Innanzi tutto saluto tutti gli appassionati del gioco della ROULETTE. Con questo Blog intendo esporre, ad esperti e neofiti, le mie personali considerazioni ed esperienze sul come affronatare un proficuo approccio ai sistemi applicati alla ROULETTE. Il "filo conduttore", che lega sistemi e considerazioni, è, e sarà sempre, LA LEGGE DEL TERZO.
02/04/10
STOP LOSS e STOP WIN
Credo che STOP LOSS voglia dire l’abbandono del gioco dopo aver raggiunto una determinata perdita, con lo scopo di limitare la cifra da dover recuperare poi con le successive giornate di gioco.
STOP WIN dovrebbe voler dire l’abbandono del gioco in una situazione vincente per impedire che il gioco successivo mi tolga ciò che ho faticosamente guadagnato fino a quel momento.
Questo è senz’altro un ottimo comportamento per la conclusione di una singola giornata: ma solo per la “singola” giornata.
Il fatto è che chi adotta simili strategie è senz’altro un frequentatore del Casinò e cioè un “sistemista” che, nell’arco del mese, cerca la “vincita costante”. Quindi, le sue presenze mensili saranno ben più di due o tre e tutte si avvarranno di questo comportamento per uscire da un Casinò (o da una line) soddisfatto, o poco danneggiato.
Forse io mi rifaccio sempre agli stessi discorsi, ma a questo punto mi viene in mente il principio di Bernoulli. Se le prove sono effettuate sempre nelle stesse condizioni, “la media sperimentale tende alla media teorica” e quindi spezzettare le sedute, dovrebbe non aver alcuna importanza se non per il fatto di uscire felici e contenti per quel giorno, nei casi di stop win.
Il giorno successivo, però, è la naturale continuazione del precedente, anche se è il giorno dopo, o se è dopo una settimana o un mese. Ogni seduta dovrebbe legarsi alla precedente e alla successiva, in un continuo probabilistico che deve sottostare alle leggi naturali del caso. Ciò che ho guadagnato oggi lo posso perdere alla seduta successiva allo stesso modo in cui lo posso perdere nella stessa seduta odierna. Come pure ciò che ho perso oggi lo posso riperdere alla seduta successiva o nella stessa seduta di oggi.
In definitiva, la limitazione della vincita o della perdita non dovrebbe avere alcun effetto sul risultato a lungo termine. Gli avvenimenti di ogni seduta si sommano cronologicamente gli uni agli altri e quindi la temporanea interruzione, vincenti o perdenti, alla fine di un periodo che si voglia stabilire, non influirà sul risultato finale: sarà lo stesso di una lunga seduta ininterrotta di 10, 100, 1000 ore continuate.
Il rimedio non è l’interruzione in vincita o in perdita; il rimedio è avere il gioco sempre vincente, in modo da non temere la perdita di ciò che abbiamo guadagnato a metà seduta. Non serve smettere, perché la prossima volta si legherà a questa e sarà come se non ci si fosse mai mossi dalla sala da gioco. I conti definitivi si fanno a fine di periodo; anzi, non si fanno mai fintanto che non si smette di andare al Casinò.
In questi ultimi due o tre giorni sono stato occupato a testare l’ultima modifica di un nuovo gioco su tutta la mia solita permanenza e questi sono i risultati finali.
Utili: 6 4 10 7 3 1 10 6 3 6 11 2 2 4 4 7 1 3 9 18 4 4 2 7 4 2 9 13 8 8 6 3 1 9 7 7 10 2 8 7 2 5 8 10 6 2 8 10 10 5 6 5 10 8 1 11 8.
Partite totali: 84.
Massima mise per terzina: 3 pezzi.
Massima esposizione teorica: <72.>schema a colonne”. Si tratta di un gioco in cui il vantaggio avviene sulla quantità delle partite che si fanno. Ho voluto sperimentare il principio di Bernoulli: con l’aumento delle prove nelle stesse condizioni, aumenta la probabilità statistica.
CAPITOLO:FIGURE DIREZIONALI.
TITOLO: Il gioco dei passaggi 1a parte.
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27/03/10
ALLARGAMENTO O CALORE?
La cosa è ben diversa perché con l’allargamento ho una ricerca su 24 numeri (o chances multiple), mentre sui doppioni ho una ricerca su 12 numeri (o chances multiple). Questo perché i miei giochi si svolgono sempre in un ciclo chiuso che può essere di 36 colpi per i pieni, 12 o 36 per le terzine, 6 o 36 per le sestine, a seconda che venga o no utilizzata una moltiplicazione di eventi. In pratica in un ciclo chiuso l’allargamento può contare sui due terzi dei numeri o chances disponibili, mentre i doppioni (o calore) su un terzo.
Il problema che inevitabilmente sorge è che, a quanto ho riscontrato, la permanenza produce un andamento altalenante fra i due tipi di evoluzione.
Ecco che se faccio un gioco sull’allargamento capita un periodo di doppioni che m’impegna economicamente. Se invece faccio un gioco sui doppi, capita un periodo in cui vi è un allargamento iniziale che si protrae fin verso la fine degli inserimenti. I doppioni alla fine arrivano; ma arrivano tardi.
La cosa, pur essendo ovvia e naturale, è sempre stata il tallone d’Achille di tutti i sistemi “figurativi” che cercano dei disegni da uno sviluppo di un ciclo chiuso.
Non che il ciclo aperto sia la soluzione per evitare il problema! Anzi, il ciclo aperto addirittura non pone limiti alla durata di un andamento contrario e perciò andremmo di male in peggio. Anche se il rientro nella statistica prima o poi è destinato ad avvenire, dobbiamo chiederci quando avverrà. Abbiamo capitale e pazienza sufficienti per sostenere e aspettare che lo scarto finisca?
Il ciclo chiuso almeno ha una “pietosa” fine, anche se, in alcuni casi, non ci si arriva con il capitale che abbiamo a disposizione. Le vincite ci sono, ma la capacità elusiva della roulette le protrae verso la fine ciclo.
Oggi ho pubblicato il secondo gioco sulle NONARIE e l’ho definito gioco “di galleggiamento” proprio perché, nel corso della partita, si passa dalla ricerca di un doppione alla ricerca di un allargamento e viceversa. Il cambio di attacco cerca di trarre vantaggio dalla situazione prodotta in quel momento giocando sulla configurazione più probabile.
Lo considero un buon gioco, concettualmente giustificato, che però non ho testato su molti numeri. Lascio ai posteri l’ardua sentenza.
CAPITOLO: NONARIE.
TITOLO: Gioco di galleggiamento.
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20/03/10
ANDAMENTI E COSTI
In pratica la Legge del terzo non vale soltanto per i singoli numeri, ma anche per i raggruppamenti di numeri che i tenutari del gioco hanno stabilito di creare. Tali raggruppamenti possono riguardare aree del tableau o della ruota. A seconda poi della quantità di numeri in essi contenuti, i pagamenti variano proporzionalmente ai numeri disponibili e la scommessa fra il giocatore e la Casa avviene con le rispettive coperture di zona: ciò che il giocatore non copre è coperto dalla Casa.
In una serie di numeri casuali vi sono degli andamenti che influenzano non soltanto i singoli numeri ma anche i disegni o configurazioni che tali numeri producono. Non sempre però l’andamento dei gruppi o delle configurazioni rispecchia l’andamento dei singoli numeri.
In entrambi i casi tali andamenti possono essere in allargamento o in calore.
Un esempio di un allargamento sui numeri può essere dato da una ventina di numeri diversi con soltanto 2-3 doppioni.
Un esempio di calore, sempre sui numeri, può essere dato da una decina di numeri diversi con 7-8 doppioni.
Dall’altra parte, un allargamento di configurazioni o disegni di chances multiple (che sono costituite di singoli numeri), può essere causato da un calore sui numeri, che però formano disegni o configurazioni diverse.
Allo stesso modo, un calore sulle configurazioni o disegni di chances multiple può essere dato da un allargamento di numeri, che però formano pochi disegni o configurazioni.
Questa differenza di risultato fra gli andamenti dei singoli numeri e quelli delle chances multiple, crea una linea di separazione sulle attese che la Legge del terzo ci prospetta. In pratica un andamento sui singoli numeri non comporta necessariamente un uguale andamento sulle chances multiple.
Una cosa però è assodata: i singoli numeri realizzano con maggior frequenza la Legge del terzo. Nonostante ciò un gioco sui pieni è più costoso di uno sulle chances multiple tipo sestine, terzine o cavalli. Qual è la ragione?
Credo sia una questione di proporzionalità evolutiva fra numeri e Chances multiple.
Quando per esempio un sistemista affronta un gioco sulle terzine, solitamente non parte con un pezzo base da 3, ma con un pezzo base da 1 che, secondo la capacità economica del giocatore, può essere di 5 o 10 Euro. Parimenti, se affronta un gioco sulle sestine, non parte con un pezzo base da 6, ma sempre da 1.
Dato che l’evoluzione del gioco è proporzionale alla quantità di numeri che compone la chance, l’impegno economico ne è una conseguenza.
