25/11/11

LEGGERE E IMPARARE

Tempo fa una persona, che di certo di roulette non ne sa molto, mi chiedeva con un tono di sufficienza "...ma che cosa sono tutte queste figure, figurine, figurette alla roulette?".

Di certo non doveva chiederlo a me, ma ai vari Marigny, Chateau, Della Moglie, Pascal ecc. che prima di me le hanno scoperte e definite. Io non ho fatto altro che leggere i loro scritti e imparare.

Leggere e imparare: questo è alla base di ogni comunicazione umana perchè nessuno è in grado di imparare senza una interazione esterna. Se poi qualcuno è in grado di scoprire o inventare qualcosa in più, questa è la ciliegina nella torta che arricchisce il genere umano. L'importante però è imparare ciò che altri prima di noi hanno già scoperto. Si eviterà così molte perdite di tempo e fregature per chi entra in contatto con chi, in buona o mala fede, dice che le sue affermazioni hanno un fondamento; anche se di solito queste affermazioni coinvolgono "cabale", "stelle o quadrati magici", attribuendo ad avvenimenti "particolari" e senza una reale giustificazione, le condizioni necessarie per poi praticare un gioco.

Sapete che qualcuno vende sistemi a 24 mila euro promettendo vincite strepitose giocando 5 sestine contro una e, beninteso, contro lo zero? E che cosa fa questo signore per distogliere la mente dell'incauto acquirente dalla "cazzata" che sta comprando? Condiziona l'attacco sulle 5 sestine a una successione di avvenimenti che devono accadere prima dell'attacco. Si aspetta che si realizzi una cosa iniziale. Poi si annotano 3 avvenimenti successivi. Poi si aspetta che si realizzi un'altra cosa come la prima e solo allora si giocano le 5 sestine, escludendo quella che fa parte del primo dei 3 avvenimenti annotati precedentemente. Se esce proprio quella sestina si perde e allora si esclude dalla nuova puntata quella relativa al secondo avvenimento e, perdendo anche quella puntata, si esclude la sestina del terzo avvenimento. Il bello è che se si perdono soltanto questi 3 tentativi, si salta della modula che, come potete ben immaginare e calcolare, ammonta a 215 pezzi per guadagnarne 1. Infatti, 1x5=5; 6x5=30; 36x5=180. Totale =215. Però si assicura che il salto avviene molto raramente e che con questo metodo ci si arricchisce in poco tempo. Evidentemente il precedente verificarsi delle due condizioni, intervallate da un qualsiasi numero di boules, darebbe un vantaggio al giocatore che, anche se noi comuni mortali non riusciamo a comprenderne le ragioni, trova una giustificazione che senz'altro deve sconfinare nella "magia".

Ma che sistema intelligente!!! Il fulcro del gioco non è il fatto di giocare 30 numeri contro 7, ma è quello di aspettare quelle particolari condizioni che assicurano poi la vincita sulle 5 sestine, che tra l'altro sono già state definite dai 3 avvenimenti succedutisi dopo la realizzazione della prima condizione; anche se nel frattempo sono passati 20-30 tiri di pallina. GENIALE!!!

A un gioco simile non ci sarei mai arrivato.

Purtroppo c'è chi ne ha subìto gli effetti e, dopo qualche giorno di vincita, gli sono capitati tre salti in quattro giorni. Vi immaginate di dover recuperare 215 pezzi a 1 pezzo alla volta? Vi immaginate di dover recuperare 430 pezzi a 1 pezzo alla volta? Vi immaginate di dover recuperare 645 pezzi a 1 pezzo alla volta? Ma con questo metodo ci si arricchisce, come è capitato al suo "inventore" che vive come un nababbo, ma nell'anonimato. Vive in sfarzose residenze in Italia, a Londra e a Las Vegas circondato da servitù, agenti della sicurezza, telecamere e segretarie (salvo poi essere portato in giudizio per gratta e vinci falsi. Vedi link articolo di giornale).

Una cosa è certa: il nostro "genio" merita la nostra ammirazione perchè, per vendere a quel prezzo una simile "cosa", deve essere un grande conoscitore della psicologia umana e della propensione della gente a credere alle cabale. Oppure deve andare in cerca di persone che non hanno mai praticato la roulette e che quindi sono completamente a digiuno di questa realtà.

Le prime 73 pagine del libretto che contiene il sistema descrivono gli avvenimenti e gli stati d'animo di un intervistatore che deve incontrare il "gran maestro". Cosa gliene frega al lettore, questo non l'ho capito. Se questo intervistatore avesse dovuto incontrare Gesù Cristo, Allah, o Buddha, non avrebbe dimostrato una maggiore apprensione; una maggiore suggestione; una maggiore sequenza di stati d'animo che portano a coinvolgere il lettore e gli fanno credere che l'intervistato sia la divinità stessa fatta uomo. E si; penso proprio che questo sia lo scopo.


Poi inizia la spiegazione del "grande gioco" e, se prima il linguaggio era scorrevole e italianamente corretto, da quel punto in poi i concetti di equilibrio, di scarto, di Legge del terzo e di progressione sono "spiegati" in un modo del tutto personale che evidenzia la mancanza di letture e studi che determinerebbero l'uso più appropriato dei termini. Quei termini che, comunemente usati dagli studiosi del campo ludologico, sono per lui sconosciuti.


E' per questo che io continuo a ripetere sempre le stesse cose: leggete quanto più potete sull'argomento; imparate e confrontate poi ciò che vi viene propinato da sedicenti esperti, con quelli che sono i punti fermi delle leggi naturali del caso.


La roulette non è altro che uno strumento che produce casualmente una serie di numeri che sono sempre gli stessi (37) e non si discosta da quelle che sono le leggi della natura, proprie della vita di ogni giorno. Tutti i fenomeni che sono prodotti alla roulette sono riscontrabili nella vita quotidiana, o globale, di noi tutti. Noi non ci facciamo caso, ma tutto ciò che ci succede rientra nelle 3 grandi leggi dei numeri casuali. Non ci sono cabale; non c'è nessuna ragione per cui dopo l'uscita di un numero, o di un particolare evento, si debbano preferire alcuni numeri a discapito di altri; non esiste che lasciando fuori 7 numeri questi non debbano uscire per 3-4-5 o più volte consecutive, anche se i numeri cambiano ogni volta. Vincerai molte volte il tuo pezzo perchè giochi 30 numeri, ma alla fine gli esclusi reclameranno il loro diritto a presentarsi secondo il principio di Bernoulli.


Henri Chateau, nel suo libro "LA SCIENZA DELLA ROULETE E DEL TRENTA E QUARANTA", ci descrive esaurientemente quelle che definisce le tre "Leggi dei numeri".

1° LEGGE DELL'EQUILIBRIO.
2° LEGGE DELLO SCARTO.
3° LEGGE DELLE FIGURE.


1°) LEGGE DELL'EQUILIBRIO.
Con l'aumentare delle prove, eseguite sempre nelle stesse condizioni, tutti gli eventi tendono a equilibrarsi. 

Per dimostrare questa affermazione prende una permanenza reale di 100 sedute corrispondenti a 56.534 boules e stabilisce che ognuno dei 37 numeri ha la tendenza (o il diritto) di presentarsi per 1.528 volte e infatti lo zero, che è un numero come gli altri, si è presentato in questo caso 1.536 volte. Degli altri numeri non fa menzione, ma qualsiasi sperimentazione sufficientemente grande darà questo risultato. Le fluttuazioni in più o in meno saranno minime e si ridurranno con l'aumentare delle prove.


2°) LEGGE DELLO SCARTO.
In pratica, con questa legge il Chateau descrive la Legge del terzo con l'esempio di 37 estrazioni di 37 gettoni da un sacco dove si rimette ogni volta il gettone estratto. Sarà impossibile estrarre i 37 gettoni una volta ciascuno; ce ne saranno un certo numero estratti due volte o più. Questo è lo scarto, ma un uomo che passa la sua vita a ripetere questa operazione finirebbe per aver sorteggiato, nell'insieme, tante volte il gettone 1 quante il 2, quante il 3 e così via. Dallo scarto nel breve periodo si passa all'equilibrio nel lungo periodo. Come ho già detto in molte altre occasioni, le variazioni in più e in meno dei vari cicli si compensano lungo la strada e danno luogo a una tendenza all'equilibrio nei grandi numeri.


3°) LEGGE DELLE FIGURE.
Per questa legge il Chateau prende le 56.534 boules e le divide secondo i colpi di 1, di 2, di 3 ecc... Significa che la permanenza e stata analizzata contando le figure a R/N secondo la loro lunghezza nei filotti. Ecco la scomposizione sperimentale.


Risultato sperimentale.....Tendenza matematica

Zeri...............1.536..................1.528.
Colpi di 1....13.786.................13.752.
Colpi di 2......6.915...................6.876.
Colpi di 3......3.442...................3.438.
Colpi di 4......1.737...................1.719.
Colpi di 5.........858......................859.
Colpi di 6.........436......................430.
Colpi di 7.........212......................215.
Colpi di 8.........103......................108.
Colpi di 9...........56........................54.
Colpi di 10.........23........................27.
Ecc..

