20/05/09

NUOVO LIBRO

Oggi, 20 maggio 2009, ho finito la stesura del nuovo libro.
E' composto da 135 pagine e contiene:

TRE SISTEMI SULLE SESTINE (uno di allargamento e calore, due di allargamento).

TRE SISTEMI SULLE TERZINE (giochi di allargamento).

TRE SISTEMI SUL COMPLESSIVO DELLE TERZINE (di allargamento).

DUE SISTEMI SUL COMPLESSIVO DELLE TERZINE (di calore).

Ora sono alla ricerca di un editore che lo pubblichi. Se qualcuno ha qualche suggerimento, o se qualche editore mi può contattare, gli sarei molto grato.
nino.zantiflore@tiscali.it

NINO ZANTIFLORE

04/05/09

PERMANENZA PERSONALE

Ieri, 3 Maggio 09 sono andato al Casinò di Venezia per provare un gioco che sarà incluso nel mio prossimo libro. Dato che questo sistema necessita di un certo quantitativo di tempo per calcolare le terzine da mettere in gioco, sono andato al Casinò con l'intento di giocarlo con "Permanenza personale". Come al solito, non ci sono riuscito. E' evidente che per praticare la permanenza personale bisogna "esserci tagliati". Ho cominciato a farlo, ma dopo una decina di boules prese fra i vari tavoli (boules di cui ho assistito personalmente l'uscita, altrimenti la permanenza non sarebbe valida) ho desistito. La ragione? La difficoltà di puntare su un tavolo circondato di gente; l'andirivieni da un tavolo a un punto d'appoggio per poter annotare le variazioni nello schema; la stanchezza, che dopo mezz'ora (o un'ora) di questo andirivieni mi assale; il miraggio di un posto vuoto, disponibile e bello comodo in un tavolo circondato da gente. La tentazione è troppo forte e cedo. Mi sono seduto al tavolo e ho continuato il sistema modificandolo e giocandolo solo nelle sue parti iniziali in modo da non dover necessitare di un quantitativo di tempo superiore ai tempi del tavolo. L'esito è stato comunque favorevole e non poteva essere altrimenti ma, in definitiva, non ho testato (anche se si sarebbe trattato di un solo caso) la "Permanenza personale". Voi ne siete capaci? Io no!

Siamo destinati a restare con l'interrogativo se la permanenza personale sia uguale a ogni altra serie continua? In linea teorica lo è, ma non ho notizia che qualcuno abbia sperimentato realmente il fatto.

Bisognerebbe che un volenteroso andasse anche solo una decina di giornate al Casinò, rilevasse personalmente un centinaio di boules al giorno, e poi si potrebbe analizzare in ogni gruppo di 37 boules se la frequenza della "Legge del terzo" è uguale a una serie continua presa in uno stesso tavolo.

C'è in giro qualche stoico volonteroso, magari anche pagato per la sua prestazione da qualche studioso, che può fare questo esperimento? Se è già stato fatto mi piacerebbe saperlo, magari da un intervento su un forum come per esempio il LOGICAL.
nino.zantiflore@tiscali.it

NINO ZANTIFLORE

30/01/09

CONSIDERAZIONI SULLE CHANCES SEMPLICI

Con questo POST voglio esporre un mio particolare modo di considerare le Chances Semplici.

Lo scopo di questa ricerca è quello di ottenere un minor numero di incertezze nel completamento di un qualsivoglia disegno, maturazione o configurazione, che possa servire ad un profiquo attacco.

Consideriamo come campione, valido anche per le altre due, la chance R/N. Questa chance è composta da due simboli in contrapposizione, ovvero a "modalità 2" (per distinguerla dalla modalità 3 delle dozzine e colonne).
Nella sua completezza la chance può produrre le cosiddette "figure" che altro non sono se non raggruppamenti di singoli simboli della chance stessa.
Ad esempio RR è una figura di 2; NRR è una figura di 3; RNRN è una figura di 4; e così via. Ogni figura può iniziare con l'uno o l'altro colore e la quantità delle figure che possono essere prodotte dipende dal numero dei termini, stabiliti a priori, per ogni tipo di figura.
Ad esempio le figure di 2 sono quattro: RR RN, NN NR due inizianti a R e due a N.
Le figure di 3 sono otto: RRR RRN RNR RNN, NNN NNR NRN NRR quattro inizianti a R e quattro a N. E così via.

