27/08/11

A VOLTE 1+1 NON FA 2.

Ogni gioco che io propongo non è definitivo e assoluto. Ogni gioco è soggetto a varianti e ogni lettore lo può modificare a “sua immagine e somiglianza”.

Quando alla roulette si ricerca un disegno “tendenziale”, questo deve essere attinente agli eventi fisici che riguardano lo svolgersi dei lanci sulla ruota. Non ha senso affidarsi a cabale, stelle magiche o quant’altro, che non sia una rappresentazione grafica della fisicità della roulette. La realtà specifica è che il numero uscente è dato da una casellina visitata dalla pallina e la quantità di lanci, pari al numero delle caselle disponibili, determina gli effetti che noi attribuiamo alla cosiddetta “Legge del terzo”. Sono effetti fisici, probabilistici e non matematici. Superata questa quantità di lanci, si va verso l’ignoto.

La teoria dice che un secondo ciclo dovrebbe legare la nuova influenza della Legge del terzo ai risultati del ciclo precedente. Il nuovo ciclo, quindi, dovrebbe dare i due terzi dei numeri usciti in precedenza e ridurre a un terzo i mancanti del ciclo precedente. Il fatto è che a questo punto siamo noi stessi a volere che si realizzi una “qualità” nel risultato e non più una “quantità”. La roulette non ha né occhi né memoria e perciò non fa distinzione se un numero è già uscito in precedenza o se è stato mancante. Il nuovo ciclo produrrà una nuova “quantità” ma non è detto che la nuova “qualità” integri correttamente quanto accaduto nel ciclo precedente. Anche se le proporzioni nel secondo ciclo ci sono, non è detto che modifichino i risultati del ciclo precedente nel modo che ci si aspetta.

Ogni ciclo fa uscire, tendenzialmente, almeno per una volta i due terzi dei numeri disponibili ma non sappiamo quali sono. Se li visualizziamo all’interno di opportuni schemi, essi formano le più disparate configurazioni che possiamo statisticamente individuare e tentarne la logica conclusione. La somma di due cicli logici può non dare il completamento atteso perché il secondo ciclo si comporterà quantitativamente come il primo, ma non è detto che lo farà qualitativamente. Non c’è nulla che nel breve periodo ci assicuri una maturazione sulle proporzioni del ciclo precedente. In base al principio di Bernoulli ciò si realizza aumentando le prove, ma il fatto è che, a dimensione umana (nel breve periodo), le aspettative tendenziali possono essere disattese, anche per più cicli. Non è detto che il secondo ciclo completi qualitativamente il primo.

L’unica eccezione a questa indeterminatezza, coinvolgente più cicli, è data dalle Chances Multiple dove, moltiplicando i rispettivi cicli di un numero di colpi pari a 36, si ottengono le configurazioni tipiche del singolo ciclo sui pieni. Si parla di 3 cicli sulle terzine e di 6 cicli sulle sestine. In pratica sono delle “moltiplicazioni di eventi” nei cui singoli cicli le differenze in eccesso e in difetto si compensano, producendo un risultato finale simile agli effetti della Legge del terzo in un ciclo sui numeri pieni.

Ieri a Ca’ Vendramin ho fatto un nuovo gioco sulle terzine 1-2 (Dispari - pari). Si tratta della suddivisione presentata nel precedente inserto che parlava delle “terzine in sestina”. E’ un gioco trovato da 3-4 giorni e non ho resistito dal metterlo in pratica anche nel terrestre. Il risultato è stato di 33 pezzi in un’ora di lavoro. Non ho insistito di più perché il gioco ha un punto debole che, anche se finora non ha mai prodotto una negativa superiore a un impegno di 4 pezzi per terzina, potrebbe arrivare oltre. Non c’è al momento una tendenza che mi rassicuri sulla chiusura entro un determinato numero di boules. Dovrò fare un test su diversi cicli e vedere quante sono le chiusure e quale sarà l’impegno massimo.

Il gioco sarà pubblicato quando avrò risolto questo problema che è essenzialmente una questione di equilibro tra certezza di chiusura e impegno finanziario.

Nel frattempo sto scrivendo il nuovo gioco sui pieni, come richiestomi da qualcuno, che sarà il prossimo a essere pubblicato.

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18/08/11

IL CAMPO D'AZIONE


Una “selezione del colpo”, che abbia un significato alla roulette, può essere applicata in due modi.

1°) Si può giocare sul calore.
In questo caso si cerca un disegno che si dovrebbe formare con tutti quei numeri che, alla fine di un ciclo logico, costituiscono il “3° doppiato” e cioè tutti quei numeri che sono usciti almeno due volte nei 36 o 37 colpi. Questi numeri sono in media 12-13 perché compensano il “3° mancante” e cioè tutti quelli che, dopo 37 colpi, non sono presenti nella permanenza.

Ormai tutti conoscono le proporzioni stabilite dalla “Legge del terzo” e anche le ragioni per cui queste si realizzano, seppur in modo tendenziale. Il fatto che qualche volta le proporzioni siano falsate in più o in meno, non annulla l’esistenza di questa legge perché, come il signor Bernoulli ci insegna, "con l’aumentare delle prove la media sperimentale tende alla media teorica e la frequenza relativa tende alla probabilità". Il singolo ciclo, quindi, non confuta la validità della Legge.

Sappiamo tutti che ogni colpo è nuovo e che ogni casella della roulette ha la stessa spettanza probabilistica delle altre. Questo però vale se a ogni colpo resettassimo gli esiti precedenti; come se ogni colpo fosse il primo.

Proviamo ora a dipingere di nero le caselle che la pallina visita, colpo dopo colpo, fino alla conclusione dei 37 colpi. Vedremo che nel corso degli assalti le caselle nere aumentano sempre più e, arrivati a un certo punto, superano quelle non dipinte. E’ a questo punto che la probabilità passa a favore delle caselle nere e la pallina cadrà al loro interno con maggiore frequenza. E’ una questione meccanica, fisica, non matematica. Se in una strada le pozzanghere aumentano di numero, non potrete evitarle per sempre. Possiamo descrivere questo evento con equazioni o formule matematiche, ma resta pur sempre un effetto fisico.

Secondo questo inevitabile, anche se non sempre uguale, evento, un gioco sul calore deve contare sulla metà dei 24 numeri che saranno presenti in 37 colpi. I numeri presenti saranno 24, di cui solo 12 potranno costruire il disegno che vi siete “sognati” di cercare. Un gioco sul calore, quindi, può contare sulla metà del proprio “campo d’azione” (12 su 24).

