenti azioni, anche per altre situazioni, possono essere presi solo dall’uomo.

Non mi sorprende quindi che i test al computer incontrino, fra le tante partite favorevoli, una partita (e non dico giornata) che raggiunge un impegno importante. Oltretutto il nostro Ivan non ci ha detto a quanto consiste l’esposizione raggiunta dai test sui sistemi che precedono quest’ultimo. E nemmeno ci ha detto su quali sistemi ha fatto i test. Sono perfettamente consapevole che non tutti i sistemi che ho pubblicato possono raggiungere l’incasso costante e che, come il solito, fra molte partite facili c’è quella difficile dalla quale se ne esce solo con uno stop loss. Sarà poi compito del sistemista procedere ai successivi recuperi nei dovuti modi. Se i fratelli Gambling, considerati un caposaldo fra i giocatori vincenti, hanno raggiunto un’esposizione reale di 850 pezzi, cosa sono i 160 raggiunti dal nostro testatore?

Ora mi aspetto che chi ha acquistato il sistema mi sappia dire se funziona o no. Una mail sarebbe gradita.

Il prossimo post, che ho posticipato, riguarderà la vincita di un pezzo con una particolare copertura del tappeto.

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05/03/11

SODDISFATTI O RIMBORSATI


Il 6 febbraio scorso ho postato un articolo dal titolo UNA VIA DI FUGA nel quale annunciavo la conclusione di uno studio che modificava e migliorava gli esiti dell’ultimo sistema pubblicato nel sito: quello sulla sovrapposizione del 3° doppiato sulle terzine in cicli da 1.5. In effetti, ciò che ne è uscito è un sistema che sembra realizzi la vincita costante, non solo in un’intera seduta, ma il più delle volte anche nella singola partita.

Avevo anche detto che stavo aspettando certi sviluppi su eventuali nuovi siti ma, poiché finora non si è mossa foglia, ho deciso di procedere per conto mio alla divulgazione del gioco.

In questo frattempo ho voluto far testare il sistema a un mio concittadino che, avendo acquistato i miei due libri precedenti ha, per così dire, acquisito il diritto di essere tenuto informato sugli eventuali nuovi sviluppi dei miei studi. L’ho quindi convocato a casa mia e gli ho insegnato il sistema. Oggi mi ha assicurato che i test sulle permanenze scritte, le partite fatte sui Casino live e le giornate trascorse nei Casino terrestri, hanno sempre dato esiti favorevoli e che addirittura tutte le partite si sono dimostrate vincenti. Per di più, visti i sorprendenti risultati, ha abbandonato i precedenti sistemi per dedicarsi esclusivamente a questo. La cosa non mi ha sorpreso affatto perché già le mie esperienze personali erano andate in quel senso ma, essendo poi passato allo studio del gioco successivo, l’avevo abbandonato come faccio di solito quando finisco e definisco un sistema. Per essere sicuro di quei risultati, lo avevo quindi fatto testare più a lungo e soprattutto “sul campo”.

Ora ho comunicato al mio concittadino (il testatore) la mia intenzione di pubblicare nel sito il sistema, al che mi sono sentito dire “se sono scemo”. Mi ha fatto notare che la divulgazione gratuita di un simile gioco non aveva senso e che nessun altro avrebbe fatto una simile cazz…ta.

A questo punto io sono preso fra due dilemmi morali. Regalare il sistema come tutti gli altri o divulgarlo a pagamento? Già sapete che non amo vendere sistemi se non all’interno di un’opera come può essere un libro, con il quale si da un qualcosa di più ampio: un manufatto che contiene, oltre ai sistemi, anche idee, suggerimenti e un insieme di altre cose. Insomma si da un manufatto e non si vende un sistema puro e semplice, anche se in questo caso si tratterebbe di una cosa eccezionale.

Dopo aver ponderato per parecchi giorni, ho preso una decisione. Per costruire questo sistema io ho lavorato giorno e notte. Ho lavorato per le prove sul funzionamento. Ho lavorato per il gioco sul live. Ho lavorato per la sua stesura al PC. Dovrò spendere soldi per la realizzazione dell’opuscolo che lo illustra e per la sua spedizione. A questo punto ritengo giustificata una remunerazione per il mio lavoro e soprattutto per ciò che possiamo definire i “diritti d’autore” dell’opera.

Ho deciso quindi di metterlo a disposizione (non uso il termine vendere perché non mi piace) di chi lo richiederà, al costo di 100 € e, siccome non voglio abbandonare il mio spirito estraneo a una mercificazione delle mie idee, annuncio pubblicamente che chi non rimarrà soddisfatto di quanto ottenuto, sarà rimborsato a sua semplice richiesta.

In verità non so se quanto sto per fare sia giusto o sbagliato, ma sono stato spinto a questo dai consigli di amici e conoscenti del settore ludologico. Io poi ho aggiunto il possibile rimborso se il sistema dovesse rivelarsi perdente.

Naturalmente, data l’esperienza del precedente libro, con il quale qualcuno ha approfittato per divulgare i miei sistemi in internet mandandoli per e-mail ad altre persone, chi pretende il rimborso, dovrà dimostrare l’accaduto con una permanenza certificata, che provenga da una pubblicazione o, se ha giocato sul Live, da una riscontrabilità in Internet. Io rifarò personalmente il gioco su quella permanenza e se riscontrerò che effettivamente non sono stati commessi errori e che la seduta è stata negativa, rimborserò al richiedente il 90% della spesa.

Credo che questo mio comportamento assolva due principi che mi hanno sempre accompagnato nei rapporti con le persone che seguono i miei lavori: l’onestà dei miei comportamenti e la volontà di non recare danno ad alcuno.

Se propongo quest’opuscolo (non libro) a pagamento, è perché sono convinto che ognuno possa trarne beneficio e che la spesa relativa può essere largamente recuperata alla prima seduta di applicazione. Se così non fosse, provvederò a restituire il 90% del costo a chi mi dimostrerà il fallimento del gioco.

Avrei potuto tenerlo per me e non divulgarlo ad altre persone. Avrei potuto giocarlo personalmente per trarre profitti di cui io solo avrei beneficiato. Tutto ciò poteva accadere anni fa quando, avendo un’età diversa da quella attuale, il desiderio di primeggiare e la foga dell’azione, sarebbero stati preponderanti in me come nello spirito dei giovani. Alla mia età, e non avendo bisogno di ulteriori mezzi economici, le mie priorità sono di natura sociale. Anche se talvolta vado al Casinò e anche se spesso gioco nei live in Internet, il mio scopo è lo studio di cose sempre nuove, tanto che già da un mese non giocavo più questo sistema perché ero passato ad altro. Ero passato alla “bidimensionalità” del gioco, ma questo sarà l’oggetto di futuri sviluppi.

Di cosa si tratta? E’ una modifica di un sistema pubblicato in precedenza nel sito e il suo gioco primario cerca un risultato che si verifica al 100% in tutte le partite. Poi vi è un gioco secondario, che ho definito “vie di fuga”. Questo secondo attacco interviene in quei casi in cui il disegno primario si realizza a inserimenti avanzati della permanenza e che quindi deve recuperare uno scoperto (per la verità sempre minimo) lasciato dalla montante a incasso fittizio, che è calcolato come leggermente superiore a quello reale. Anche se il gioco potrebbe benissimo essere condotto con una “riduzione logica”, la mia esagerata prudenza mi ha imposto una manovra finanziaria un po’ più blanda ma, chiaramente, ognuno ha il suo metro per misurare l’impegno economico e il rischio personale.

Ciò che propongo è un opuscolo di una quarantina di pagine e contiene per primo il sistema del “3° doppiato sovrapposto sulle terzine”. Anche se è già stato pubblicato nel sito e lo potete trovare gratuitamente, ho ritenuto opportuno inserirlo perché rappresenta l’introduzione al nuovo sistema.

Io spero di fare cosa gradita, soprattutto perché sono certo che il costo sarà ampiamente compensato dalle vincite che potrete fare con la sua applicazione già fin dalla prima seduta. Se non sarà così, sono pronto a risarcire chi mi dimostrerà che il gioco ha fallito.

Oggi ho pubblicato un post intitolato “GLOSSARIO”. Da qualche parte ho letto che ci sarebbe la necessità di chiarire il significato di alcuni termini ed io ho proposto i miei.

CAPITOLO: GLOSSARIO.
TITOLO: GLOSSARIO.

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25/02/11

DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA


Se prendiamo il Sig. Bernoulli e lo scuotiamo per bene, forse riusciremo a carpire qualcosa di più di quanto traspare a prima vista dal suo Principio. Questo sapientone ha detto cose che, col senno di poi e pensandoci su un pochino, ci appaiono logiche e perfettamente rispecchianti la realtà. Rileggiamo per l’ennesima volta il suo Principio.

“Con l’aumentare del numero di prove effettuate nelle stesse condizioni, la frequenza relativa tende alla probabilità e la media sperimentale tende alla media teorica”.

Se questo signore ha usato per ben due volte la parola “tende”, significa che tutto ciò che va predicando è una “tendenza” e che quindi nulla è certo in un qualsiasi punto isolato avvenga l’esame, ma sarà certo se consideriamo un numero di prove che tende all’infinito.

Ciò significa che anche dopo essere giunti a un milione di prove, la media teorica potrebbe non essere presente in quel momento, ma lo può essere stata prima, anche per più volte e lo sarà certamente dopo, anche per più volte.

Non dobbiamo quindi pensare alla media teorica, dovuta alla probabilità, come un traguardo futuro e statico, bensì come tanti traguardi che si raggiungono e si perdono in continuazione, secondo frequenze casuali. Non so se tali frequenze possano essere calcolate matematicamente, ma senz’altro si dovrà fare i conti con gli scarti casuali che s’incontreranno lungo la strada.

A questo punto bisogna stabilire cosa intende il Sig. Bernoulli con i termini “probabilità” e “media teorica” applicati alla roulette perché, a mio avviso, i due termini producono due effetti che sono due facce della stessa medaglia.

E’ pensiero comune che alla roulette esistano due tendenze: la prima è la“Legge del terzo” e la seconda è “l’equilibrio” dei numeri e delle Chances di qualsiasi tipo dopo un congruo numero di prove (eventi o boules). I due aspetti, che apparentemente sono in contrapposizione, a mio avviso non lo sono per niente.

La “probabilità” è proprio quella che determina la Legge del terzo e ciò lo comprendiamo pienamente ponendoci una domanda:

Che probabilità ha la pallina di visitare una casella non visitata, dopo che le caselle visitate sono aumentate oltre la metà delle disponibili e continuano ad aumentare con il passare degli assalti?