Fino a qui niente di nuovo. Sono cose che chi ha già una minima conoscenza ludologica conosce bene da lungo tempo (ma che anche chi inizia ora questi studi, ha il diritto di sapere).

Durante i brevi studi sulle chances semplici, fatti in questi ultimi tempi, ho notato (come del resto tutti, penso) la frequente aleatorietà della presenza quantitativa nelle sortite delle figure inizianti con un colore o con l'altro. In altre parole può capitare che, in un ciclo completo di figure di 3, risultino presenti solo figure inizianti con un colore, mentre le altre (inizianti con il colore opposto) siano completamente assenti.
Ciò rientra nella normalità degli scarti e non dovrebbe costituire meraviglia; anche perchè, come viene il calore su poche figure, così può venire anche l'allargamento, con tutte le figure presenti nel ciclo delle otto figure. Naturalmente poi, vi sono tutti gli altri casi, con le varie gradazioni di eccezionalità, fino ad arrivare alla media tendenziale dei due terzi (5 presenze e 3 assenze, nel caso delle figure di 3).
Tutto questo, se considerato nei termini e modalità di gioco normalmente usati, porta inevitabilmente a subire partite negative. Anche se distribuite nel tempo, queste negatività, assorbono inesorabilmente gli utili conseguiti in un gioco, fino ad allora sviluppatosi nei modi tendenziali.

Come possiamo evitare questo periodico presentarsi di eccezionalità, peraltro dovute alla legge sulla distribuzione delle figure?

Ho pensato di dividere la classica chance (R/N) in due "Semichances" (Semichance a R e Semichance a N) dove, chiaramente, la successione dei colpi seguenti al primo, produrrà una serie di figure, tutte con una iniziale uguale. Le figure ottenute sono le stesse di quelle che si ottengono con la chance classica, ma ora sono considerate facenti parte di due gruppi diversi. Avremo quindi figure inizianti a R e figure inizianti a N.

Quindi, se presa come singolo colpo (figura di 1) la Semichance non da alcun significato: può essere presente o assente. Se presa come iniziale di una successiva serie di colpi (2, 3, 4 ecc...) può produrre anch'essa delle figure, che vediamo brevemente qui di seguito.

E così via.

La domanda che possiamo ora porci è: "a che cosa serve questa divisione?"

Secondo me, queste sono le possibili risposte.

1°) Accettando solo le figure di competenza, e cioè quelle con l'iniziale scelta per il gioco, si può spezzare la normale distribuzione delle figure (nella loro conformazione classica) interrompendo un processo inesorabile, che ci sta perseguitando in tutti questi tipi di gioco.

2°) Mettendo in contrapposizione le figure di una Semichance con quelle dell'altra si possono creare dei giochi che, avvalendosi della Legge del Terzo, non saranno soggetti a stagnazioni in uno dei due settori, come invece può succedere in uno schema di una chance classica.

3°) Le maturazioni degli schemi avvengono, ovviamente, mediante inserimenti di figure con l'utilizzo dell'accorgimento della "Iniziale obbligata", ampiamente descritto e praticato nei sistemi che si stanno pubblicando nel sito la roulette.it nello spazio a me dedicato:

http://www.laroulette.it/Zantiflore/Main_Zantiflore.asp

4°) Con questa divisione otteniamo un restringimento del campo di indeterminatezza, per la ricerca delle figure che completano un disegno statisticamente tendenziale.

Naturalmente, qualunque sia il gioco praticato con le Semichances, non si dovrà mai giocare il primo termine perchè offriremmo il fianco ai filotti del colore contrario.

Qualcuno, poi, può osservare che alla fine, nel caso delle figure di 3, non facciamo altro che giocare su figure di 2 (dato che aspettiamo l'iniziale di competenza per determinare la figura). Secondo me, però, quei due colpi validi per il gioco fanno parte di una successione di figure di 3, e considerarli separatamente dal contesto generale della permanenza non avrebbe nessun senso per delle configurazioni di ricerca ragionata.

Per finire, preciso che questa è una mia proposta che porto all'attenzione degli "addetti ai lavori". Lascio agli sperimentatori il giudizio.