2°) Si può giocare sull’allargamento.
In questo caso si cerca un disegno che si dovrebbe formare dalla possibile sortita di tutti i numeri presenti in una roulette e che, alla fine, saranno in media 24. Un gioco sull’allargamento, quindi, può contare sui due terzi del proprio “campo d’azione” che comprende tutti i 37 numeri contenuti nella roulette (24 su 37). In questo caso i numeri che potranno costruire il disegno che vi siete “sognati” saranno 24 e cioè i due terzi dei numeri disponibili.

Tutto ciò per quanto riguarda i numeri pieni. Per le altre Chances multiple e per le figure delle Chances Semplici, valgono gli stessi principi, ma con una maggiore possibilità di sfasamento nelle proporzioni della Legge del terzo. Ciò dipende dalla composizione delle Chances che, composte da più di un numero, possono creare allargamenti e calori anche molto diversi da un risultato sui pieni. Infatti, se esce la sequenza di numeri 14-15-16, per i pieni si tratta di un allargamento; per la chance delle Terzine si tratta di un calore. Naturalmente il viceversa non c’è perché il calore su un pieno corrisponde a un calore anche sulle altre Chances.

Ora la domanda ovvia è: è più conveniente giocare sul calore o sull’allargamento?

Nel primo caso ci sono 12 numeri su 24 che ci danno l’esito del gioco; nel secondo ce ne sono 24 su 37.

Credo che i pro e i contro si equivalgano in un equilibrio fra ricerca del disegno e probabilità di una sua chiusura. In pratica, giocare su uno o sull’altro settore della Legge del terzo, dovrebbe darci le stesse probabilità di successo.

C’è una sola cosa a favore del calore: se giocato con aumenti in vincita, non pone limiti a quanto si può incassare, anche se alla lunga i fallimenti si rimangeranno i benefici.

Oggi ho pubblicato la seconda parte del gioco sulle figure di 2 delle “terzine in sestina”.

Nella precedente prima parte si gioca sul calore, ricercando un doppione in prima riga. Ho lasciato al sistemista la scelta di includere o no la ricerca anche nella seconda riga. Se la escludiamo, ci sarà qualche partita che non chiude e quindi il recupero si protrarrà per successive partite. Se la comprendiamo, credo che non vi siano partite senza chiusura, ma gli allargamenti di terzine in gioco saranno maggiori. A voi la scelta.

In questa seconda parte si gioca sull’allargamento cercando la figura compagna di una coppia. Il gioco coinvolge la totalità dello schema ed è protratto per 18 colpi.

Entrambi i giochi possono contare sulla stessa tendenza valida: la ripetizione di una figura su quattro e la presenza di almeno tre figure su quattro. Non si possono giocare entrambi gli sviluppi contemporaneamente perché metterebbero in campo entrambe le terzine di una sestina a ogni sua apertura. Non ci sarebbe una scelta definita. Quindi, affinché l’attacco sia giustificato, si deve scegliere il “campo d’azione”.

CAPITOLO: TERZINE IN SESTINA
TITOLO: ALLA COMPAGNA DELLA COPPIA

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08/08/11

CONTENUTI E CONTENITORI


A volte l’osservazione umana si concentra su cose che sono in realtà dei contenitori e non si rende conto che quei contenitori non sono altro che un insieme di contenuti. Se guardiamo bene la realtà che ci circonda, scopriamo che nella maggioranza dei casi prendiamo in considerazione il contenitore ma non il contenuto.

Certo l’assegnazione di un nome al contenitore è corretta perché altrimenti non si potrebbe definire con una parola l’insieme dei contenuti. L’importante però è essere consapevoli che quel contenitore non esiste nella realtà oggettiva dell’esistenza. In effetti, tutto ciò che realmente esiste, deve essere puntiforme e necessariamente materiale. Se non è materiale, non può esistere. Sarà soltanto un sostantivo astratto.

Le nostre dimensioni sono talmente grandi che consideriamo qualsiasi oggetto come contenuto e non come contenitore. La realtà, però, è che quell’oggetto, acquisito come contenuto, non è altro che una molteplicità di altri oggetti che lo compongono.

Noi definiamo “casa” l’insieme di muri, infissi, suppellettili e altri vari oggetti in essa contenuti, ed è giusto sia così perché non potremmo perdere mezz’ora a definirla con tutti gli elementi che la compongono.

Noi definiamo “protone” e “neutrone” due cose che non sono oggetti, bensì un agglomerato di tre quark e vari gluoni che li tengono insieme. In realtà il protone e il neutrone non esistono: non sono degli oggetti che contengono dei contenuti; sono solo dei nomi che indicano un agglomerato di altre cose. Non c’è nemmeno una membrana o qualcos’altro che contenga i quark e i gluoni. In sostanza, il protone e il neutrone, come oggetti a se stanti, diversi dai loro contenuti, non esistono.

Questa è solo una riflessione sul nostro modo di percepire la realtà che ci circonda. Per esempio, quando sentiamo caldo, non è che percepiamo una cosa esistente. Si tratta soltanto del fatto che i nostri atomi, che vengono a contatto con atomi di quantità di moto superiore, per effetto della prima legge della “motodinamica” (e non termodinamica) aumentano a loro volta la loro quantità di moto e il nostro cervello, che riceve gli impulsi di questo cambiamento, interpreta l’evento e provoca in noi una sensazione di calore con tutte le conseguenze che ne derivano, come sensazione di caldo, sudorazione ecc. In sostanza il caldo e il freddo non esistono, ma sono interpretazioni di un evento in corso che potrebbe apportare un possibile danno al nostro organismo, a causa di un contatto con una quantità di moto superiore, o inferiore, alla nostra.

Se misuriamo la nostra temperatura corporea, o quella di un qualsiasi altro oggetto, la quantifichiamo in un certo numero di gradi centigradi perché la quantità di moto atomica dell’oggetto, più alta di quella del mercurio, trasmette quantità di moto agli atomi del mercurio che, aumentando il loro stato di eccitazione, aumentano di volume e perciò il metallo sale nel tubicino del termometro. Dove il mercurio si ferma, stabiliamo la temperatura in base alla gradazione impressa nel vetro del tubicino che contiene il mercurio. In realtà il mercurio sale non per la temperatura, che non c’è, ma per l’aumento della sua quantità di moto che ne determina l’espansione volumetrica.

