28/10/13

FIGURE...FIGURINE...FIGURETTE


Sapete che molta gente che bazzica la roulette non sa cosa siano le Figure?
 
Una volta uno mi ha scritto: “ma cosa sono tutte queste figure,… figurine,… figurette?...”. Ricordo che a quel punto, come si suol dire, “mi sono cadute le braccia” e ho capito che l’instaurazione di un completo e totale contatto costruttivo con la molteplicità delle persone interessate a questo gioco, non è sempre positivo. Per qualcuno (per fortuna molto pochi), se si trascende dal loro modo di vedere le cose, ogni altro aspetto di un determinato argomento è incomprensibile e lo rifiutano; o forse non hanno la voglia di affrontarlo, considerandolo già in partenza, senza conoscerlo, una cosa inutile. Il fatto è che con i loro interventi e critiche ti obbligano a soffermarti su cose che per la maggior parte dei giocatori consapevoli sono assiomi, postulati, cose scontate, su cui non ci si sofferma nemmeno più. Ti obbligano a uno spreco di tempo, tanto che alla fine decidi di eliminarne la causa e quindi lo eviti con la chiusura di quel contatto collettivo nella sua totalità. Però la cosa va a discapito della maggioranza che sa di cosa si parla e perché se ne parla. 

Fortunatamente queste persone sono abbastanza rare, ma hanno tutte una specie di testardaggine ottusa e se non li eviti rischi di infognarti in discussioni sterili, che ti fanno perdere troppo tempo che puoi impiegare meglio. E’ per questo che molti importanti studiosi e ricercatori di roulette evitano il contatto diretto con il pubblico. Per esempio ho saputo dal responsabile di un importante sito, che all’inizio questo sito conteneva una sezione tipo Forum e che successivamente, visti i toni degli interventi, ha preferito chiudere la sezione restando con la sola esposizione della parte descrittiva di articoli, sistemi, dimostrazioni matematiche e quant’altro inerente il gioco. Per chi è interessato, il Sito è li; per chi vuole criticare con insulti e parolacce, può ignorare il Sito e sfogarsi nei vari Forum aperti a tutti nella rete. Non che i Forum non contengano cose interessanti, ma fra le molte persone che parlano di cose costruttive, si intrufolano purtroppo questi malati di pseudo “protagonismo” che rovinano il tutto. La stessa cosa l’ho fatta io personalmente con questo Blog. 

L’argomento è già stato da me trattato in un vecchio post, ma l’ho ripreso come introduzione all’argomento di oggi. Voglio parlare appunto di queste “Figure… Figurine… Figurette”. 

Quando si parla di Figure, bisogna individuare sia la “modalità” della Chance che si considera in figura, sia la lunghezza che vogliamo dare a quella Figura. 

La modalità della Figura è la quantità dei componenti di cui è composta la Chance. Una Chance Semplice è a modalità 2. Le Dozzine/Colonne sono a modalità 3. Per le Sestine 6, per le Terzine 12, ecc.. Qualunque Chance è riconducibile a Figura e la sua lunghezza dipende dalla quantità di spin vogliamo sia composta. Per indicare questa lunghezza si mette un “di” dopo il termine “Figura”. 

Quindi Figura di 2 indica le Figure che si possono formare con 2 spin di roulette su qualsiasi Chance e naturalmente la loro quantità varia secondo la modalità cui è composta la Chance in questione. Se parliamo di Semplici, queste Figure di 2 sono 4. Se parliamo di Dozzine/Colonne, sono 9. Se ci riferiamo a Sestine, sono 36; se a Terzine, sono 144 ecc. 

La Figura di 3 si forma con 3 spin e per la modalità 2 (Semplici) le Figure possibili sono 8; per la modalità 3 (Dozzine/Colonne) sono 27; per la modalità 6 (Sestine) sono 216, ecc. Tralasciamo le Chances più piccole perché la quantità di Figure possibili nel loro ciclo logico sarebbe troppo grande. 

Poi dobbiamo distinguere tra Figure complete, ridotte ed eccedenti. 

Una Figura completa è lunga tanto quanto sono i costituenti della Chance. Una figura completa di Semplici è lunga 2 (4 possibili). Una completa di Dozzine/Colonne è lunga 3 (27 possibili). Una di Sestine è lunga 6 (46.656 possibili) e una di Terzine 12 (1212 possibili). 

Una Figura è ridotta quando la sua lunghezza è inferiore al numero dei componenti la Chance. Ne sono esempio le Sestine in Figure di 2, oppure le Figure Ordinali di 2 dei numeri pieni, oppure le Figure di 2 sulle Dozzine/Colonne. 

Una Figura è eccedente quando è più lunga dei componenti  la Chance. Ne è un classico esempio le Figure di 3 o di 4 o di 5 sulle Semplici. 

Dalle Figure ridotte dobbiamo escludere le Semplici perché un solo colpo di roulette non può produrre alcuna Figura di qualsiasi Chance. Per le Figure di 2 ridotte dobbiamo partire dalle Dozzine /Colonne per le quali 2 colpi possono produrre 9 Figure. Per le sestine 36; per le Terzine 144, ecc. In questi casi la lunghezza della Figura è inferiore al numero dei componenti la Chance e quindi la quantità delle Figure possibili dipende dall’accoppiamento, per una e una sola volta, di un componente la Chance con se stesso e con qualsiasi altro componente in entrambi i versi di sortita. Ciò vuol dire che per esempio le Figure di 2 sulle Sestine 56 e 65 sono due Figure diverse. Naturalmente, più aumentano gli spin e la modalità, più il numero delle Figure aumenta esponenzialmente e più divengono impraticabili. 

Per una Figura che sia più lunga del ciclo logico della Chance, è praticabile soltanto quella che riguarda le Semplici perché già dalle Dozzine/Colonne le possibilità sarebbero troppo elevate. Di solito, quindi, sulle Semplici si utilizzano Figure di 2, di 3 e raramente quelle di 4. 

In base a questi postulati possiamo dire che per le Sestine le Figure complete possibili in un ciclo di 6 spin sono 6x6x6x6x6x6 e cioè 46.656. Il che vuol dire che, considerando ogni singolo colpo come sestina, una permanenza di 6 colpi ha 46.656 modi diversi di presentarsi. Considerando ogni singolo colpo Terzina, una permanenza di 12 colpi ha 1212 modi diversi di presentarsi. 

Naturalmente, perché in tutto questo ci sia un senso, non bisogna superare certi limiti di eseguibilità. Costruire per esempio un gioco sulle Figure di 3 sulle Sestine, o di 3 sulle terzine, risulterebbe un gioco impraticabile perché, anche se il disegno statistico alla fine si forma, non sarebbe economicamente sostenibile; senza contare il tempo necessario al suo completamento. 