Quando affrontiamo un gioco sui pieni, non partiamo con un pezzo base pari a un terzo di quello delle terzine, né pari a un sesto di quello delle sestine, ma partiamo con il pezzo minimo giocabile che è uguale a quello delle terzine o sestine. Quindi la differenza sta nel fatto che se prima con quel pezzo coprivamo 3 o 6 numeri, ora ne copriamo soltanto uno. Non importa la differenza d’incasso perché qui stiamo parlando d’impegno economico e va da sé che con un’uguale evoluzione il gioco sui pieni costerà tre volte di più di quello delle terzine e sei volte di più di quello delle sestine.
Ecco allora che una negativa di 200 pezzi sui pieni equivale a 70 pezzi sulle terzine e a 33 sulle sestine.
Il percorso evolutivo è stato lo stesso, ma l’impegno economico è stato ben diverso e poiché il sistemista deve considerare solo il successo della partita e non la quantità dell’utile, credo che per lui sia preferibile un gioco sulle chances multiple piuttosto che sui pieni.
Oggi ho iniziato la pubblicazione di tre nuovi sistemi sulle NONARIE disposte in un particolare schema “a colonne”.
Il primo è un gioco di calore. Il secondo sarà un gioco di “galleggiamento” fra calore e allargamento. Il terzo sarà un gioco di calore sulla quantità dei risultati.
NINO ZANTIFLORE
CAPITOLO: NONARIE.
TITOLO: Ai doppi sulle figure direzionali.
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14/03/10
MEDIA SPERIMENTALE E STATISTICA
Io stesso non ero immune da tali comportamenti. Il più delle volte il colpo successivo continuava a non essere quello vincente e si arrivava alla fine del capitale. Puntualmente, una volta interrotto il gioco per “cause di forza maggiore”, arrivava il colpo che sarebbe stato vincente e conclusivo. Chissà perché. Sembra quasi che le nostre capacità finanziarie siano rapportate su misura alle capacità elusive dei 37 numeri.
Quali erano le recriminazioni più comuni?
“Se avessi avuto qualche soldino in più, gliel’avrei fatta”.
“Se non mi fossi intestardito a ottenere per forza la vincita in questa partita, forse la successiva sarebbe stata in grado di recuperare l’esposizione”.
“Se avessi fatto un gioco che necessitava di una diversa evoluzione per giungere alla chiusura, non sarei dovuto sottostare a questo scarto inusuale”.
Sono tanti “se” che col senno di poi ci spronavano a fare meglio, ma che non risolvevano il problema perché quelle singole partite presupponevano una maturazione lunga per arrivare alla conclusione del gioco.
Quante volte, all’inizio della nostra carriera di “casinisti”, ci sono capitati simili frangenti?
Dopo anni di dolorose esperienze, chi prima, chi dopo, abbiamo imparato una cosa:
la disfatta passa prima per una situazione negativa.
Saper riconoscere quando questa situazione sta arrivando credo sia cosa impossibile perché quando ce ne accorgiamo è già troppo tardi; l’esposizione è già alta. La maturazione dello schema è già in un tale stato di avanzamento che non si ha il coraggio di caricare una tale situazione a un nuovo gioco.
La soluzione sarebbe di non mettersi nella condizione di trovarsi in quel frangente. E quale sarebbe il modo di non cadere in queste trappole?
Secondo me la risposta è:
limitando il percorso evolutivo delle singole partite. Fare tanti inizi di partita che contengano la famosa tendenza statistica nella breve maturazione di un disegno, configurazione o quantità.
Il singolo risultato non conta. Conta la totalità delle partite fatte che, statisticamente, deve dare un risultato finale vincente rispetto ai tentativi perdenti.
Bernoulli dice che la media sperimentale tende alla media statistica. Ebbene, se facciamo molti “esperimenti”, il risultato medio dovrebbe essere quello statistico.
E’ vero che la roulette pur non facendo sempre le stesse cose le può fare abbastanza a lungo da toglierci il capitale, ma forse le nostre continue interruzioni, con cambio di passo, potrebbero annullare gli effetti che una permanenza contraria produce su un lungo gioco continuo .
Le sperimentazioni che sto attuando in questi giorni mi dicono che in certi giochi difficilmente si potranno incontrare più di tre risultati contrari e quindi sarà possibile contenere l’impegno economico con montanti adeguate. L’importante è che ogni partita perdente può essere recuperata con la successiva e, se questa non basta, con la successiva ancora.
Questa è la linea di condotta che ho adottato sul sistema che sto costruendo ora e l’unica pecca riscontrata è il tempo che a volte si deve sprecare per il recupero di un’esposizione che ritarda a rientrare. Il fatto che si perda il tempo e non il capitale è dovuto a una limitazione sul livello delle mises che non deve mai superare una proporzionalità adeguata all’esposizione.
In realtà, mentre sto postando questo articolo, ho già cambiato linea di condotta e il sistema che sto elaborando recupera le sue esposizioni con una montante più sostenuta, in dipendenza con l’esposizione teorica. Vedremo la cosa quando verrà il suo momento di pubblicazione.
Comunque l'idea precedente ha dato risultati molto buoni ma implica notevoli perdite di tempo per il recupero di esposizioni che non superano i 60-70 pezzi (per quanto ho constatato nelle sperimentazioni).
Per ora ho postato il quarto sistema sulle terzine. Si tratta di una variante del precedente.
CAPITOLO: TERZINE.
TITOLO: Ai due terzi nel settore 4 utili.
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07/03/10
APPRODI O CIELI APERTI?
C’è chi si accontenta di una decina di giornate di prova e chi non si accontenta nemmeno di 500 mila boules.
C’è chi valuta i risultati ottenibili da una serie infinita di numeri casuali e chi divide questa serie infinita in tanti settori (o cicli chiusi) cercando un qualche appiglio per trovare un fenomeno, o configurazione, statisticamente certi e sempre presenti.
Chi, fra questi ricercatori, si comporta in modo presumibilmente sensato?
E’ evidente che considero più valido chi si avvale dei cicli chiusi, delimitando il suo attacco tra un inizio in seguito a una maturazione, e un termine in seguito a una conclusione statistica.
L’esito potrà essere positivo o catastrofico, ma l’importante è che il gioco avrà un inizio e una fine. Starà a noi trovare il modo che non sia catastrofico e starà a noi valutarne rischi e pericoli.
Mi sembra che l’alternativa sia l’applicazione di manovre finanziarie sulla naturale e illimitata sortita di numeri casuali. Mi sembra pure che il susseguirsi di queste illimitate e imprevedibili sequenze non si possano prevedere e probabilmente sostenere con qualsivoglia manovra finanziaria. Come esiste la sequenza favorevole esiste la sequenza contraria che, non avendo una maturazione figurativa, proprio perché non ha confini, non avrà limiti nella sua durata. Per quanto potrà resistere una manovra finanziaria di fronte al principio di Bernoulli? Ricordiamoci che con l’aumentare delle prove la media sperimentale tende alla media teorica.
Allora! E’ meglio navigare al buio o è meglio tenere sempre in vista l’approdo? Potremo far fatica ad arrivarci, ma almeno sapremo il perché non ci siamo arrivati.
Chiedo scusa per la divagazione, ma dovevo trovar qualcosa da dire per far presente che ho pubblicato il terzo sistema sulle terzine.
NINO ZANTIFLORE.
CAPITOLO: TERZINE.
TITOLO: Alla coppia verticale nel settore sul complessivo.
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01/03/10
CONSIGLI AI NAVIGANTI
Su cosa si basa quel sistema?
Lasciamo stare le varie applicazioni sulla sortita continua di numeri casuali come può essere un gioco applicato su una sola Semichance, o sulla frequenza di Chances multiple dopo scarti negativi o positivi. Già sappiamo che una permanenza continua può produrre varie e lunghe configurazioni negative per il tipo di gioco e di manovra finanziaria applicati. Sappiamo pure che le varie configurazioni negative, perdenti per il gioco applicato, hanno tutte il diritto di presentarsi secondo la loro frequenza statistica di realizzazione.
Parliamo invece dei sistemi applicabili a “permanenze chiuse”. Quelli che iniziano in un punto della permanenza e terminano dopo un determinato numero di colpi che concludono uno o più cicli riguardanti sestine, terzine, cavalli o pieni. Per la verità dovremmo inserire nell’elenco anche le “figure” delle Chances Semplici.
Ebbene, quanti colpi di roulette saranno necessari per una giornata di lavoro con il nostro sistema al tavolo verde? Quanti cicli chiusi sarà necessario completare? Penso che un normale quantitativo di colpi, necessario a portare a termine una giornata di lavoro, sia dato da 70-100 unità.
La seconda domanda che dobbiamo porci è: stiamo facendo un gioco di “allargamento” o di “calore”? La domanda è pertinente perché solitamente i sistemi su un ciclo chiuso giocano sull’uno o sull’altro andamento della permanenza.