La conferma di tutto ciò è lo zero assoluto (-273,15°C) che si realizzerebbe se la materia fosse completamente inerte. Ciò avverrebbe nel caso in cui elettroni, quark e gluoni fossero completamente inerti. Sappiamo che in nessuna parte dell’universo c’è una simile condizione e quindi lo zero assoluto è irraggiungibile. Se però, per assurdo, creassimo questa condizione, avremmo raggiunto lo zero assoluto. Non appena però mettessimo in moto gli elettroni, ecco che il nostro ipotetico termometro segnerebbe un aumento di temperatura perché il moto degli elettroni si trasmetterebbe agli atomi di mercurio che, ricevendo quantità di moto, comincerebbero a espandersi. Se poi mettessimo in moto i quark e i gluoni, vedremmo la temperatura aumentare ancora di più fino a eguagliare il movimento della materia che abbiamo messo in moto. A questo punto la conclusione è che la temperatura dipende dalla quantità di moto e non da una particolare particella che ne sia mediatrice. La temperatura (in più o in meno) dipende da una mutazione meccanica che il nostro cervello percepisce e interpreta, dandoci la sensazione del caldo o del freddo, per proteggerci dai danneggiamenti di eccessive mutazioni. La temperatura, quindi, può essere considerata un contenuto e non un contenitore. E’ un qualcosa che non è ciò che sembra.

La stessa cosa vale per l’energia. L’energia non esiste da sola. E’ uno status di qualcos’altro che è più o meno energetico. E’ lo status della materia. Se vi chiedo di mettermi in una mano una piccola quantità di “pura” energia, non potreste farlo. Dovreste darmi una qualche materia che sarà più o meno energetica secondo la sua quantità di moto. Senza un qualcosa non c’è energia e quindi non riuscireste a darmi dell’energia pura. L’energia è, per certi versi, un contenuto e non un contenitore. E’ lo stato in cui si trova una cosa.

Qual è il legame fra questi vaneggiamenti personali e la roulette?

Il legame è che anche alla roulette esistono contenitori e contenuti. Il sistema che ho pubblicato oggi si avvale di un contenitore, ma il gioco si svolge nei suoi contenuti.

Il contenitore riguarda le sestine, ma il gioco si svolge con le terzine. Il contenitore non è lo schema in cui sono raggruppate le sestine, bensì è la sestina stessa che contiene il contenuto e cioè le due terzine.

Questo nuovo gioco ricerca un disegno che si realizza nel contenuto di un contenitore e quindi rispecchia le caratteristiche di un’osservazione che va oltre le usuali apparenze, proprio come la realtà materiale ci insegna.

Anche in questo caso si tratta di una selezione del colpo con una ricerca “discreta”, e con un limitato numero di colpi. Il connubio di queste due tecniche ci permette di non subire, nello spazio e nel tempo, quell’elusività tipica dei giochi totali e continui.

CAPITOLO: TERZINE IN SESTINA
TITOLO: DOPPIAGGIO DI UNA FIGURA DI 2

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21/07/11

L'IMPORTANZA DEL "DISCRETO"


Tutti noi sappiamo che la realtà che ci circonda non è quella che si vede.

Nella realtà classica ogni cosa è continua: una retta è formata da infiniti punti intermedi; uno scivolo è costituito da infiniti punti di pendenza intermedi; uno spostamento è intervallato da infinite posizioni intermedie.

La realtà però non è questa e lo dice la “meccanica quantistica” che, andando a scrutare nei costituenti della materia, rileva come tutto sia costituito di quantità “discrete” e non continue. Questa è la “teoria dei quanti” e cioè dei pacchetti di energia, o di quantità di moto. Noi non ce ne accorgiamo perché siamo enormemente più grandi del livello in cui si percepisce il quanto, ma la realtà è che tutti noi, universo compreso, ci muoviamo a pacchetti di moto “discreti” e cioè quantitativamente definiti. Non ci sono vie di mezzo o porzioni più piccole di un “quanto”.

Per “discreto”, quindi, s’intende che la mutazione energetica, o quantità di moto, avviene per pacchetti “quantitativamente definiti”.

Ecco che nella realtà del “molto piccolo” una retta è formata da un definito numero di punti quantici; uno scivolo è in realtà una scala a pioli, dove le posizioni intermedie sono ben definite e il passaggio dall’una all’altra avviene a scatti (da un piolo si passa subito al superiore o inferiore); uno spostamento di un qualsiasi oggetto è costituito da definiti momenti intermedi.

Tutto ciò è spiegato dalla recente “meccanica quantistica” che, nell’estremamente piccolo, ha soppiantato quella classica.

La roulette è uno strumento fisico e, come tale, è anch’esso soggetto alle leggi quantistiche, non solo nei suoi costituenti fisici, ma, sotto certi aspetti, anche nel suo prodotto conseguente: la “permanenza”. Sappiamo che ogni numero della permanenza non è altro che l’indicazione della casella visitata dalla pallina e che la rappresentazione ciclica deriva dalla quantità e qualità delle caselle visitate. La quantità stabilisce le caselle visitate almeno una volta, mentre la qualità rappresenta il modo in cui si distribuiscono quelle caselle, sempre nel ciclo prestabilito (o logico), che di solito coincide con la quantità delle caselle disponibili, o con la quantità dei componenti di una Chance.

Per dare un senso a ciò che succede in una permanenza, bisogna quindi suddividerla nei suoi cicli logici. Vedremo allora gli effetti della Legge del terzo e, anche se non possiamo stabilire a priori quali numeri apparterranno alla quantità e come sarà disposta la qualità, potremo scegliere i punti finali delle loro maturazioni mediante le configurazioni che essi stessi sono portati a formare. Ciò comporta che più la configurazione è matematica, più la sua realizzazione diventa economicamente impegnativa, mentre tutto ciò che non è strettamente matematico è soggetto allo scarto e quindi, nel singolo ciclo, è aleatorio.

Un attacco continuo, senza delimitazioni di quantità, non ha né capo né coda. Qualsiasi evoluzione è possibile e, come il principio di Bernoulli ci insegna, la tendenza tende a realizzarsi con l’aumentare delle prove. Ciò significa che se giochiamo per una tendenza nel continuo della permanenza, possiamo trovare l’esatto contrario durante un suo temporaneo segmento e non si sa quanto questo potrà durare, perché la certezza della tendenza si manifesta in un numero di prove che tende all’infinito.

Penso che il ragionamento sia valido anche sui risultati complessivi di una singola ricerca. Se cerchiamo tutti i risultati possibili all’interno di una ricerca, saremo soggetti a tutti i fallimenti possibili cui tale ricerca è soggetta a causa dello scarto. Nei periodi di “vacche grasse” saremo molto contenti perché gli esiti positivi saranno ottenuti dalla regolarità della tendenza. Nei periodi di “vacche magre” tutti quegli esiti negativi, dovuti allo scarto, ci saranno costati più di quanto ottenuto in precedenza.

Detta così, sembra che il gioco continuo e il gioco sulla selezione del colpo, all’interno di un ciclo chiuso, abbiano le stesse possibilità di disfatta.

Personalmente penso che il gioco sulla selezione del colpo in un ciclo chiuso sia molto più vantaggioso perché si sa che ciò che si cerca alla fine si realizzerà, ma il ciclo chiuso ha anche una chance in più: la ricerca al suo interno può essere “discreta”.