Ora pensiamo a quante possibili Figure complete di numeri pieni ci sono in un ciclo di 37 spin. Se non sbaglio dovrebbero essere 3737 (37 alla trentasettesima), il che rappresenta un numero talmente grande da non essere raggiunto nemmeno dalla presunta quantità degli atomi di cui è formato il nostro universo. 

Allora, che cosa induce a pensare che 10 milioni di boules siano sufficienti a considerare valido un sistema? Eppure certi editori, per pubblicare un qualsivoglia sistema, chiedono una sperimentazione su questi piccolissimi frammenti di permanenze possibili. Pensano che ciò sia sufficiente a garantire l’infallibilità del gioco? Pensano che i cicli contenuti in questa infinitesima frazione di possibili figure siano esaustivi? 

Qualunque gioco si faccia abbiamo davanti a noi una tale quantità di possibili sviluppi da non poter essere mai matematicamente sicuri che quella non sarà la permanenza che ci farà perdere; non solo per il fatto che può non formarsi il disegno statistico che stiamo cercando, ma anche perché vi è la possibilità che la sua formazione possibile si allarghi in modo sproporzionato e non sostenibile in rapporto alla proporzionalità dell’incasso della Chance. 

Quindi, non solo le Figure contrarie sono uno sproposito rispetto a quei pochi test che possiamo fare, ma anche se quella Figura contenesse il disegno ricercato, questo si può formare alla fine del ciclo, dopo innumerevoli e costose aperture. 

In sintesi, i test vanno sì bene, ma ciò che più conta è la ragione per cui si dovrebbe ottenere quella chiusura entro i limiti della possibile sostenibilità economica. Tuttavia, se tale ragione deriva da osservazioni statistiche, non saremo mai matematicamente certi del buon esito della partita, sia perché la permanenza di quel momento può essere l’eccezione rispetto alla ragione, sia perché l’evento può richiedere un impegno finanziario troppo alto. Se tale ragione deriva da formule matematiche, non saremo mai sicuri che gli scarti non oltrepassino il limite di “possibile ma improbabile”. Anche se tali ragioni derivano da quei 10 milioni di test, non saremo mai certi che quella permanenza non faccia parte delle sconfinate permanenze non comprese nei test. In fin dei conti ad ogni spin può sempre uscire ciò che non hai puntato. 

Già questo è ciò che capita nei giochi a ciclo chiuso; figuriamoci nei giochi su permanenza continua. In quest’ultimo caso non c’è scampo. Come si trova l’andamento favorevole, così si troverà l’andamento contrario, e che si giochi per vincere pochi pezzi importanti, o tanti piccoli pezzi, il risultato sarà sempre lo stesso: prima o poi incapperai nella permanenza contraria al gioco. 

Questa, naturalmente, è la mia opinione e penso che dove è possibile, un buon rimedio sia ricorrere allo “stop loss”, magari aumentando la posta alla partita successiva. Se “non tutte le ciambelle riescono col buco”, magari ne escono cinque sì e una no! 

OVER THE TOP 3 continua ad andare bene. Si tratta di “Figure Ordinali di 2” sui numeri pieni e, data la loro struttura, sono riuscito a ridurre a 4 le possibilità per ogni Cavallo, come per le normali Figure di 2 sulle Chances Semplici. 

La migliore scelta di quali Figure attaccare è ancora in fase di studio, però direi che siamo a buon punto. Direi che la scelta è fra il tris di Figure 0/1, 1/0, 1/1. Oppure le due 0/1, 1/1. Oppure le due spezzate. Poi bisogna anche vedere fin dove si può arrivare con la puntata allargata, che ti permette di vincere anche sbagliando Figura. Come sempre cerchiamo di evitare la “decimiliounesima” partita non prevista dai test, perché la totale mancanza di più di una Figura è anche qui “altamente improbabile, ma possibile”. 

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19/10/13

DANNI COLLATERALI


Penso che una caratteristica mentale molto diffusa nel comune giocatore casuale di roulette, ma anche nel sistemista, sia quella di voler porre delle difese, o delle possibilità in più, attorno al suo gioco principale. Di solito egli rafforza le sue puntate con l’aggiunta collaterale di Cavalli, Carré o altre Chances che ne aumentino l’incasso. Sono tutte puntate “collaterali” che hanno lo scopo di rafforzare, o sostituire, una vincita del gioco base e recuperare qualcosa nel caso il gioco principale fallisca. E’ una mentalità che ho notato nella stragrande maggioranza dei giocatori e la si può vedere molto spesso nelle sale da gioco dei Casinò dove si vedono giocatori casuali che riempiono il tavolo di fiches pensando che più numeri coprono più hanno la possibilità di vincere.
 
E’ una tentazione che purtroppo ci viene naturale e credo sia insita nella natura dell’essere umano. In pratica, la convinzione è che se aumentiamo quantitativamente le possibilità, dovremmo facilitare le vincite e il raggiungimento del guadagno. Il fatto è che il vantaggio può essere valido solo per il singolo colpo, ma non nella molteplicità dei colpi necessari alla conduzione di un gioco. 

Per la verità, anch’io mi annovero fra questi giocatori; non allo stesso modo, ma qualche volta combatto contro la tentazione di coperture “collaterali” nella speranza che se non esce ciò che dovrebbe uscire, esca almeno qualcosa che gli sta vicino o che è nella tendenza contraria. 

A volte, trovandomi in negativa con un gioco, ho la tentazione di “rafforzare” con l’aggiunta di Cavalli o Carré quei numeri che sto puntando e che tardano ad uscire. La comune convinzione è che così facendo la mancata vincita sul numero base del gioco ci faccia recuperare almeno in parte lo scoperto che in quel momento stiamo subendo. Oppure ho la tentazione di attaccare entrambi gli andamenti della permanenza, di modo che l’uno o l’altro riesca a vincere. 

Il fatto è che così facendo aumentiamo i pezzi a tappeto e se il gioco base ritarda la sua comparsa, anche vincendo su un collaterale, il più delle volte il beneficio non è sufficiente a recuperare nemmeno la puntata. Pur prendendo qualche puntata collaterale, di solito lo scoperto aumenta sempre più. Oppure, anche se vinciamo su un andamento, non è detto che gli altri riescano a vincere e l’incasso dell’uno non risolve il ritardo degli altri. A questo punto il gioco diventa un gioco di “gestione”. 