E’ chiaro che a questo punto il rapporto fra il numero dei casi favorevoli e quello dei casi possibili è dato proprio dalla “probabilità” e che quindi sia proprio questa a determinare la realizzazione della Legge del terzo.

Ma come può essere pertinente il raggiungimento della media statistica, e quindi la tendenza alla giusta proporzione dei due terzi, con la frammentarietà delle prove che realizzano questa tendenza? I due terzi tendono a realizzarsi in un frammento di permanenza che è quantificato dal numero delle Chances che di volta in volta sono prese in considerazione e cioè entro il proprio ciclo logico. Come si può conciliare, quindi, la tendenza prodotta da infinite prove con la frammentarietà necessaria alla formazione dei due terzi? La risposta è ovvia. Il risultato perfetto dipende dalle singole tendenze dei frammenti il cui numero tende all’infinito. Più i cicli chiusi aumentano, più il “risultato medio” tenderà alle perfette proporzioni dei due terzi. Attenzione perché non sto dicendo che con l’aumentare delle prove un ciclo ha più probabilità di sviluppare le proporzioni. Sto dicendo che c’è una tendenza alla perfetta percentuale delle proporzioni nella “somma delle prove” e cioè dei cicli. La somma dei risultati si avvicina percentualmente alla perfezione.

Allora il Principio di Bernoulli potrebbe essere così riformulato:

“Con l’aumentare del numero di cicli logici, ottenuti nelle stesse condizioni, le proporzioni relative tendono alle proporzioni assolute, dove i due terzi saranno presenti e un terzo sarà assente”.

In conclusione, la media delle proporzioni contenute nella Legge del terzo tende a realizzarsi pienamente con l’aumentare dei cicli chiusi logici e non dai singoli colpi di roulette. In definitiva la Legge del terzo dipende dal ciclo logico e più cicli si esaminano, più la somma dei risultati tende alle perfette proporzioni. Non si guarda il singolo ciclo che può essere imperfetto, ma la somma dei cicli tenderà percentualmente alla perfezione.

L’altra faccia della medaglia è data dalla “media teorica”.

La tendenza all’equilibrio dei singoli numeri e delle Chances che essi formano si realizza, anch’essa, con l’aumentare delle prove effettuate nelle stesse condizioni.

Significa che dopo un certo quantitativo di colpi, che tende all’infinito, ogni numero e ogni Chance tende ad avere uno stesso quantitativo di presenze e tutto tende a livellarsi. Questa tendenza è l’esatto contrario della precedente che, nella sua singolarità, prevede un certo quantitativo di eventi superiore agli altri (terzo doppiato). Come convivono le due tendenze?

La risposta è semplice e ovvia. Ogni ciclo logico, che fa parte di quella sequenza di cicli che tende all’infinito, è potenzialmente costituito da 12 numeri presenti una volta, 12 presenti due o più volte e 12 che non sono presenti. La stessa cosa è rapportabile alle Chances Multiple con il terzo singolo, il terzo doppiato e il terzo assente. I cicli successivi, pur mantenendo le stesse proporzioni tendenziali, conterranno una diversità nei numeri o Chances che formano i tre gruppi e la loro continua alternanza e transizione dall’uno all’altro gruppo determina la tendenza all’eguaglianza nelle loro presenze. Ciò che in questo ciclo è assente sarà presente nei prossimi e viceversa.

Riformulando ancora una volta il Principio di Bernoulli possiamo dire:

“Con l’aumentare del numero dei colpi effettuati nelle stesse condizioni, le presenze sperimentali tendono all’equilibrio teorico”.

In pratica più le singole boules tendono all’infinito, più le presenze dei numeri o delle Chances tendono all’equilibrio.

In conclusione “equilibrio” e “Legge del terzo” sono due aspetti dello stesso fenomeno che produce risultati diversi secondo com’è considerato: il primo su un’infinità di singole boules; il secondo su un’infinità di singoli cicli logici.

Vi sembra un buon ragionamento?

Oggi ho pubblicato (o forse si può dire postato?) un titolo dove troverete tutti gli schemi necessari per svolgere i sistemi che ho finora pubblicato. Potete stampare la pagina del PDF che vi interessa e poi fare delle fotocopie. Lo scopo è di risparmiarvi la fatica di costruire gli schemi (che a volte sono laboriosi) e rendere così più facili le sperimentazioni. So che qualcuno è, come me, un po’ “sfaticato”.

CAPITOLO: Schemi di tutti i sistemi.
TITOLO: Schemi.

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19/02/11

SPETTANZA PROBABILISTICA


Premetto che io non sono un matematico. Premetto che più che altro sono un intuitivo e che, senza approfondire più di tanto gli argomenti che prendo in considerazione, formulo delle ipotesi che secondo me potrebbero essere vere.

La “spettanza probabilistica” ci dice che qualunque sia il passato, il futuro conserva esattamente le stesse probabilità in ogni evento. Se sono passati 30 rossi, al prossimo colpo, rosso e nero hanno la stessa spettanza probabilistica. Se sono passate 10 terzine diverse, al prossimo colpo ogni terzina ha la stessa spettanza probabilistica. Se sono passati 15 cavalli diversi, il prossimo colpo può sempre produrre uno qualsiasi dei cavalli perché la spettanza probabilistica di ognuno di essi è uguale. La conclusione è che in base a questo principio nessuna scelta ha una valenza probabilistica diversa dal principio stesso e la selezione del colpo non può essere suffragata da un motivo che non esiste.

Concordo pienamente con queste considerazioni che descrivono esattamente ciò che è la spettanza di ogni singolo colpo di roulette. Stiamo parlando, però, del singolo colpo e non di una serie di colpi. Che cosa succederebbe se il principio riguardasse l’insieme di tutti i colpi di un ciclo chiuso?

Al primo colpo tutte le Chances hanno la stessa probabilità e quindi ne esce una qualsiasi. Al secondo colpo hanno tutte la stessa probabilità ma vi è una possibilità che la pallina ricada nello stesso punto. Al terzo colpo hanno tutte la stessa probabilità ma ora vi sono due possibilità che la pallina ricada in uno dei punti precedenti. Al decimo colpo hanno tutte la stessa probabilità ma vi sono 9 possibilità che la pallina ricada in uno dei punti precedenti. E così via. A questo punto direi che, per evitare sempre quei punti già visitati e in continua espansione, la pallina dovrebbe essere teleguidata scientemente perché altrimenti avrebbe bisogno di una fortuna che forse si realizza una volta ogni 500 anni; o forse mai.

A questo punto è facile comprendere che il singolo colpo rispecchia esattamente la spettanza probabilistica, mentre una moltitudine discreta di colpi è soggetta alla Legge del terzo perché la pallina, come non ricorda dov’è andata il colpo prima per evitarlo, non ricorda nemmeno dove non è andata, per andarci.

La pallina, quindi, deve avere una buona dose di fortuna per evitare sempre i punti visitati e se consideriamo i pieni, forse mai ci riuscirà. La cosa è diversa con le sestine, con le terzine e con i cavalli. Ognuna di queste Chances realizza l’allargamento completo nel proprio ciclo logico con una certa percentuale di frequenza, ma qui è facile capire il perché. Le multiple diverse dai pieni sono formate da gruppi di numeri e il loro ciclo logico (6, 12, o 18) comporta un quantitativo di assalti inferiore al ciclo assoluto (36). Come ho già detto in altra occasione, due caselle sui pieni è un allargamento, mentre due caselle della stessa terzina è un calore.

Il prossimo articolo riguarderà due aspetti del principio di Bernoulli. Non lo posto qui per non appesantire troppo le mie farneticazioni.

Sto anche pensando di postare nel sito la variante del sistema sulle terzine in cicli da 1,5 perché certi sviluppi che aspettavo non arrivano. Forse sarà l’oggetto del prossimo post e vi assicuro che sarà un vero regalo.

Pubblico una delle molte mail che ricevo e che mi è sembrata degna della vostra attenzione. Si tratta di una persona che non ha mai giocato in un Casinò o in un Live in Internet; eppure è un appassionato di roulette. Questa persona ci insegna che lo studio della roulette può non essere mirato al mero guadagno di denaro, ma può essere anche un interessante motivo di studio che ci migliora e ci fa vedere gli eventi della vita con un’ottica diversa. Uno studio che ci insegna a tener conto delle varie possibilità; delle ragioni per cui certi eventi capitano; delle ragioni di certi comportamenti delle persone. Chi è abituato a vagliare gli eventi casuali difficilmente farà una cosa a caso, senza pensare alle conseguenze, o difficilmente prenderà una strada senza prima pensare dove lo condurrà.

Buonasera,
Leggo sempre volentieri i suoi articoli, gli ultimi due poi mi sembrano eccitanti, credo che lei sia l’unico che possa disegnare un sistema in grado di giocare contemporaneamente sul calore e sull’allargamento, un sistema che, nel momento in cui entra in crisi, prepara il terreno per un attacco sul fronte opposto. Le auguro un felice stop riflessivo.
Ho letto il suo libro “L’evoluzione finale”, l’ho studiato in autunno, quando la mia stagione lavorativa conosce una pausa, ho giocato virtualmente tutti i sistemi presenti e sono rimasto così colpito dalla forza dei suoi schemi che ho cercato di imitarla inventandone di miei, senza riuscirci veramente.
Devo confessare che non ho mai giocato in un casinò vero e neanche in uno virtuale, però sono affascinato dalla roulette al punto che ho comprato diversi sistemi, ma nessuno ha mai resistito alla verifica come i suoi.
Il suo sistema sulle chances semplici, dove tre chances giocano in mutualità al 50% obbligato, l’ho giocato per 2046 boules di una raccolta del Casinò di Sanremo senza mai saltare, mi ero prefissato un limite di 100 pezzi. Per cinque volte ho toccato il termine 16 della montante, in tutto ho vinto 298 pezzi.
Le parlo di questo sistema perché riesco a giocarlo senza l’ausilio di un quaderno, riesco a seguire l’evoluzione del gioco mentalmente associando immagini particolari alle diverse figure che si formano.
A proposito di questo sistema volevo chiederle un suo parere rispetto a qualcosa che non capisco: quando si aspetta che il gioco si maturi su una chance per la ripetizione di una coppia, a volte succede che la permanenza fa maturare un attacco sulla chance vicina nella riga e la doppi mentre noi stiamo ancora aspettando le condizioni necessarie per attaccare la chance precedente. Quando poi abbiamo finalmente attaccato la prima chance e abbiamo anche perso i due tentativi a disposizione, ci occupiamo della chance vicina nella riga, ed è qui che non capisco, perché dovremmo aspettarci che esca un secondo doppione della figura visualizzata nello schema di partenza se questa figura è già stata doppiata mentre stavamo aspettando la maturazione della prima chance?
Mi scuso con lei per la semplicità dei miei ragionamenti.
Distinti saluti,
Cesare ………….