Analizzando una permanenza possiamo dividerla secondo il modo in cui escono le Chances Semplici e quindi si è stabilito che la serie è una linea retta e cioè costituita dallo stesso colore. L'intermittenza è una linea spezzata e cioè costituita da una mescolanza di linee spezzate e di linee rette. Chiaramente qui sono prese in considerazione soltanto le serie e cioè le linee rette formate dallo stesso colore.


Possiamo vedere che i colpi di 1 sono tendenzialmente uguali alla somma dei colpi superiori e, nello stesso tempo, il doppio dei colpi di 2. Quelli di 2 sono uguali alla somma dei superiori e il doppio di quelli di 3 ecc...


Riassumendo, la prima e la terza legge sono assolute solo alla distanza e su un numero di colpi che tende all'infinito. La seconda è tendenziale nel breve periodo e cioè nei limiti di un ciclo logico di numeri singoli, con maggiori variazioni in difetto o in eccesso negli agglomerati di numeri come Cavalli, Terzine, Sestine, Dozzine/Colonne, figure di Chances Semplici.


Perciò, quando vi dicono che un certo evento si verifica solo per lo 0,05% su un milione di boules, sappiate che quell'evento si può verificare 5-10 volte in un ristretto numero di boules: giusto quelle necessarie per farvi sballare. La media poi si ristabilirà, ma per noi..., sarà di conforto?


Oggi ho pubblicato il secondo sistema sulle Figure delle Semplici e precisamente sulle Figure di 3. E' un'evoluzione di quello sulle figure di 2 e ricerca il 3° perfetto in uno schema di otto posizioni. E' un buon sistema.


CAPITOLO: CHANCES SEMPLICI
TITOLO: C.S. F3. AL TERZO PERFETTO


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19/11/11

UN PO' DI STORIA

Agli inizi degli anni '70 ho conosciuto un signore che diceva di essere a conoscenza di un sistema per vincere alla roulette. A quel tempo io e un mio amico avevamo speso innumerevoli ore di tempo per cercare il modo di battere quella nuova divinità. Come tutti i principianti cercammo di ottenere una vincita con una adeguata distribuzione di masse a tappeto. Naturalmente, qualunque distribuzione scegliessimo, vi era sempre un punto debole che non ci permetteva una vincita matematica. Allora siamo passati a considerare ritardi e calori, ma il risultato era sempre lo stesso perchè, dopo poche esperienze, ci siamo resi conto che questi fenomeni, una volta rilevati, possono cambiare repentinamente di tendenza, rendendo vano ogni sfruttamento di ciò che avevamo rilevato. In sostanza, il massimo a cui eravamo giunti era la consapevolezza di non andare contro ai ritardi, di non seguire gli andamenti di una chance semplice con montanti tipo Martingala o D'Alembert, e comunque di non giocare a caso perché, nel tempo, la fortuna non esiste.

Tutto ciò fino all'incontro con questo signore. Era una persona anziana che, avendo sposato una ricca americana, aveva passato la sua vita dentro i maggiori Casinò del mondo. Una volta separato dalla moglie si trovò a vivere solo e in povertà. Ci raccontò che il sistema che lui conosceva lo aveva appreso da un principe arabo che, a Montecarlo, lo metteva in pratica, con una buona disponibilità di capitale. Lo chiamammo “Il sistema del Principe”.

Io non so se la storia del principe arabo fosse vera, o fosse stata una “invenzione” per spronarci a investire un capitale nel gioco. Il fatto è che da quel momento si sono aperti davanti a me i cancelli dell'inventiva e, fra le migliaia di tentativi, sono scaturite molte cose buone.

Ricordo con gratitudine l'intelligenza di quella persona, che ho definito “il mio maestro”, perché mi ha permesso di incanalare le mie risorse intellettive in una strada che considero l'unica per poter ottenere i migliori risultati possibili dalle leggi naturali del caso: la "Legge del terzo".



Nel 1986 pubblicai, a mie spese, il mio primo libro "LA FINEDELL'AZZARDO" nel quale è descritto il sistema del principe arabo, un sistema sulle terzine: "LA CRESTA DELL'ONDA" e alcuni "SISTEMI DELLA SCACCHIERA" sulle sestine.



Naturalmente, prima della pubblicazione di questo libro mi sono documentato su quanto era già stato scoperto e scritto sulla roulette e perciò mi recai a Bologna, a casa del Comm. Delaiti e acquistai le pubblicazioni che lui ritenne più importanti e, per il tempo, attuali sulle scoperte ludologiche.

Mi lessi il Marigny, il Chateau, il Della Moglie, il Carobene, il Paludi e Arona con vari altri autori e opuscoli che il Comm. Delaiti mi vendette. Mi abbonai poi al suo "Bollettino delle Informazioni ludografiche" ricevendo mensilmente il relativo opuscolo.

Alla fine, riscontrato che le mie esperienze non trovavano riscontro in nessuna delle pubblicazioni ricevute, decisi di pubblicare il libro che, per la verità, tramite il Comm: Delaiti, ebbe un discreto successo che mi permise di rifarmi delle spese più un piccolo utile.

I sistemi possono vincere e possono perdere. L'importante è l'idea che giustifica il gioco, con la consapevolezza che ciò che può vanificare il nostro metodo deve dipendere soltanto da una deviazione dal comportamento tendenziale di una serie di numeri casuali: lo scarto.

Il "sistema del Principe” è pubblicato nel mio libro “LAFINE DELL'AZZARDO” con il nome “Sistema delle distanze”.

Oggi ho pubblicato il primo di una serie di sistemi già pubblicati tempo addietro in un altro sito. Poichè sono di difficile reperibilità ho deciso di pubblicarli anche qui di modo che, assieme agli altri già pubblicati, completino maggiormente il percorso ludografico che ho scelto di condividere. Alcune parti dell'inserto sono scritte a mano. Allora, quando ho scritto queste cose, non avevo l'esperienza che ho oggi per la scrittura al PC.

CAPITOLO: CHANCES SEMPLICI
TITOLO: C.S. F2 AL TERZO PERFETTO


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13/11/11

LA QUADRATURA DEL CERCHIO

Chi ha detto che la quadratura del cerchio è impossibile?
Secondo la geometria (ed è la realtà) non si può tramutare l'area del cerchio in un quadrato "utilizzando riga e compasso". Ciò significa che utilizzando meri calcoli matematici ci si dovrebbe riuscire. Infatti, se per esempio un cerchio ha un raggio 30, la sua area è 2.896 (30x30x3,14). Se con quei 2.896 vogliamo costruire un quadrato, poichè la sua area è uguale a lato x lato, basterà fare la radice quadrata di 2.896 e si otterrà un quadrato in cui i 4 lati saranno uguali. La radice quadrata di 2.896 è 53,81449618829484 e ciò significa che se facciamo un quadrato il cui lato è uguale a questo numerone, otteniamo la stessa area di 2.896.

A questo punto non capisco cosa significa e che senso ha la parte dell'affermazione "utilizzando riga e compasso". Se il cerchio lo facciamo con il compasso e il quadrato con la riga, che senso ha accomunarli nella costruzione delle due forme geometriche? Qualcuno me lo sa spiegare?

Secondo me, l'unica cosa che non è riducibile a un quadrato sono i 37 numeri della roulette. La roulette è un cerchio che contiene 37 numeri e poichè tali numeri sono per forza di cose quantistici, non ci sono virgole che possano frazionare il disegno geometrico. Ogni numero è una quantità ben definita, non divisibile e perciò il quadrato deve essere formato da numeri interi. Ciò significa che con 36 numeri possiamo fare un quadrato, ma con 37 no. L'unico numero plausibilmente escludibile è lo zero perchè è asimmetrico rispetto alle altre varie combinazioni contenute e giocabili nel tappeto.

Ecco che l'unica quadratura veramente impossibile è quella del cerchio della roulette ed è impossibile soltanto per la mancanza di "decimali". I numeri della roulette non sono frazionabili, ma quantisticamente discreti. La roulette, quindi, se considerata nella sua completezza, non è trasformabile in un quadrato e di ciò ne eravamo ben coscienti quando negli anni '70 lo abbiamo creato.

E allora? Vogliamo rinunciare a molti bei giochi e varie possibilità di vincita utilizzando il quadrato alla roulette? Credo proprio di no e perciò escludiamo dal quadrato lo zero che, assieme alla non equità del pagamento, rappresenterà la tassa da pagare al banco, sia con una sua copertura, sia senza copertura.

Oggi ho pubblicato una carrellata di applicazioni del quadrato alle Chances della roulette. Non ci sono sistemi proposti, ma soltanto raffigurazioni di un inserimento di 36 colpi di roulette nei vari tipi di quadrato. I vari modi di sfruttamento di tali configurazioni finali sono stati, e saranno, oggetto di sistemi pubblicati e pubblicabili a parte. Tutto ciò costituisce un'opportunità di studio e di risoluzioni aperta a tutti. L'importante è trovare, provare, riuscire e ottenere.