Un altro fattore importante che ci induce a queste “tentazioni” è il tempo. E’ chiaro che per raggiungere lo scopo, il gioco principale ha bisogno di un tempo che a volte può essere più lungo del solito. E’ a quel punto che scattano le “tentazioni”. “Se rafforzo la puntata coprendo altri numeri, ho una maggiore possibilità di prendere qualcosa”. Questo capita perché nel corso della partita che ritarda a chiudere, di solito escono numeri laterali nella ruota o vicini nel tappeto e ci viene spontaneo pensare che se avessimo “rafforzato” il gioco, avremmo almeno recuperato qualcosa. 

Tutto questo però dipende dalle caratteristiche del gioco principale e queste “tentazioni” scattano nella nostra mente perché nessun giocatore ha la certezza che il gioco principale abbia una conclusione certa. Questo è il problema: l’incertezza degli esiti di gioco. 

Se invece il gioco fosse certo? Se giocando il minimo della copertura avessimo la certezza che l’esito si realizza entro il proprio ciclo logico? Ecco che in questo caso non ci sarebbe più bisogno di complementarità o di puntate collaterali perché riusciremmo a sconfiggere definitivamente quelle tentazioni che le determinano. La consapevolezza dell’esito certo ci darebbe quella forza necessaria a non “cadere in tentazione”.
 
La serie di sistemi cui ho dato il nome OVER THE TOP e stata un’evoluzione in tempo reale, nel senso che man mano che le modifiche subentravano, ho messo al corrente tutti i possessori del gioco. Dalla complementarità siamo passati alle Figure Ordinali di 2 sui numeri pieni dei Cavalli; dal superamento del limite statistico tra allargamento e calore siamo passati alla settorialità dei giocatori sul doppiaggio delle Figure. 

Ora ho finito la terza parte del OVER THE TOP e il gioco si è tramutato in una pura e semplice ricerca di qualcosa che c’è sempre in ogni ciclo logico di 36 spin sui numeri pieni. All’inizio non ho adottato subito l’unicità dell’attacco perché, come d’abitudine, ho iniziato accomunandolo al gioco complementare del Filotto di 5 e alla costante puntata dello zero. Fin dall’inizio l’ho provato nella pratica, sia in live, sia col processore e sebbene gli esiti siano sempre stati positivi, ho notato che in certe occasioni i giochi collaterali appesantivano il tutto, che invece si sarebbe risolto prima con il gioco puro e semplice. A questo punto mi sono deciso e, sebbene con dispiacere, ho tolto tutti i giochi aggiuntivi, lasciando al giocatore solo la possibilità dell’iniziale puntata allargata. Questo inizio può essere praticato dal giocatore che impiega pezzi base di 5-10 € o più, in quanto con pezzi più piccoli il beneficio iniziale non sarebbe soddisfacente per un guadagno che abbia una certa consistenza. In definitiva l’attacco può essere portato direttamente ai numeri pieni perché l’esito è stabilmente presente e, anche se si perdono occasioni di vincite allargate, avremo una scalata nella montante molto inferiore di prima. Questo ci permetterà di arrivare alla méta agevolmente e senza patemi d’animo perché sappiamo che l’evento si realizzerà. 

Il gioco è già stato accennato nella circolare 2 ed è praticabile in diversi modi, tutti indicati nel trattato e quindi valutabili da ognuno di voi. Sappiate però che un attacco diretto e immediato al numero pieno non preclude l’esito finale dell’utile. 

Sto mandando a tutti il PDF. 
 
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04/10/13

SQUILIBRIO PRIMA EQUILIBRIO POI


I sistemisti di roulette non sono tutti uguali, nel senso che non tutti acquisiscono lo stesso sistema allo stesso modo. Se per qualcuno un sistema è valido e ci vince, per un altro quello stesso sistema non lo è e non lo gioca. Che sia una questione di “feeling”? 

Riprendo un fatto già descritto in questo Blog. Negli anni ’80 avevamo insegnato a una persona un gioco sul quadrato delle Sestine, da farsi con la classica “moltiplicazione degli eventi”. Poi per qualche tempo, durante il quale noi eravamo passati ad altri giochi cercando sempre qualcosa di meglio e di più sicuro, ci eravamo persi di vista con questa persona. Un bel giorno lo trovai sul vaporetto a Venezia e alla mia domanda su come andasse con il gioco, mi rispose che vinceva da un paio d’anni con il sistema che gli avevamo insegnato. Aveva racimolato otto milioni con quel gioco, sia pur avendo delle giornate perdenti. L’importante era saper smettere con poca perdita se si vedeva che il gioco quel giorno faticava a funzionare. 

Giorni fa ho ricevuto questa mail da Cristina. 

Ciao
tempo fa ho acquistato il tuo libro 'La Fine dell'Azzardo' e ho cominciato a giocare con il sistema della terzine.
Funziona molto bene (perfettamente direi) e sono riuscita a decuplicare il capitale investito e anche a cominciare a incassare qualcosa.
Ti chiedo come ti regoli tu per la dichiarazione dei redditi. Ho letto in giro che se giochi su siti AAMS non devi dichiarare nulla perchè il sito è tassato alla fonte. Me lo confermi anche tu? Conosci una normativa di riferimento?
Non ti ringrazierò mai abbastanza per il sistema suggerito, che mi pare ancora troppo bello per essere vero!
Ciao 

Piacevolmente sorpreso di questo “ripescaggio” di un vecchio gioco, ho così risposto. 

Mi fa molto piacere che tu sia riuscita ad ottenere una vincita costante con il sistema della Cresta dell'onda. Si tratta di uno dei primi sistemi da me praticati negli anni '70. Poi sono passato ad altro in cerca di cose sempre migliori, anche se non sempre ci sono riuscito.
Per i redditi non so che dirti. Io non ho mai dichiarato le mie vincite e non credo sia necessario farlo.
Ma dimmi un po': lo giochi come descritto nel libro o ci hai messo del tuo? Mi ricordo che il problema era l'allargamento delle terzine che possono entrare in gioco, tanto che avevo proposto una partenza ottimale dopo una ventina di spin senza una chiusura.
Di che valore è il tuo pezzo base con cui inizi il gioco?
Ti chiedo il permesso di postare la tua mail nel mio Blog (naturalmente senza il tuo nome) se avrò l'occasione di scrivere qualcosa in merito.
Ciao. 