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13/02/11

LA SELEZIONE DEL COLPO


Quanti pareri abbiamo sentito sulla selezione del colpo?

I sostenitori di questa tecnica di gioco asseriscono che in determinate occasioni certi risultati sono tendenzialmente probabili. Io sono uno di questi, ma aggiungo però che se la selezione non avviene all’interno di un ciclo chiuso, non è più una selezione perché non avrebbe un inizio e una fine di riferimento.

La permanenza continua non può dare indicazioni per una selezione di colpi perché le configurazioni prodotte non hanno confini di delimitazione e la loro durata è imprevedibile. La ragione è lo scarto che non pone limiti alle deviazioni sul continuo dei numeri casuali. In questi casi le configurazioni analizzate per la selezione possono essere costituite da figure in frequenza, continue, o alternate; da quantità omogenee di Chances; da coperture più o meno allargate del tappeto; dal gioco di determinati numeri dopo l’uscita di altri, ecc.

Tutti questi modi di acquisire, analizzare e attaccare una permanenza continua sono soggetti a deviazioni tali da non consentire in alcun modo un efficace sostegno economico, sia a masse pari, sia in montante, proprio per la loro possibile durata. L’unico modo per superare l’empasse sarà la messa in atto di stop loss, o di ripartizioni delle perdite, o la spalmatura degli scoperti in più partite successive; ma la partita sempre vincente sarà una chimera.

Se andiamo contro o a favore di determinate figure, in teoria il contrario si può ripetere molte volte senza limiti di tempo. Se andiamo contro o a favore di una Chance, il contrario può perdurare ben oltre il nostro capitale disponibile (vedi i 29 colpi storici di Chance Semplice). Se facciamo una puntata allargata al 75% del tappeto, nulla vieta che in teoria quel 25% possa uscire per 10-15 volte; sarà solo una questione di tempo. Se puntiamo determinati numeri dopo l’uscita di altri, nulla impedisce che la previsione non si realizzi per lungo tempo. Tutto ciò riguarda il gioco continuo.

Che differenza c’è con il ciclo chiuso?

Un ciclo chiuso, “logico” o “assoluto”, ha un inizio e una fine. Sappiamo che se la configurazione ricercata è certa, saremo soggetti a forti allargamenti delle Chances in gioco. Se è tendenziale, può non realizzarsi ma in ogni caso l’impegno economico avrà uno stop dovuto alla conclusione del ciclo.

Ora che abbiamo davanti queste due strade comportamentali, quale delle due scegliereste? Dov’è che la selezione del colpo ha un senso?

Sono certo che scegliereste il ciclo chiuso, anche se alla roulette ogni colpo è nuovo e anche se la roulette non ha memoria e il colpo successivo non ricorda il colpo precedente.

Il ciclo chiuso non ha bisogno che la roulette ricordi, perché ciò che avviene al suo interno deriva da un aumento di un settore e da una diminuzione di un altro. Il settore delle caselle visitate dalla pallina aumenta e quello delle caselle non visitate diminuisce. E’ questa continua e ripetitiva evoluzione che determina sia i disegni certi, sia quelli tendenziali. Ci potranno essere occasioni in cui la tendenza arriva in ritardo, ma difficilmente ci saranno occasioni in cui non si realizza per niente.

Il gioco continuo invece, che tendenza ha? Quando e dove possiamo prevedere il prossimo comportamento della permanenza, rispetto a quello precedente? Soltanto nelle alternanze fra allargamento e calore, che però non sono assoluti nella loro frequenza.

La tecnica per individuare un disegno tendenziale all’interno di un ciclo chiuso consiste nel verificare ciò che succede in uno schema appositamente creato; quante volte quel disegno si formerà e quante volte mancherà? Se la frequenza è del 99%, il gioco è buonissimo; se è inferiore all’80%, è meglio non prendere in considerazione il gioco.

Naturalmente più ci si avvicina al 99% più ci saranno allargamenti di Chances da giocare; più ci si allontana dal 99% più c’è la possibilità che il disegno non si formi o che si formi verso la fine del ciclo logico o assoluto.

Eppure la Legge del terzo ci da tutte le indicazioni per trarre un vantaggio dalla sua realizzazione. Basta saperla interpretare nei dovuti modi. Diciamo che l’interpretazione è una soltanto, ma le applicazioni sono poi molteplici e tutte vincenti. Sono talmente vincenti che allargamenti e calori possono essere giocati contemporaneamente perché questa interpretazione non permette un allargamento di puntate come in un qualsiasi altro gioco a chiusura con il colpo (o i colpi) selezionato.

Più che selezione del colpo si dovrebbe parlare di selezione di cosa giocare, perché il colpo ce lo indica lo sviluppo del ciclo.

Questo è uno dei tanti utilizzi della Legge del terzo, ma è l’unico che merita l’appellativo di “vero utilizzo” perché ci permette di sfruttare l’unica vera tendenza di tale Legge, sia in caso di allargamento, sia in caso di calore.

Tutto ciò mi ha permesso di fare un gioco che possiamo definire “bidimensionale” perché allargamento e calore, pur essendo antitetici, assicurano la felice conclusione di ogni partita. Se non esce l’uno, esce l’altro, ma senza gli spropositati allargamenti a cui, solitamente, eravamo soggetti.

L’apertura di questa nuova frontiera (anche se da me conosciuta da parecchi anni) m’impone uno stop riflessivo. Quando avrò sviluppato e scritto le varie applicazioni valuterò la loro divulgazione: se per libro o altra forma.

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06/02/11

UNA VIA DI FUGA


Nel suo trattato “L'arte della guerra” il Generale Cin Cin Ciao Lin descrive come deve essere condotta una battaglia che si svolge in campo nemico. Consapevole che il campo di battaglia è sconosciuto a lui e al suo esercito, egli ipotizza determinate azioni di disimpegno nel caso sia necessario il ritiro dalla scena della battaglia. Per non subire una disfatta totale, egli prevede che in caso di difficoltà vi sia una “via di fuga”.

Il sistemista deve prendere insegnamento da questo grande condottiero (per la verità inventato or ora da me) e prevedere quali azioni intraprendere nel caso il gioco che sta facendo cominci a dare i segni dell'imminente fallimento.

Sappiamo che un gioco sempre uguale porta inevitabilmente alla partita che richiede un grande sforzo economico. Ciò rientra nel principio di Bernoulli che ci avverte che, nelle stesse condizioni (gioco sempre uguale), la frequenza relativa (partita in corso) tende alla probabilità (tutte le situazioni possibili). E' chiaro quindi che tutte le configurazioni possibili, prodotte dai cicli chiusi della permanenza, hanno un uguale diritto di presentarsi al nostro gioco e che fra di esse vi saranno anche quelle a noi sfavorevoli.

Se il gioco che pratichiamo è buono, rafforzato dalle dovute giustificazioni, queste partite sfavorevoli si presenteranno frammiste a molte partite favorevoli, che chiudono facilmente e in breve tempo. La cosa, comunque, non è consolante perché a questo punto gli effetti diventano uguali a qualsiasi altro gioco che non abbia le stesse caratteristiche di affidabilità. Potremo contare su qualche giornata vincente, soprattutto se la nostra presenza al tavolo si riduce a una o due ore, ma sappiamo bene che le giornate si legano le une alle altre e che, alla fine, la permanenza contraria dovrà fare la sua comparsa all'orizzonte della nostra “permanenza personale”, proprio in ottemperanza al Principio di Bernoulli. A quel punto, se non abbiamo previsto un giusto rimedio, restituiremo al banco ciò che avevamo incassato con le precedenti partite e forse anche di più.

Prendiamo quindi insegnamento dall'ipotetico Generale Cin Cin Ciao Lin e non affidiamoci esclusivamente a un gioco unico. Cerchiamo di prevedere le nostre “vie di fuga” (non dal Casinò) che ci permetteranno di interrompere gli effetti contrari di quella “permanenza del momento”, e che ci permetteranno di convogliare il gioco su altri risultati. Altri risultati che avranno l’esclusivo compito di rimediare all’esito negativo del primo gioco.

In pratica è un giocatore di riserva che entra in campo se il giocatore titolare s’infortuna (proprio come nel gioco del calcio).

Gli ultimi studi che sto facendo si concentrano su questo concetto: la possibilità di mettere in campo una via di fuga e cioè un rimedio alla situazione deficitaria lasciataci dal gioco “titolare” del sistema. Di solito, per non rischiare la massima scalata nella montante, non adottiamo sul gioco base una riduzione logica e se la vincita tarda a presentarsi, resteremo esposti di qualche cifra. Invece di fare uno stop loss, o di ripartire la perdita sulle partite successive, continuiamo la stessa partita abbandonando il gioco base e passando ai giochi secondari che, con le vincite disponibili, avranno il solo compito di portarci in utile. Mettiamo in campo le “riserve” che sostituiranno il giocatore infortunato.

La prima applicazione di questa condotta di gioco è contenuta nel seguito del sistema che riguarda il 3° sovrapposto su due cicli da 1,5 sulle terzine. Non è ancora stato pubblicato perché sono in attesa di certi sviluppi per un nuovo sito ma, anticipando la sostanza del suo contenuto, posso dire che se la chiusura del gioco primario è avvenuta in ritardo, subentrano due giochi secondari che con la loro disponibilità di vincite recuperano l'esposizione e raggiungono l'utile. I due giochi secondari sono le riserve e intervengono solo se il gioco primario, titolare della partita, fallisce il raggiungimento dell'utile entro i tempi usuali, a causa di una chiusura che scade con un certo ritardo. La sua chiusura è matematica ma, proprio per questo, a volte scade a inserimenti avanzati e con un certo allargamento di Chances giocabili. Questa è la ragione delle molteplici partite vincenti ai primi colpi, che però sono intervallate da sporadiche partite che chiudono a inserimenti avanzati.

Con questo sistema non ci saranno più recuperi da addebitare alle partite successive; ci sarà una naturale continuazione del gioco, spostato però su altri obiettivi.

Grande è l'aleatorietà della roulette!!! Ma è anche superabile se si prendono le dovute precauzioni.