Colgo l'occasione per far presente agli Admin di tutti i Forum riguardanti il gioco della roulette che permettere la pubblicazione di certi "botta e risposta" con inclusi insulti, allusioni, parolacce, non fa bene al Forum stesso. Non so se la cosa è permessa per fare "volume" sulla quantità dei post, ma una cosa è certa: le decine di persone serie che li leggono, alla fine, si annoiano e si disamorano del Forum. A cosa serve litigare con insulti vari, accuse di incapacità o altro? Fanno solo perdere tempo a chi vuole leggere qualche parere sul puro gioco. Alla fine è un danno per il Forum stesso. Se l'Admin non vuole bannare queste persone, suggerisco di ignorare gli insulti, le osservazioni di incapacità o altro e non rispondere alla persona che li fa. Probabilmente se nessuno risponde, forse questo si stanca di parlare al vento e se vede che nessuno gli da retta, forse la smette di occupare spazio inutilmente. Se avete qualcosa da dire che riguarda la roulette, bene; altrimenti ignorate le critiche e soprattutto gli insulti. Forse questi personaggi si stancheranno e se non si stancano perchè così facendo danno un senso alla loro vita, fate finta di niente (come disse Cheyenne a Claudia Cardinale); proseguite nei vostri ragionamenti sulla roulette e fate le vostre osservazioni costruttive per migliorare ciò che altri propongono o che voi stessi proponete.

CAPITOLO: QUADRATI
TITOLO: TIPI DI QUADRATO

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27/10/11

UNA BOTTA E VIA...

"UNA BOTTA E VIA". Avete presente il bullo del quartiere quando si vanta che lui le donne le tratta in questo modo? E' quello che dobbiamo fare noi con una signora che di solito la botta la da lei a noi. Avrete capito che mi riferisco alla roulette.

Perchè dovremmo comportarci in questo modo da "cafoni" con questa affascinante Signora? Perchè dopo un po' anche lei, come le donne, comincia a pretendere, a volere e a decidere. E' giusto che sia così perchè, come le donne, ha una propria personalità e ciò che vorremmo fare noi può non coincidere con ciò che farà lei. A noi non resta altro che dire "si cara! Come vuoi tu". La differenza è che con le donne potresti anche trovarti bene e condividere le loro decisioni; con la roulette ti troverai ripulito da cima a fondo. 

Eppure l'inizio era stato bello: c'era l'euforia; c'era la rispondenza alle nostre aspettative; c'era la soddisfazione di aver ottenuto qualcosa che solo tu puoi ottenere perchè "sei tu", e in quel momento sei l'unico a poterla domare e controllare. 

E dopo? La nostra "domata" comincia a comportarsi a modo suo e non fa ciò che noi vorremmo facesse. Come mai? 

E' semplice: la "domata" ha una sua personalità e non è come noi vorremmo. Ci sembrava lo fosse nei primi momenti del nostro approccio ma, una volta soddisfatte le nostre prime aspettative, è emersa la sua natura individuale che non corrisponde più alla nostra visione idealizzata di come dovrebbe comportarsi. La donn....oops...la roulette comincia a non fare ciò che vorremmo noi e devia dal comportamento che avevamo previsto. 

Purtroppo questo è il destino di ogni sistemista e la spiegazione di questo voltafaccia della roulette non può che derivare dalla "permanenza continua". Quando cominciamo un sistema, la rilevazione e il momento di attacco difficilmente coincidono con un periodo contrario al nostro gioco perchè partiamo da un punto iniziale e arriviamo alla fine di un ciclo in cui vi è una tendenza. A questo punto abbiamo raggiunto lo scopo, ma di solito cosa facciamo? Continuiamo il gioco sulla stessa permanenza; facciamo le "risalite" per risparmiare tempo e per costruire in fretta una nuova partenza o, nella migliore delle ipotesi, prendiamo numeri nuovi e facciamo ulteriori partite restando sulla stessa permanenza. Alla seconda, terza o quarta partita ci capita invariabilmente la negativa: perchè? Perchè non ci siamo messi nella stessa condizione di quando abbiamo cominciato a giocare. I numeri che abbiamo elaborato nelle prime partite hanno prodotto il loro risultato tendenziale perchè erano all'interno di un ciclo logico che ha avuto un inizio e una fine. L'allargamento poteva presentarsi all'inizio o alla fine e così pure il calore. In ogni caso c'era stata la tendenza statistica e il raggiungimento dei nostri scopi è dipeso da una questione di sostentamento economico. 

Poi capita che una volta terminate le prime partite, la roulette produce una permanenza contraria alle nostre aspettative. La tendenza non si realizza per lungo tempo e il nostro capitale è posto a rischio: perchè? 

E' semplice; la tendenza si è manifestata alla fine della nostra precedente partita e ciò che ora stiamo subendo è il legame opposto del periodo precedente. Se nella precedente partita abbiamo vinto sui doppioni, ora stiamo subendo il dovuto allargamento di nuovi numeri che ristabiliscono la proporzione dei due terzi tendenziali e il percorso per ritornare nuovamente ai doppioni sarà più lungo di quello di un ciclo normale. La sovrapposizione dei due cicli logici ha casualmente allungato la fase di allargamento, che poi si ristabilirà verso la fine del nuovo ciclo. In pratica, la permanenza continua è ciclica e, secondo il punto del nostro attacco, può essere favorevole o sfavorevole. Il che significa che procedendo in questo modo, ci capiterà inevitabilmente il periodo sfavorevole. 

Per verificare questa tendenza basta rilevare diversi cicli logici di 37 colpi l'uno, quantizzando cronologicamente una permanenza. Vedrete che i numeri doppiati si concentrano principalmente all'inizio del ciclo e si diradano nella parte del fondo, dove il ciclo termina. La ragione è chiara e più volte già descritta: il settore dei numeri visitati aumenta sempre più mentre diminuisce quello dei non visitati. I numeri che entrano per primi subiscono un maggior numero di assalti da parte della pallina rispetto a quelli che entrano dopo, con lo svolgersi della permanenza. 

Ecco che con questo andamento, se leghi partita dopo partita, incapperai inevitabilmente nel periodo contrario e lo subirai interamente. 

Gli andamenti della permanenza, quindi, sono altalenanti e se il nostro gioco va bene per un periodo, può non andar bene per il successivo. Ecco perchè, nella maggioranza dei casi, quando cominciamo un gioco alla roulette le prime tre o quattro partite vanno bene. Non appena la roulette si assesta con noi, ci propina l'andamento contrario e noi siamo destinati a finirci dentro. 

Ecco che la "botta" è necessaria per interrompere un rapporto che sarebbe destinato a naufragare nella delusione e nel conflitto con le leggi della casualità. Come il "bullo" del quartiere, anche noi sistemisti dobbiamo dare un "botta" e via. Se siamo sul terrestre dobbiamo cambiare tavolo; se siamo in rete dobbiamo cambiare tavolo se ce ne danno la possibilità o interrompere il gioco e riprenderlo dopo 15-30 minuti; se stiamo usando il processore dobbiamo uscire dal Casinò on line e rientrare. Può darsi che il processore memorizzi i numeri della sessione in corso e non faccia il collegamento con la sessione precedente. Lasciate che la "Signora" si sfoghi e dopo sarà pronta per un'altra "botta". 

Oggi ho pubblicato il secondo gioco sulle terzine 1-2. Si tratta di un misto fra sistema e azzardo. Diciamo che la prima parte rispecchia i dettami della Legge del terzo e quindi rientra nelle caratteristiche dei precedenti giochi. La seconda parte ci da la possibilità di vincere cifre importanti con l'utilizzo dei Paroli. 

Ho voluto pubblicarlo per soddisfare quei giocatori che amano il rischio in prospettiva di una grossa vincita. 

CAPITOLO: TERZINE 1-2.
TITOLO:TERZA FIGURA DIVERSA Con Paroli. 

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17/10/11

ROULETTE DELLE MIE BRAME

...e il re di Roulettelandia chiese: "Roulette, roulette delle mie brame, chi è il più potente del reame?" La roulette rispose "Il Paroli è il più potente."

L'adattamento della nota favola al regno della roulette è quanto di più vero e riscontrabile ci possa essere stato nel paio di secoli di vita di questo strumento che ci regala tante speranze e illusioni.

Non sono molte le volte in cui abbiamo sentito che in qualche Casinò del mondo qualche tizio ha sbancato un tavolo della roulette. Tuttavia ciò è successo e allora senz'altro ci siamo chiesti: "Come ha potuto farlo? Che gioco ha fatto per ottenere un simile risultato? Possibile che la sua fortuna sia durata tanto da assisterlo per tutto il tempo in cui ha giocato?".