A questo punto dobbiamo considerare la quantità delle figure (combinazioni possibili) che possono essere formate da più o meno 100 numeri casuali. Anche se non ci soffermiamo a fare il calcolo (37 alla centesima), possiamo immaginare che saranno miliardi di miliardi. Ognuna di queste figure può essere quella cui si andrà incontro durante la nostra permanenza al Casinò.
Ora poniamoci una domanda. Quante di queste figure saranno favorevoli al gioco che andremo a fare? Qualche milione? Sarà sempre poco rispetto a tutte le altre figure sfavorevoli.
Arriviamo allora all’argomento di questo post.
Avete fatto caso che quando iniziamo un qualsiasi gioco al tavolo tutto procede bene per le prime due o tre partite? Dopo questo iniziale percorso in “discesa”, il più delle volte, arriva la partita difficile. Se il sistema che si svolge sui cicli chiusi è buono e resistente, possiamo superare l’empasse con una buona dose di calma, sangue freddo e capitale. Se non possiede quelle caratteristiche, il sistema salta.
Il motivo, facilmente intuibile, è dovuto all’andamento altalenante della permanenza. I periodi di allargamento si alternano ai periodi di calore e quindi un gioco su cicli chiusi sarà comunque soggetto ai risultati prodotti dalla volubile permanenza. Se facciamo un gioco di allargamento, prima o poi capiterà il periodo in cui i doppioni si concentrano in una fase ristretta dello svolgimento. Se facciamo un gioco di calore, capiterà il periodo di allargamento che ci metterà ugualmente nei guai.
Possiamo evitare questo destino?
Il mio consiglio è di andare al tavolo verde con due tipi di gioco: uno sull’allargamento e uno sul calore, alternandoli frequentemente tra loro. E’ logico che il problema non sarà del tutto eliminato ma certamente si limiterà nel tempo. Se l’inizio del gioco difficilmente coincide con l’andamento contrario, sarà conveniente fare tanti “inizi di gioco” diversi (adeguandosi anche all’andamento stesso) in modo da evitare il più possibile quelle fasi di permanenza contraria.
Anche se quanto ho esposto è la scoperta dell’acqua calda, ho voluto parlare di questo problema perché, forse, qualcuno potrebbe non aver considerato quest’aspetto sulla praticabilità dei sistemi alla roulette.
Colgo l’occasione per informare che domenica scorsa ho pubblicato il secondo sistema sulle terzine.
CAPITOLO: TERZINE.
TITOLO: Alla coppia verticale nel settore. (Passe).
NINO ZANTIFLORE
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23/02/10
SISTEMI TERZINE
Il primo, diviso in due inserti, riguarda un gioco nei settori di uno schema 6x6.
Il secondo, che pubblicherò la prossima settimana, è una variante del primo e utilizza il Complessivo.
Il terzo e il quarto, che pubblicherò successivamente, applicano la LEGGE DEL TERZO sui settori dello schema e vanno alla ricerca di 4 utili il primo e 2 utili il secondo.
CAPITOLO: TERZINE.
TITOLO: Alla coppia verticale nel settore (Manque)
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17/02/10
PASSATO E FUTURO
Iniziamo con il “fatto” e pubblicato.
Chances Semplici.
1°) C.S. F2: Al 3° perfetto. Ricerca del disegno tendenziale delle 4 figure di 2.
2°) C.S. F3: Al 3° perfetto. Ricerca del disegno tendenziale delle 8 figure di 3.
3°) C.S. F3: Al 3° sovrapposto. Ricerca delle coincidenze fra le 4 figure di due Semichances sovrapposte.
4°) C.S. F3: Al 3° sovrapposto casuale. Variante del precedente che esclude una figura in modo casuale.
5°) C.S. F3: Al 3° sovrapposto continuo. Ricerca di più vincite in una partita.
6°) C.S. F3: Al 3° sovrapposto rotante. L’esclusione di una figura avviene in modo ordinato.
7°) C.S. F3: Specchio su figure. Ricerca dello specchio sulle 4 figure di una Semichance.
8°) C.S. Gioco misto. Alternanza di due precedenti giochi.
9°) C.S. F3: All’ultimo passaggio. Occupazione dell’ultima colonna vuota in uno schema a costruzione.
10°) C.S. F3: Passaggi predefiniti. Variante del precedente su schema predefinito.
Questi sistemi sono stati pubblicati nel sito LaRoulette.it.
Sistemi pubblicati nel sito Nino Zantiflore.
Chances Semplici.
1°) Chances Semplici a Modalità 3. Un nuovo tipo di figure sulle Chances Semplici. Sito.
2°) Il tappabuchi semplice. Gioco sotto il vuoto dopo tre figure a modalità 3. PDF.
3°) Il tappabuchi doppio. Gioco sul vuoto di sei figure a modalità 3. PDF.
4°) Al terzo perfetto. La configurazione tendenziale di sei figure a modalità 3. PDF.
5°) Gioco composto. Gioco unificato del Tappabuchi doppio con il Terzo perfetto. PDF.
Terzine.
1°) Le Nonarie. Raggruppamenti di terzine. PDF.
2°) Le Figure direzionali. Figure a modalità 3 sulle Nonarie. PDF.
3°) La terza figura orizzontale. Gioco di allargamento sullo schema completo. PDF.
4°) La compagna nel settore. Gioco di allargamento nei settori. PDF.
5°) L’ultima figura mancante. Gioco di allargamento nello schema completo. PDF.
6°) La terza figura verticale. Gioco di quantità sullo schema completo. PDF.
7°) Figure coincidenti. Gioco di allargamento sullo schema completo. PDF.
8°) Ai doppi. Nello schema completo. PDF.
9°) Alle 4e e 5e. Nello schema completo. PDF.
Numeri pieni.
1°) Figure direzionali sui pieni. Come si presentano. PDF.
2°) Specchio allargato. Specchio fra Manque e Passe. PDF.
3°) Alla compagna nel settore. Gioco su 12 giocatori. PDF.
4°) Alla compagna nel settore sestina. Variante del precedente. PDF.
5°) Alla compagna nello schema ridotto. Gioco limitato a tre figure direzionali. PDF.
Passiamo ora ai lavori futuri.
1°) Quattro giochi sulle terzine.
2°) Un quantitativo indefinito di giochi sulle Figure Posizionali delle terzine e dei numeri pieni. Un nuovo modo di costruire delle figure, che si dividerà a sua volta in due tipi di attacco.
3°) Un gioco sui doppi delle figure di terzine con una particolare rotazione.
4°) Il gioco del ramino applicato ai numeri della roulette.
Qui mi fermo perché ne avrò per almeno un anno di lavoro.
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nino.zantiflore@tiscali.it
08/02/10
NUMERI PIENI
La massa pari è veramente dura da imbrigliare. Ho cercato la formazione di un disegno sicuro (creato dalla Legge del terzo) ma per il momento non sono riuscito nell'intento. Vedremo in seguito se ci riuscirò. Le idee vengono quando meno te l'aspetti.
Nel frattempo ho ripreso il gioco sulle terzine ottenendo questi risultati:
11 6 10 3 1 3 5 6 5 7 5 0 11 7 5 2 5 3 9 3 6 0 3 2 1 5 6 6 4 7 0 11 11 1 7 11 7 6 9 11 11 6 4 5 7 8 11 1 2 9 11 11 11 3 4 9 2 3 11 4 5 -59.
Alla 63a partita ho trovato una perdita di 59 pezzi. Non male vero?
Ho già in mente nuove modifiche.
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29/01/10
IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI
Alcuni testano 200.000, 500.000 boules e affermano che alla fine il sistema ha perso (vedi per esempio montante Johnson). Rifiutano il sistema perché quella negatività, che hanno trovato a partire dalla duecentomillesima boule, potrebbe presentarsi dopo poche sedute al tavolo verde e quindi, per il semplice fatto che sia esistita, vi è la possibilità di incocciarla subito, anche se ha le stesse probabilità di un 6 al superenalotto. Va be’…! Questione di punti di vista.
Veniamo al motivo di questo post.
Dai primi di gennaio ho intrapreso (o ripreso) uno studio sui numeri pieni giocati a massa pari. Ho composto quattro sistemi, modificati in successione, fino alla stesura dell’ultimo che mi sembra un buon gioco. Comincerò a inserirli nel sito da oggi.
Nonostante il mio intento fosse di ottenere un utile a ogni partita, ciò che ho prodotto è la possibilità di avere un certo numero di partite vincenti intramezzate da qualche rara partita perdente. Fin qui niente di nuovo, ma in questo caso l’importante è che l’esposizione di quelle rare partite perdenti non supera i 20-30 pezzi, largamente recuperabili con le altre partite vincenti.
Ho eseguito 17 partite (poche?) con la solita permanenza ed ecco gli utili in pezzi di ogni partita:
+9 +15 +30 +33 +14 +17 +11 +12 +18 +33 +24 +22 +6 +2 +19 -151 +19.
Le partite sono state volutamente protratte fino al conseguimento dell’utile, anche se lungo il percorso era stato ottenuto il pareggio o una piccola perdita. Per esempio durante la partita che ha perso i 151 pezzi ero arrivato ad un’esposizione di soli 16 pezzi alla quarta vincita.