Ciao
Ho modificato un po' il gioco, anche se ho provato anche secondo le tue indicazioni.
Ho cominciato con 100 euro giocando a 0.01 cent a puntata e nonostante la puntata bassa facevo circa 10 euro al giorno. Così ora ho quasi 1000 euro di capitale, e 400 euro già incassati, e gioco a 10 cent. Gioco su ……. casino (sempre AAMS) ma non sulla roulette in diretta perché il tempo è troppo poco e io a volte ho bisogno di pensare alla puntata da fare. Gioco sulla normale roulette online (processore) e devo dire che finora non ho l'impressione che facciano scherzi. Non gioco su …….. perché gli orari non mi sono consoni, infatti io di solito ho tempo di giocare nel pomeriggio e su …….. in quel momento c'è solo la roulette con puntata minima 1 euro. Inoltre con …….. posso fare prelievi sulla postepay, mentre su ……. dovrei richiedere bonifico.
Detto questo ti illustro la mia modalità di gioco.
Non gioco con la montante che hai indicato tu, perché non sono riuscita a capirla bene. Io gioco per il guadagno su ogni vincita.
All'inizio giocavo ……………………. a partire dalla prima che si presentava in qualsiasi momento del gioco. Ma effettivamente ho avuto qualche momento difficile, anche se non ho MAI perso il capitale. Allora ho provato il sistema di aspettare i venti spin senza chiusura, ma sono piuttosto rari per cui il gioco diventava lungo.
Ho provato quindi ad aspettare 24 spin e giocare le chiusure che restavano: in pratica, se in 24 spin non c'era stata nessuna chiusura (cosa rara) giocavo per tre chiusure, altrimenti per due o per una. Ma giocare per una porta i colpi possibili a 12 cosa che, se il numero di terzine è alto, porta ad un grosso esborso di capitale.
Adesso sto giocando con un altro sistema: per tenere basso il numero delle terzine gioco da subito la prima ……………………….. poi mi fermo, per evitare che le terzine diventino troppe. Infatti i più grossi problemi ci sono quando si arriva a 7-8 terzine in gioco, o più di queste, come ben sai. In questo modo il più delle volte si gioca su di una terzina sola e raramente si va oltre le 4-5. La vincita va da 50 cent a 1 euro al colpo. Però il gioco è piuttosto veloce. Anche cosi un paio di volte (non di più finora) ho avuto puntate alte, ma mai ho impiegato tutto il capitale. Inoltre ho intenzione di continuare a destinare parte delle vincite di ogni giorno ad aumentarlo, per sicurezza. Con questo sistema riesco a fare dai 30 ai 50 euro al giorno, dipende dal tempo che riesco a dedicare al gioco, ma in due ore di solito 30-40 euro sono sicuri.
Se mi fai sapere che ne pensi te ne sarei grata. 
Puoi postare la mia mail se lo credi opportuno, non ci sono problemi.  
a presto Cristina 

Entrambe queste due persone hanno acquisito un gioco, un’idea, un metodo di conduzione e l’hanno adattato alle loro capacità modificandone attacchi e conduzione originari. Sono riusciti a ottenere utili continui e costanti nel tempo. Hanno realizzato la cosiddetta “vincita costante” con un sistema che magari per altri è considerato perdente o che non è soddisfacente nella pratica del loro modo di giocare. 

Ecco che il popolo dei sistemisti non è una categoria omogenea; ognuno utilizza un metodo di gioco secondo le sue aspettative e, soprattutto, secondo i suoi desideri. Ognuno ha i propri convincimenti sull’azzardo e, giusti o sbagliati che siano, studiati o soltanto superficialmente presunti, saranno quelli che alla fine condizionano l’accettazione o il rifiuto di un sistema. 

Poco tempo fa uno di voi mi chiese se è il sistema ad essere sempre vincente o se invece sia la persona a renderlo tale. Come allora, anche ora ribadisco che se dietro al sistema non c’è una testa che funziona, qualsiasi “mostro” di sistema può perdere. Se non si sa condurre un gioco, la Legge dell’equilibrio non da scampo. Come una permanenza da la vincita, un’altra la toglie, e l’equilibrio si ripristina. Si, perché l’equilibrio non riguarda soltanto la frequenza dei numeri, ma anche la frequenza degli esiti e la frequenza delle configurazioni, sia in allargamento che in calore. 

C’è solo un modo per sfuggire all’equilibrio: saper come affrontare il “ciclo chiuso”. Non dico che l’equilibrio non agisce su una molteplicità di cicli chiusi, perché nel tempo ciò avviene. Ciò che è squilibrato in un ciclo si riequilibra su un altro e quindi se vinci oggi su uno squilibrio, perderai domani quando quello squilibrio si riequilibra. Dico che se sai cavalcare squilibri diversi, non incontrerai mai l’equilibrio. Chi non sa vedere la Legge del terzo non sa cavalcare gli squilibri e quindi dice che tale legge non c’è. Forse dice che non c’è perché talvolta interviene lo scarto che produce 30 numeri diversi o soltanto 15, ma sappiamo che ciò rientra nelle “normali eccezionalità” dei cicli. Resta il fatto che se sai “cavalcare” gli squilibri, sai vincere. 

A parte queste disquisizioni da squilibrato, sono ancora agli inizi nella stesura della terza parte del OVER THE TOP. Lo sto sempre giocando, sia dal vivo che con il processore e non perde un colpo. Nella maggior parte dei casi non supera i 100 pezzi di scoperto, arrivando al massimo tra i 100 e i 200. Il più delle volte ottiene l’utile entro i 36-40 pezzi di impegno. Io ormai ci gioco senza più emozioni, certo che ciò che mi aspetto accadrà. State comunque sicuri che non appena l’avrò finito manderò il PDF a tutti. A quel punto avrete il modo per ottenere la “vincita costante”. 

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26/09/13

OVER THE TOP TERZA PARTE


Sono tornato. Sono tornato da fantastici Daikiri, Pinacoladas, Mojito e Cuba libre.

Già prima di partire per queste rilassanti vacanze avevo ulteriormente portato avanti l’evoluzione dei sistemi OVER THE TOP ottenendo un livello di assoluta vincita costante. Di solito ciò che produco lo metto a disposizione dei richiedenti (se non pubblicato e liberamente visibile a tutti) dopo un certo periodo di tempo, durante il quale lo provo e poi lo scrivo. 

Mi ero ripromesso che durante queste vacanze avrei cercato ulteriori miglioramenti, ma non ne ho trovati. Come è partito, il gioco è tornato. Per quanto mi sforzassi di migliorare gli attacchi e la complementarità fra allargamento e calore, non ho trovato nulla che migliorasse l’esito del gioco. In pratica, ciò che ho costruito prima della partenza non è al momento migliorabile. Funziona così e penso proprio che continuerà a farlo. 

Ora non mi resta che far eseguire qualche migliaio di test all’amico Luca per controllare se tutte le chiusure previste sono costanti all’interno di ogni ciclo e quindi inizio la stesura della terza parte del OVER THE TOP che provvederò ad inviarvi non appena conclusa. 