E' mia convinzione che la sua fortuna sia dipesa da una temporanea coincidenza con una lunga e frequente sortita di un settore da lui preferito come la "serie" o i "vicini" e che li abbia sempre fatti andare per il tutto. Solo così si giustifica un risultato così eclatante perchè la ricerca continua di numeri casuali, o di numeri preferiti, o di numeri ragionati, non può portare e non ha mai portato a vincite abbastanza consistenti da essere menzionate sui giornali. Anzi, poiché la continua scelta dei numeri da giocare non può risultare sempre azzeccata, il destino del giocatore casuale è la perdita costante, accentuata dalla tassa dello zero, o del 37° numero che dir si voglia. Il destino del giocatore che "ragiona", invece, è la faticosa speculazione di pochi pezzi a fine giornata, non certo paragonabili alla vincita eclatante di quel giocatore fortunato, nemmeno sommandoli tutti nell'arco di dieci anni.

Ora non entro nel merito se questi fatti siano la verità o piuttosto una montatura per attirare un maggiore afflusso di speranzosi giocatori al Casinò; in circa quarant'anni di frequentazione, io personalmente non ho mai assistito a uno di questi fatti, ma con ciò non posso dire si tratti di una bufala artatamente montata dalle Case da gioco.

Accettiamo questi fatti come veri e anzi, inviterei qualche croupier (magari in pensione) a postare da qualche parte in rete (Forum o Blog) qualcuno di questi episodi. Sarebbe grandioso leggere di avvenimenti che nessuno conosce; leggere di giocatori particolari o di grandi vincite e di come sono state ottenute.

Sono convinto che queste grandi vincite siano state ottenute per mezzo dei "Paroli", che non fanno altro che moltiplicare esponenzialmente delle prime vincite iniziali. In pratica si gioca con i soldi del Casinò. E' la Casa da gioco che moltiplica le nostre vincite e non siamo noi che aumentiamo le puntate per ottenere i pochi pezzi che si ottengono per superare quanto speso in precedenza.

Il mio maestro diceva: "dobbiamo mettere in negativa la Casa da gioco e non cadere in negativa noi. Dobbiamo puntare il minimo per vincere il massimo."

Siamo d'accordo che tutte le puntate iniziali costituiscono in ogni caso un impegno economico. Siamo d'accordo che tutti i tentativi falliti costituiscono un costo da detrarre dai tentativi riusciti. In ogni caso, però, abbiamo dalla nostra la possibilità di aumentare il valore del pezzo di partenza e superare i periodi in cui il "Paroli" non può riuscire per il contingente andamento della permanenza. Sappiamo che la "Legge sulla distribuzione delle figure" ha i suoi diritti e che un qualsiasi filotto, per quanto possa ritardare, alla fine dovrà apparire.

E' chiaro che più si allunga la durata del filotto più aumenta il risultato finale; ma sappiamo anche che ciò dirada maggiormente la sua apparizione e che i tentativi falliti aumentano in proporzione alla sua durata. Bisogna trovare una giusta strategia per un "Paroli" che dovrà essere "flessibile" secondo l'esposizione che nel frattempo si è raggiunta.

Per la nota "Legge sulla distribuzione delle figure" sappiamo che per ogni serie di 7 si devono avere due serie di 6, quattro di 5, otto di 4 e così via, ma queste proporzioni non sono rigorosamente ordinate nel tempo. Come il Bernoulli ci insegna, saranno statisticamente proporzionate con l'aumentare delle prove. Ciò significa che le proporzioni possono presentarsi in modo diverso per lungo tempo e che i nostri tentativi falliti possono causarci un notevole impegno economico (e di ciò ne sapeva qualcosa il Garcia).

Ciononostante non è da escludersi che qualcuno incappi proprio nel luogo giusto al momento giusto e che un filotto di "serie" o "vicini" o "finali" lo renda ricco nel giro di mezz'ora.

Il guaio è che penserà che la cosa è ripetibile, e allora...

Il gioco che sto preparando è lungo e laborioso nella sua descrizione. Si tratta di un gioco base uguale a molti altri già descritti, ma supportato, in certi momenti, con l'ausilio del Paroli. E' una semplice proposta di gioco che nel suo svolgimento primario può dare un risultato normale; nella realtà individuale di ognuno di noi può dare grosse vincite secondo la temerarietà personale.

Per esempio, se dopo una giornata di lavoro e un normale guadagno, volessimo tentare il colpo di fortuna, possiamo destinare l'ultimo incasso, o una parte di esso, a un Paroli che ha di per se buone possibilità di riuscita. Il limite di stop dipenderà dagli appetiti della persona, che in quel momento è giocatore e non più sistemista.

Spero di pubblicare il tutto entro un paio di settimane.

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03/10/11

COSA FA LA DIFFERENZA?

Molto spesso ciò che vogliamo non corrisponde a ciò che per effetto della realtà fisica possiamo realizzare; non corrisponde perché la realizzazione di ciò che pretendiamo deriva da una fonte che non si adatta alla realtà specifica di ciò che vogliamo ottenere. Il fenomeno cui facciamo riferimento è adatto a una diversa impostazione delle cause che producono i risultati.

Avrete già capito che il fenomeno cui faccio riferimento è la Legge del terzo sui Numeri Pieni e che ciò che pretendiamo è un'estensione dei suoi effetti alle altre Chances della roulette.

La domanda che a questo punto ci poniamo è: QUAL'E' LA DIFFERENZA?

La Legge del terzo non è altro che un fenomeno meccanico, per il quale l'aumento delle caselle visitate depaupera le caselle vergini della possibilità di essere visitate, nel corso di un singolo ciclo logico. Probabilisticamente le caselle non visitate restano, grossomodo, pari a un terzo dei numeri disponibili e la variabilità in più o in meno non supera in genere i 4 punti.

Si tratta di una selezione "pura" dove la pallina, quando cade, determina "uno e uno soltanto" dei risultati possibili. Significa che la pallina determina la sortita di un solo numero e che quel numero può essere solo quello; non ci sono altri numeri che potrebbero appartenere a quella casella.

In base a questo fenomeno lo studioso può fare un certo affidamento su un risultato che, pur essendo soltanto tendenziale, ben difficilmente devia più di 3-4 punti dalla media statistica delle 24 presenze.

I problemi capitano se si pretende che gli stessi risultati che si verificano sui pieni, si debbano verificare anche sulle altre Chances Multiple come Cavalli, Terzine, Sestine, o addirittura Dozzine, Colonne e Chance Semplici. Vogliamo che le Multiple, diverse dai Pieni, si comportino come i Pieni, ma ciò non è possibile perché i Pieni sono costituiti da caselle singole, mentre le altre Multiple sono costituite da raggruppamenti di caselle che vanno da 2 a 18.

Ho più volte ribadito che un semplice ciclo di Chances Multiple, diverse dai Pieni, non può dare lo stesso affidamento che la Legge del terzo può dare ai Pieni perchè la pallina cade in una sola casella e se quella casella fa parte di un gruppo più ampio (2-3-6-12 o 18) gli assalti della pallina non hanno più a disposizione un uguale quantitativo di destinazioni pari alle caselle disponibili. Quelle destinazioni sono costituite da gruppi di caselle e, mentre con i pieni una casella visitata per la prima volta costituisce un allargamento, per un'altra Multipla costituirà un calore se quella casella fa parte dello stesso gruppo di una casella visitata in precedenza. Il numero è diverso ma la Chance è la stessa.

Per ovviare a questo inconveniente, io e il mio vecchio gruppo di studio, abbiamo a suo tempo escogitato la cosiddetta "moltiplicazione degli eventi", prendendo spunto dalla "moltiplicazione di eventi" sulle Semplici, letta in un libro che non ricordo se fosse stato del Marigny, del Della Moglie o del Chateau. In pratica abbiamo aumentato i cicli logici della Chance coinvolta fino a tirare 36 colpi di roulette. In questo modo i risultati sono ottenuti da due cicli di Cavalli, tre cicli di Terzine, sei cicli di Sestine. Per quanto riguarda Dozzine, Colonne e Chances Semplici siamo ricorsi a una moltiplicazione delle loro "figure".

Il principio che giustifica questa "moltiplicazione" di Chances è che, se per effetto della loro composizione il singolo ciclo può deviare dalla tendenza statistica, il completamento di più cicli può ottenere delle compensazioni che realizzano la stessa tendenza dei Pieni. In pratica, uno sviluppo di calore di un ciclo sarà compensato da uno sviluppo di allargamento dell'altro ottenendo, alla fine, una più stabile tendenza statistica, paragonabile a quella dei pieni.

Accorgimenti a parte, resta il fatto che le Chances Multiple diverse dai Pieni non possono dare l'affidabilità dei Pieni. Una maggiore affidabilità la troviamo sui 90 numeri del lotto dove in un ciclo logico le proporzioni si avvicinano molto di più ai due terzi di presenze (60) e al terzo di assenze (30). Ma qui entriamo in un campo non pertinente.