Il termine, rubato alla “meccanica quantistica”, significa che si possono non ricercare tutte le configurazioni possibili in un ciclo chiuso, ma soltanto alcune che, anche se non si realizzano, possono costarci poco. Ecco che lo scarto si può presentare anche per lungo tempo, ma non costituirà per noi un costo preoccupante perché non avremo perso tutte quelle puntate che avremmo fatto con una ricerca totale su quel ciclo logico. Se poi, come nel sistema delle figure di 2 posizionali sulle Semplici, abbiamo la certezza che il disegno ricercato si deve presentare in uno sviluppo “regolare” entro il terzo ciclo logico, abbiamo risolto il problema di una forte esposizione. Sempre che lo sviluppo di un ciclo logico sia “regolare” e cioè che si presenti nella sua tendenza, data dalla media teorica. Il che rappresenta già qualcosa di positivo.

Alla roulette, però, può sempre uscire il colore diverso da quello puntato. Ciò significa che, nel nostro gioco specifico, in teoria, possiamo perdere per due cicli completi tutti i colpi giocati, fino a uno sviluppo che allarga le posizioni giocabili a tre. Poi che possiamo perdere tutti i colpi giocati all’interno di un ciclo “allargato”, che ha 24 probabilità di presentarsi su 256 possibili. Poi che possiamo perdere per 4 volte consecutive il doppiaggio della figura più vecchia delle quattro, in un ciclo allargato (una probabilità su 256). Vi sembra che questa eventualità sia facile? Anche se ci sono tutte le situazioni intermedie, penso che il gioco cui mi riferisco e che è stato pubblicato prima di questo, abbia una buona tenuta e che sia veramente difficile superare certi limiti espositivi.

L’unico punto incerto è l’utilizzo della D’Alembert a passo doppio.

Oggi ho pubblicato la seconda parte del sistema sulle figure di 2 posizionali delle Semplici. Si tratta di un doppio attacco (verticale e orizzontale) avente lo scopo di accontentare gli impazienti per il tempo d’attesa e gli scontenti per l’esiguità degli incassi.

Come sempre, però, questo fa aumentare il rischio di maggiori esposizioni perché la ricerca del risultato non è più “discreta” e, come ho accennato in precedenza, è soggetta agli esiti di tutti i tentativi possibili all’interno del ciclo logico. Troppi tentativi possono portare a troppi colpi perdenti.

La conclusione finale da la preferenza al gioco precedente, con la pura e semplice ricerca del doppione della figura posizionale.


CAPITOLO: CHANCES SEMPLICI IN FIGURE DI 2.

TITOLO: CACCIA AL DOPPIONE (2a PARTE).

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15/07/11

MATURAZIONE


Il gioco delle figure di 2 posizionali sulle Semplici è appena nato e, come tutte le cose appena nate, subisce dei cambiamenti e delle maturazioni che ne migliorano la resa e la sicurezza.

Dopo aver scritto la seconda parte di questo gioco, mi sono reso conto dei punti deboli della prima parte e, pertanto, ho provveduto a modificare il PDF già pubblicato.

Questa modifica tende a limitare l’incontro, inevitabile, di 3-4 cicli “allargati” e cerca di superare questa “empasse” con un accorgimento che ne limita gli effetti negativi.

Ho quindi sostituito il PDF e consiglio coloro che si sono soffermati su questo gioco, di rileggersi il tutto. Troveranno una maggior sicurezza e una minore probabilità di superare i termini della Martingala.

La seconda parte sarà pubblicata fra una o due settimane, ma in ogni caso stabilirà che questa prima parte è quella che presenta le migliori garanzie contro lo sconfinamento sulla D’Alembert.

CAPITOLO: CHANCES SEMPLICI.
TITOLO: FIGURE DI 2 POSIZIONALI (1A Parte).

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01/07/11

PAZIENZA O FRENESIA?


“La pazienza è la virtù dei forti.”
“Siediti sulla riva del fiume, e vedrai passare il cadavere del tuo nemico.”
“Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.”
“La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce.”
“La speranza cessa di essere felicità quando è accompagnata dall’impazienza.”

Questi sono alcuni dei numerosi proverbi circolanti nel mondo. Tutti esaltano un comportamento che possiamo definire virtuoso: la pazienza.

Tutti sappiamo che nella vita non bisogna fare cose affrettate e che, per avere successo in qualsiasi intento, bisogna usare la pazienza.

Domanda.
E allora, perché non la usiamo davanti a un tavolo di roulette? Perché vediamo tutti quelli che circondano il tavolo affannarsi a puntare a caso numeri su numeri, cercando di puntarli tutti prima che il croupier lanci la pallina? Hanno paura che, dimenticandosi qualche numero, esca proprio uno di quelli?

Perché quando siamo davanti al tavolo da gioco, siamo impazienti di puntare? Perché non abbiamo la pazienza di osservare e analizzare lo sviluppo di una permanenza?

La risposta.
Perché in quasi tutti i giocatori impéra l’ignoranza sui risultati e sui comportamenti di un segmento di permanenza pari a un ciclo chiuso. La grande maggioranza dei giocatori non conosce la Legge del terzo, o la legge sulla distribuzione delle figure, o la differenza fra allargamenti e calori, o la tendenza all’equilibrio sui grandi numeri.

Sapete cosa fa il giocatore "casuale medio"? Domenica 19 giugno sono stato a Ca’ Vendramin con un amico che di roulette non ne sa nulla. Eppure è un frequentatore abbastanza abituale di Casinò e, come molti altri, ha i suoi numeri preferiti che, se non escono, lo mandano in bianco. Dopo aver perso più di 1.500 € ai tavoli, e dopo aver concluso il mio sistema con l’utile prefissato, siamo andati giù al piano terra, dove c’è una roulette meccanica e si possono fare puntate da 1 €. Ho osservato come giocava. Oltre ai suoi soliti numeri simpatici, quando i numeri appartenenti più o meno a una sestina non uscivano da qualche tempo, lui attaccava quel settore, puntando pieni e cavalli e rafforzando i numeri centrali. Gli ho fatto notare che il ritardo di quella sestina poteva protrarsi per un tempo ben maggiore e che quindi tutti quei pezzi erano buttati. Anche se la sestina fosse uscita, lui era sempre soggetto a un ritardo che prima o poi sarebbe durato oltre le sue capacità economiche.