E’ un gioco più facilmente conducibile, dove non ci sono pericoli di scarto su alcuni giocatori perché ho cambiato il riferimento dello scarto stesso. Il gioco reale su un paio di centinaia di partite si è sempre dimostrato vincente e, a quanto ricordo, la cassa impegnata non ha superato i 300 pezzi; sempre ripresi con le molteplici chiusure di cui il gioco dispone. 

Vi è una complementarità in allargamento, ma non è indispensabile perché il calore chiude sempre. Io la gioco perché, pur essendo più impegnativa del calore, chiude sempre e mi permette di ottenere un suo utile a parte. Rimane il gioco a “staffetta”, ma da eseguirsi in modo diverso dal precedente. 

Allora, restate in attesa di ricevere la terza parte del sistema che al momento reputo quella definitiva e risolutiva. 

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29/08/13

VISIONE PROSPETTICA


Al gioco della roulette, e forse in qualche altro gioco, il carattere della maggioranza dei giocatori tende a mettere in primo piano l’evento del momento trascurando una più ampia visione di ciò che è accaduto e che accadrà in un più lungo periodo di eventi. Se a questo giocatore date la possibilità di avere una serie di possibili eventi, sempre a lui favorevoli, cercherà ogni volta di ottenere il risultato desiderato per ognuno di essi. Questo tipo di giocatore sa che tutti gli eventi sono a lui favorevoli e sa anche che questa è una cosa eccezionalmente rara. Sa che tutti gli altri esseri umani non hanno questa possibilità e i loro eventi sono quasi sempre sfavorevoli, anzi, sono destinati ad esserlo; però la sua ingordigia lo tenta continuamente e da quel gioco pretende sempre il massimo. Se ottiene di meno, non è contento. 

Egli sa che la moltitudine degli eventi che lo riguardano non è sempre uguale. Ce ne saranno alcuni il cui esito è facilmente raggiungibile e altri il cui esito è meno facilmente raggiungibile, ma comunque sempre raggiungibile. Un sistema può essere sempre vincente, ma ciò non vuol dire che quel vantaggio, che il giocatore ha su tutti gli eventi, abbia un risultato sempre quantitativamente appagante. Il fatto però è che anche in quei casi il vantaggio ci sarà. Sarà stato un vantaggio che ha dato un risultato minore, ma è comunque sempre un vantaggio. 

E allora, perché quell’essere umano non si sente soddisfatto se ottiene un risultato limitato? In fin dei conti è riuscito a superare le difficoltà imposte da eventi casuali, imprevedibili e non superabili da qualsiasi altro essere umano. E’ riuscito ad annullare il riferimento di quello “scarto” tanto temuto dagli altri esseri umani, semplicemente cambiando il riferimento stesso e quindi non è più soggetto alla sua usuale e nefasta azione. Egli è consapevole di questa straordinaria possibilità; ciononostante egli pretende che l’evento in corso sia per lui vantaggioso nella misura che lui ritiene soddisfacente. 

Talvolta, dopo una lunga battaglia con le leggi naturali del caso, capita che il risultato ottenuto sia minimo e non uguale alle altre sedute, dove il vantaggio ha dato con buona profusione. A questo punto sorge in lui il desiderio di far proseguire l’evento per ottenere un maggior risultato; un risultato che sia ritenuto sufficientemente appagante dalle sue valutazioni di giudizio. 

Questo è il modo di pensare del comune giocatore e molto probabilmente egli prolungherà l’evento, con il rischio che le leggi naturali del caso gli rendano ancora più difficile di prima, uscirne con un maggior profitto. 

L’essere umano ha un mezzo per superare questo desiderio pericoloso: ha la possibilità di pensare che la sua vita non finisce con quella partita. Come diceva una certa Rossella, “dopotutto domani è un altro giorno”. Egli può visualizzare nella sua mente che i suoi eventi sono una molteplicità di occasioni, dove ci saranno risultati migliori e altri inferiori. L’importante è non avere eventi nefasti perché ciò costituirebbe un passo indietro nella sua strada. 

Ecco che allora se su 20 occasioni si ottiene un vantaggio di 100 e su quella in corso si ottiene solo 30, è inutile contrariarsi. Ciò rientra nell’andamento degli eventi e non è detto che i prossimi eventi siano uguali a questo. Egli deve sforzarsi di capire che ciò che vale è la media dei risultati e se un giorno il suo vantaggio gli da 30, ci sarà il giorno che gli darà 150. Perché rischiare il passo indietro per ottenere di più? Sarà la media a determinare il suo successo finale. 

Perché questa riflessione? Perché giorni fa mi è capitato di ottenere un utile di soli 3 pezzi dopo una partita un po’ lunga sul OVER THE TOP seconda parte (l’ultima modifica suggerita con la seconda circolare) e con una mise per pieno di 3 pezzi. Avevo superato il momento espositivo ma l’utile era alquanto esiguo. Stavo ricominciando a giocare con una nuova costruzione del gioco, ma qui mi sono fermato e ho considerato tutto quello che ho valutato qui sopra. A quel punto mi sono convinto e ho chiuso la seduta. 

Per qualcuno questi vaneggiamenti sono ovvi e rientrano nel comportamento abituale del sistemista serio e preparato. Per altri saranno senz’altro riflessioni di cose balenate velocemente nel loro subconscio, ma abitualmente ignorate in favore della bramosia di un maggior risultato.
 

AVVISO

Dal 4 al 25 Settembre sono in ferie (era ora) e quindi non potrò rispondere ai vostri messaggi. Ci risentiamo dopo il 25.

 



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22/08/13

MODIFICA IMMINENTE


Il gioco OVER THE TOP sui pieni è un gioco giovane. Fra le molte partite facilmente vincenti con un buon profitto, se ne intervallano alcune difficili, per le quali a volte necessita una cassa che supera i 700 pezzi. 

Per più giorni non ho avuto difficoltà significative per arrivare all’utile, ma queste tre ultime sedute sono state molto difficoltose. In una seduta ne sono uscito vincente grazie allo zero che mi ha permesso di recuperare tutta l’esposizione e ricominciare da capo la scalata della montante fino al raggiungimento dell’utile con il gioco base. Se non ci fosse stato lo zero sarei saltato dei 1000 pezzi della cassa. 

Nonostante gli sforzi per ridurre la proliferazione delle aperture, la capacità elusiva della roulette non demorde. Se si fa un gioco sull’intero tappeto, le aperture dilagano. Se lo si fa settoriale, le aperture per giocatore sono contenute singolarmente, ma nell’insieme e se si insiste nella partita, dilagano ugualmente. Il fatto sarebbe poco importante se alla fine anche l’ultimo giocatore non si mettesse in ritardo. Questa però non deve essere una speranza perché si dovrebbe sempre giocare su certezze. Di conseguenza è quindi conveniente interrompere il gioco non appena si perviene all’utile. 