Il sistema che ho pubblicato oggi, non solo riguarda le Terzine (raggruppamento di 3 numeri), ma concerne addirittura gruppi di 3 Terzine ciascuno. Si possono paragonare alle Nonarie viste in precedenti inserti, ma in questo caso vi è un concetto diverso che si basa sulla particolare disposizione delle Terzine 1 e 2 (Dispari o Pari).

Questo è il primo sistema. Ne seguirà un altro con un diverso modo di attacco.

Come ho accennato nel precedente Post, mi sono impantanato nella nuova versione di Word Office Writer e non sono ancora in grado di pubblicare la Home Page del sito. Devo ristudiare il tutto (tabelle, paragrafi, sfondi ecc.) e quando sarò in grado di farlo modificherò la pagina web. Per il momento ho pubblicato solo il sistema del giorno, che potete visualizzare tramite il link "Vai al PDF" qui sotto evidenziato. Funziona anche il link “Vai al Sito” ma il sito non riporta l'ultima modifica relativa al sistema. Provvederò non appena in grado di farlo.

Ho provveduto.

CAPITOLO: TERZINE 1-2
TITOLO: Terzine Dispari-Pari

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27/09/11

IMPASSE

Stavo scrivendo il nuovo sistema sulle terzine 1-2 quando mi è venuta la malaugurata idea di comprare un PC nuovo con Windows 7.
Sono impantanato con il nuovo sistema software e non posso per il momento pubblicare cose nuove. Al momento non riesco a inserire nel file ODT le scansioni degli schemi. Devo aspettare la visita di un amico che mi insegni le procedure.
Forse ci vorranno un paio di settimane, poi ricomincio le pubblicazioni nel Sito.
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18/09/11

AVVISO AI NAVIGANTI 3


Sono passati un po’ di giorni dalla pubblicazione dell’ultimo sistema sui “PASSAGGI” applicato ai pieni e ai cavalli. Sui pieni con schema semplice e sui cavalli con schema doppio.

Come il solito, ho ceduto ai ripensamenti e, per migliorare il gioco, ho riformulato la disposizione dei cavalli nel secondo schema. In pratica ho cercato di migliorare le possibilità di chiusura allargando l’influenza di ogni cavallo del secondo schema nella loro temporalità di sortita. L’occupazione finale è la stessa, ma la seconda e la terza occupazione sono diverse. E’ soltanto un tentativo per migliorare i risultati nelle chiusure e forse può rivelarsi più proficuo della precedente versione.

Non ci rimane che provare.

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11/09/11

E SE...


Nelle nostre attività umane c’è una locuzione alla quale ricorriamo molto spesso: “E se….”.

E se non avessi fatto quella cosa? E se avessi preso un’altra strada? E se oggi avessi fatto un altro gioco alla roulette?

E’ quello che di solito ci viene da pensare quando qualcosa è andato storto. Vi siete mai chiesti perché un gioco non ha funzionato? Avete mai provato a rifarlo con una diversa disposizione dello schema o con una diversa ricerca sugli esiti di quella permanenza?

Se, dopo essere tornati a casa da una sconfitta, aveste rifatto quella partita ricercando qualcosa di leggermente diverso, vi sareste accorti che il più delle volte sareste ritornati vincitori e non vinti.

Le permanenze che di volta in volta si presentano al nostro gioco possono essere favorevoli, ma possono anche non esserlo e in questo caso, il più delle volte, lo sarebbero state se il nostro schema fosse stato anche solo leggermente diverso; se la sequenza ricercata fosse stata anche solo leggermente diversa; se le figure ricercate fossero state anche solo per l’allargamento invece che per il calore; o viceversa.

Sono tutti “se” che riguardano un comportamento che non possiamo sapere in anticipo se sia quello giusto per quel momento. Di solito uno trova un gioco, lo prova anche con parecchi test e poi, quando lo mette in pratica, salta dopo qualche esito positivo. Perché?

La risposta non può che essere una sola: la permanenza del momento non era adatta a ciò che si è cercato. Lo sarebbe stata, però, se il disegno che si cercava fosse stato leggermente diverso. A volte basta in numero in più o in meno per cambiare l’esito del gioco. Basta uno schema leggermente diverso per modificare l’esito di una partita. La permanenza è mutevole, ma gli esiti dettati dalla Legge del terzo sono di solito sempre gli stessi. Cambia soltanto la “qualità” del disegno ricercato. Una leggera differenza di tale qualità può determinare il successo o il fallimento di una partita.

Ciò che viene logico pensare è l’utilizzo di tecniche di gioco che siano in opposizione fra loro, ma ciò comporterebbe un insostenibile allargamento delle Chances da giocare.

Ciò che è invece fattibile, è l’utilizzo di tecniche che non siano in opposizione fra loro, ma che siano leggermente diverse nella conclusione di un disegno tendenziale. Questa piccola diversità potrà assicurarci una conclusione cui la capacità elusiva della roulette non potrà sfuggire perché il disegno tendenziale non può essere eluso oltre un certo limite. Se alla fine di un ciclo i numeri presenti saranno inferiori di quattro o cinque unità, potranno eludere una nostra disposizione del disegno ricercato, ma molto probabilmente non due. In pratica sarà molto più difficile che una delle due disposizioni, non totalmente diverse, non ottenga una chiusura, anche se l’allargamento contingente non rispecchia la tendenza statistica. La diversità di uno dei due schemi si adatterà facilmente alla particolare permanenza del momento, che sarebbe invece stata perdente sull’altro.

Questo è il principio cui mi sono ispirato nel sistema che ho pubblicato oggi. Si tratta della ricerca di 6 potenziali vincite su due schemi leggermente diversi. Si spera che la negatività dell’uno sia compensata dalla positività dell’altro. E’ un gioco buonissimo, che non richiede particolari capitali e che è relativamente veloce. Potrebbe dare la cosiddetta vincita costante.

CAPITOLO: IL GIOCO DEI PASSAGGI.
TITOLO: L’ultima colonna sui cavalli.

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03/09/11

UNO STRANO MONDO


Il mondo della roulette è uno strano mondo. Ci sono alcune persone che, convinte di possedere il dono della creazione, spiattellano in continuazione illuminazioni ludologiche che hanno smesso di illuminare già da parecchi anni.

Forse la ragione che spinge questi ricercatori è una forma di protagonismo che tenta di richiamare l’attenzione di altri simili dicendo: “Hei! Guardate cosa ho inventato”. Il fatto è che quelle invenzioni non sono altro che riesumazioni di cose vecchie anche di cento anni e quindi uno, vedendosele ricomparire davanti dopo averle studiate e valutate 30 anni prima, pensa di essere tornato giovane e si fa scappare una lacrimuccia ricordando i bei e cruenti tempi passati.

Non so se sia una cosa negativa. E’ come se voi, figli della nostra era, v’immergeste in una comunità dove si usa ancora il pallottoliere; dove si gira con i carri trainati dai buoi; dove si lavano i panni al fiume e dove non esistono calcolatrici elettroniche, automobili e lavatrici.

L’unica cosa che ci viene da pensare è come mai questo piccolo popolo non si sia evoluto. Come mai non ha assimilato le scoperte che via via si sono evolute durante i 200-300 anni di storia della roulette. Come mai continua a usare il pallottoliere, anche se è consapevole dell’esistenza del computer.

Sono convinto che sia solo una questione di pigrizia mentale. Non si sono informati delle scoperte che li hanno preceduti e, anche se dotati di capacità inventive, si perdono negli stessi studi e fallimenti che si sono succeduti fin dall’inizio della storia della roulette.

Ogni tanto vedo in Internet cose già abbandonate anni fa, non solo da me, ma anche da studiosi di ben più alto calibro. Pretendere che su 7 colpi sulle Semplici, 4 siano a nostro favore, per di più senza una minima tendenza favorevole, è pura arbitrarietà e ci penserà la “permanenza continua” a farlo notare. Pretendere che una quantità di numeri laterali di ogni numero uscito, ci garantisca la vincita entro un certo quantitativo di colpi, per effetto della Legge del terzo, è pura speranza perché come ci sono i periodi di allargamento, ci sono anche quelli di calore e puntare anche 15-20 numeri non ci da la certezza della vincita nel breve periodo. Come tutti i giochi alla roulette, avranno i loro periodi vincenti, ma quando arriverà quella particolare permanenza, saranno dolori.

Non che i miei sistemi ne siano immuni, ma almeno hanno una giustificazione razionale e, soprattutto, non si rifanno a studi vecchi di 100 anni, triti e ritriti dai nostri antenati. Anche i miei sistemi, alla lunga, trovano la loro permanenza contraria. Dobbiamo metterci in testa che, alla fine, qualsiasi gioco troverà il suo contrario e l’unico rimedio è fare partite brevi; che abbiano una chiusura al 90%; che inpieghino poche partite per recuperare l’esposizione subita in precedenza.