Mentre giocava, gli ho invece fatto notare che i numeri delle ultime 4 sestine erano sempre presenti e solo ogni tanto si frapponevano i numeri delle 2 sestine più ritardatarie. A questo punto gli ho suggerito di puntare poco sui numeri dell’ultima sestina uscita, di più sui numeri della penultima e terzultima sestina e poco sui numeri della quartultima sestina. Gli ho detto di fare le puntate come più gli piaceva nei numeri della penultima e terzultima sestina, ma di coprire l’ultima e la quartultima con pochi pezzi che servivano da parziale recupero di tutti gli altri. Dopo mezzora di questo gioco, il mio amico aveva recuperato 1000 € e, arrivata l’ora, siamo andati a mangiare il pesce vicino a Piazza S. Marco.

Questo fatto serve solo a richiamare l’attenzione sul comportamento del giocatore casuale. Senz’altro ha dei numeri preferiti e senz’altro non ha mai osservato l’andamento standard di una roulette. Se avesse saputo che la Legge del terzo produce tendenzialmente 4 sestine diverse e due doppioni, avrebbe fatto due più due e avrebbe capito che doveva concentrare le puntate nelle ultime 4 sestine diversificando, ben inteso, le masse. Se si gioca sulla fortuna, perché non aiutarla individuando le zone più probabili?

La pazienza è anche questo: osservare un comportamento e approfittare dei suoi risultati. Anche se si tratta di un gioco continuo e abbastanza casuale, si tratta pur sempre di una “selezione del colpo”. Anche se non si tratta di “pazienza”, si tratta di una scelta ragionata su un evento che è tendenziale su una qualsiasi permanenza.

A parte questo piccolo consiglio ai giocatori casuali, la “selezione del colpo” implica una certa dose di “pazienza”, necessaria a dare alla roulette il tempo di formare le configurazioni tendenziali. Certo sulla tendenza ci possono essere deviazioni dovute allo scarto ma, se riusciamo a superare questo scarto, avremo un incasso costante e l’erosione dello zero non ci preoccuperà minimamente.

Tempo fa ho ricevuto una mail nella quale il mittente diceva: “ma che cosa sono tutte queste figure, figurine, figurette?... La sfido a venire a S. Remo e a vincere il 10% del capitale impiegato... ecc...”. Da qui si capisce che la roulette, oltre a non essere per tutti, sviluppa situazioni che non tutti conoscono. Il fatto poi di voler apprendere o no ciò che altri hanno scoperto, dipende soltanto dalla loro formazione mentale e, il più delle volte, dalla sopravalutazione delle loro capacità. Il titolo di un mio vecchio post diceva: “ogni sshcarrafone èbbello ammamma suia”.

Sono tornato allo studio delle Semplici e ho finito la stesura dell’ultimo lavoro, scoperto precisamente il 23 giugno e quindi fresco fresco come il pane di giornata. Ne avevo in mente un altro, ma ho preferito pubblicare questo perché mi sembra ottimo.

Se siete dei tipi che hanno pazienza, che vogliono guadagnare e non giocare, che conoscono la potenza deviante della roulette, che desiderano superare gli scarti con il minimo sforzo economico, che hanno conosciuto momentanee sicurezze e repentine delusioni, allora leggetevi e sperimentate il nuovo gioco che ho pubblicato nel sito e che è gratuito per tutti.

Credo di non aver superato le 300 partite di prova e quindi non è stato da me testato, come qualcuno vorrebbe facessi prima di pubblicare un sistema. Voi sapete che io cerco soluzioni e quando trovo qualcosa che funziona, passo ad altro. Se qualche bravo informatico potesse testarlo con un programma, potremmo scoprirne la resistenza sul lungo percorso.

Come al solito mi aspetto di ricevere le vostre impressioni per e-mail personale.

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17/06/11

IL VANTAGGIO DEL BANCO

Qualche tempo fa mi è stato chiesto se conoscevo le percentuali di vantaggio del banco sul giocatore. Credo che ormai tutti le conoscano e nella conoscenza comune sono del 1,35% sulle Semplici e del 2,70% sulle multiple.

Il richiedente continuava dicendo che questa continua erosione non da scampo al giocatore e che quindi i miei sistemi avrebbero perso come tutti gli altri, semplicemente per tal erosione. Confermo questa sua affermazione, ma solo nel caso in cui si faccia un gioco che non abbia una chiusura certa entro un determinato numero di colpi.

Supponiamo che un sistemista giochi un qualsiasi attacco su una Chance Semplice utilizzando una montante D’Alembert che va da 1 a 11 pezzi da 10 Euro. Le sue puntate varieranno con un saliscendi negli 11 termini della montante, che saranno così distribuiti: 1-2-3-4-5-6-7-8-9-10-11. La sua puntata media quindi sarà di 6 pezzi equivalenti a 60 Euro.

Supponiamo che in una seduta il nostro giocatore faccia 50 puntate di media e che quindi, a fine seduta, abbia puntato 3000 Euro (50x6=300 pezzi da 10).

Secondo l’acquisizione comune degli effetti della tassa dello zero, il nostro giocatore a fine giornata avrà pagato 40,5 Euro di tassa (3000x1.35%). Vediamo innanzitutto se ciò è vero.

La probabilità di vittoria per il giocatore è dello 0,48649% (18/37). La probabilità di vittoria per il banco è quindi, in teoria, dello 0,51351% (100-48,649). Quindi, il banco dovrebbe avere l’1,351% di vantaggio sopra il 50% che rappresenterebbe la parità fra banco e giocatore se il gioco fosse equo. In realtà tale percentuale non è esatta perché non tiene conto dello zero, che imprigiona la mise e ci fa perdere il suo 50% al colpo successivo, come pure la sua ripetizione che ci toglie il 50% del 50%. Tenendo conto di queste due variabili casuali in più, la vera percentuale del vantaggio per il banco è del 1,388% che possiamo arrotondare al 1,39%.

In base a questo nuovo calcolo la tassa diventa di 41,64 Euro e non di 40,5 e, secondo il ragionamento dei matematici, togli 41,64 Euro oggi e togli 41,64 Euro domani, dopo 72 giorni di gioco, il nostro ignaro giocatore si ritrova senza il suo capitale di 3000 Euro.

Naturalmente questo ragionamento non tiene conto degli esiti di ogni giornata, ma supponendo che la somma delle puntate vincenti sia pari alla somma delle perdenti, egli avrà effettivamente subìto una continua erosione, perdendo l’intero suo capitale.

Possiamo comprendere ancora meglio questo fatto se consideriamo un giocatore casuale. Le Chances da lui coperte sono in contrapposizione con quelle coperte dal banco, ma lui riceve costantemente un pagamento non equo perché è calcolato come se lo zero (o il 37° numero) non esistesse. Quel numero in più è sempre coperto dal banco. Considerando la proporzionalità dei pagamenti, il giocatore è costretto a coprire sempre di meno di quanto copre il banco.