Sto provando una nuova modifica che abbrevia sia il tempo di gioco, sia i risultati sulle chiusure. E’ sempre un gioco settoriale (perché quello totale è impossibile) ma sembra che le chiusure scadano più velocemente e su 6 giocatori 4 chiudono facilmente. Il quinto chiude senza particolari ritardi e il sesto non va mai inseguito. Come al solito il numero delle vincite per partita dipende dalle decisioni del giocatore. Ho limitato l’allargamento delle aperture quasi sempre a 3 pieni per sestina e questo rallenta di molto la scalata della montante per ogni giocatore. 

Mi sembra un gioco molto migliore del precedente e appena finisco di scriverlo lo mando ai possessori dell’OVER THE TOP. 

Ribadisco che ogni gioco è migliorabile, ma spero che questo sia il definitivo. 

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19/08/13

TASSA ASSASSINA...O NO!


“I sistemi perdono il 2,70% sulle combinazioni multiple o l’1,35% sulle semplici, quindi, alla fine perderanno tutti”. 

Questo è il senso delle affermazioni che ci si sente dire da molti frequentatori di Forum in cui si parla di roulette. In questo modo si estendono le conclusioni dei matematici attribuendole a qualsiasi gioco venga applicato alla roulette e quindi ti dicono che alla fine sarai perdente proprio per quella percentuale di tassa. Recepiscono la giusta analisi che i matematici fanno sul pagamento non equo del banco e la attribuiscono (giustamente) a qualsiasi gioco, manovra finanziaria o strategia, applicabili alla roulette. Come conseguenza di questa generalizzazione ci dicono che qualsiasi giocatore, con qualsiasi gioco, alla fine sarà perdente proprio per questa tassa che ad ogni tua vincita non ti da il 2.70% o l’1,35%, di quanto dovrebbe darti. La conseguenza è che alla fine sarai perdente. Almeno così mi sembra di capire. 

E’ chiaro che i matematici hanno stabilito quelle percentuali di “spettanza negativa” in funzione alla non equità dei pagamenti su tutte le vincite del giocatori. Ciò è dovuto a quel numero in più che ha il banco e il suo peso, nel numero delle prove rispetto alle probabilità che hanno entrambe le parti (giocatore e banco), decurterà qualsiasi giocatore delle suddette percentuali ad ogni sua vincita. In un gioco casuale, dove i numeri puntati non derivano da scelte ragionate e giustificate dalla statistica e dove il numero degli esiti sono proporzionalmente alla pari con il banco, questi mancati incassi saranno determinanti per il risultato finale. 

A parte il pagamento non proporzionale ai numeri presenti nella ruota, qualunque gioco si faccia, il banco ha sempre un numero in più in rapporto al pagamento e tale numero influisce sui risultati finali di ogni singolo giocatore. Anche se il tappeto è completamente coperto e quindi anche se il banco paga costantemente qualcuno, alla fine, al banco resterà la cosiddetta “tassa del 37° numero” e, presupponendo che la cassa dei giocatori non sia incrementata da ulteriori aggiunte, tutti i giocatori dovrebbero trovarsi alla fine senza cassa. Queste sono le percentuali che il banco ricava dalla moltitudine dei giocatori, siano essi casuali o sistemisti. 

Il principio è che tutti pagano la tassa ad ogni incasso, ma ciò non vuol dire che a fine mese tutti saranno perdenti a causa di quel 37° numero. Ci sarà il giocatore casuale che oltre alla tassa perde perchè non può indovinare sempre ciò che uscirà. Oppure, in un gioco i cui esiti sono “paritari” con il banco, la sua cassa subirà l’effettiva decurtazione della tassa e quindi alla fine sarà sempre perdente. Ci sarà il giocatore sistemista che oltre alla tassa perde perché il suo sistema perde “sistematicamente”. Entrambi hanno pagato la tassa al banco, ma nel breve periodo ciò può aver influito poco sulla loro perdita finale perché questa sarà dipesa principalmente da scelte sbagliate o da un sistema che ha subìto una permanenza contraria. In sostanza, se in un giorno un giocatore che ha una cassa di 5000 pezzi incassa vincite per 1000 pezzi, la perdita dovuta alla tassa è un minore incasso del 2,70% su ogni puntata rispetto a quanto avrebbe dovuto ricevere se il pagamento del banco fosse stato equo. Ma questo è soltanto un pagamento inferiore rispetto a una giusta equità. Ciò che realmente influisce sulla cassa del giocatore è che il 37° numero, non conteggiato nei pagamenti, uscirà una volta ogni 37 spin e siccome esso sarà sempre compreso fra i numeri non puntati dal giocatore, in un livellamento di esiti fra banco e giocatore, ne uscirà vincente il banco perché alla fine il giocatore arriverà a perdere i 5000 pezzi prima che se il pagamento fosse stato equo  

Sappiamo quindi che quelle percentuali di spettanza negativa derivano da un pagamento inferiore rispetto alla quantità dei numeri disponibili nella ruota. I numeri sono 37 ma il banco paga come se fossero 36. Come seconda considerazione, quel numero in più a favore del banco sarà sempre fra i numeri non coperti e sortirà in media una volta ogni 37 spin, allungando i nostri tentativi di vincere. 

Ci sarà però anche il giocatore che a fine giornata vince. Se è un giocatore casuale, avrà soltanto rimandato la perdita finale perché, facendo un gioco sempre casuale, proporzionalmente paritario con il banco e non a conclusione statistica, quella tassa sarà determinante nella decurtazione del suo capitale. Potrà avere delle giornate vincenti, ma se “livellate” con le perdenti, si troverà in negativo, anche a parità di esiti sul gioco con il banco. E qui concordo con i suddetti signori che estendono la perdita finale a qualsiasi giocatore. 

Però c’è anche il giocatore sistemista che ha un gioco statisticamente vincente. Non parlo di sistemi applicati a una permanenza continua e nemmeno di sistemi che non abbiano una conclusione statistica. In questo caso il gioco salterebbe non tanto per la decurtazione della tassa (che impiegherebbe più giorni a compiere il suo lavoro), ma per l’esito finale del sistema. Ciò sarà dovuto a una proliferazione di aperture impossibili da sostenere senza il superamento dei massimali del tavolo. Oppure sarà dovuto agli andamenti contrari della permanenza che produce uno scarto negativo per quel sistema. In pratica, il sistema perde perché il gioco non è valido. Parlo invece di sistemi che devono vincere semplicemente perché hanno una conclusione statistica vincente. Sistemi in cui lo scarto negativo non può durare oltre un certo limite. Sistemi che hanno un inizio e una fine entro la quale si verifica sempre il disegno ricercato. Potranno esserci svolgimenti difficili e impegnativi, ma con una giusta cassa e una conduzione adeguata, sempre superabili. 