Non so se con qualcuno dei sistemi che ho finora pubblicato, abbia centrato quest’obiettivo. Questa era la mia intenzione ma, come sapete, non ho i mezzi per testare i sistemi sul lungo periodo, il tempo di imparare il know-how e il tempo per farlo. Se mi dedicassi a questo, oltre che annoiarmi, non potrei svolgere l’attività di ricerca e di divulgazione che mi piace tanto. In pratica io propongo; sta poi a qualcun altro testare sul lungo periodo. Sempre che abbia la voglia di farlo.

C’è un giocatore che ogni tanto mi telefona per mettermi al corrente sugli esiti di alcuni miei giochi che sta praticando, sia “on line”, sia sul terrestre. Ebbene, dice di non aver perso mai, nemmeno un giorno, pur dovendo a volte recuperare cifre superiori ai 100 pezzi.

C’è un altro giocatore che mi scrive con e-mail e dice che con le prove su permanenze scritte e su Internet vince sempre, ma quando va al Casinò terrestre, cambiando anche 3 sistemi in un giorno, lascia sul tavolo qualche migliaio di euro. Poi mi dice che nei Casino ci sono ispettori e “fisionimist persons” che monitorizzano i giocatori e che, conoscendo uno di questi, gli ha detto che in 35 anni non hanno mai monitorizzato un vincente perché perdono tutti. Mi dice che chi dichiara di vincere da 100-150 volte in un Casinò dice il falso. A quanto sembra questa è la realtà dei fatti.

A questo punto non c’è altra via per affrontare la roulette se non quella del divertimento e del passatempo che può diventare proficuo, ma non tanto da poter contare solo su questo. Se la roulette diventa una ragione di vita, abbiamo già perso in partenza. Lo scopo non deve essere la vincita eclatante, né lo sfruttamento del gioco per fare una vita agiata a sue spese. La vincita eclatante può venire, anche più volte, solo usando il Paroli ma, se lo si fa in modo sistematico, i tentativi falliti si rimangeranno ciò che è stato ottenuto in precedenza. Lo sfruttamento del gioco per una vita agiata è una chimera perché nessun gioco è immune dalla permanenza contraria e la continua lotta contro lo scarto porta al logoramento di qualsiasi personalità: anche le più forti e preparate.

I veri sistemisti che vedete al Casinò giocano per i minimi del banco e si accontentano di modesti guadagni. Possono essere sufficienti per vivere in modo decente, ma non certo per diventare ricchi.

Oggi ho pubblicato il sistema sui pieni. Non è un gioco facile né tranquillo. Può rendere molto, ma richiede un ingente capitale per superare quelle partite che di tanto in tanto si affacceranno sulla nostra strada. E’ una curiosità che proviene dagli anni ’80 e che ho praticato per poco tempo perché allora si trovava sempre qualcosa di meglio. Il prossimo sistema sarà sui passaggi dei pieni e dei cavalli.

CAPITOLO: QUADRATI SUI PIENI
TITOLO: INCROCIO SU QUARTE ORIZZONTALI E VERTICALI

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27/08/11

A VOLTE 1+1 NON FA 2.

Ogni gioco che io propongo non è definitivo e assoluto. Ogni gioco è soggetto a varianti e ogni lettore lo può modificare a “sua immagine e somiglianza”.

Quando alla roulette si ricerca un disegno “tendenziale”, questo deve essere attinente agli eventi fisici che riguardano lo svolgersi dei lanci sulla ruota. Non ha senso affidarsi a cabale, stelle magiche o quant’altro, che non sia una rappresentazione grafica della fisicità della roulette. La realtà specifica è che il numero uscente è dato da una casellina visitata dalla pallina e la quantità di lanci, pari al numero delle caselle disponibili, determina gli effetti che noi attribuiamo alla cosiddetta “Legge del terzo”. Sono effetti fisici, probabilistici e non matematici. Superata questa quantità di lanci, si va verso l’ignoto.

La teoria dice che un secondo ciclo dovrebbe legare la nuova influenza della Legge del terzo ai risultati del ciclo precedente. Il nuovo ciclo, quindi, dovrebbe dare i due terzi dei numeri usciti in precedenza e ridurre a un terzo i mancanti del ciclo precedente. Il fatto è che a questo punto siamo noi stessi a volere che si realizzi una “qualità” nel risultato e non più una “quantità”. La roulette non ha né occhi né memoria e perciò non fa distinzione se un numero è già uscito in precedenza o se è stato mancante. Il nuovo ciclo produrrà una nuova “quantità” ma non è detto che la nuova “qualità” integri correttamente quanto accaduto nel ciclo precedente. Anche se le proporzioni nel secondo ciclo ci sono, non è detto che modifichino i risultati del ciclo precedente nel modo che ci si aspetta.

Ogni ciclo fa uscire, tendenzialmente, almeno per una volta i due terzi dei numeri disponibili ma non sappiamo quali sono. Se li visualizziamo all’interno di opportuni schemi, essi formano le più disparate configurazioni che possiamo statisticamente individuare e tentarne la logica conclusione. La somma di due cicli logici può non dare il completamento atteso perché il secondo ciclo si comporterà quantitativamente come il primo, ma non è detto che lo farà qualitativamente. Non c’è nulla che nel breve periodo ci assicuri una maturazione sulle proporzioni del ciclo precedente. In base al principio di Bernoulli ciò si realizza aumentando le prove, ma il fatto è che, a dimensione umana (nel breve periodo), le aspettative tendenziali possono essere disattese, anche per più cicli. Non è detto che il secondo ciclo completi qualitativamente il primo.

L’unica eccezione a questa indeterminatezza, coinvolgente più cicli, è data dalle Chances Multiple dove, moltiplicando i rispettivi cicli di un numero di colpi pari a 36, si ottengono le configurazioni tipiche del singolo ciclo sui pieni. Si parla di 3 cicli sulle terzine e di 6 cicli sulle sestine. In pratica sono delle “moltiplicazioni di eventi” nei cui singoli cicli le differenze in eccesso e in difetto si compensano, producendo un risultato finale simile agli effetti della Legge del terzo in un ciclo sui numeri pieni.

Ieri a Ca’ Vendramin ho fatto un nuovo gioco sulle terzine 1-2 (Dispari - pari). Si tratta della suddivisione presentata nel precedente inserto che parlava delle “terzine in sestina”. E’ un gioco trovato da 3-4 giorni e non ho resistito dal metterlo in pratica anche nel terrestre. Il risultato è stato di 33 pezzi in un’ora di lavoro. Non ho insistito di più perché il gioco ha un punto debole che, anche se finora non ha mai prodotto una negativa superiore a un impegno di 4 pezzi per terzina, potrebbe arrivare oltre. Non c’è al momento una tendenza che mi rassicuri sulla chiusura entro un determinato numero di boules. Dovrò fare un test su diversi cicli e vedere quante sono le chiusure e quale sarà l’impegno massimo.

Il gioco sarà pubblicato quando avrò risolto questo problema che è essenzialmente una questione di equilibro tra certezza di chiusura e impegno finanziario.

Nel frattempo sto scrivendo il nuovo gioco sui pieni, come richiestomi da qualcuno, che sarà il prossimo a essere pubblicato.

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18/08/11

IL CAMPO D'AZIONE


Una “selezione del colpo”, che abbia un significato alla roulette, può essere applicata in due modi.

1°) Si può giocare sul calore.
In questo caso si cerca un disegno che si dovrebbe formare con tutti quei numeri che, alla fine di un ciclo logico, costituiscono il “3° doppiato” e cioè tutti quei numeri che sono usciti almeno due volte nei 36 o 37 colpi. Questi numeri sono in media 12-13 perché compensano il “3° mancante” e cioè tutti quelli che, dopo 37 colpi, non sono presenti nella permanenza.

Ormai tutti conoscono le proporzioni stabilite dalla “Legge del terzo” e anche le ragioni per cui queste si realizzano, seppur in modo tendenziale. Il fatto che qualche volta le proporzioni siano falsate in più o in meno, non annulla l’esistenza di questa legge perché, come il signor Bernoulli ci insegna, "con l’aumentare delle prove la media sperimentale tende alla media teorica e la frequenza relativa tende alla probabilità". Il singolo ciclo, quindi, non confuta la validità della Legge.

Sappiamo tutti che ogni colpo è nuovo e che ogni casella della roulette ha la stessa spettanza probabilistica delle altre. Questo però vale se a ogni colpo resettassimo gli esiti precedenti; come se ogni colpo fosse il primo.

Proviamo ora a dipingere di nero le caselle che la pallina visita, colpo dopo colpo, fino alla conclusione dei 37 colpi. Vedremo che nel corso degli assalti le caselle nere aumentano sempre più e, arrivati a un certo punto, superano quelle non dipinte. E’ a questo punto che la probabilità passa a favore delle caselle nere e la pallina cadrà al loro interno con maggiore frequenza. E’ una questione meccanica, fisica, non matematica. Se in una strada le pozzanghere aumentano di numero, non potrete evitarle per sempre. Possiamo descrivere questo evento con equazioni o formule matematiche, ma resta pur sempre un effetto fisico.