Ora facciamo un’ipotesi. Il nostro giocatore non perde mai. Riesce sempre a ritornare a quota 1 nella montante D’Alembert. Dopo 72 giorni, si troverà senza il suo capitale di 3000 Euro? La risposta è no perché ogni giorno, invece di incassare 100 Euro ne avrà incassati 98,612 e alla fine dei 72 giorni si troverà in tasca i 3000 più 7100 di guadagno. Avrebbero dovuto essere 7200 ma, per effetto della tassa, saranno 7100. Ha guadagnato di meno, ma ha pur sempre guadagnato e il suo capitale è rimasto intatto.

In conclusione la tassa dello zero costituisce sempre un costo, ma se un sistema vince l’indeterminatezza degli esiti casuali, non rappresenterebbe più il fatidico destino che porta al fallimento di ogni gioco. L’erosione della tassa, infatti, presuppone che gli esiti favorevoli delle puntate del giocatore si equivalgano proporzionalmente agli esiti favorevoli al banco. In pratica non si può indovinare sempre ciò che esce e se un giorno è a favore del giocatore, l’altro sarà a favore del banco. Ciò che resta è la tassa che sarà a esclusivo beneficio del banco.

Il mio intento (o il mio sogno) è di superare l’equilibrio degli esiti. Se con la selezione del colpo, con la Legge del terzo e con adeguate montanti riesco a ottenere una chiusura entro ragionevoli limiti, non c’è erosione che mi possa fermare. Il capitale aumenterebbe meno di un gioco equo, ma aumenterebbe comunque.

Per ottenere questo risultato non c’è altra strada che evitare, o superare, lo scarto e cioè quell’andamento della permanenza che non fa quello che dovrebbe fare secondo la statistica tendenziale. Dire che la tendenza ottiene un certo risultato non significa nulla se non siamo in grado di superare tutti gli sfasamenti che s’incontrano nei brevi segmenti di permanenza. Lo scarto è superato solo dall’aumentare delle prove effettuate sempre nelle stesse condizioni. Ciò significa che più aumentiamo le prove, più la media teorica tende alla perfezione percentuale. Resta sempre il fatto che nel breve ciclo può succedere di tutto.

Per quanto riguarda le Chances multiple come Pieni, Cavalli, Terzine, Sestine e Dozzine, la percentuale di vantaggio del banco non è proprio del 2,70%. Anche qui c’è una leggera differenza:

Per i Pieni il vantaggio del banco è del 2,692%; per i Cavalli del 2,710%; per le Terzine, Sestine e Dozzine del 2,704%. I relativi calcoli li trovate nel libro di Benito Carobene “Vincete ai giochi d’azzardo” edito nel 1978 da De Vecchi Editore.

Ho finito la stesura dell’ultimo gioco sul 3° doppiato applicato ai cavalli e ai pieni. Si tratta di tre sviluppi a integrazione e conclusione di quanto già spedito a tutti quelli che hanno acquistato il primo lavoro. Consiglio di fare un po’ di prove partendo dal primo, vedere i risultati, e poi passare al secondo e infine al terzo che sarà il definitivo. Non sarà una perdita di tempo, ma servirà a formare la giusta mentalità per l’esecuzione dell’ultimo, che è molto più facile e di esito finora sicuro. Ha una buona resistenza contro lo scarto e un limitato allargamento alle aperture rispetto ai pagamenti, pur mantenendo una certa sicurezza sulla quantità delle vincite disponibili.

Non saranno pubblicati nel sito, restando un’esclusiva a disposizione di quanti vorranno richiederne l’invio per e-mail come PDF. Non procederò al loro invio autonomamente, come per i precedenti, perché credo che qualcuno non apprezzi la mia opera e quindi, chi desidera ricevere il lavoro (di 35 pagine) non dovrà fare altro che chiederlo espressamente per e-mail personale.


Penso sia inutile raccomandarvi di tenere il gioco per voi. Siete voi che avete speso dei soldi per avere qualcosa e con questo penso di avervi dato qualcosa. Qualcosa che è nata con il primo invio e che si è modificata lungo tutto questo percorso fino al gioco finale.


Vi saluto e vi ringrazio per la fiducia che ora penso di aver meritato.

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07/06/11

AGGIORNAMENTO


Alcuni di voi mi hanno contattato chiedendomi a che punto sono i nuovi lavori che avevo annunciato qualche tempo fa.

Ho finito la stesura del nuovo sistema sui cavalli posizionali e ora inizio a scrivere la variante finale. Quella che sto giocando da 3 mesi.

Alla fine manderò il tutto a chi me lo richiederà espressamente. Ci vorranno ancora un paio di settimane e poi posterò qui la disponibilità per chi sarà interessato.

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25/05/11

NUOVI ELOGI

Ciao Nino,sono ............. e sono stato uno dei primi acquirenti del tuo sistema, quello del terzo sovrapposto sui cavalli, poi da te modificato con un'apposita appendice.Ebbene, ti voglio ringraziare per il prezioso lavoro che hai fatto ed incoraggiarti ad andare avanti per la tua strada senza prestare attenzione più di tanto ai commenti di alcuni sventurati incapaci di comprendere i tuoi lavori cosa ci sta dietro.Personalmente gioco proprio il primo sistema, con le modifiche da te apportate, e devo dirti che mi sta dando belle soddisfazioni.Basti pensare che da quando lo applico, ho avuto una vincita totale di 360 pzzi.Ho iniziato con un capitale di 620 pzzi.Il gain ad oggi è quindi del 58%.Il MAX scoperto è stato di 372 pzzi . A mio parere è molto importante sostenere il gioco (l'hanno fatto i fratelli gambling con cifre più ardue e non lo dobbiamo fare noi con un sistema che poggia le sue basi su delle solide fondamenta - leggasi legge del terzo )La regola ferrea che mi sono dato è quella di ricominciare le osservazioni dei colpi da 0 senza quindi intersezione di 6 colpi tra le partite. Secondo me la legge del terzosi espleta maggiormente in queste condizioni.Un grande saluto , e mi raccomando.....tienimi presente per futuri tuoi progetti.


Questa è una ulteriore mail, ricevuta oggi. La posto solo per un motivo. Questo signore ha avuto un'esposizione di 372 pezzi (preciso di piccolo taglio) e non ha gridato "fallimento". E' invece riuscito a recuperare e a raggiungere un utile di 360 pezzi.


Stai tranquillo Sig. P. ti terrò presente e anzi, ti annuncio che non solo ti spedirò il successivo lavoro dopo quelli che hai già ricevuto, ma anche quello che ho trovato questa sera, dopo aver visto il solito film alla TV.