Le vincite totali per partita, necessarie ad arrivare all’utile, sono state:
1 1 8 1 1 1 2 4 1 1 8 1 2 2 1 11 1.
Per arrivare a questi risultati ho adottato un comportamento che i “puri di spirito” senz’altro criticheranno: il rifiuto di certi numeri in certe condizioni. Ecco il perché del titolo “immorale”.
Chi ha un percorso neuronale consolidato da anni di studio sulla pura e semplice produzione di numeri casuali, difficilmente accetterà un simile espediente, non contemplando, nelle proprie azioni, eventuali deviazioni di percorso. Il fatto è che proprio a causa degli anni d’uso, il suo modo di pensare è fortemente consolidato e quei solchi neuronali sono troppo profondi per tentare ignote deviazioni, anche se queste ultime dovessero portare a risultati positivi (affermazione delirante? …Forse.)
IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI.
L’affermazione, in tutti gli altri casi “immorale”, può essere agevolmente applicata alla roulette e, se produttrice di beneficio, perché non può essere accolta favorevolmente?
Se la permanenza non produce ciò che voglio, modifico la deviazione fintanto che non ottengo la tendenza. Ecco che per me la Legge del terzo darà sempre un risultato tendenziale e quindi, pur con il dovuto costo, otterrò sempre ciò che la Legge avrebbe dovuto produrre nella sua tendenza statistica. Che cosa ottengo? Per esempio ottengo di non subire una persistente negatività dovuta al presentarsi di una serie di figure contrarie al mio gioco. Sarà sufficiente il rifiuto di un termine per cambiare la serie delle figure successive.
E’ un comportamento già sperimentato nel secondo libro L’EVOLUZIONE FINALE e che qui riutilizzo con una maggiore forzatura.
L’importante è il fine; i mezzi possono cambiare.
NINO ZANTIFLORE
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13/01/10
STRATEGIE DEL PRINCIPIANTE
Giorni fa, parlando di roulette con un conoscente, mi sono sentito dire: “La roulette fa quello che vuole!” e mi racconta un fatto accadutogli qualche anno addietro.
Mi trovavo al Casinò di Campione e avevo vinto 6 milioni giocando qua e là sui vicini e sulla serie. Passando fra i tavoli ho notato che una roulette aveva prodotto 9 colpi di numeri neri, tutti della colonna centrale. Mi venne l’acquolina in bocca e mi dissi: “Perché non sfruttare quest’occasione per prendermi altri duecentomila lire?”. Cominciai puntando 100 mila a rosso e 200 mila sulle colonne laterali. Dato che al primo colpo uscì ancora un nero della colonna centrale, iniziai a raddoppiare la posta pensando che certamente il colpo successivo avrebbe interrotto quella strana sequenza. La strana sequenza durò per altri sette colpi, ma prima di arrivarci io avevo già perso 8 milioni.
Quanti ne abbiamo sentiti di questi discorsi? Certo gli esperti queste cose le sanno, ma i principianti purtroppo no!
Mi rivolgo quindi ai principianti portando alla loro attenzione questo piccolo ragionamento.
Quella serie di 17 neri della colonna centrale corrisponde a una cosiddetta “figura” facente parte di altre figure con le stesse caratteristiche. Anche se la quantità dei rossi e dei neri delle tre colonne varia, tali raggruppamenti costituiscono pur sempre delle figure che, per la “Legge sulla distribuzione” delle stesse, hanno il diritto di presentarsi nello sviluppo del loro naturale ciclo di eventi. In pratica, ogni figura di qualsiasi grandezza ha il diritto di presentarsi dopo un certo numero di colpi. Questa tendenza rispecchia semplicemente le “Leggi naturali del caso” e la comparsa di queste “fenomenate” (come le chiamava un mio compagno di esperienze) è inevitabilmente periodica.
Questo che significa? Significa che se andiamo in cerca di questi fenomeni, alla fine troveremo la stessa “fenomenata” dello sventurato mio conoscente.
Il principiante però mi dice: “Ho fatto la stessa cosa tante altre volte e mi è sempre andata bene. La sfortuna ha voluto che capitassi proprio in quel tavolo dov’è durata più delle altre volte”.
Siamo sicuri che sia sfortuna? O non è forse il naturale epilogo di chi cerca guai tra tutte le “fenomenate” di ogni genere e dimensione?
Il naturale pensiero del principiante è che la roulette non può produrre sempre le stesse cose. Questo è vero, ma le può produrre per il tempo necessario a esaurire le risorse finanziarie del giocatore. Ciò è possibile proprio per la proporzionalità dei pagamenti rispetto alla quantità dei numeri disponibili.
Per concludere, vorrei solo far presente al principiante un aspetto della questione.
Giocando contro la “fenomenata”, che cosa ottieni in caso di esito favorevole? Un pezzo.
Giocando contro la “fenomenata” che cosa ottieni in caso di esito sfavorevole? La perdita completa delle tue risorse economiche.
Giocando a favore della “fenomentata” che cosa rischi in caso di esito sfavorevole? La perdita di una mise.
Giocando a favore della “fenomenata” che cosa ottieni in caso di esito favorevole? La possibilità di vincere innumerevoli volte; la possibilità di fare un “paroli” in vincita, anche prelevando di volta in volta parte delle vincite.
Qualcuno dirà che il diverso comportamento del giocatore avrebbe prodotto una permanenza diversa per le ben note ragioni e quindi non ci sarebbe stata la stessa sequenza di eventi. Io dico però che il diverso comportamento del giocatore non ostacola il processo distributivo delle figure e quindi, alla fine, troverà anch’egli la “fenomenata” abbastanza lunga da procurargli un buon incasso.
Qual è la morale di questa storiella?
Forse è meglio non rischiare mai tanto per vincere poco. Forse è meglio fare il contrario, rischiando poco per vincere tanto. Certo i risultati non saranno immediati, ma l’occasione alla fine arriverà. Se il mio conoscente avesse giocato a favore della “fenomenata”, quanto sarebbe riuscito a incassare alla fine degli 8 colpi con un paroli, anche ridotto lungo il cammino?
NINO ZANTIFLORE
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10/01/10
ULTIMO DELLA MODALITA' 3.
Si tratta di un sistema che raccoglie le metodologie esposte in precedenza, rendendo il tutto eseguibile in modo armonico e, spero, immune dai grossi scarti, altrimenti riscontrabili, sulle pure e semplici serie continue di numeri casuali.
Ho ricevuto critiche sul fatto che cerco di adattare la "Legge del terzo" agli schemi che costruisco, ma sono convinto che se la montagna non va da Maometto, è Maometto che deve andare alla montagna. Per cui, se la casualità devia dalla tandenza, io modifico il risultato casuale forzando, con la selezione e il rifiuto delle deviazioni, il risultato contingente.
Questa mia linea di condotta è possibile perchè faccio giochi a ciclo chiuso, che non sempre ottengono ciò che ci si aspetta dalla "Legge del terzo". Con questo mio modo di procedere, invece, pur pagandone il costo, arrivo sempre alla conclusione prevista. Beninteso sempre sui cicli chiusi.
Allora io mi domando: è preferibile accettare gli esiti incerti della casualità o garantirci un finale certo pagandone lo scotto?
A voi la sentenza.
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30/12/09
C. S. A MODALITA' 3
Si tratta di un nuovo espediente (già studiato negli anni '80) per ottenere dei risultati diversi dalle solite figure di 2 o di 3.
Il tutto è costituito da una premessa sulla Modalità 3 per le Chances Semplici e da quattro sistemi in successione che, passo dopo passo, portano al sistema ottimale per questo tipo di attacchi.
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15/12/09
CONOSCENZA E COMPULSIVITA'
AL GIOCO D’AZZARDO
Qualche settimana fa ho ricevuto la mail di una persona, credo giovane, che mi chiedeva aiuto su come porre rimedio alla sua compulsività nel gioco d’azzardo.
Dato che questa persona abita lontano da uno dei pochi Casinò esistenti in Italia, doveva per forza svolgere questa dispendiosa attività nei vari siti on line che si può trovare in Internet. Infatti, mi ha elencato una serie di perdite subite nel giro di 6 giorni in sei o sette siti di Casinò in cui si gioca in RNG e LIVE.
Se non ho capito male, il suo difetto era il voler recuperare a tutti i costi, una perdita, anche piccola come 100 Euro, e ciò gli causava una nuova perdita aggravando sempre più la situazione. “Potevo essergli in qualche modo d’aiuto con qualche suggerimento?”
Colgo l’occasione per una piccola riflessione. Da molti anni i nostri politici ci stanno “preservando” dalle tentazioni del gioco d’azzardo impedendo l’apertura di altri Casinò nell’Italia centrale e meridionale.
Ora abbiamo un Casinò in ogni casa. Però…!
In questo modo hanno certamente raggiunto il loro scopo e per di più hanno ottenuto che tutta la popolazione italiana è ora soggetta a regole che certamente non aiutano il cliente. Regole che non ti permettono di pensare nell’ambiente live e regole che non ti assicurano la certezza dei risultati negli ambienti RNG.