Allora, questi giocatori che incasseranno anch’essi il 2,70% in meno ad ogni puntata vincente, saranno anch’essi alla fine perdenti come il giocatore casuale? Subiranno certamente un minor incasso a causa della tassa ma ciò, influirà tanto nel risultato finale da uscirne perdenti? 

Se il sistema è valido, possiamo considerare una, cento, mille sedute, ma alla fine il risultato non potrà che essere uno solo: la vincita del sistema avrà superato la decurtazione della tassa e la differenza sarà il guadagno del sistemista. 

Supponiamo che il sistemista, con una cassa di 5000 pezzi e dopo aver fatto puntate per 2000 pezzi, abbia avuto incassi per 3000 pezzi. Il suo utile è stato di 1000 pezzi che, senza la tassa, sarebbe stato di 1081. In totale avrà pagato al banco una tassa di 81 pezzi, ma la sua cassa ora è di 6000 pezzi e se ciò si ripete a ogni sua seduta, come fa a risultare alla fine perdente? 

Ecco che non si può fare di ogni erba un fascio. Se il sistema è valido, non c’è tassa che tenga; il ricavo sarà inferiore a quello che sarebbe stato con un pagamento equo, ma ci sarà in ogni caso un ricavo che incrementa sempre più il capitale. Quindi non si può dire che non c’è nulla da fare e che tutti i giocatori indistintamente alla fine saranno perdenti. Vi assicuro che ci sono anche quelli che alla fine sono vincenti, di meno del dovuto se il gioco fosse stato equo, ma comunque vincenti. 

Me lo ha dimostrato il gioco OVER THE TOP che nella sua ultima versione non sta perdendo un colpo. L’unica volta in cui ho lasciato sul tappeto 30 pezzi è stato perché si è interrotta la connessione con Internet e quindi per un’ora non ho potuto continuare la partita. Li addebiterò alla prossima seduta, distribuendoli a carico dei vari giocatori. 

Spero che questa mia dissertazione, sfornata da uno che non è un matematico, sia corretta nei suoi punti essenziali. Se così non fosse, mi scuso per il tempo che ho fatto perdere. 

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08/08/13

VI SIETE RESI CONTO O NO

Ma vi siete resi conto del gioco che vi ho dato?

E per di più quasi gratis. Chiedete ai vari "venditori" quanto avrebbero chiesto per un gioco così.
 
Buone vincite a tutti. Ho appena finito di giocare con 4 pieni fatti e uno perso per le solite attese di gioco ottimale.
 
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nino.zantiflore@gmail .com
 
 
 
 

07/08/13

CRONACHE DI NINO

Da non crederci. Ho dovuto abbandonare il gioco per eccesso di vincite.
 
Ho iniziato il gioco e dopo due puntate ho chiuso un pieno. Sono uscito dal Casinò e siccome mi erano rimasti in gioco solo tre numeri, ho aspettato a rientrare che la situazione si evolvesse con un maggior quantitativo di numeri da puntare.
 
Lo spin successivo ha centrato uno dei tre e quindi, imprecando, ho aspettato che si riformasse il gioco che, puntualmente, si è aperto dopo tre spin su un altro giocatore. Allora ho aspettato un maggior quantitativo di numeri da puntare e non sono rientrato.
 
Cosa è uscito allo spin successivo? Naturalmente uno dei due numeri che dovevo giocare. A questo punto mi sono incazzato e ho chiuso la TV.
 
Questa è la mia normale routine di gioco, ma so anche che la mia prudenza può sì farmi perdere molte occasioni, ma senz'altro mi mette al riparo da partenze avventate, il più delle volte dovute alla speranza, come quella del classico giocatore casuale. Ricordate la visione di se stessi vincenti?
 
Tutte queste vincite facili non sono altro che "ami" che la roulette butta ai "pesciolini" per illuderli sul come sia facile vincere, ma poi arriva il momento in cui manifesta tutta la sua potenza elusiva e allora il "pesciolino" rimpiange di non essere stato prudente e di non aver atteso una partenza ottimale.
 
Comunque il OVER THE TOP (parte seconda) continua imperterrito la sua strada vincente, tanto che mi ricorda il periodo del gioco del PANORAMA. Anche allora giocavo senza emozioni, fino ad una partita perdente. Naturalmente non si rimangiò tutto quello che mi aveva dato in precedenza, ma tanto bastò per farmi proseguire su altre ricerche. 
 
Come alcuni mi hanno già confermato, il OVER THE TOP è un gioco che da molto, ma vi raccomando di esercitarvi molto a tavolino perché in certe occasioni bisogna essere in grado di puntare velocemente e saper calibrare le puntate sui vari giocatori. Vi sarete resi conto che è innanzi tutto un gioco di "conduzione" sulle alternanze dei vari giocatori. E' solo una questione di saper attendere perché prima o poi ogni giocatore ottiene la sua chiusura.
 
Ho anche ricevuto richieste di chiarimenti sulle Figure da giocare e, come sempre, ho chiarito le varie situazioni incerte.
 
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03/08/13

NEMICO PUBBLICO NUMERO UNO


Durante la vostra vita di “casinisti” avrete certamente notato che quasi tutte le sedute che avete fatto sono state caratterizzate da vincite facili all’inizio di seduta e vincite difficili una volta che si oltrepassa un certo numero di spin. Con molta probabilità tale quantitativo di spin, oltrepassato il quale cominciano le pene, si aggira attorno ai 30/40 colpi. 

Che cosa succede? Perché questa disparità di resa nel sistema? Eppure le giustificazioni che riguardano le vincite sono corrette. La statistica dice che si verificheranno e infatti si verificano, ma il fatto è che non si verificano con la stessa frequenza dei primi 30/40 spin. Ecco che allora il giocatore deve sostenere il gioco fino alla maturazione delle nuove chiusure. 

La ragione è facilmente comprensibile se ci si ricorda della “Legge dell’equilibrio”. Sappiamo che in un ciclo logico sui pieni imperano la “Legge dello scarto” e sua “figlia” la “Legge del terzo”, con le quali sortiranno presumibilmente dai 20 ai 28 numeri nuovi, mentre ci saranno dai 17 ai 9 doppiaggi. Queste sono le proporzioni che ogni ciclo di 37 spin si porta appresso nella propria rilevazione. 