Se leggi la mia mail di risposta, ti ho detto che non riuscivo, per il momento, a trovare una soluzione soddisfacente contro lo scarto. Ora l'ho trovata. Mi stava rimuginamdo nella testa durante tutto il film ; alla fine l'ho provata e per ora funziona a meraviglia essendo vincente quasi sempre a massa pari. Solo due o tre volte sono passato a 2 pezzi che subito hanno vinto.


Il concetto mi permette di evitare gli scarti della permanenza e di vincere indipendentemente dal suo sviluppo. E' un concetto non solo "elegante" come lo possono essere stati i precedenti, ma in più fortemente vincente e senza allargamenti esagerati di cavalli in gioco.


Dovrò rimandare ancora il gioco sulle Semplici.


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23/05/11

NUOVE CRITICHE


Per il Bilaterale sui pieni,se si gioca solo la terzina,tanto vale fare la registrazione solo delle terzine e giocarle ,ad esempio in linea per l'apparizione della figura ricercata.Esce 16,32,5,17,17,23,18.... La terzina 16/17/18 ha un'apertura e comincio a giocarla.Nessun interesse a registrare 1 oppure 2 basta una crocetta sulla terzina apparsa:questa é l'unica registrazione da farsi in attesa dell'apertura.Anche nel "vecchio" schema degli 1,dei 2 e dei 3,le crocette sono sufficienti,quando ne ho due cerco la terza.Semplicissimo o sbaglio?Poi vedremo se si vince(secondo me NO),ma la registrazione é più semplice e giocando la terzina il sistema non é lunghissimo.



Questo non ha capito niente. La successione 16,17,18 nel bilaterale sui pieni non produce alcuna apertura perché non vi è alcun doppione e quindi non si inizia il gioco. La puntata allargata serve a puntare un qualcosa in più quando c'è un'apertura su qualcosa in meno. Se non l'hai capito...
Anche del vecchio schema sembra non aver capito niente. Gli 1,2,3 servono perché se non sai che posizione è, non sai cosa giocare.
Se non ti piace il sistema lungo lascia perdere e non giocare i miei sistemi. Vedrai che la brevità dei giochi che non costruiscono le loro aperture sui pieni ti daranno senz'altro la vincita.

....Non riesco infatti a capire come si possa avere il coraggio di proporre e mettere in vendita opere che sono state testate (sue affermazioni)solo per una cinquantina di partite. Ma chi di noi non ha, nella sua vita ludica, almeno una volta escogitato un sistema che, alla prova dei fatti, ha resistito 50 o 60 partite o 2000 o 3000 boules? Io personalmente ne ho inventati almeno 4/5 ma non mi sono mai sognato di proporli in vendita, cosi come, men che meno, ho pensato di impostarci la mia vita.



Sono state testate poco perché sono cose nuove e proposte a modifica del primo sistema che, anche se non verificato personalmente, alcuni lo avevano dichiarato perdente in alcune partite, con o senza Stop loss. I 4/5 sistemi da Lei inventati, com'erano? Avevano una giustificazione logica?
Ciò che sto facendo è per hobby e non ci imposto la vita.



....non avveva infatti promesso che, in caso di insuccesso, avrebbe restituito almeno 90 dei 100 euretti spesi dai compratori vari? E' cosi' o ricordo male io? E, se è cosi, qualcuno ha chiesto il rimborso? E' stato risarcito? A qualcuno è stata offerta tale possibilità?



Se ti leggi il Post vedrai che c'è scritto che voglio la possibilità di testare la permanenza che perde, per vedere se l'esecuzione del gioco è stata corretta. Qualcuno l'ha mandata ed era invece vincente. Altre lo sono diventate con le nuove varianti che ho spedito gratuitamente e con nuove idee. Le prossime saranno definitivamente testate con il Bilaterale sui pieni allargato alle terzine e se risulteranno perdenti rifonderò chi non considera valide le idee che ho diffuso. Se i miei sforzi per loro non valgono niente, li rimborserò, sempre contro la visione di una permanenza certificata da sito o pubblicazione nota.
Nessuno ha chiesto il rimborso se non voi due o tre (in modo velato).

Quando si parla delle sue scarse conoscenze matematico-statistiche,che egli stesso ha onestamente ammesso,gli si rimprovera,forse, solo di non testare i suoi sistemi su un numero statisticamente rappresentativo di boules,prima di diffonderli.(Perché forse non li diffonderebbe mai!)E' vero che in tutti i suoi sistemi non evidenzia mai l'influenza della tassa,non fa mai riferimento a probabilità di riuscita o di bancarotta,né sottolinea altre basi statistiche solide su cui si fondano.



Le scarse conoscenze matematiche, riguardano la tassa dello zero? Tale percentuale la conoscono tutti e io l'ho letta per la prima volta intorno al 1979 con il libro VINCETE AI GIOCHI D'AZZARDO di Benito Carobene. La tassa percentuale dello zero (o del banco) è del 1,388 sulle semplici e varia dal 2,692 al 2,710 dai pieni alle altre multiple.
I sistemi li diffonderei comunque perché costituiscono idee nuove (se non lo sono ditemi chi ha esposto qualcosa di simile) anche se possono essere rese inefficaci dagli scarti.
Non evidenzio l'influenza della tassa perché non faccio giochi a massa pari e anche se le differenze di puntata e di quantità di Chances puntate sono la stessa cosa per effetto della media delle puntate, ho la pretesa (o l'intento) di riuscire a chiudere un disegno entro limiti che non risentono della tassa.
Se per ipotesi avessimo la garanzia di chiudere un gioco entro 10 colpi, che cosa ci importa della tassa? Incasseremmo di meno di un pagamento rapportato a 37 numeri, ma incasseremmo comunque. Alla lunga non ci sarebbe nessuna erosione del capitale perché questo aumenterebbe sempre più. Questa è la mira dei miei sistemi: arrivare alla chiusura senza soccombere per la tassa.
Ciò che preoccupa la selezione del colpo è lo “scarto” non la tassa.
Le basi statistiche su cui si fondano i sistemi sono sempre state descritte esaurientemente (mi auguro) in ogni sistema e derivano dai risultati tendenziali della Legge del Terzo. Una tendenza non da la certezza in una singola partita, ma in più partite.

SODDISFATTI O RIMBORSATI questo era il titolo del postMI SEMBRA CHE NESSUNO QUI SIA SODDISFATTOA NINO LE CONCLUSIONI



Signor Nino,
le scrivo per manifestarle la mia stima. Non ho ancora studiato il gioco bilaterale, lo farò a giugno, ma già da ora le dico che le sono grato per il lavoro che ha fatto e per avermi reso partecipe delle sue idee.
Ritengo offensive le lettere che ha ricevuto sul suo blog, sono tentato di rispondere all’arroganza di alcuni interventi che ho letto in queste ore, ma temo di innescare una polemica senza fine.
Mi auguro che non si lasci influenzare da nessuno, il suo lavoro tenace ha la mia ammirazione.
Cordiali saluti,



A qualcuno (e non è il solo) il mio lavoro piace e lo apprezza. Se per “nessuno” intendi le due o tre persone che scrivono le critiche negative....