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Nino.zantiflore@tiscali.it

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29/01/11

PERMANENZA VOLUBILE

Vi siete mai chiesti perché le prime partite di qualsiasi gioco sono facili, mentre la partita difficile arriva dopo? Cos’è che cambia nella permanenza che prima non è avvenuto?

Per chi ha una certa esperienza di roulette e in particolar modo per chi è abituato a lavorare su allargamenti e calori, la risposta è ovvia. Per rendersene conto però si deve osservare l’andamento dei doppioni o degli allargamenti che si susseguono nello sviluppo delle partite e quindi della permanenza.

Il difetto di ogni sistemista (me compreso) che lavora con i cicli chiusi, è la mancanza di pazienza nell’attendere la ricostruzione di un gioco prima dell’attacco. Qualunque sia il tipo di gioco (allargamento o calore), una volta conclusa una partita, non abbiamo la pazienza di ricostruire la successiva con numeri nuovi. Per risparmiare tempo e partire prima possibile con le puntate, ricorriamo inevitabilmente alle “risalite” prendendo una quantità di numeri della partita appena conclusa. In pratica non quantizziamo la permanenza nei suoi cicli logici. Non la dividiamo in gruppi statici e così facendo leghiamo lo spezzone finale di un teorico ciclo precedente con lo spezzone iniziale del successivo.

Sappiamo che la Legge del terzo è una tendenza e che si manifesta maggiormente se si prende in considerazione un “ciclo assoluto” di 36 colpi (generalmente lo zero è escluso), che dia la possibilità teorica alla pallina di visitare tutte le caselline disponibili. Con questi 36 tentativi si svilupperanno i 12 doppioni dovuti all’aumento costante delle caselline visitate contro la diminuzione costante delle caselline da visitare. Il “terzo doppiato”, quindi, dipende dalla singolarità di ogni casellina, che subisce per 36 volte gli attacchi della pallina. Tutto questo è valido solo per i numeri pieni, ognuno dei quali occupa una sola casellina. In pratica la Chance multipla dei pieni è costituita di tante singolarità quanti sono i lanci effettuati.

Se prendiamo in considerazione sestine, terzine e cavalli, non è più la stessa cosa. Ognuna di queste Chances è formata da più caselline e se lanciamo la pallina per un numero di volte pari al “ciclo logico” della Chance, questa ha a disposizione delle singolarità di destino formate da più di una casellina. A questo punto è facile comprendere come sia cambiata la disponibilità degli eventi. Non ci sarà più una corrispondenza numerica fra assalti e luoghi di destino, perché i luoghi di destino sono gruppi di caselline e gli assalti sono uguali ai gruppi e non alla somma delle caselline. Una sestina è formata da 6 caselle e la sua disponibilità è di 6 destini. Una terzina è formata da 3 caselle e la sua disponibilità è di 12 destini. La stessa cosa vale per i cavalli con 18 destini. In tutti questi casi però le caselle sono 36 e non 6 o 12 o 18.

In queste condizioni la Legge del terzo non è affidabile perché due caselle con i numeri pieni sono un allargamento mentre due caselle di uno stesso destino costituiscono un calore.

A questo punto, per usufruire della legge del terzo sulle Multiple, diverse dai pieni, abbiamo bisogno di prendere in considerazione un ciclo “assoluto” e quindi vediamo cos’è.

Per "ciclo logico” intendo tanti lanci di pallina quanti sono i destini di una Chance. Per le sestine sono 6; per le terzine 12; per i cavalli 18, per i pieni 36.
Per "ciclo assoluto” intendo sempre 36 lanci di pallina, che però sono una quantità superiore ai destini delle Multiple diverse dai pieni.

Come possiamo conciliare questa diversità evolutiva tra i pieni e le altre Multiple? Come possiamo eguagliare i due eventi per ottenere gli stessi benefici dalla Legge del terzo?

La risposta è semplice. Bisogna ricorrere a una “moltiplicazione di eventi” in modo da rapportare il numero dei destini al numero degli assalti della pallina in un ciclo assoluto e cioè a 36 eventi. Ecco che allora per le sestine saranno necessari 6 cicli logici; per le terzine 3 cicli logici e per i cavalli 2 cicli logici.

A questo punto, per ottenere gli effetti tendenziali della Legge del terzo, ogni Chance Multipla necessita di 36 colpi, ma ciò non è tutto.

E’ chiaro che affinché la Legge del terzo mantenga le sue proporzioni, non possiamo concentrare i risultati di 36 lanci in una singola disposizione grafica della Chance. Dobbiamo allora ricorrere a una “moltiplicazione di eventi” che riguarda i destini: dobbiamo raddoppiare, triplicare o sestuplicare la rappresentazione grafica dei singoli cicli di cavalli, terzine o sestine. Solo in questo modo il “terzo doppiato” sarà tendenzialmente di 12; i “due terzi presenti” saranno di 24 e il “terzo assente” sarà di 12.

Vogliamo vedere se è vero? Prendiamo dei numeri dalla solita permanenza.

Prendiamo le sestine e costruiamo una moltiplicazione di eventi pari a 6 cicli.


I due terzi presenti sono 23; il terzo doppiato è 13; il terzo assente è 13.


Prendiamo le terzine e costruiamo una moltiplicazione di eventi pari a 3 cicli.



I due terzi presenti sono 27; il terzo doppiato è 9; il terzo assente è 9.

Prendiamo i cavalli e costruiamo una moltiplicazione di eventi pari a 2 cicli.

I due terzi presenti sono 23; il terzo doppiato è 13; il terzo assente è 13.

Le tre Chances, moltiplicate fino a raggiungere il ciclo assoluto, hanno mantenuto i parametri della Legge del terzo, non discostandosi più di 3 punti dalla media delle 24 presenze e 12 assenze. Abbiamo così ottenuto gli stessi risultati che si ottengono dai numeri pieni.

Esaminato il metodo di accessibilità alla Legge del terzo, passiamo all’errore in cui incorrono tutti i sistemisti: sia quelli che utilizzano cicli chiusi, sia quelli che utilizzano il continuo della permanenza senza divisioni di sorta.

Non mi soffermo sul giocatore continuo perché è chiaro che con il suo procedere incapperà in situazioni che come sono favorevoli al suo gioco, possono essere sfavorevoli anche per lungo tempo.

Vediamo invece il giocatore sui cicli chiusi che, per risparmiare tempo, ricorre alle “risalite” prendendo alcuni numeri dalla partita appena conclusa.

Come ho accennato all’inizio (e in molte altre occasioni) nel continuo di una permanenza troviamo periodi di allargamento intervallati da periodi di calore che, anche se non sono regolari nella loro frequenza, si presentano continuamente. La cosa vale per pieni, sestine, terzine o cavalli.

Di solito un sistemista gioca sull’allargamento o sul calore e se l’andazzo contrario si manifesta per lungo tempo, l’effetto che ne deriva può diventare disastroso.

In un singolo ciclo chiuso, questo andamento contrario avrà dei limiti perché la Legge del terzo impone ci siano quantitativi tendenziali sia per l’allargamento, sia per il calore. Potranno disporsi nei modi più disparati: alla fine, all’inizio, o distribuiti lungo il percorso, ma in ogni caso non possono superare certi limiti disposti dal ciclo chiuso. Inoltre, anche se il singolo caso non rispecchia la situazione normale, vi è sempre la tendenza Bernoulliana che, a lungo andare, ripristina la media teorica.

Ora supponiamo di giocare sul calore di una qualsiasi Chance (per esempio cavalli) e di aver terminato una partita il cui ciclo chiuso sia stato il seguente:

3 8 3 7 32 15 15 2 14 8 7 26 1 14 27 31 8 9

In questo ciclo la Legge del terzo ha mantenuto le proporzioni in modo perfetto confinando i 6 doppioni (in rosso) nella parte iniziale del ciclo.

Ora facciamo la nostra usuale “risalita”; prendiamo gli ultimi 4 cavalli e andiamo avanti con numeri nuovi della permanenza.

3 8 3 7 32 15 15 2 14 8 7 15 1 14 27 31 19 9
…………………….….....……….. 27 31 19 9 / 25 20 32 33 13 2 26 7 3 3 1 14 14 21 14 1 21 21

Anche in questo secondo ciclo logico la Legge del terzo ha mantenuto le proporzioni, confinando però i doppioni verso la fine del suo ciclo. Con la risalita però ci sono 12 allargamenti e nessun doppione. Se invece avessimo quantizzato la permanenza partendo dal cavallo 25 avremmo avuto un allargamento di 8 cavalli, il ché rientra di più nella norma rispetto ai 12 dovuti alla sovrapposizione dei due cicli.

L’esempio, artatamente costruito per la dimostrazione, ci insegna che iniziare un gioco con i numeri di una precedente partita può essere controproducente e la cosa migliore sarebbe quantizzare la permanenza in gruppi di cicli logici. In pratica non si dovrebbe iniziare la partita successiva se non si è terminato il ciclo logico corrente. Cosa facile a dirsi più che a farsi.

Colgo l’occasione per postare una nuova mail di una persona rimasta contenta del mio ultimo libro. Ogni tanto qualche gratificazione la ricevo.

Salve signor Nino o Lorenzo, sono ………..di Verona..Non so se si ricorda, sono passato tempo fa a casa sua per il libro "l'evoluzione finale",dove eraspiegato il suo sistema sulle terzine...Dopo tanta sperimentazione sono riuscito finalmente a ottenere delle belle soddisfazioni dando soprattutto una costanza alle vincite...Vorrei ringraziarla per il suo sistema e il suo lavoro costante nella ricerca di nuove strade....Ho visto che sta lavorando ad un nuovo progetto e che sta dando degl'ottimi risultati...Non so se lo renderà pubblico o lo venderà, comunque mi faccia sapere, sono molto interessato e curioso di provarlo, magari perchè no, in una giornata a Venezia insieme...Ancora grazie e buon lavoro.....

Va al Sito.

Nino.zantiflore@tiscali.it

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24/01/11

AIUTA TE STESSO


Miei cari amici, perché non ci rendiamo utili per il nostro Paese?

Nel precedente post ho detto che sono andato a mangiare in un ristorante a Venezia, il cui proprietario è un Egiziano.

Aggiungo che, ritornando in Piazzale Roma a piedi, ho sentito i proprietari delle bancarelle che adornano le varie calli e campielli, parlare molte lingue, all’infuori dell’italiano o del veneziano.

In autostrada ho rimuginato un po’ su questo fatto e mi è venuta un’idea.