Ho detto “nella propria rilevazione” e ciò dovrebbe essere valido da qualunque punto della permanenza questa rilevazione inizi. Resta il fatto però che al lato pratico non è così. Resta valida la domanda: perché inizialmente le partite sono più facili di quelle che vengono dopo? La risposta è che interviene la “Legge dell’equilibrio” che, con il passare degli spin, tende a “equilibrare” non solo i numeri, ma anche Chances, disegni, incassi, chiusure e aperture. 

Quando chiudiamo una partita e ci apprestiamo a un nuovo attacco, generalmente ci regoliamo sugli ultimi numeri che ci hanno fatto chiudere la precedente partita. Questi numeri avevano un senso con i loro precedenti, ma con quelli futuri? Certamente avranno un senso se consideriamo sempre il ciclo dei 37 spin, ma a lungo andare questo senso si posticiperà verso la fine del ciclo ed ecco spiegato perché le chiusure ritardano e le aperture subiscono un allargamento. Non solo! Legando gli spezzoni di permanenza, si arriverà anche al punto in cui aumentano le deviazioni proporzionali fra presenze e doppiaggi e ciò sarà un fattore negativo se il gioco praticato è contrario a quell’andamento temporaneo. Siamo d’accordo che il giocatore non può scegliere un inizio di gioco che sia a lui favorevole, ma se ogni partita non tenesse conto del passato, le probabilità di incappare in un inizio sfavorevole sono minori che non per quello favorevole. Durante una seduta continua arriverà la partenza sfavorevole, ma sarà dovuta principalmente al persistere di un gioco sempre uguale e sempre sullo stesso tavolo. 

In base a queste considerazioni io penso che la cosa migliore, in generale, sia l’azzeramento di tutta la permanenza alla conclusione di ogni partita. E’ un comportamento che senz’altro non troverà seguaci (a partire da me stesso) perché la noia dell’attesa non è sopportabile da tutti. Il più delle volte si preferisce affrontare il rischio di incontrare con una maggiore frequenza la permanenza avversa piuttosto che aspettare una condizione ottimale, oppure piuttosto che effettuare un totale azzeramento della permanenza per ricostruire un nuovo attacco. 

Ma come al solito io “predico bene ma razzolo male”. Prima di scrivere questo articolo ho fatto le mie solite 2-3 partite on line. Sapevo esattamente quanto ho fin qui predicato, tuttavia, per non rompermi i cosiddetti ad aspettare una costruzione del gioco ad hoc, ho utilizzato la permanenza personale. L’avevo fatto nelle due precedenti sedute e siccome sono andate bene, ho continuato a farlo anche nella seduta in questione. Sapevo perfettamente il pericolo insito nell’utilizzo della P.P. ma la visione dell’usuale facilità di svolgimento del gioco e la pigrizia congenita nel mio carattere, mi hanno fatto perseverare in questa scelta della P.P. Non ho fatto altro che riprendere lo schema dal punto di arrivo della sera precedente e continuare il puntamento di quei numeri che erano rimasti da giocare nelle varie aperture non chiuse. Ebbene, l’apertura più impegnativa si è messa i ritardo e le altre aperture sbagliavano continuamente le chiusure. Di solito per arrivare all’utile non si impegnano più di 80-100 pezzi. Questa volta ho dovuto impegnare quasi 500 pezzi. Alla fine la partita si è conclusa con il suo utile, ma l’inevitabile coincidenza con una partenza opposta mi ha costretto ad un inusuale impegno economico. 

Naturalmente ho rifatto la partita costruendola con i nuovi numeri e l’esito è stato che avrei fatto la prima chiusura dopo aver puntato in totale 4 pezzi e la seconda dopo aver puntato in totale 28 pezzi. Invece di soffrire per i 30 spin che sono stati necessari per arrivare all’utile, ci sarei tranquillamente arrivato senza dover impegnare 500 pezzi della cassa. A questo punto mi sono convinto che la Permanenza Personale può farti risparmiare tempo, ma alla fine ti fa inevitabilmente incontrare un inizio difficoltoso e, se non hai un buon gioco, ti può far saltare di qualunque cassa tu disponga. Questo per me è il nemico numero 1 del sistemista di roulette: la pigrizia e l’impazienza. 

Comunque, state su di morale perché il nuovo gioco del OVER THE TOP ha una buona resistenza e con una buona cassa può superare anche gli inconvenienti della P P. Naturalmente è meglio evitare questo tipo di conduzione perché se praticato nei dovuti modi e cioè utilizzando la permanenza del giorno, è un gioco che finora si è dimostrato imbattibile. 

Giorni fa ho ricevuto questa mail da Sergio. 

Ciao, Nino. Anche se ancora sbaglio nelle puntate mi sembra che hai creato un mostro, nel senso che il tuo sistema è in grado di far piangere la roulette. Non mi era mai successo, anche se in simulazione, di arrivare a vincere più volte oltre 150 pezzi senza la timidezza del vinci e scappa. Il semplice fatto che si possa giocare di continuo è assai significativo; non si tratta più di partite singole con attese di maturazione di un qualsiasi gioco poiché la staffetta funziona magnificamente. Credo che l’unico aspetto negativo consista in una sestina che si pone in forte ritardo mentre si puntano alcuni dei suoi pieni e simultaneamente non si riesce a recuperare lo scoperto con le altre vincite. Penso però che sia molto difficile che si verifichi una simile ipotesi, ed in questo caso ritengo che l’unica soluzione sia quella di tenere basse per quanto possibile le puntate della sestina in ritardo accettando una perdita non esagerata.
Approfitto della tua pazienza e ti invio in allegato alcuni esempi per sapere se ho imparato oppure no. 

A questo punto richiamo l’attenzione dei giocatori di questo sistema sulla naturale evoluzione di questo gioco. Di solito capita che dopo un certo numero di spin si trovino chiusi tre o quattro giocatori mentre due o tre sono rimasti ancora aperti. Naturalmente a questo punto siamo in utile generale, e la continuazione della partita sullo stesso schema potrebbe andare incontro a un inconveniente. Potrebbe succedere che i tre o quattro giocatori chiusi e riaperti entrino in calore lasciando i due o tre aperti e giocanti a puntare a vuoto. Praticamente il gioco arriva a una maturazione in cui è consigliabile chiudere il tutto e ripartire con numeri nuovi. Di solito ogni nuova partenza non produce problemi mentre la continuazione di una partita quasi totalmente chiusa potrebbe restare in stallo mentre si riforma il gioco sui settori chiusi in precedenza. Questo è un consiglio dovuto alla pratica del gioco in reale. Ogni tanto chiudete il tutto e ripartite da zero. 

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