Ritornando al nostro argomento, cos’è che rende compulsivo il comportamento di un giocatore d’azzardo?
Penso che la causa preponderante di una compulsività (a volte anche ignorata da chi ne è soggetto) sia la mancanza di conoscenza di ciò che succede all’interno del gioco stesso. La maggioranza dei giocatori visualizza nella propria mente gli avvenimenti positivi e relega in secondo piano (quasi l’eventualità fosse molto remota anche se possibile) quelli negativi. In realtà questo è il comportamento che ci permette di intraprendere qualsiasi attività nel corso della nostra vita; ma in questo caso c’è qualcosa di diverso. L’attività che ci accingiamo a intraprendere, non solo è soggetta a leggi difficilmente prevedibili, ma è anche resa improduttiva da parte di chi ne stabilisce le regole.
Ecco che se andiamo al Casino troviamo le leggi sulla distribuzione dei numeri casuali, con i loro scarti o equilibri. Troviamo la proporzionalità dei pagamenti che, abbinata all’impossibilità di indovinare sempre il numero uscente, determina il più delle volte una costante discesa delle nostre finanze.
Se invece giochiamo comodamente seduti a casa nostra davanti a un PC che cosa troviamo? Per essere sicuri che le funzioni RNG non siano “tarate” come le macchinette dei bar, siamo costretti a giocare negli ambienti LIVE, ma qui cosa troviamo? Troviamo tutte le difficoltà di una roulette normale e, in più, la velocità del croupier che, ben istruito, cerca di limitare il più possibile la possibilità dei giocatori a compiere scelte su ciò che devono puntare. Ne consegue un generale puntamento casuale, sul quale la casa da gioco trarrà il maggior beneficio in base alle ragioni che ormai gli esperti conoscono bene. La casualità porta a un unico risultato: un flusso continuo di denaro verso chi ha i maggiori vantaggi.
E’ inutile parlare di fortuna: è una menzogna. Chi alla fine del mese è perdente, non è stato sfortunato; ha semplicemente fatto il suo dovere pagando il tributo sia alle leggi naturali del caso, sia alle regole imposte dalla Casa.
Come difendersi quindi da questa situazione e dalla compulsività nel gioco?
Semplicemente informandosi su ciò che altri hanno già pensato e discusso sul gioco d’azzardo. La letteratura sull’argomento è vasta e largamente esaustiva.
Se si conosce il mostro contro cui si va incontro, lo si potrà combattere, se non ad armi pari, almeno con un handicap minore di quello di un giocatore casuale.
Inoltre, ma questo sarebbe il massimo, se si è consapevoli di non essere all’altezza, si potrebbe fare a meno di andare a farsi “spennare”.
Comunque, per il giocatore compulsivo un trucco c’è. Basta che nella sua mente porti in primo piano la possibilità di perdere e che, nello stesso tempo, consideri gli effetti che un tal evento causerà nella sua vita.
Se vado a giocare (qualunque sia il banco) devo avere dalla mia parte un vantaggio che eguagli almeno quello del banco. In pochi sanno uscire sempre vincenti e ciò che riescono a vincere, in modo costante e sicuro, non può certamente costituire un mezzo per diventare ricchi.
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LaRoulette.it
nino.zantiflore@tiscali.it
NINO ZANTIFLORE
26/11/09
DEBOLEZZE DEL SISTEMISTA
Tra il dire e il fare….
Nella realtà dei fatti il sistema sulle Chances Semplici non l’ho testato.
Per quale motivo?
Perché il giocatore sistemista è pur sempre una persona ed è soggetto a errori e disattenzioni, che alla fine costano denaro.
Ho iniziato il mio gioco sulle terzine e tutto filava per il meglio. Ero arrivato a guadagnare più di 30 pezzi e, dato che avevo ancora un po’ di tempo nella tabella di marcia, ho iniziato un’ultima partita. Ho fatto una risalita di 10 numeri e ho ricostruito lo schema di gioco.
Ed ecco il primo errore.
Lo schema ricostruito conteneva già una vincita. Per pigrizia, o per un senso di falsa sicurezza, visto l’andamento del gioco precedente, ho accettato quello schema, non ricostruendo il gioco, come avrei dovuto, con meno numeri. Questa scelta è stata fatale perché le successive vincite hanno tardato a presentarsi. A quel punto avrei dovuto aumentare le mises secondo la montante e, dato che io tendo sempre a giocare alla pari (senza aumenti di montante), arrivato a un abbassamento dell’utile a 5 pezzi, ho deciso di smettere. Ero arrabbiato per la leggerezza con cui avevo accettato il gioco. Quella vincita iniziale, non sfruttata, mi avrebbe permesso di chiudere la giornata con una quarantina di pezzi di guadagno. Sono comunque rimasto al tavolo e i successivi colpi, non giocati, avrebbero chiuso altre tre configurazioni riportandomi al guadagno di 40 pezzi e oltre.
Il secondo errore è stato di distrazione.
Dopo aver iniziato quest’ultima partita, mi sono distratto per le chiacchiere dei croupier e non mi sono accorto che dovevo puntare una terzina che, uscendo, avrebbe chiuso un disegno. Manco a dirlo è uscita proprio quella. E’ stato in quel momento che ho deciso di smettere. Ho contato le fiches e, visto che ero in attivo di 5 pezzi, ho considerato chiusa la giornata. Ero inc… per l’errore e la svista.
Il tempo perso con l’ultima partita non mi ha permesso di testare l’altro gioco e così me ne sono andato.
Sono cose che capitano normalmente ai sistemisti. C’è chi si butta a capofitto per rimediare agli errori e c’è chi, come me, rimandano la tenzone a un altro giorno; specialmente se si possono portare via le spese.
Il fatto è che con il sistema che facevo, avrei chiuso in ogni caso vincente e questo lo sapevo. Ma è più forte di me: già faccio fatica a puntare due pezzi per terzina; figuriamoci arrivare a puntarne 3 o 4.
Insomma, dipende tutto dal carattere del giocatore.
NINO ZANTIFLORE
nino.zantiflore@tiscali.it
http://ninozantiflore.altervista.org/
13/11/09
FALSI APPROCCI
Fate attenzione perché ogni montante (o manovra finanziaria) funziona, o non funziona, secondo il gioco cui sono applicate.
Descrivere una montante, applicata alla sortita continua di una semplice Semichance (R o N; P o D; M o P) non ha alcun senso in quanto si resta alla mercé di ciò che la Roulette produce.
Cosa si vuol sperare? Che la Semichance che stiamo puntando esca un maggior numero di volte rispetto alla Semichance opposta? Che ritorni un equilibrio? Che il gioco differenziale limiti la potenza dello scarto negativo? Che una progressione più o meno violenta annulli due o più negatività precedenti? Che un “paroli di 2” superi più facilmente uno scarto contrario? Ecc…, ecc…
Sono tutte manovre finanziarie che, se non applicate a un gioco base giustificato da un ragionamento plausibile, lasciano il tempo che trovano. Sono, cioè, soggette ai capricci delle leggi naturali del caso. Cercano soltanto di ottenere un beneficio dalla naturale sortita di una serie di numeri casuali, considerati unicamente per ciò che rappresentano: una serie indistinta di Chances Semplici, di Dozzine/Colonne, di Sestine, di Terzine, di Cavalli o di Pieni.
Questo modo di divulgare la conoscenza sulla Roulette è fuorviante, privo d’idee, non esaustivo e denota una mancanza di conoscenza dell’argomento. Questa è gente che vuol esporre cose che non conosce. Il bello è che le espone a milioni di persone, fra le quali c’è chi comprende la povertà dei contenuti, ma c’è anche chi assimila, senza sospettare che la realtà è ben diversa.
La MARTINGALE non è un sistema. La D’ALEMBERT non è un sistema. La LIMOUZINE non è un sistema. La montante AMERICANA non è un sistema. La OLANDESE non è un sistema. Ecc… ecc...
Sono tutte MONTANTI. I sistemi sono tutt’altra cosa.
Un sistema, per essere tale, deve essere strutturato in 3 fasi:
1°) La MATURAZIONE: di un disegno logico o di un logico comportamento della Roulette.
2°) L’ATTACCO: che cosa si gioca e perché.
3°) La MONTANTE o MANOVRA FINANZIARIA: quanto si gioca e perché.
Ogni fase deve essere una conseguenza delle altre due.
QUESTO, è un SISTEMA che, nel suo significato generico, è un “insieme di più elementi che costituiscono un unico complesso”. Nel suo significato ludologico è il criterio di pronosticare l’esito di gare o giochi grafici i cui risultati non sono facilmente prevedibili.
Dalla definizione stessa traspare la necessaria presenza di un gioco o gara; di una previsione non certa e di una ricerca di beneficio che, nella fattispecie, si può realizzare con una qualsivoglia montante.