Perché non aiutiamo il nostro paese divulgando una semplice frase sulle nostre mail, o post nei blog, o come firma in calce in ogni nostro post nei forum? Insomma in ogni comunicazione che facciamo in Internet.

Ciò che propongo lo vedete in calce a questo post.

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Nino.zantiflore@tiscali.it

(Compra italiano. Aiuta il tuo Paese e i tuoi figli.)

PROVA TERRESTRE SULL'ACQUA

Ieri, portato da un amico perché altrimenti la pigrizia non me l’avrebbe fatto fare, sono andato a Ca’ Vendramin a provare il nuovo gioco sul terrestre (anche se siamo in laguna).

Volevo vederne l’eseguibilità, perché il puntamento di cavalli implica il rischio di contestazioni (oggi molto diminuite con l’uso delle telecamere) e comporta una difficoltà di puntamento senza ricorrere al croupier, per i cavalli che si trovano nelle vicinanze dello zero. Più che altro la mia era una preoccupazione di eseguibilità del gioco.

Invece è andato tutto liscio. La maggioranza di croupier donne, ha aumentato la professionalità e l’affabilità del personale, che non si mette più a parlare dei fatti suoi e che non sbuffa se gli dai le fiches da puntare dove non ci arrivi.

La prova è andata bene. Ho usato la versione economica e quindi l’incasso è stato di 33 pezzi. Con la versione normale gli incassi sarebbero stati: +15 +13 +1 (-9) +8 +15. Il (-9) non deve essere conteggiato perché è stato recuperato, come stop loss, con la successiva partita. Totale dell’ipotetico incasso 52 pezzi in due ore di lavoro. Ho cambiato 100 pezzi e ne ho usati 26 in occasione della partita dei -9. Massima puntata per cavallo (una sola volta) 2 pezzi, ma ciò e dipeso dal fatto che ho usato la versione economica. Con quella normale sarei arrivato a puntare 4 pezzi per cavallo.

Per ora il gioco regge molto bene, sia su permanenze scritte, sia su live in Internet, e ora, sia sul terrestre.

P.S.: Finito il gioco, essendo a Venezia, siamo andati a mangiare il pesce vicino alla Fenice e gran parte dell’incassato se lo sono rimangiato i Veneziani. Il padrone del locale però era un Egiziano. Ma a noi Italiani, è rimasta ancora qualche attività?

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Nino.zantiflore@tiscali.it

19/01/11

STOP LOSS PRODUTTIVO


Nel post del 22 aprile 2010 parlavo di STOP LOSS e STOP WINN e cioè un comportamento che, se inteso come l’ho inteso io quando ne ho sentito parlare, comporta l’abbandono del gioco nei casi in cui si raggiunge una certa esposizione o un certo utile prestabiliti. Vediamo l’evento negativo parlando di STOP LOSS.

Già allora avevo detto che l’abbandono del gioco oggi e la ripresa dello stesso gioco domani, non cambia nulla se non un cambio di passo nella permanenza. Come la “permanenza personale” ci insegna, le giornate si legano le une alle altre e formano un tutt’uno nei risultati tendenziali. Con questa interruzione il risultato finale sarà stato lo stesso, ma la strada per arrivarci sarà stata diversa. Abbiamo fatto un cambio di passo, ma se il gioco che facciamo non trae la sua forza da uno sviluppo figurativo e tendenziale, quell’interruzione non sarà servita a niente. Sarà come se il giocatore avesse continuato la partita nello stesso giorno. La catastrofe, anche se non è detto che con l’interruzione non venga evitata, può succedere in entrambi i casi: con o senza interruzione.

Ma allora, lo STOP LOSS, è utile o no?

Certo che è utile, ma io lo utilizzo così.

Tutti quelli che hanno testato i miei sistemi, pubblicati gratuitamente nel sito, avranno notato che, dopo innumerevoli partite facilmente vincenti nelle loro fasi iniziali, s’interpone una partita difficile, per la quale occorre impegnare un certo capitale che, anche se non raggiunge gli 850 pezzi dei Gambling, qualche volta, può superare i 200.

(E’ evidente che questi Gambling mi sono proprio rimasti sullo stomaco. Infatti, penso sia tutta una bufala di qualche buontempone perché una cassa di 2000 pezzi può passare, ma un’esposizione teorica di 1600 e una reale di 850, con la continuazione dello stesso gioco, mi sembrano inverosimili. Il fatto che poi questi due abbandonino famiglie e lavoro per mettersi a viaggiare fra i generosi Casinò Inglesi e altri europei, mi sembra più che altro una visione romanzata di qualche burlone. Tra l’altro, se sono esistiti, sarebbe anche interessante sapere che fine hanno fatto.)

Ritornando al nostro argomento, mi è stato fatto notare che, se mettiamo in atto uno STOP LOSS su quella partita difficile, potremo recuperare quell’esposizione con altre partite che, come ho detto, si presentano in maggioranza facili.

Questo è un giusto accorgimento. Interrompiamo una partita che altrimenti ci porterebbe chissà dove e recuperiamo quanto impegnato fino a quel punto con le partite successive. Devo però precisare una cosa.

Quale sarà il corretto comportamento per tramutare la negatività in evento positivo?

Se interrompiamo la partita per continuare il gioco il giorno successivo, abbiamo visto, non concludiamo un gran che perché possiamo trovare un’altra permanenza uguale. Ecco quindi come dovrebbe essere la condotta da seguire secondo me.

Sono incappato in una partita difficile e sono esposto di 80 pezzi. Metto in atto lo STOP LOSS e smetto di giocare. Continuo però la partita in modo teorico sulla carta e arrivo fino alla chiusura, del cui incasso non usufruisco perché non ho giocato. A questo punto si presume che la permanenza si sia sbloccata dal suo andazzo e perciò riprendo a giocare con la nuova partita. Divido gli 80 pezzi di scoperto in 8 quote da 10 pezzi l’una e con le prossime partite parto da quell’altezza nella montante. Ogni successiva partita che, secondo la norma si presume facile, recupererà i 10 pezzi e otterrà in più il suo utile autonomo di partita.

E’ inutile smettere di giocare. Basta concludere teoricamente la partita difficile e spalmare poi l’esposizione in più partite successive che saranno, secondo la consuetudine, facilmente vincenti. Non solo; ogni partita di recupero darà il proprio utile trasformando il tempo che sarebbe stato tempo perso, in tempo proficuo.

Si potrebbe dire, però, che se non conteggio i nuovi utili come recuperi, allungo il tempo necessario a recuperare il totale esposto e quindi aumento la possibilità di incontrare una nuova partita difficile. Non importa, la nuova esposizione sarà a sua volta ripartita in più quote da recuperare e, se l’andamento partite facili/partite difficili rimane quello statistico, alla fine, si otterrà il totale recupero più tutti gli utili ottenuti durante questa strada.

Si potrebbe anche dire che conteggiando gli utili come recuperi, arrivo prima al recupero totale e quindi smetto prima l’addebito dei 10 pezzi alle partite di recupero che invece partirebbero con l’handicap. E’ vero, ma se il sistema ha le caratteristiche su accennate (molte partite facili intercalate da poche partite difficili) il recupero è assicurato e alla fine nelle tasche ci troveremo comunque più fiches di quante ne avevamo a inizio recupero.

Questo è un caso di STOP LOSS produttivo, utile.

Poiché mi è stato chiesto se sono un “desaparecido”, comunico che mi sono isolato per lungo tempo per due motivi:
1°) Ho voluto arrivare a un miglioramento sul sistema del “terzo doppione unito” in due fasi da 1,5 cicli sovrapposti sulle terzine. Più che un miglioramento si tratta di modifiche sull’attacco e sulla Chance utilizzata, che passa ai cavalli. Questi sono i risultati ottenuti su tutta la permanenza.
Utili e perdite per partita: 6 8 12 15 14 6 13 5 6 4 7 3 10 11 3 10 16 9 13 7 8 8 0 9 9 5 13 15 1 7 2 15 1 16 9 6 5 4 13 5 -1 8. L’unica perdita è un -1 perché non ho mai voluto forzare la montante.
Totale numeri della permanenza: 819.
Massimo impegno medio: <50. Massimo impegno in una sola partita: 140.
N° partite: 42.
Totale incassato: 345 pezzi.

2°) Finito il precedente sistema, mi sono finalmente dedicato al vero utilizzo della Legge del terzo, mettendo in atto l’unico modo per usufruirne senza soggiacere alla staticità delle rilevazioni. Questi sono i risultati ottenuti su tutta la permanenza.
Utili e perdite per partita: 12 8 2 10 9 10 9 10 14 3 3 11 3 10 15 16 10 0 14 8 12 8 12 6 3 10 10 16 6 6 8 14 12 3 8 9 7 12 8 2 7 14 5 3 2 4 15 17 4 2 1 13 16 11 14 8 4 11 17 7 9 17. Non ci sono partite perdenti.
Totale numeri: 819.
Massimo impegno assoluto: 91 pezzi.
N° partite: 61.
Totale incassato: 541 pezzi.

Quest’ultimo è il miglior sistema che abbia mai trovato. Non importa se la permanenza ha un andamento in allargamento o calore; non importa se la vincita ritarda. La “bidimensionalità” del gioco e le 4-5 vincite disponibili, alla fine, mi hanno sempre portato in utile. Le riduzioni di altezza poi, mi hanno sempre permesso di tenere bassa l’esposizione a livelli accettabilissimi. Ma questa non è l’unica possibilità di condotta perché, rinunciando a maggiori guadagni, si può rendere questo gioco molto più sicuro, guadagnando pur sempre il minimo di 20-30 pezzi a seduta.

Per il momento soprassiedo alla loro pubblicazione o a qualsiasi forma di vendita cui, come molti sanno, non mi piace ricorrere. Finisco di scrivere questo secondo sistema e poi vedrò certi sviluppi che sono in ballo.

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13/01/11

COMMENTI

Hei ragazzi,

da oggi potete dirmene di TUTTI I COLORI mettendo le vostre opinioni nei commenti alla base di ogni singolo post.

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Cercate di non essere troppo severi.

Ciao a tutti.

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nino.zantiflore@tiscali.it

12/01/11

IL DESTINO DI UN GIOCATORE CASUALE


Se entriamo nelle sale da gioco di un Casinò e andiamo dove si gioca alla roulette che cosa vediamo? Una moltitudine di persone, sedute ai tavoli o in piedi, che stanno giocando alla roulette in modo casuale. Il loro criterio nella scelta dei numeri da giocare dipende sì da persona a persona, ma la caratteristica che li accomuna tutti è pur sempre la casualità.