Secondo questo inevitabile, anche se non sempre uguale, evento, un gioco sul calore deve contare sulla metà dei 24 numeri che saranno presenti in 37 colpi. I numeri presenti saranno 24, di cui solo 12 potranno costruire il disegno che vi siete “sognati” di cercare. Un gioco sul calore, quindi, può contare sulla metà del proprio “campo d’azione” (12 su 24).

2°) Si può giocare sull’allargamento.
In questo caso si cerca un disegno che si dovrebbe formare dalla possibile sortita di tutti i numeri presenti in una roulette e che, alla fine, saranno in media 24. Un gioco sull’allargamento, quindi, può contare sui due terzi del proprio “campo d’azione” che comprende tutti i 37 numeri contenuti nella roulette (24 su 37). In questo caso i numeri che potranno costruire il disegno che vi siete “sognati” saranno 24 e cioè i due terzi dei numeri disponibili.

Tutto ciò per quanto riguarda i numeri pieni. Per le altre Chances multiple e per le figure delle Chances Semplici, valgono gli stessi principi, ma con una maggiore possibilità di sfasamento nelle proporzioni della Legge del terzo. Ciò dipende dalla composizione delle Chances che, composte da più di un numero, possono creare allargamenti e calori anche molto diversi da un risultato sui pieni. Infatti, se esce la sequenza di numeri 14-15-16, per i pieni si tratta di un allargamento; per la chance delle Terzine si tratta di un calore. Naturalmente il viceversa non c’è perché il calore su un pieno corrisponde a un calore anche sulle altre Chances.

Ora la domanda ovvia è: è più conveniente giocare sul calore o sull’allargamento?

Nel primo caso ci sono 12 numeri su 24 che ci danno l’esito del gioco; nel secondo ce ne sono 24 su 37.

Credo che i pro e i contro si equivalgano in un equilibrio fra ricerca del disegno e probabilità di una sua chiusura. In pratica, giocare su uno o sull’altro settore della Legge del terzo, dovrebbe darci le stesse probabilità di successo.

C’è una sola cosa a favore del calore: se giocato con aumenti in vincita, non pone limiti a quanto si può incassare, anche se alla lunga i fallimenti si rimangeranno i benefici.

Oggi ho pubblicato la seconda parte del gioco sulle figure di 2 delle “terzine in sestina”.

Nella precedente prima parte si gioca sul calore, ricercando un doppione in prima riga. Ho lasciato al sistemista la scelta di includere o no la ricerca anche nella seconda riga. Se la escludiamo, ci sarà qualche partita che non chiude e quindi il recupero si protrarrà per successive partite. Se la comprendiamo, credo che non vi siano partite senza chiusura, ma gli allargamenti di terzine in gioco saranno maggiori. A voi la scelta.

In questa seconda parte si gioca sull’allargamento cercando la figura compagna di una coppia. Il gioco coinvolge la totalità dello schema ed è protratto per 18 colpi.

Entrambi i giochi possono contare sulla stessa tendenza valida: la ripetizione di una figura su quattro e la presenza di almeno tre figure su quattro. Non si possono giocare entrambi gli sviluppi contemporaneamente perché metterebbero in campo entrambe le terzine di una sestina a ogni sua apertura. Non ci sarebbe una scelta definita. Quindi, affinché l’attacco sia giustificato, si deve scegliere il “campo d’azione”.

CAPITOLO: TERZINE IN SESTINA
TITOLO: ALLA COMPAGNA DELLA COPPIA

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08/08/11

CONTENUTI E CONTENITORI


A volte l’osservazione umana si concentra su cose che sono in realtà dei contenitori e non si rende conto che quei contenitori non sono altro che un insieme di contenuti. Se guardiamo bene la realtà che ci circonda, scopriamo che nella maggioranza dei casi prendiamo in considerazione il contenitore ma non il contenuto.

Certo l’assegnazione di un nome al contenitore è corretta perché altrimenti non si potrebbe definire con una parola l’insieme dei contenuti. L’importante però è essere consapevoli che quel contenitore non esiste nella realtà oggettiva dell’esistenza. In effetti, tutto ciò che realmente esiste, deve essere puntiforme e necessariamente materiale. Se non è materiale, non può esistere. Sarà soltanto un sostantivo astratto.

Le nostre dimensioni sono talmente grandi che consideriamo qualsiasi oggetto come contenuto e non come contenitore. La realtà, però, è che quell’oggetto, acquisito come contenuto, non è altro che una molteplicità di altri oggetti che lo compongono.

Noi definiamo “casa” l’insieme di muri, infissi, suppellettili e altri vari oggetti in essa contenuti, ed è giusto sia così perché non potremmo perdere mezz’ora a definirla con tutti gli elementi che la compongono.

Noi definiamo “protone” e “neutrone” due cose che non sono oggetti, bensì un agglomerato di tre quark e vari gluoni che li tengono insieme. In realtà il protone e il neutrone non esistono: non sono degli oggetti che contengono dei contenuti; sono solo dei nomi che indicano un agglomerato di altre cose. Non c’è nemmeno una membrana o qualcos’altro che contenga i quark e i gluoni. In sostanza, il protone e il neutrone, come oggetti a se stanti, diversi dai loro contenuti, non esistono.

Questa è solo una riflessione sul nostro modo di percepire la realtà che ci circonda. Per esempio, quando sentiamo caldo, non è che percepiamo una cosa esistente. Si tratta soltanto del fatto che i nostri atomi, che vengono a contatto con atomi di quantità di moto superiore, per effetto della prima legge della “motodinamica” (e non termodinamica) aumentano a loro volta la loro quantità di moto e il nostro cervello, che riceve gli impulsi di questo cambiamento, interpreta l’evento e provoca in noi una sensazione di calore con tutte le conseguenze che ne derivano, come sensazione di caldo, sudorazione ecc. In sostanza il caldo e il freddo non esistono, ma sono interpretazioni di un evento in corso che potrebbe apportare un possibile danno al nostro organismo, a causa di un contatto con una quantità di moto superiore, o inferiore, alla nostra.

Se misuriamo la nostra temperatura corporea, o quella di un qualsiasi altro oggetto, la quantifichiamo in un certo numero di gradi centigradi perché la quantità di moto atomica dell’oggetto, più alta di quella del mercurio, trasmette quantità di moto agli atomi del mercurio che, aumentando il loro stato di eccitazione, aumentano di volume e perciò il metallo sale nel tubicino del termometro. Dove il mercurio si ferma, stabiliamo la temperatura in base alla gradazione impressa nel vetro del tubicino che contiene il mercurio. In realtà il mercurio sale non per la temperatura, che non c’è, ma per l’aumento della sua quantità di moto che ne determina l’espansione volumetrica.

La conferma di tutto ciò è lo zero assoluto (-273,15°C) che si realizzerebbe se la materia fosse completamente inerte. Ciò avverrebbe nel caso in cui elettroni, quark e gluoni fossero completamente inerti. Sappiamo che in nessuna parte dell’universo c’è una simile condizione e quindi lo zero assoluto è irraggiungibile. Se però, per assurdo, creassimo questa condizione, avremmo raggiunto lo zero assoluto. Non appena però mettessimo in moto gli elettroni, ecco che il nostro ipotetico termometro segnerebbe un aumento di temperatura perché il moto degli elettroni si trasmetterebbe agli atomi di mercurio che, ricevendo quantità di moto, comincerebbero a espandersi. Se poi mettessimo in moto i quark e i gluoni, vedremmo la temperatura aumentare ancora di più fino a eguagliare il movimento della materia che abbiamo messo in moto. A questo punto la conclusione è che la temperatura dipende dalla quantità di moto e non da una particolare particella che ne sia mediatrice. La temperatura (in più o in meno) dipende da una mutazione meccanica che il nostro cervello percepisce e interpreta, dandoci la sensazione del caldo o del freddo, per proteggerci dai danneggiamenti di eccessive mutazioni. La temperatura, quindi, può essere considerata un contenuto e non un contenitore. E’ un qualcosa che non è ciò che sembra.

La stessa cosa vale per l’energia. L’energia non esiste da sola. E’ uno status di qualcos’altro che è più o meno energetico. E’ lo status della materia. Se vi chiedo di mettermi in una mano una piccola quantità di “pura” energia, non potreste farlo. Dovreste darmi una qualche materia che sarà più o meno energetica secondo la sua quantità di moto. Senza un qualcosa non c’è energia e quindi non riuscireste a darmi dell’energia pura. L’energia è, per certi versi, un contenuto e non un contenitore. E’ lo stato in cui si trova una cosa.

Qual è il legame fra questi vaneggiamenti personali e la roulette?

Il legame è che anche alla roulette esistono contenitori e contenuti. Il sistema che ho pubblicato oggi si avvale di un contenitore, ma il gioco si svolge nei suoi contenuti.