Un altro punto dolente, che troviamo in questi spazi, è costituito dalla terminologia. Ognuno usa termini diversi e riuscire a capire cosa intendano è un’impresa che si può definire “ardua”. A volte occorre leggere e rileggere la frase per capire a cosa si riferiscono. Per non parlare poi degli schemi di gioco. Questi sono esposti senza la minima spiegazione su come e perché sono disposti in quel modo. Il più delle volte bisogna intuire il perché sono così e questo comporta la noia e il disinteresse del visitatore che, non comprendendo subito ciò che ha davanti, passa oltre.
NINO ZANTIFLORE
nino.zantiflore@tiscali.it
http://ninozantiflore.altervista.org/
07/11/09
IL RITORNO DEL GUERRIERO.
Dopo un bel po' di tempo, ieri, sono andato a Ca' Vendramin. Avevo finito i soldi guadagnati l'ultima volta e quindi sono andato a "battere cassa". Sono uscito con 39 pezzi di guadagno.
Perchè uso il termine "guadagno" e non "vincita"?
Perchè chi va la Casinò per vincere, alla fine, perderà. Chi ci va per guadagnare, con molta probabilità ci riuscirà.
Come potete immaginare, in questa risposta sta tutta la mia filosofia sul gioco.
In ogni caso ho notato che tutti i presenti nelle sale da gioco del Casinò erano li per vincere. E' una cosa triste; ma forse è giusto che sia così. Tutti questi "zombies" sono la linfa vitale necessaria a sostenere le attività di quei pochi al mondo che sanno cosa vanno a fare in quei luoghi. Se non ci fossero loro non ci sarebbero i Casinò. Ben vengano quindi gli "zombies"; lunga vita a questo film horror che ci permette di vivere senza problemi nei momenti di bisogno.
Saluti a tutti, Nino.
Vedi il sito
nino.zantiflore@tiscali.it
29/10/09
STORIA DEL POKER
Storia del Poker
Tutti hanno una teoria per quanto riguarda l'origine del gioco del poker. Teorie che vanno dalla Cina all'India, dalla Persia all'Egitto e quindi dal Mediterraneo all'Europa. Indipendentemente del suo viaggio ancestrale, ci sono forti prove che provenne dall’America con gli immigranti Francesi a New Orleans che giocavano un gioco chiamato poque coinvolgendo bluff e giri di scommesse. Questo gioco di carte poque è forse stato il primo ad utilizzare spade, cuori, diamanti e bastoni.
Poque si è diffuso verso i fiumi Mississippi e Ohio attraverso la barca dove ha incontrato i ferrovieri inglesi – i quali probabilmente hanno trasformato il nome in poker e l’hanno riportato verso le città dell’est durante la guerra civile degli Stati Uniti. In seguito, nel 1860 e l'inizio del 1870, i veterani della guerra civile hanno portato il poker nel West, attraversando il Continental Divide fino a che non diventò famosissimo in tutti gli hotel e i saloon del Wild West.
In quanto gioco ampiamente pubblicizzato, il poker ha sviluppato parecchie varianti, incluse stud, draw e straight. L'introduzione delle carte wild intorno al 1875 ha aggiunto un altro livello di intrigo ed eccitazione. Oggigiorno, il poker è probabilmente il più diffuso gioco di carte di tutto il mondo. E’ considerato come uno dei principali eventi sportivi (in premio denaro, se non la pubblicità), con molti tornei che si concludono con il grande gioco del World Series of Poker.
Spero sia interessante ed inoltre i due link vi porteranno ad alcuni siti per saperne di più.
nino.zantiflore@tiacali.it
20/10/09
NUOVO SITO
Per il momento la HOME PAGE è fatta alla meno peggio perchè non ho ancora una buona dimestichezza con il PC. Non appena acquisirò sufficienti capacità provvederò a modificarla in modo che appaia un po' meno brutta. Comunque ciò che conta sono gli allegati in PDF che contengono qualche novità in campo ludologico.
Ultimamente sto notando un rilassamento nei forum. Che cosa vi succede? Non ci sono più argomenti di un qualche interesse? Per esempio i pregi e i difetti di un qualsiasi sistema. Le sue varianti e i consigli per metterlo in pratica. Oppure le vostre impressioni sulla situazione dei Casinò italiani. Quale Casinò on line considerate migliore. Qualsiasi argomento può portare un utile scambio di idee che a qualcuno può servire.
A me, per esempio, piacerebbe sapere cosa ne pensate del nuovo sito e dei sistemi in esso pubblicati. Sono i primi. Ne seguiranno altri e saranno sempre delle novità
Saluti a tutti, Nino.
Vedi il sito
nino.zantiflore@tiscali.it
03/10/09
RISPOSTA A TONY63
Navigando un po' in Internet mi sono casualmente imbattuto in un post di un signore (un certo TONY63) il cui titolo era:
QUANDO NON SI CONOSCONO LE BASI MATEMATICHE
Per la verità il post è stato bannato perché non l'ho trovato nel relativo forum ForumFree.net. Comunque lo ho rintracciato con un link all'interno di un sito che appare digitando nino zantiflore in Google. Con questo post cerco di rispondere a questo “matematico” che dice che non mi sono mai permesso di scrivere nulla, forse per timore, sul forum dove aveva postato il suo intervento. Il fatto è che l'ho letto oggi per la prima volta e non perché cercassi il forum ma perché stavo scorrendo i 102 risultati sul mio nome in Google.
I puntini all'interno delle frasi non indicano parole mancanti. Sono stati riportati così come appare la frase.
Il signore poi scrive:
“Qui dico solo che certe considerazioni vengono appunto fuori, e magari vengono anche assimilate ed accettate da altri, a causa di un innocuo virus: la scarsa conoscenza delle basi matematiche che governano anche le semplici combinazioni.”
E' vero; a scuola in matematica ero appena sufficiente. Non possiedo basi matematiche, che del resto mi annoiano e che non mi danno alcuna certezza di vincere alla roulette. Al contrario le mie osservazioni sulla legge del terzo mi permettono di vincere sempre (e dico sempre) alla roulette. Mi piacerebbe sapere se con le sue basi matematiche Lei è in grado di fare altrettanto.
Poi scrive:
“Mi piacerebbe capire o leggere cosa ha da dire sulla legge del terzo...in quanto non ho letto la sua spiegazione...”
Perché non lo fa? Da qui capisco che Lei non prende in considerazione punti di vista che non abbiano una spiegazione puramente matematica. Ma questa spiegazione, su quanti eventi si giustifica? Se come il principio di Bernoulli si basa su un illimitato quantitativo di boules, tale giustificazione non ha alcuna attinenza con la legge del terzo che si basa su un limitato numero di eventi: e cioè tanti quanti sono i numeri disponibili (naturalmente oltre ad una certa quantità minima). Io non dico che la legge del terzo si realizzi matematicamente. Dico che vi è una tendenza alla sua realizzazione e su questa tendenza giustifico i miei attacchi. Se il Papa passa per via Marconi, io non vado ad aspettarlo in via Cavour ma andrò ad aspettarlo dov'è previsto il suo passaggio.
Poi scrive:
“vorrei che mi dimostrasse che con la legge del terzo (legge inesistente ma paradossalmente ha fatto presa sugli ignoranti) possiamo dimostrare l'indipendenza dei colpi...o, per dirla come tavolo, sulla mancanza di memoria della pallina.”
A parte il fatto che non capisco cosa intenda dire con l'espressione “per dirla come tavolo”, non mi sono mai sognato di dire che tale legge neghi l'indipendenza della pallina o la sua mancanza di memoria. Se è questo il senso della frase. A meno che non voglia dire che la legge, per essere valida, deve dimostrare queste due caratteristiche di una successione di boules. In tal caso la legge non le esclude. Questa legge si manifesta semplicemente perché, con il passare delle boules, la zona visitata dalla pallina aumenta sempre più e, superando la parità con la zona da visitare, acquista sempre più un maggior diritto di visita rispetto alla zona antagonista. Tutto qui. Lo si vede dalle osservazioni sperimentali. E' soltanto una tendenza che può variare nel senso dell'allargamento o del calore a seconda che prevalga la zona da visitare o quella visitata.
Se in questo Lei ci vede un risvolto matematico me lo dica. Anzi, mi piacerebbe lo esponesse in qualche forum.
Poi scrive:
“mi piacerebbe affrontare anche il discorso della permanenza personale... e le stupide convinzioni su di essa...”
Dato che abbiamo dimostrato che la permanenza personale non differisce da una permanenza continua, non capisco perché Lei abbia qualcosa da ridire anche su questo. Oppure pensa che la P. personale sia diversa da una P. continua? Forse dissente perché l'ho definita maggiormente dispendiosa di quella continua in quei casi in cui si perdono i colpi vincenti. In effetti le stesse condizioni negative le si possono riscontrare in una P. continua, ma almeno in questo caso non avremmo recriminazioni plausibili perché sarebbe una P. continua anomala rispetto alle aspettative di gioco.
Poi scrive:
“insomma molte sciocchezze vengono scritte... e peggio... assimilate, proprio per la mancanza di conoscenza di basi matematiche... di concetti chiari e definitivi... e dimostrabili... che molti di voi ritengono che non servono per giocare con criterio:”.