Qualcuno occupa alcuni settori del cilindro o del tableau; altri fanno puntate speciali come i vicini, la serie o gli orfanelli; altri ancora puntano a caso su molti numeri rinforzandone alcuni con carrè o cavalli. Tutti sperano in una serie di colpi consecutivamente vincenti perché, è chiaro, che un solo colpo isolato non può dare loro la possibilità di concludere il gioco con una vincita che sia soddisfacente.

Non consideriamo quei giocatori che non si accontentano mai e che finiscono di giocare quando finiscono i loro soldi. Costoro fanno parte di una categoria a sé stante il cui divertimento è autolesionista. Per loro la vincita acquisita non è mai abbastanza.

Poi, generalmente seduti ai tavoli, ma anche in piedi, ci sono due, al massimo tre giocatori sistemisti che, con i loro carnets di gioco, svolgono i loro sistemi in modo paziente e ragionato. Non parleremo qui di questi ultimi giocatori ma dei primi: quelli che io definisco “casuali” e che sperano nella fortuna al tavolo verde.

“Se uno va al Casinò una volta nella vita può essere fortunato. Se ci va con una certa regolarità, per lui la fortuna non esiste.”

La maggior parte dei giocatori abituali “casuali” (quelli che per il gioco non utilizzano sistemi), pur sapendo che il banco vince sempre, propende a pensare che la volta che ci sta provando può essere la “volta buona” per vincere; che potrebbe essere una giornata fortunata.

Che senso ha pensare in questo modo se essi stessi sanno che a fine mese, o a fine anno, saranno complessivamente perdenti? Sanno che il Casinò alla fine vince sempre; purtuttavia pensano che, “per questa volta”, potrebbe perdere lui!!! In pratica sanno già in partenza che, pur vincendo “questa volta”, sono destinati ad essere perdenti alla fine di un periodo che può essere tanto una settimana quanto un anno, ma a loro basta avere il brivido di una giornata vincente che già in partenza sanno essere temporanea.

Si sono posti la domanda “perché il Casinò vince sempre?”. Io credo di no!

Forse pensano che non si può essere sempre fortunati e che quando si è sfortunati, ciò che si perde è sempre di più di ciò che si vince in quelle rare occasioni in cui accade.

Tutto qui? Certo che no!

Il gioco della roulette è regolato in modo da essere proporzionato al risultato che si ottiene con le varie puntate. Più numeri si puntano meno si guadagna. Se scommetto su determinati numeri il Casinò scommette su quelli non coperti. Escludendo l'azione del 37° numero, che non influisce molto sul singolo giocatore, ma sulla totalità dei giocatori a favore della Casa, (e sull'azione dello zero che influisce per il 50% sulle Chances Semplici e per il totale sulle altre combinazioni multiple, che non siano pieni) la difficoltà è che non si può sempre indovinare con una certa frequenza ciò che dalla roulette sta uscendo.

La proporzionalità del pagamento dei numeri vincenti rispetto a quelli perdenti (rimasti vuoti e perciò puntati dalla Casa) fa si che questa maggioranza di colpi a vuoto porti via al giocatore più di quanto incassi con i colpi vincenti.

Fin qui si tratta di un meccanismo puramente accidentale. Ciò che succede dipende da quanti numeri puntiamo e quanti ne lasciamo fuori.

Forse coprendo più numeri si riescono a limitare i periodi di gioco a vuoto (vedi 5 sestine contro una, ovvero un Passe o Manque e una dozzina; oppure tutti i numeri tranne l'ultimo uscito, dopo una sua ripetizione, con l'esclusione dello zero o di un altro numero a scelta; oppure due dozzine o colonne contro una). Se la cosa funzionasse si arriverebbe alla parità con il Banco perché i pochi numeri non coperti causano un forte esborso contro un piccolo incasso e perché tutte le combinazioni hanno un uguale e proporzionato diritto di sortita. Copro molto incasso poco; copro poco incasso molto, ma sempre in modo proporzionato alla quantità dei numeri disponibili (zero o 37° numero esclusi).

Bene! Ma se il risultato è la parità con il Banco si potrebbe pensare che quando sono in passivo continuo il gioco e quando sono in attivo smetto, portandomi via il beneficio che, continuando, sarebbe destinato ad essere riassorbito dal Banco. Anche se tutti i giorni si legano al precedente, e quindi il passivo è destinato a diventare attivo e viceversa, a questo punto bisogna mettere in campo lo “scarto”.

La roulette non si comporta sempre in modo regolare (vedi Legge del terzo) ma compie degli sfasamenti sia in allargamento che in calore. Può succedere che una Chance (semplice o multipla) o una serie di Pieni possano ritardare oltre ogni aspettativa. Può succedere che la sestina “lasciata fuori” si ripeta consecutivamente per 5, 6, 7 volte procurandoci un esborso che solo un pazzo aumenterebbe con una qualsiasi montante. Nel caso di un gioco a massa pari ogni colpo perso necessita di 5 colpi vincenti e quindi si può facilmente comprendere come un simile evento (fra zeri e successive uscite della sestina eliminata) non possa essere superato dal gioco successivo. La stessa cosa si può dire per gli altri giochi a grande copertura.

Oltre a questo fenomeno, chiamato “scarto”, vi è sempre il fatto che alla roulette ogni combinazione ha il diritto di uscire un uguale numero di volte in un illimitato quantitativo di tentativi. Questo è il principio di “Bernoulli” che dice:

Con l'aumentare del numero di prove effettuate nelle stesse condizioni, la frequenza relativa tende alla probabilità e la media sperimentale tende alla media teorica”.

Cosa c'entra questo principio con il giocatore abituale del Casinò? C'entra perché, secondo me, questo principio ben gli si addice. Il giocatore abituale non ottiene altro se non gli stessi risultati che produce una qualsiasi serie illimitata di numeri casuali. Vediamo il perché.

Più il giocatore va al Casinò più aumenta i suoi tentativi di vincere (prove effettuate) da uno strumento sempre uguale (nelle stesse condizioni). Gli avvenimenti che gli capitano (frequenza relativa) con il loro aumentare, tenderanno sempre di più a consolidare l'indeterminatezza dei risultati (tendenza alla probabilità). Con l'aumentare dei suoi tentativi (media sperimentale) gli effetti ottenuti tenderanno a consolidare l'impossibilità di indovinare, con una certa frequenza, ciò che dalla roulette scaturisce (media teorica).

In pratica nel principio di Bernoulli è decretata la fine di ogni giocatore abituale che pratichi un gioco casuale alla roulette.

L'unico vero fatto, ingannevole per questo tipo di giocatore, è che a volte si esce vincenti dal Casinò e ciò crea l'illusione che tale possibilità possa essere ripetitiva. In realtà queste occasioni vincenti sono soltanto degli intermezzi di una costante discesa del loro bilancio economico. Una discesa non dovuta alla sfortuna, ma ad una inevitabile distribuzione di probabilità insite in una produzione illimitata di numeri casuali.

Vi è una alternativa a questo modo di subire le leggi naturali del caso? Io credo di si.

Credo che l'unico rimedio sia l'abbandono del gioco casuale per un gioco ragionato. Un gioco che basi le sue fondamenta sull'osservazione di ciò che produce un ristretto quantitativo di numeri inserito all'interno di schemi appositamente costruiti. La ricerca di immancabili disegni che tali numeri producono, per effetto della Legge del terzo, può essere una base per ottenere una limitazione agli effetti delle leggi naturali del caso. Quelle leggi che altrimenti ci pongono in uno stato di fatale sottomissione a un destino che non si può evitare.

Voi, attraversereste un campo minato sapendo che prima o poi saltereste in aria? E allora, perché frequentate il Casinò sapendo che la fine è la medesima?

Cominciate a ragionare su come poter battere la macchina. Informatevi su quanto già scritto e pensato da altri prima di voi per evitare strade già percorse. Chissà!!! Forse, oltre ad ottenere la limitazione delle perdite costanti, potreste appassionarvi ad una scienza che, vi assicuro, è appassionante non solo per i successi, ma anche per le sconfitte, che vi rinnovano l'impegno e la caparbietà per ottenere la nostra comune meta:

LA VINCITA COSTANTE

La letteratura attualmente esistente sull'argomento è varia e pressoché illimitata. Certo è difficile districarsi fra le varie pubblicazioni letterarie o messe in rete, ma purtuttavia da qualche parte bisogna pur cominciare. Siate pur certi che nessuno si fermerà alle prime “scoperte” e l'evoluzione degli studi che farete nel corso degli anni (anche per vostra inventiva) vi darà innumerevoli soddisfazioni, a volte temporanee, a volte durature.

Personalmente posso consigliarvi due mie opere sull'argomento:

Potrete trovare la recensione di entrambi i libri sul Blog Nino Zantiflore e sul Sito che porta lo stesso nome.

31/12/10

ROULETTE TRIDIMENSIONALE


Secondo la teoria delle Stringhe, il nostro universo dovrebbe essere costituito da 11 dimensioni. Le prime 3, lo sappiamo, sono lunghezza, altezza, larghezza. La quarta è il tempo. Le altre 7 dovrebbero essere avvolgimenti della materia su se stessa e cioè delle piegature della materia nel tempo.

E’ una teoria e, anche se deve essere dimostrata nella sua complessità, una parte di essa è certa: le prime 3 dimensioni sono acquisite e perfettamente percepibili da noi tutti. Nessuno può mettere in dubbio le entità lunghezza, altezza, larghezza. Per quanto riguarda il tempo, lasciamo stare perché, trattandosi di una quantità di moto, non capisco come possa avere esistenza autonoma e, in definitiva, intrinseca. Se qualcosa esiste, deve essere materiale e cioè mediata da una particella, altrimenti non può esistere (esserci in natura).

Anche la roulette è a tre dimensioni ma, oltre ad esserlo nella realtà strutturale, lo è anche nella realtà degli effetti che essa produce.

E’ un concetto che i matematici conoscono benissimo e che io, non matematico, cercherò di spiegare a modo mio alle molte persone che, a quanto leggo in giro, non ne sono a conoscenza e che pensano il gioco sia una questione di fortuna o sfortuna; o che pensano che le loro aspettative si debbano realizzare senza che vi sia la necessità di una particolare ragione.

Più che la roulette, a essere tridimensionale è il risultato dell’insieme dei numeri casuali che essa produce e vediamo il perché.