Il contenitore riguarda le sestine, ma il gioco si svolge con le terzine. Il contenitore non è lo schema in cui sono raggruppate le sestine, bensì è la sestina stessa che contiene il contenuto e cioè le due terzine.

Questo nuovo gioco ricerca un disegno che si realizza nel contenuto di un contenitore e quindi rispecchia le caratteristiche di un’osservazione che va oltre le usuali apparenze, proprio come la realtà materiale ci insegna.

Anche in questo caso si tratta di una selezione del colpo con una ricerca “discreta”, e con un limitato numero di colpi. Il connubio di queste due tecniche ci permette di non subire, nello spazio e nel tempo, quell’elusività tipica dei giochi totali e continui.

CAPITOLO: TERZINE IN SESTINA
TITOLO: DOPPIAGGIO DI UNA FIGURA DI 2

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21/07/11

L'IMPORTANZA DEL "DISCRETO"


Tutti noi sappiamo che la realtà che ci circonda non è quella che si vede.

Nella realtà classica ogni cosa è continua: una retta è formata da infiniti punti intermedi; uno scivolo è costituito da infiniti punti di pendenza intermedi; uno spostamento è intervallato da infinite posizioni intermedie.

La realtà però non è questa e lo dice la “meccanica quantistica” che, andando a scrutare nei costituenti della materia, rileva come tutto sia costituito di quantità “discrete” e non continue. Questa è la “teoria dei quanti” e cioè dei pacchetti di energia, o di quantità di moto. Noi non ce ne accorgiamo perché siamo enormemente più grandi del livello in cui si percepisce il quanto, ma la realtà è che tutti noi, universo compreso, ci muoviamo a pacchetti di moto “discreti” e cioè quantitativamente definiti. Non ci sono vie di mezzo o porzioni più piccole di un “quanto”.

Per “discreto”, quindi, s’intende che la mutazione energetica, o quantità di moto, avviene per pacchetti “quantitativamente definiti”.

Ecco che nella realtà del “molto piccolo” una retta è formata da un definito numero di punti quantici; uno scivolo è in realtà una scala a pioli, dove le posizioni intermedie sono ben definite e il passaggio dall’una all’altra avviene a scatti (da un piolo si passa subito al superiore o inferiore); uno spostamento di un qualsiasi oggetto è costituito da definiti momenti intermedi.

Tutto ciò è spiegato dalla recente “meccanica quantistica” che, nell’estremamente piccolo, ha soppiantato quella classica.

La roulette è uno strumento fisico e, come tale, è anch’esso soggetto alle leggi quantistiche, non solo nei suoi costituenti fisici, ma, sotto certi aspetti, anche nel suo prodotto conseguente: la “permanenza”. Sappiamo che ogni numero della permanenza non è altro che l’indicazione della casella visitata dalla pallina e che la rappresentazione ciclica deriva dalla quantità e qualità delle caselle visitate. La quantità stabilisce le caselle visitate almeno una volta, mentre la qualità rappresenta il modo in cui si distribuiscono quelle caselle, sempre nel ciclo prestabilito (o logico), che di solito coincide con la quantità delle caselle disponibili, o con la quantità dei componenti di una Chance.

Per dare un senso a ciò che succede in una permanenza, bisogna quindi suddividerla nei suoi cicli logici. Vedremo allora gli effetti della Legge del terzo e, anche se non possiamo stabilire a priori quali numeri apparterranno alla quantità e come sarà disposta la qualità, potremo scegliere i punti finali delle loro maturazioni mediante le configurazioni che essi stessi sono portati a formare. Ciò comporta che più la configurazione è matematica, più la sua realizzazione diventa economicamente impegnativa, mentre tutto ciò che non è strettamente matematico è soggetto allo scarto e quindi, nel singolo ciclo, è aleatorio.

Un attacco continuo, senza delimitazioni di quantità, non ha né capo né coda. Qualsiasi evoluzione è possibile e, come il principio di Bernoulli ci insegna, la tendenza tende a realizzarsi con l’aumentare delle prove. Ciò significa che se giochiamo per una tendenza nel continuo della permanenza, possiamo trovare l’esatto contrario durante un suo temporaneo segmento e non si sa quanto questo potrà durare, perché la certezza della tendenza si manifesta in un numero di prove che tende all’infinito.

Penso che il ragionamento sia valido anche sui risultati complessivi di una singola ricerca. Se cerchiamo tutti i risultati possibili all’interno di una ricerca, saremo soggetti a tutti i fallimenti possibili cui tale ricerca è soggetta a causa dello scarto. Nei periodi di “vacche grasse” saremo molto contenti perché gli esiti positivi saranno ottenuti dalla regolarità della tendenza. Nei periodi di “vacche magre” tutti quegli esiti negativi, dovuti allo scarto, ci saranno costati più di quanto ottenuto in precedenza.

Detta così, sembra che il gioco continuo e il gioco sulla selezione del colpo, all’interno di un ciclo chiuso, abbiano le stesse possibilità di disfatta.

Personalmente penso che il gioco sulla selezione del colpo in un ciclo chiuso sia molto più vantaggioso perché si sa che ciò che si cerca alla fine si realizzerà, ma il ciclo chiuso ha anche una chance in più: la ricerca al suo interno può essere “discreta”.

Il termine, rubato alla “meccanica quantistica”, significa che si possono non ricercare tutte le configurazioni possibili in un ciclo chiuso, ma soltanto alcune che, anche se non si realizzano, possono costarci poco. Ecco che lo scarto si può presentare anche per lungo tempo, ma non costituirà per noi un costo preoccupante perché non avremo perso tutte quelle puntate che avremmo fatto con una ricerca totale su quel ciclo logico. Se poi, come nel sistema delle figure di 2 posizionali sulle Semplici, abbiamo la certezza che il disegno ricercato si deve presentare in uno sviluppo “regolare” entro il terzo ciclo logico, abbiamo risolto il problema di una forte esposizione. Sempre che lo sviluppo di un ciclo logico sia “regolare” e cioè che si presenti nella sua tendenza, data dalla media teorica. Il che rappresenta già qualcosa di positivo.

Alla roulette, però, può sempre uscire il colore diverso da quello puntato. Ciò significa che, nel nostro gioco specifico, in teoria, possiamo perdere per due cicli completi tutti i colpi giocati, fino a uno sviluppo che allarga le posizioni giocabili a tre. Poi che possiamo perdere tutti i colpi giocati all’interno di un ciclo “allargato”, che ha 24 probabilità di presentarsi su 256 possibili. Poi che possiamo perdere per 4 volte consecutive il doppiaggio della figura più vecchia delle quattro, in un ciclo allargato (una probabilità su 256). Vi sembra che questa eventualità sia facile? Anche se ci sono tutte le situazioni intermedie, penso che il gioco cui mi riferisco e che è stato pubblicato prima di questo, abbia una buona tenuta e che sia veramente difficile superare certi limiti espositivi.

L’unico punto incerto è l’utilizzo della D’Alembert a passo doppio.

Oggi ho pubblicato la seconda parte del sistema sulle figure di 2 posizionali delle Semplici. Si tratta di un doppio attacco (verticale e orizzontale) avente lo scopo di accontentare gli impazienti per il tempo d’attesa e gli scontenti per l’esiguità degli incassi.

Come sempre, però, questo fa aumentare il rischio di maggiori esposizioni perché la ricerca del risultato non è più “discreta” e, come ho accennato in precedenza, è soggetta agli esiti di tutti i tentativi possibili all’interno del ciclo logico. Troppi tentativi possono portare a troppi colpi perdenti.

La conclusione finale da la preferenza al gioco precedente, con la pura e semplice ricerca del doppione della figura posizionale.


CAPITOLO: CHANCES SEMPLICI IN FIGURE DI 2.

TITOLO: CACCIA AL DOPPIONE (2a PARTE).

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15/07/11

MATURAZIONE


Il gioco delle figure di 2 posizionali sulle Semplici è appena nato e, come tutte le cose appena nate, subisce dei cambiamenti e delle maturazioni che ne migliorano la resa e la sicurezza.

Dopo aver scritto la seconda parte di questo gioco, mi sono reso conto dei punti deboli della prima parte e, pertanto, ho provveduto a modificare il PDF già pubblicato.

Questa modifica tende a limitare l’incontro, inevitabile, di 3-4 cicli “allargati” e cerca di superare questa “empasse” con un accorgimento che ne limita gli effetti negativi.

Ho quindi sostituito il PDF e consiglio coloro che si sono soffermati su questo gioco, di rileggersi il tutto. Troveranno una maggior sicurezza e una minore probabilità di superare i termini della Martingala.

La seconda parte sarà pubblicata fra una o due settimane, ma in ogni caso stabilirà che questa prima parte è quella che presenta le migliori garanzie contro lo sconfinamento sulla D’Alembert.

CAPITOLO: CHANCES SEMPLICI.
TITOLO: FIGURE DI 2 POSIZIONALI (1A Parte).

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