Bene; perché non ci spiega Lei le basi matematiche con cui giustifica le leggi naturali del caso? Non vogliamo sapere le Sue varie applicazioni alla roulette. Ci basta sapere su quali basi matematiche Lei ci dice che la legge del terzo non esiste. Oppure ci dica quali concetti chiari, definitivi e dimostrabili servono a trarre un qualche beneficio da una serie di numeri casuali.
Poi scrive:
“Caro nino... perché non spieghi qui le tue inesattezze e ne dai una dimostrazione scientifica?”
Se sono delle inesattezze, come posso darne una spiegazione scientifica? Non posso perché sono tutte osservazioni sperimentali. Osservazioni che per il momento mi hanno permesso di arrivare ad una vincita costante. Preciso “per il momento” perché le convinzioni sono sempre temporanee e le permanenze future imprevedibili.
Dopo qualche altra considerazione, che non reputo importante da riportare, il post finisce con un paio di insulti agli amministratori di qualche forum.
Sig. TONY63, sarei davvero interessato a conoscere le basi matematiche da Lei tanto esaltate ma che purtroppo non ho trovato nei vari forum. Se le considera un segreto se le tenga pure. Se le considera una conoscenza basilare per affrontare la roulette ce ne faccia partecipi. Il mondo intero Le sarà grato.
NINO ZANTIFLORE
nino.zantiflore@tiscali.it
26/09/09
PER IL PRINCIPIANTE
Ultimamente ho ricevuto alcune e-mail che richiedevano il mio parere su alcuni tipi di approccio alla roulette. Approfitto quindi di questo Blog al fine di esporre, con concetti semplici, alcune nozioni che considero fondamentali per un approccio costruttivo a questo gioco.
“Se uno va al Casinò una volta nella vita può essere fortunato. Se ci va con una certa regolarità, per lui la fortuna non esiste.”
La mentalità della maggior parte dei giocatori abituali “casuali”, (quelli che per il gioco non utilizzano sistemi), pur sapendo che il banco vince sempre, propende a pensare che la volta che ci sta andando può essere la “volta buona” per vincere; che potrebbe essere una giornata fortunata.
Che senso ha pensare in questo modo se essi stessi sanno che a fine mese, o anno, saranno complessivamente perdenti? Sanno che il Casinò, alla fine, vince sempre; purtuttavia pensano che, “per questa volta”, potrebbe perdere lui!!!
In pratica sanno già in partenza che, pur vincendo “questa volta”, sono destinati ad essere perdenti alla fine di un periodo che può essere tanto una settimana quanto un anno. A loro non interessa sapere che alla fine perderanno in parte o tutto il loro denaro. A loro basta avere il brivido di una vincita che già in partenza sanno essere temporanea.
Si sono posti la domanda “perché il Casinò vince sempre?”. Io credo di no!
Forse pensano che non si può essere sempre fortunati e che quando si è sfortunati, ciò che si perde è sempre di più di ciò che si vince in quelle rare occasioni in cui accade.
Tutto qui? Certo che no!
Il gioco della roulette è regolato in modo da essere proporzionato al risultato che si ottiene con le varie puntate. Più numeri si puntano meno si guadagna. Se scommetto su determinati numeri il Casinò scommette su quelli non coperti. Escludendo l'azione del 37° numero, che non influisce molto sul singolo giocatore ma sulla totalità dei giocatori a favore della Casa, (e l'azione dello zero che influisce per il 50% sulle puntate sulle Chances Semplici e per il totale sulle altre combinazioni multiple, che non siano pieni) la difficoltà è che non si può sempre indovinare con una certa frequenza ciò che dalla roulette sta uscendo. La proporzionalità del pagamento dei numeri vincenti rispetto a quelli perdenti (rimasti vuoti e perciò puntati dalla Casa) fa si che questa maggioranza di colpi a vuoto porti via al giocatore più di quanto incassi con i colpi vincenti.
Fin qui si tratta di un meccanismo puramente accidentale. Ciò che succede dipende da quanti numeri puntiamo e quanti ne lascio fuori.
Forse coprendo più numeri si riescono a limitare i periodi di gioco a vuoto (vedi 5 sestine contro una, ovvero un Passe o Manque e una dozzina; oppure tutti i numeri tranne l'ultimo uscito, dopo una sua ripetizione, con l'esclusione dello zero o di un altro numero a scelta; oppure due dozzine o colonne contro una). Se la cosa funzionasse si arriverebbe alla parità col Banco perché i pochi numeri non coperti causano un forte esborso contro un piccolo incasso e perché tutte le combinazioni hanno un uguale e proporzionato diritto di sortita. Copro molto incasso poco; copro poco incasso molto, ma sempre in modo proporzionato alla quantità dei numeri disponibili (zero o 37° numero esclusi).
Bene! Ma se il risultato è la parità con il Banco, si potrebbe pensare che quando sono in passivo continuo il gioco e quando sono in attivo smetto, portandomi via il beneficio che, continuando, sarebbe destinato ad essere riassorbito dal Banco. Anche se tutti i giorni si legano al precedente, e quindi il passivo è destinato a diventare attivo e viceversa, a questo punto bisogna mettere in campo lo “scarto”.
La roulette non si comporta sempre in modo regolare (vedi Legge del terzo) ma compie degli sfasamenti sia in allargamento che in calore. Può succedere che una Chance (semplice o multipla) o una serie di Pieni possa ritardare oltre ogni aspettativa. Può succedere che la sestina “lasciata fuori” si ripeta consecutivamente per 5, 6, 7 volte procurandoci un esborso che solo un pazzo aumenterebbe con una qualsiasi montante. Nel caso di un gioco a massa pari ogni colpo perso necessita di 5 colpi vincenti e quindi si può facilmente comprendere come un simile evento (fra zeri e successive uscite della sestina eliminata) non possa essere superato dal gioco successivo.
Oltre a questo fenomeno, chiamato “scarto”, vi è sempre il fatto che alla roulette ogni combinazione ha il diritto di uscire un uguale numero di volte in un illimitato quantitativo di tentativi. Questo è il principio di “Bernoulli” che dice:
“Con l'aumentare del numero di prove effettuate nelle stesse condizioni, la frequenza relativa tende alla probabilità e la media sperimentale tende alla media teorica”.
Cosa c'entra tutto questo con il giocatore abituale del Casinò?
C'entra perché, secondo me, questo principio ben gli si addice. Il giocatore abituale "casuale" non fa altro che ottenere gli stessi risultati di una qualsiasi produzione illimitata di numeri casuali. Vediamo il perché.
Più il giocatore va al Casinò più aumenta i suoi tentativi di vincere (prove effettuate) da uno strumento sempre uguale (nelle stesse condizioni). Gli avvenimenti che gli capitano (frequenza relativa), con il loro aumentare, tenderanno sempre di più a consolidare l'indeterminatezza dei risultati (tendenza alla probabilità). Con l'aumentare dei suoi tentativi (media sperimentale) gli effetti ottenuti tenderanno a consolidare l'impossibilità di indovinare, con una certa frequenza, ciò che dalla roulette scaturisce (media teorica).
In pratica nel principio di Bernoulli è decretata la fine di ogni giocatore abituale, che pratica un gioco casuale alla roulette.
L'unico vero fatto, ingannevole per questo tipo di giocatore, è che a volte si esce vincenti dal Casinò e ciò crea l'illusione che tale possibilità possa essere ripetitiva. In realtà queste occasioni vincenti sono soltanto degli intermezzi di una costante discesa del loro bilancio economico. Una discesa non dovuta alla sfortuna, ma ad una inevitabile distribuzione di probabilità insite in una produzione illimitata di numeri casuali.
Vi è una alternativa a questo modo di subire le leggi naturali del caso? Io credo di si.
Credo che l'unico rimedio sia l'abbandono del gioco casuale per un gioco ragionato. Un gioco che basi le sue fondamenta sull'osservazione di ciò che produce un ristretto quantitativo di numeri all'interno di schemi appositamente costruiti. La ricerca di immancabili disegni che tali numeri producono, per effetto della Legge del terzo, può essere una base per ottenere una limitazione agli effetti delle leggi naturali del caso. Quelle leggi che altrimenti ci pongono in uno stato di fatale sottomissione ad un destino che non si può evitare.
Voi, attraversereste un campo minato sapendo che prima o poi saltereste in aria? E allora, perché frequentate i Casinò sapendo che la fine è la medesima?
Cominciate a ragionare su come poter battere la macchina. Informatevi su quanto già scritto e pensato da altri prima di voi, per evitare strade già percorse. Chissà!!! Forse, oltre ad ottenere la limitazione delle perdite costanti, potreste entusiasmarvi per una scienza che, vi assicuro, è appassionante non solo per i successi, ma anche per le sconfitte, che vi rinnovano l'impegno e la caparbietà per ottenere la nostra comune meta: LA VINCITA COSTANTE.