1°) EFFETTO UNIDIMENSIONALE:
A) Se prendiamo un foglio di carta e ci imprimiamo un punto con la penna, abbiamo creato una cosa “unidimensionale”. Ciò che sta dentro quel punto non può andare da nessuna parte. Deve stare fermo in quel punto perché non ci sono altre vie possibili.
B) Se entriamo in un Casinò, giochiamo un colpo alla roulette e poi ce ne andiamo senza mai più tornarci, abbiamo ottenuto un effetto "unidimensionale". Che il risultato sia stato vincente o perdente non importa; non abbiamo la possibilità di percorrere altre strade.

2°) EFFETTO BIDIMENSIONALE:
A) Se prendiamo un foglio di carta e ci muoviamo con la penna lungo la sua superficie, abbiamo creato una cosa “bidimensionale”. Abbiamo ottenuto lunghezza e larghezza. Possiamo disegnare ciò che vogliamo: quadrati, triangoli, linee ecc., ma sempre dentro quella superficie piatta.
B) Se entriamo in un Casinò e facciamo una sola partita alla roulette e, vinto o perso, non ci torniamo più, abbiamo ottenuto un effetto “bidimensionale” e quindi avremo avuto la possibilità di costruire un gioco dove ogni numero determina un suo esito per una sola volta. Il risultato del nostro operare è dato solo da quella serie di numeri che è uscita durante quel gioco. L’obiettivo è stato o no raggiunto da quell’unica serie di numeri casuali e di risultati che sono serviti alla costruzione e determinazione del nostro comportamento.

3°) EFFETTO TRIDIMENSIONALE:
A) Se ci accorgiamo che quel foglio di carta in realtà è un lato di una scatola e che possiamo muoverci al suo interno in tutte le direzioni, abbiamo creato uno spazio “tridimensionale”. Possiamo dare una profondità ai nostri disegni e costruire quindi cubi, parallelepipedi, piramidi, ecc. Abbiamo ottenuto lunghezza, larghezza e altezza.
B) Se al Casinò ci andiamo spesso e ogni volta facciamo una partita diversa, entriamo nel campo “tridimensionale” degli effetti di una “permanenza casuale personale” e i risultati di ogni nostra azione dipenderanno anche dalla posizione di tutte le altre azioni fatte in precedenza. Ogni volta che inizieremo un gioco, faremo una prima puntata, seguita da una seconda e poi da una terza e così via. Alla fine della giornata del “faticoso lavoro”, per ogni partita, avremo compiuto molti primi colpi, molti secondi colpi, molti terzi colpi ecc. e la somma di ognuno di essi avrà avuto un suo particolare esito, per la sua posizione nell’ordine delle puntate. Così è lo stesso per tutte le altre giornate di lavoro. Tutti i primi colpi si sommano tra loro come i secondi colpi, come i terzi e quindi ognuno di essi ha una sua storia che può essere interpretata indipendentemente dalla storia degli altri colpi.

Siamo entrati nella “terza dimensione della roulette” e cioè un reticolo dove tutto è collegato e ciò influisce, non solo nella singola giornata di gioco, ma anche nella somma dei primi colpi di ogni giornata, dei secondi, dei terzi ecc.

A cosa porta la consapevolezza di ciò? A niente. E’ soltanto una masturbazione mentale che però ci fa capire qualcosa di più dell’intricato mondo delle casualità.

Se abbiamo un gioco che in uno, o due, o tre cicli chiusi ci dà una vincita costante, a che serve questa consapevolezza? I risultati parziali di ogni colpo avrebbero un senso se giocassimo a masse pari dove non vi è distinzione tra un primo e un decimo colpo. L’utilizzo di una montante non può soggiacere alla “terza dimensione”; sempre che il gioco garantisca la “vincita costante” e la giornata chiuda con un incasso. In questo caso i risultati di tutti i primi, secondi, terzi, quarti ecc. colpi, anche se esistenti nell’evanescente mondo del casuale, e da noi non percepiti, non ci potrebbero causare alcun nocumento.

Un nocumento, invece, me lo sta creando il nuovo gioco sui cavalli. Dopo decine di risultati ottimi, arriva sempre la partita maledetta la cui permanenza s’incastra negativamente con lo schema. Nulla di catastrofico se non per il fatto che si impongono puntate che arrivano a 10-12 pezzi e questo non rientra nei miei traguardi. Sto tentando l’ennesima variante e, prima o poi, riuscirò a pubblicare questo gioco che dà anche molte soddisfazioni.

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Nino.zantiflore@tiscali.it

18/12/10

PERIODO DI STUDIO

Sono impantanato nello studio del sistema che dovrebbe migliorare l'ultimo sulle terzine. Quello del terzo sovrapposto in due cicli da 1,5.
Se non ne vado in fondo non procedo con gli altri che sono in attesa di essere scritti.
Oggi, finalmente, mi si è accesa una lampadina che mi permetterà di evitare quella partita che mi faceva arrivare ai 200 pezzi e più di esposizione. Sono dovuto ricorrere a una metodologia pubblicata nel libro L'EVOLUZIONE FINALE e quindi adotterò il "COMPLESSIVO" al nuovo gioco.
Questo tipo di attacco è stato un approccio che già in partenza non mi piaceva, ma che dovevo comunque portare a termine perchè non mi piace lasciare una strada aperta, senza un risultato definitivo.
Ora ricomincio la stesura di questa nuova variante, sperando di non trovare anche qui la solita voragine che si presenta invariabilmente in qualsiasi gioco "statico".
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16/12/10

EQUALIZZATORE


Leggendo qua e là nei vari Forum, trovo molto spesso proposte di sistemi a “copertura” del tableau. Giocare a “copertura” vuol dire coprire un’area che può comprendere una combinazione di due o più Chances Multiple o Semplici, e giocarla in continuazione intervenendo con una progressione appositamente scelta per contrastare i periodi in cui tale area non esce. L’area può cambiare, ma la quantità della copertura rimane la stessa.

Un altro tipo di attacco consiste nel giocare determinati numeri che cambiano secondo l’ultimo uscito, arrivando a coprirne 27 o, per chi non ha voglia di puntarne così tanti, solo 12. Qui non mi fermo a commentare perché il gioco si commenta da solo.

Di solito l’area coperta va dalla metà ai due terzi del tappeto e, in queste condizioni, di solito, le vincite non tardano a scadere. Se poi arrivano le serie di perdite, gli scoperti sono per forza spalmati in più partite, contando sul fatto che, data la “copertura”, tra un incasso e l’altro, non debbano esserci molti colpi persi. Del resto si capisce benissimo che il recupero non può avvenire con una riduzione logica perché non basterebbero i soldi della Banca D’Italia.

In pratica, l’azione del giocatore, più che sulla scelta dell’attacco, si concentra sulla manovra finanziaria e cerca di trarre un vantaggio dall’aumento della montante che dovrebbe sopportare l’inevitabile raggiungimento dell’equilibrio statistico di tutti i settori del tappeto.

Altri studiano più costruttivamente la quantità media in cui una Chance Multipla si presenta in un ciclo di 12, 24 o 36 colpi. Il fatto è che ogni quantità raggiunge un risultato medio che possiamo definire “stabile” in un numero di cicli che siano formati da 36 colpi di roulette.
Al primo ciclo (12 colpi) la Legge del terzo è fortemente instabile; al secondo (24 colpi) è probabilmente stabile; al terzo (36 colpi) è tendenzialmente stabile.
Questo ci porta a visualizzare le varie quantità delle Chances Multiple come se fossero gli elementi di un equalizzatore. Avete presente le colonnine delle varie bande sonore di un equalizzatore? Si alzano e si abbassano per arrivare poi alla combinazione perfetta che ottiene il suono perfetto. La stessa cosa avviene per le quantità delle Chances (terzine, cavalli, pieni) lungo il percorso per raggiungere la maturazione dei 36 colpi, che stabiliscono il limite minimo per una corretta realizzazione della Legge del terzo, sia che si parli di sestine, terzine, cavalli o pieni. La configurazione finale tende al risultato statistico ma la strada per arrivarci può contenere anomalie che non osservano un regolare andamento con l’avanzamento della permanenza.

Bernoulli ci dice che aumentando la quantità delle boules, tutte le Chances tendono all’equilibrio, mentre la Legge del terzo di dice che nel singolo ciclo tutte le Chances tendono ad apparire per i due terzi. Entrambe sono tendenze che nei brevi periodi possono non rispettare quanto previsto. Nel lungo periodo, invece, tendono ad avvicinarsi alla media teorica.

Se prendiamo un numero di boules che tende all’infinito, tutte le combinazioni di Chances risulteranno presenti in egual numero. Se prendiamo un numero di cicli che tende all’infinito, tutte le Chances in essi contenute rispecchieranno percentualmente i due terzi sia che si tratti di pieni sia che si tratti di Chances Multiple.

A questo punto, vista la discrepanza fra il pensiero di alcuni ricercatori e la realtà oggettiva, vorrei esporre la mia opinione sui punti essenziali necessari per costruire un qualsiasi sistema che utilizzi la Legge del terzo.

1°) Esame della configurazione standard in un ciclo di 36 colpi, sia si tratti di pieni, o qualsiasi altra Chances multipla. In questo caso i cicli naturali delle multiple subiranno una “moltiplicazione di eventi” che aumenta il loro numero fino a 36 colpi di roulette.
2°) Individuazione di un disegno che in un ciclo completo di pieni (36 colpi) si formi sempre, anche se giochiamo sestine, terzine o cavalli. In pratica l’attacco deve essere “giustificato” da un comportamento tendenziale, che se poi non si realizza sarà dipeso da uno scarto anomalo ed eccezionale.
3°) Valutazione se la strada da percorrere per arrivare alla maturazione del disegno individuato sia percorribile con i mezzi disponibili.
4°) Utilizzo di una montante che nei periodi intermedi sia in grado di sopportare gli scostamenti, dalla tendenza statistica, della Legge del terzo (variazioni delle bande dell’equalizzatore).

Per finire voglio pubblicare la testimonianza di una persona che come me ha capito quali sono i migliori approcci per un attacco costruttivo alla roulette.

Egr. sig. Zantiflore,
da molto tempo seguo il suo lavoro, riguardo alle metodologie applicate alla roulette, con grande stima e ammirazione (ho acquistato la sua ultima opera della quale ho molto apprezzato la zona calda sulle sestine, a patto si disponga di un buon capitale e di molta pazienza).

I doppi nei settori sulle terzine, sistema micidiale anche se molto difficile da applicare realisticamente, senza commettere errori; meglio quindi giocarlo seguendo la permanenza personale.

Dal suo sito ho trovato sperimentando con grande successo 2 metodologie veramente straordinarie delle quali posso confermare hanno raggiunto il guadagno costante e sono: la 3 diversa con cambio di passo sulle terzine: un vero portento; scoperti molto contenuti, mai violenti e chiusure delle partite certe.