NINO ZANTIFLORE


nino.zantiflore@tiscali.it



18/12/08

LA LEGGE DEL TERZO

COS'E' LA LEGGE DEL TERZO
Possiamo ritenere la legge del terzo come una tendenza fondamentale e sempre presente in qualsiasi insieme delimitato di fenomeni casuali. Per quanto riguarda la roulette, solo eccezionalmente essa può variare dai suoi limiti più di due o tre punti. Tale legge può essere così enunciata:
In una permanenza di tanti termini quanti sono i numeri disponibili, risultano presenti (o sortiti) mediamente i due terzi dei numeri disponibili.
In conformità a questa regola, se sono tirati 37 colpi di roulette risulterà, mediamente, una permanenza con 24 numeri presenti e 13 mancanti. Ciò significa che ci saranno state 13 ripetizioni fra i numeri risultati presenti.
Ecco l’esempio di una permanenza di 37 colpi tratta da “Casinò Cronache” anno 3° - 1981 n° 10 pag. 3 rilevata al casinò di Campione.
14 17 3 32 16 24 29 23 27 32 20 10 17 30 28 13 23 6 3 28 9 8 27 9 21 0 25 30 10 30 31 21 34 16 13 7 24.
I numeri presenti in questa permanenza sono 23 (due terzi meno uno) e cioè: 14 17 3 32 16 24 29 23 27 20 10 30 28 13 6 9 8 21 0 25 31 34 7.
I numeri mancanti sono 14 (un terzo più uno) e cioè: 1 2 4 5 11 12 15 18 19 22 26 33 35 36.
Ciò significa che nei numeri sortiti, vi sono state delle ripetizioni e che, nella fattispecie, i numeri 32 17 23 28 27 9 10 21 16 13 24 sono usciti due volte, mentre il 30 è uscito tre volte.
Il fenomeno mediante il quale questa legge ha l’occasione di verificarsi è facilmente comprensibile. Al di la di stucchevoli (seppur giuste) formule matematiche, cerchiamo di comprenderla in modo intuitivo. Prendiamo in considerazione uno spazio di 37 posizioni disponibili, inizialmente completamente vuoto: all’uscita del primo numero della permanenza occupiamo una casellina, o posizione. A questo punto, per determinare il numero uscente alla seconda boule, la pallina avrà a disposizione una casellina già visitata contro 36 ancora vergini. E’ logico che le probabilità siano a favore di una casellina non visitata e quindi, con ogni probabilità, al successivo assalto la pallina occuperà una seconda posizione. A questo punto il rapporto diventa di due a 35, e aumenterà a favore del primo termine a mano a mano che gli assalti (colpi) si susseguiranno fino a raggiungere la parità alla 18^ posizione occupata, e a raggiungere i due terzi dopo 37 colpi.
E’ vero quindi che alla roulette ogni colpo è nuovo, ma è altrettanto vero che vi sono delle probabilità cronologiche e statistiche ben definite per cui, durante lo svolgersi dei 37 assalti, il primo termine del rapporto “caselle occupate-caselle vuote”, per effetto del suo continuo aumentare, viene a defraudare il secondo termine di un numero di caselle occupate pari a un terzo dei termini disponibili. Ciò vuol dire che la pallina, pur non ricordando ciò che ha fatto prima,è costretta dalle probabilità contingenti a produrre le stesse leggi naturali esistenti nell’universo, con le sue medie statistiche, le sue deviazioni temporanee e i suoi equilibri instabili ma ricorrenti in vasti raggruppamenti di singoli cicli.
Ecco una rappresentazione grafica della legge del terzo sui numeri pieni:


Questa regola è particolarmente valida se consideriamo una permanenza sui numeri in pieno, dove apprezzabili variazioni in più o in meno dei due terzi sono relativamente rare. Non altrettanto si può dire per l’applicazione di tale regola a chances composte, tipo sestine o terzine, poiché, più il raggruppamento di numeri è grande, meno la legge del terzo è mantenuta; cosicché non si può applicarla e pretendere che essa sempre avvenga su terzine, sestine, e men che meno su dozzine. Non è, infatti, raro assistere all’uscita delle sei sestine in una permanenza di sei colpi (1,54%). Al contrario non è mai esistita (e forse mai avremo modo di vedere) una permanenza di 37 colpi dove tutti i 37 numeri disponibili siano usciti. Per quanto riguarda i cavalli tale legge è mantenuta certamente più delle terzine ma meno dei numeri pieni.
Ciò detto possiamo fare una classifica, dove troviamo al primo posto la chance che più mantiene la legge del terzo e via via le altre che, in graduatoria, la mantengono sempre meno.
1°) Pieni su ciclo di 37 colpi;
2°) Cavalli su ciclo di 18 colpi (zero escluso);
3°) Terzine su ciclo di 12 colpi (zero escluso);
4°) Sestine su ciclo di 6 colpi (zero escluso);
5°) Dozzine su ciclo di 3 colpi (zero escluso).
Se prendiamo per esempio i primi 18 numeri della permanenza già esposta,14 17 3 32 16 24 29 23 27 32 20 10 17 30 28 13 23 6, per i cavalli convenzionali (tre cavalli per sestina) troviamo:
1°) Cavalli usciti: 14, 3, 32, 13, 21, 26, 20, 27, 7, 25 = 10 (due terzi meno2);
2°) Cavalli doppiati: 14, 32, 20, 27, 13, 3------------- = 6
3°) Cavalli triplicati: 14, 20----------------------------- = 2 due terzi più 2.
-------------------------------------------------Colpi tirati = 18

Se prendiamo i primi 12 numeri, sempre della stessa permanenza, 14 17 3 32 16 24 29 23 27 32 20 10, per le terzine troviamo:
1°) Terzine uscite: 13 16 1 31 22 28 25 19 10 = 9 due terzi più 1
2°) Terzine doppiate: 16 22 31----------------- = 3 un terzo meno 1
-----------------------------------------Colpi tirati = 12

Se infine prendiamo i primi 6 numeri della permanenza, 14 17 3 32 16 24, troviamo:
1°) Sestine uscite: 3a 1a 6a 4a = 4 esattamente i due terzi
2°) Sestina triplicata: 3a------- = 2 esattamente un terzo
------------------------Colpi tirati = 6

Omettiamo l’esempio con le dozzine in quanto, su un ciclo di soli tre colpi, tale legge è completamente aleatoria anche per lunghi periodi.

Potete trovare vari esempi di applicazione della "Legge del terzo" sulle Chances Semplici nei sistemi pubblicati sul sito LA ROULETTE.IT.



NINO ZANTIFLORE

LIBRO ZANTIFLORE


LA FINE DELL'AZZARDO
Libro di 139 pagine sulle Chances Multiple
(Edito nel 1986)
Sistemi contenuti:
IL SISTEMA DELLE DISTANZE (numeri pieni)
IL COMPLESSIVO SULLE DISTANZE (numeri pieni)
LA CRESTA DELL'ONDA (terzine)
I SISTEMI DELLA SCACCHIERA (sestine)
IL COMPLESSIVO SULLA SCACCHIERA (sestine)

Per contatti: nino.zantiflore@tiscali.it

29/11/08

SISTEMI SU SESTINE

Nei mesi di ottobre e novembre 2008 ho creato tre nuovi sistemi sulle sestine. Si tratta di una ripresa, e modifica, con le nuove conoscenze ultimamente acquisite, di vecchie metodologie di gioco praticate dal mio gruppo di studio negli anni 80.
Con l'utilizzo di determinati accorgimenti sono riuscito ad ottenere un contenimento nelle esposizioni economiche, che prima non si poteva ottenere con i normali giochi sulle sestine.

Sono sistemi che applicano i vantaggi della Legge del terzo alla chance che più difficilmente si adatta alla tendenza di questa legge.

Saranno oggetto, insieme ad altre grandi novità, di un nuovo libro che pubblicherò nel corso di quest'anno.

Vai al Sito.

Per contatti: nino.zantiflore@tiscali.it

NINO ZANTIFLORE

24/09/08

SISTEMI ROULETTE

A tutti gli appassionati di sistemi alla roulette, Nino Zantiflore è disponibile per contatti, scambio di idee, offerta di nuovi sistemi sulle Chances Semplici con l'utilizzo della "Legge del Terzo", con accorgimenti inediti per minimizzare gli effetti della "Legge sulla distribuzione delle figure"
Per contatti personali: nino.zantiflore@tiscali.it