NINO ZANTIFLORE
nino.zantiflore@tiscali.it
03/09/09
PAUSA PER FERIE
07/08/09
NUOVO LIBRO
Nel 1° capitolo vi è una breve e doverosa spiegazione della Legge del terzo.Il 2° capitolo contiene tre sistemi sulle SESTINE IN FIGURE DI 2 . Un modo di giocare che non ho mai riscontrato in tutte le pubblicazioni che ho letto (e non sono poche). Con questi sistemi si riesce a ridurre la scalata di una qualsiasi montante in perdita, obbligando il banco a moltiplicare le nostre mise con un paroli. Gli scarti negativi saranno sostenuti con minor dispendio di capitale fino al raggiungimento dei risultati ricercati, che saranno resi tendenzialmente certi dalla Legge del terzo.
Il 3° capitolo riguarda la grande novità delle "TERZINE A DOPPIO ATTACCO". Si tratta di tre sistemi, in evoluzione, dove appare per la prima volta un nuovo tipo di inserimento delle terzine nello schema: l'INSERIMENTO ASIMMETRICO ZANTIFLORE (perdonate l'immodestia) che permette una maturazione più veloce per la conclusione del gioco.
Il 4° capitolo inserisce il "COMPLESSIVO" sulle terzine a doppio attacco, modificandosi poi in "COMPLESSIVO CONVERGENTE" su giochi in allargamento.
Il 5° capitolo riguarda due sistemi sul calore riguardante le terzine a doppio attacco con inserimento asimmetrico convergente nel complessivo.
Il 6° capitolo contiene alcune mie riflessioni sulle novità precedenti.Il 7° capitolo è riservato alle mie conclusioni su quest'opera.
Il tutto condito con l'accorgimento del "3° PERFETTO OBBLIGATO".
Preciso che la divulgazione di questi sistemi non ha uno scopo mercenario; in questo campo gli "addetti ai lavori" sono relativamente pochi e la distribuzione di questo libro certamente non mi renderà ricco. Chiederò un rimborso delle spese per il confezionamento del libro e delle spese di spedizione. Poi ci sarà un piccolo compenso per il mio lavoro che, anche se mi sono divertito a farlo, mi ha comunque preso molto tempo (compreso l'apprendimento all'uso del PC).
La spesa è comunque largamente recuperabile con una sola seduta al tavolo verde perchè i sistemi che propongo hanno una resa che va dai 30 ai 40 e oltre pezzi, in tre ore di presenza al tavolo. Il valore a tali pezzi lo darete voi a seconda delle vostre capacità finanziarie.
Se qualcuno si dovesse domandare perchè metto a disposizione di tutti dei giochi che vincono e non vada invece a giocarli io stesso, la risposta è che vado a giocarli e continuerò a farlo, anche se altri lo faranno con i miei stessi giochi. A parte il fatto che non ho più l'entusiasmo di una volta (quando cercavo il sistema vincente) non ho bisogno di incrementare le mie risorse economiche e inoltre il viaggio per andare a Cà Vendramin (il più vicino) mi stanca e ci vado sempre più raramente. Comunque ci vado.
Chi ha letto il mio precedente libro sa che non propongo cose ovvie o scadenti. Come per il precedente, anche in questo libro ci sono grandi novità, mai prese in considerazione prima da altri, che io sappia. Sono sicuro che quest'opera vi piacerà. Ne sono convinto a tal punto da rifondere il mio compenso a quanti mi dimostreranno che ciò che hanno letto non ha alcuna valenza alla roulette. Se non fossi sicuro della bontà di ciò che propongo, non mi rimetterei di certo al pubblico giudizio.
Inoltre, gradirei molto conoscere le vostre impressioni su ciò che leggerete. Positive o negative che siano saranno comunque bene accette e dovutamente considerate. Le potreste inserire nei vari forum che conoscete bene. Io li visito sempre.
Perchè faccio tutto questo? Perchè non si vive soli. La condivisione di ciò che hai trovato, o scoperto, o pensato, o creato con le tue mani o con la tua testa, è il miglior compenso che si possa ricevere. Ti gratifica e ti fa sentire qualcuno. Da bravo sessantottino sono anch'io un individualista.
Per richiedere il libro sapete come contattarmi. Saluti a tutti, Nino.
nino.zantiflore@tiscali.it
30/07/09
PROSSIMO SISTEMA
Purtroppo, ancora una volta si tratta di una variante del "3° sovrapposto". Non arrabbiatevi, è l'ultima. Ho voluto inserirla nella serie perchè fa parte degli studi sul 3° sovrapposto, conclusisi proprio con quest'ultimo sistema.
I prossimi sistemi saranno di altro tenore e forse più interessanti. Dovremo pazientare fino a settembre.
Attualmente sto componendo un gioco interessante che parla di nonarie, di figure direzionali, di modalità 3. Quando lo avrò finito lo pubblicherò (se sarà possibile) direttamente su questo blog tramite un link che porterà ad un file PDF.
nino.zantiflore@tiscali.it
20/07/09
HANDICAP DELLA P. PERSONALE.
Abbiamo appurato che quantitativamente la P.P. non produce alcuna differenza con la P. Continua.
Si differenzia invece sui risultati che si possono ottenere lungo il percorso, necessario ad arrivare alla fine degli inserimenti in uno schema.
Ho fatto delle simulazioni di gioco alla roulette on line e, dato che le boules si susseguono velocemente e non mi danno il tempo di calcolare ciò che devo puntare (e quanto), ho adottato la P.P. lasciando scorrere qualche boule a vuoto. Il risultato finale è stato comunque vincente, ma sono stato costretto a puntare 5 pezzi per terzina su un giocatore, e 3 pezzi per un altro. Il terzo giocatore aveva ottenuto un utile non sufficiente a coprire le esposizioni degli altri due e quindi la partita non era stata interrotta.
Che cosa ho notato? Ho notato che se avessi potuto fare le mie puntate ad ogni colpo avrei chiuso la partita con 2 pezzi di mise per terzina sul giocatore più difficile e con 1 pezzo sull'altro.
Ecco cosa c'è che non va nella P.P.. Le vincite possono scadere maggiormente distanziate perchè perdiamo tutte le occasioni vincenti delle boules ignorate. Ciò comporta un maggiore impegno di capitale, anche se il gioco alla fine vince perchè si basa sulla quantità dei risultati.
In base a queste considerazioni ho deciso di non giocare alla roulette on line perchè i miei sono giochi che necessitano di qualche tempo per calcolare cosa e quanto puntare. Per chi pratica giochi continui e semplici è un'altra cosa.
nino.zantiflore@tiscali.it
15/07/09
TEST DEI MIEI GIOCHI.
Ora sto testando l'ultimo nato, che non ha alcuna intenzione di perdere, su questo sito di roulette gratis.
Lo propongo all'attenzione di chi, come me, è interessato a testare i propri sistemi. Preciso che non lo faccio a scopo mercenario, ma solamente per segnalare una possibilità di eseguire dei test sui propri sistemi.
Di certo gli addetti ai lavori (esperti del campo) sapranno già di che si tratta e chiedo loro scusa, perchè sembra che stia scoprendo l'acqua calda. Penso però che in internet ci arrivino esperti ma anche neofiti, i quali hanno il diritto di essere informati di tutte le opportunità per progredire nei loro studi e nelle loro sperimentazioni.
nino.zantiflore@tiscali.it
09/07/09
P.P. n° 10.
Per gli addetti ai lavori, questo risultato era scontato. Non altrettanto si può dire per i non esperti, perchè, come per me un tempo, credo abbiano qualche titubanza ad applicare un qualsiasi gioco con l'utilizzo di una Permanenza Personale. Il difetto di questo comportamento è che abbiamo l'istinto (o vizio) di guardare ciò che è uscito prima di fare la nostra puntata, e il constatare che se avessimo puntato prima avremmo vinto, mentre il colpo che abbiamo appena giocato è perdente, ci crea un deleterio senso di impotenza a causa dell'opportunità persa. In realtà la cosa non ha alcuna importanza perchè, se facciamo un gioco che si basa sulla quantità (e non sulla qualità), il risultato, alla fine, arriverà esattamente come con una Permanenza Continua.
Qualcuno si domanderà a che cosa serva la P.P. Serve a coloro che hanno un gioco che necessita un po' di tempo per calcolare cosa e quanto puntare a tappeto. Non sempre il croupier aspetta i nostri comodi e, talvolta, lo fa anche per suo divertimento nel vedere la nostra foga nel tentativo di poter completare le nostre puntate.
In secondo luogo possiamo iniziare una partita alla roulette oggi e terminarla domani perchè il risultato sarà sempre lo stesso.
Spero che questa mia fatica (e anche quella di Andrea che si è preso la briga di rilevare i numeri) possa servire a qualcuno.
nino.zantiflore@tiscali.it
08/07/09
P.P. n° 9

P.P. n° 8
7 4 11 12 17 3 8 26 20 21 22 14 17 15 28 8 35 17 9 4 27 11 3 17 27 28 14 25 9 10 5 33 8 20 20 8.
Schema numeri pieni:

Numeri presenti 21 (due terzi meno 3)
Numeri assenti 15 (un terzo più 3)
Lege del terzo nella tolleranza.
Schema terzine:
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Quarte di calore 5 (nella norma).
nino.zantiflore@tiscali.it
02/07/09
P.P. n°7