Mutualità del terzo al 50% obbligato sulle chance semplici; sistema formidabile praticamente infallibile con il quale sto vincendo da 15 giorni consecutivi dai 15 a 20 pezzi a seduta, senza rischiare le coronarie. Oltre il 95% delle partite si concludono entro i 4 colpi e le restanti, le quali raggiungono i ballottaggi della D'Alembert, rientrano in positivo in pochi colpi. Max puntata 16 un’unica volta. D'altronde la matematica non è un’opinione: la ruota per portarci a giocare in terza linea ha poche possibilità contro le migliaia a nostro favore. Rispetto al gioco composto questo sistema ha delle potenzialità nettamente superiori.

Con il composto difatti ho vinto a lungo, ma con i ballottaggi stentavo molte volte a rientrare e 2 volte ho superato i 100 pezzi effettivi di scoperto a causa del tallone d’Achille di questa metodologia: la figura RRN o NNR ripetuta per 4 o 5 volte. In tal evenienza il sistema non ha difesa; poi comunque si rientra ma solo dopo interminabili colpi alla D'Alembert e aver raggiunto passivi importanti.
Ora le chiedo, ritornando al 50% obbligato, di esprimere un suo parere sul mio modo di procedere al trattamento dello "0". Siccome ho poche possibilità di giocare alla roulette francese, quasi sempre applico il sistema all'americana la quale con lo 0 si inghiotte la puntata per cui io mi comporto così: dopo la comparsa della casella verde io non punto (così si evita l'eventualità nefasta del doppio 0) e aspetto il tiro successivo. Nel caso di una ripetizione di puntata perdente, sia fosse vincente o perdente, continuo il gioco fino a una vincita sui doppioni, o un’altra ripetizione di puntata perdente, a patto mi riporti in attivo. Nel caso di un doppione sulle figure, se risultasse perso, continuo normalmente al livello superiore della montante. Nel caso risultasse vincente registro il passivo, risalgo di 5 colpi ed inizio una nuova partita. Questo è quello che faccio io, spero che vada bene.

Volevo chiedere un’ultima cosa riguardo alla montante di recupero: non ha mai pensato o sperimentato di adottare la contro D'Alembert per contenere lo scoperto?
Chiedo scusa per il dilugamento e nel ringraziarla le porgo i miei più distinti saluti.

Per il momento sto finendo la stesura di un sistema sui cavalli che completa un discorso iniziato con le terzine. Non è sempre vincente; come sempre, fra tante partite vincenti ai primi colpi, se ne trova qualcuna che richiede un impegno che arriva fino ai 200 pezzi (comunque di molto inferiore ai 1600 dei Gamblingbrothers). Sto cercando di migliorarlo, ma sarà un’ardua impresa, proprio perché il ciclo che ci garantisce il risultato è lungo 36 colpi.

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Nino.zantiflore@tiscali.it

11/12/10

PIEDI PER TERRA

Per tutta la vita mi sono arrovellato nella ricerca di un sistema che riuscisse a vincere utilizzando un capitale che non superasse i 100 pezzi. Se trovavo un gioco in cui l’esposizione superava tale limite, semplicemente lo abbandonavo; naturalmente dopo aver cercato di migliorarne i risultati. Se ciò non era possibile, passavo ad altro.

Oggi (in questi ultimi tempi) m’imbatto nei fratelli Gambling che, a quanto sembra, stanno (o stavano) vincendo a man bassa con una cassa di 2000 pezzi e possibili scoperti che sono arrivati fino a 1600 nelle prove e a 850 nel gioco reale.

A quanto ho capito, giocano con una copertura del tavolo che va dal 55 al 75% e quindi, trattandosi di terzine, dovrebbero coprirne da 7 a 9. Ciò significa che un colpo perso con 7 terzine deve essere recuperato con 1,40 circa colpi vincenti. E un colpo perso con 9 terzine deve essere recuperato con 3 colpi vincenti.

A tutto ciò applicano una montante in perdita e “mai una progressione”. Poiché non capisco la differenza tra progressione e montante in perdita, desumo che gli aumenti siano fatti per partita e, come hanno affermato, che abbiano un limite di puntata oltre la quale si spalma l’esposizione in più partite di recupero.

Considerando la maggioranza dei numeri coperti rispetto a quelli non coperti, possiamo capire che gli incassi non risentono, in genere, di eccessivi ritardi e, infatti, dicono che lo scarto massimo della combinazione è stato, nelle prove, di 11 colpi. In pratica, per il recupero delle esposizioni, fanno affidamento sulla quantità degli incassi rispetto alle perdite, in ragione della maggioranza dei numeri coperti rispetto a quelli non coperti.

La montante si ispira al principio della Garcia che, se non sbaglio, recupera l’esposizione negli ultimi 3 di un filotto di 7 colpi.

Il criterio con cui scelgono il gruppo di terzine da attaccare non lo sappiamo, ma presumo assomigli molto a uno studio fatto da Igor Mancuso, il quale ha calcolato la quantità media delle varie uscite delle terzine durante i 12-24-36 colpi di roulette.

A questo punto, esposta la premessa, io mi chiedo: Quante persone sono disposte a entrare in un Casinò con 2000 pezzi di capitale e a subire 850 (se non 1600) pezzi di esposizione, da recuperare magari in una settimana di gioco?

Quante persone, conclusa una giornata con 500 pezzi di perdita, ritornano il giorno dopo per continuare il gioco che ha prodotto quell’esposizione?

Quante persone, conclusa la seconda giornata con un’ulteriore perdita, ritornano il terzo giorno per continuare lo stesso gioco?

Sinceramente io non sarei capace e, forse sbagliando, cercherei un nuovo gioco che non mi mettesse nelle condizioni di dover poi recuperare l’esposizione in più giorni. Ma forse questo è il difetto di chi, avendo più giochi nella testa, non si ferma cocciutamente su un solo sistema, anche se quel sistema è risultato vincente sia nelle prove, sia nel gioco pratico. In sostanza è la quantità dell’impegno economico e l’attesa dei recuperi che distingue un giocatore dall’altro. C’è chi è disposto a rischiare molto (anche se con certezze giustificate) e c’è chi, emotivamente, non può sostenere lo stress che ne deriva. O non ha un tale capitale da mettere a repentaglio.

Per finire, il gioco dei fratelli Gambling non è per tutti, anche se tutti conoscessero esattamente il gioco. Mettiamo i piedi per terra e se vogliamo volare, facciamolo solo con la fantasia.

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nino.zantiflore@tiscali.it

27/11/10

A CHE SERVE LA STORIA?


La parte iniziale dell’introduzione al mio primo libro “LA FINE DELL’AZZARDO” iniziava così:

La vastissima letteratura già esistente in materia di “azzardo e vincita costante alla roulette” ha creato in me qualche perplessità sulla validità di ciò che ho appreso in dieci anni di ricerche (sia personali sia di equipe) sull’argomento.
Il mio dubbio, al momento di rendere partecipi altre persone dei risultati conseguiti mediante la pubblicazione del presente libro, era quello di chi, avendo qualcosa da dire, si preoccupa se ciò non sia già stato detto, o se ciò sia cosa di tale poco conto da non meritare di essere presa in considerazione.
Con una certa curiosità, quindi, ho speso parte del mio tempo libero a ricercare e leggere libri e riviste specializzate, nell’intento di verificare il punto di arrivo di altri ricercatori e studiosi in questo campo così vasto e difficile
.”

Seguivano poi i nomi d’illustri studiosi come Chateau, Boll, Pascal, Bernoulli, Marigny, Della Moglie, di cui avevo letto libri e articoli nelle varie riviste specializzate.

Il punto è che, prima di dire la mia, mi sono informato su quanto già fatto da altri; in primo luogo per non imboccare strade già percorse e già fallite ancor prima che io le pensassi e in secondo luogo per evitare di dire banalità e far perdere tempo a chi mi avrebbe letto.

Questo, secondo me, dovrebbe essere il giusto comportamento di un qualsiasi “ricercatore” sui metodi per battere la roulette. Vediamo cosa hanno trovato gli altri prima di noi e poi, eventualmente, esponiamo la nostra idea.

In realtà, invece, leggo a destra e a sinistra una saga di banalità che vanno da metodi di gioco forse applicati da Re Luigi XVI, a invenzioni di “geni della roulette” per i quali questa scienza non dovrebbe avere un background che dura da quasi 300 anni.

Il fatto è che questi “pensatori” riempiono migliaia di pagine in internet creando un mare magnum dove è difficile trovare qualcosa di serio. Espongono le loro idee su come affrontare la roulette, non preoccupandosi di conoscere le leggi naturali del caso, le leggi sulla distribuzione delle figure, il principio di Bernoulli, o la più banale Legge del terzo. Da ciò che scrivono, si deduce che non hanno letto neanche il più piccolo o lontano trattato sulla roulette, o sulle leggi naturali del caso.

A questi signori io dico: perché non perdete un po’ di tempo a leggere i precedenti? Evitereste a voi stessi di dire banalità e a noi di perdere tempo nell’evitarle. Per fortuna, però, fra i tanti, c’è qualcuno che parla con cognizione di causa (e non “condizione di causa”) e che capisce i miei sistemi farraginosi (e non “ferriginosi”).

Oggi ho pubblicato un gioco sulle terzine. Non rientra nelle mie logiche per un attacco ottimale, però l’ho scritto come soluzione a un sistema menzionato in un forum e facente riferimento a un gioco fatto da certi fratelli Gambling. E’ una mia soluzione su come affrontare un gioco che preveda partenze puntando immediatamente più terzine, secondo una configurazione precedente, come dichiarato dai suddetti fratelli. Da quanto riferito, in quel sistema, si inizia puntando d’acchito dalle 7 alle 9 terzine.

In pratica sono stato spinto a scrivere questo gioco per tentar di indovinare ciò che questi famosi fratelli Gambling potevano aver escogitato per il loro sistema. Non so se ci sono riuscito, ma, diversamente, penso di essermi avvicinato, perché l’osservazione di ciò che è avvenuto in un ciclo precedente non da molte soluzioni diverse: o si gioca sul successivo calore o sul successivo allargamento. Almeno, per ora, questo è il mio modo di vedere possibili sviluppi alla roulette. Io ho cercato una via di mezzo.
CAPITOLO: Terzine.
TITOLO: Il terzo sovrapposto su due cicli da 1'5.

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Nino.zantiflore@tiscali.it