Sono convinto che se lei aprisse una scuola per insegnare i sui metodi, i suoi corsi sarebbero pieni di allievi, e si toglierebbe anche la soddisfazione di cacciare i maleducati per cattiva condotta.



Forse non sono maleducati. Forse hanno una visione del gioco che rispecchia le loro personalità. Non gli interessa l'idea; o l'allargamento delle loro conoscenze; o la possibilità di migliorare quanto appreso di nuovo da altri, che non siano essi stessi.

Perché provi il Bilaterale sui pieni allargato alle terzine e non sui cavalli allargato alle sestine?Il sistema "base" é quello sui cavalli,mi pare!

Perché non esiste un sistema base in funzione di una Chance, ma in funzione di un ragionamento e quindi il sistema base può essere applicato a qualsiasi Chance. Bisogna che le puntate siano fatte in funzione del sistema base che, non ottenendo sempre i risultati tendenziali, ottiene però dei risultati diversi (invece di un 1 esce per esempio un 2) però si incassa lo stesso anche senza chiusura base.....se puntiamo sui risultati di una puntata allargata cambiamo il momento di gioco e siamo al punto iniziale su un qualsiasi gioco sulla selezione del colpo.

Nino.ti pongo una domanda per mostrarti che i tuoi sistemi sono pericolosi,perché non tengono conto del nefasto effetto della tassa sullo zero.Se con un tuo sistema sulle terzine,supponiamo,giochi 50 colpi a massa uguale,ne vinci 5 e ne perdi 45, cioè in tutto vinci 10 pezzi(5 x 11 meno 45),mi sai dire quanto hai pagato di tassa,in pezzi?

Lo zero ha il diritto di uscire 1,35 volte ogni 50 colpi (50:37=1,35) e perciò alla fine dei 50 colpi avrò perso, di media, il valore di 1,35 della puntata, che in questo caso è fissa ad ogni colpo. Se variasse, sarebbe calcolata percentualmente sulla media dei valori puntati.
....Il fatto è che i miei giochi non si svolgono a masse pari (il che paga ancor più di tassa zero nella media delle puntate) ma pretendono di avere un vantaggio con le chiusure tendenziali che, con l'ausilio delle montanti, superano (o almeno ci tentano) la decurtazione sistematica dello zero in un gioco sia a masse pari, sia variando o no la quantità delle terzine puntate.

...Che senso ha fare tutti questi distinguo quando, precedentemente, sempre Lei ha affermato: " Altre però hanno superato i 200 pezzi di esposizione e quando ciò accade, di solito, butto via il sistema" Se anche Lei giudica il sistema "da buttare", perché ha bisogno di cotanze prove,



Sta facendo di ogni erba un fascio. Di che sistema parla? Del primo, del secondo o del terzo? Mi riferisco a sistemi diversi e in ogni caso questi non li ho buttati via perché sono stati vincenti fino alle sue affermazioni, da verificare. In ogni caso, credendoLe, li ho cambiati via via fino all'ultimo con il quale ora mi fermo.



...."Poichè qualcuno considera il risultato molto più importante dell'idea e delle ragioni che la giustificano..." Che significa? Che siamo tutti venali?

....Quando poi dico la parola "qualcuno", non significa "tutti".

...parla di aver dato a tutti e poi dice di aver dato a qualcuno e non a tutti; insomma una gran confusione!



Vedi sopra. Legga bene il senso della frase da Lei riportata perché non credo di aver detto questo.

...chi le fa rilevare che trovare le soluzioni DOPO aver osservato la permanenza è cosa troppo facile oltrechè ingenua e/o scorretta



Siamo forse a un esame? Invece di ringraziare per la mia premura di trovare nuove soluzioni agli effetti di uno scarto, che in tutti i sistemi è possibile, mi tratta come se imbrogliassi, confondendo le carte in tavola su una cosa che secondo Lei doveva essere definitiva fin dall'inizio. Ho fatto male a cercare nuove soluzioni con le permanenze difficili? Hanno poi raggiunto l'esposizione di 850 pezzi come quella raggiunta dai fratelli Gamblin? Eppure sono stati osannati da tutti e nessuno ha detto che il loro gioco è saltato.



Insomma qui mi sembra che gli scontenti siano due o tre che continuano a postare commenti riempiendo il Blog di giudizi negativi.


Ma scusate, non sarebbe meglio se io dimostrassi che con l'ultimo sistema sui pieni, allargato alle terzine, non si perde? Ammesso che ci riesca, ne trarreste vantaggio anche voi.
Cosa vi costa mandarmi le permanenze certificate perdenti? Perdenti fino a quanto? Avete messo in atto Stop Loss? Sono pronto a rifondervi (anche se a ciò siete disinteressati), ma voglio delle prove. Poi mi mandate il numero della vostra ricaricabile e io provvederò. Come vi ho già detto, non ho bisogno del vostro denaro; avevo bisogno solo di un apprezzamento tangibile, del quale non ne sono nemmeno l'ideatore.



A questo punto mi accorgo che chi mi apprezza me lo scrive privatamente e chi mi critica lo fa nel Blog. Per questo ho deciso di eliminare i commenti e di continuare la mia strada come prima. Ci sarà sempre il Blog e i nuovi sistemi saranno pubblicati nel sito, accessibili a tutti. Tranne quelli, naturalmente, che sono stati inviati in forma privata.


Tutte queste critiche, di due o tre persone, hanno vanificato il mio intento e, siccome non mi piace sentirmi come ora mi sto sentendo, chiudo i commenti attuali e futuri. Non voglio che la cosa si trasformi come nei classici Forum dove qualcuno si scambia insulti tutti i giorni. Chi è interessato ai nuovi sistemi li troverà, come prima, nel Sito.


Se avessi solo immaginato un trattamento e una conclusione del genere, non avrei mai proposto quel riconoscimento economico.



nino.zantiflore@gmail.com


01/05/11

ANTIVIGILIA FERIE


Dopodomani me ne vado per qualche giorno di relax. Ritornerò il 19 Maggio e perciò fino a quel giorno non sarò reperibile. A qualcuno non interesserà e a qualcun altro sì, viste le numerose mail e telefonate che intercorrono con alcuni di voi.

Sono dispiaciuto per gli esiti negativi delle mie proposte e, anche se i pareri sono discordanti, non posso non ammettere che alcune permanenze che mi sono pervenute siano veramente ostili al gioco praticato. Molte si sono rivelate vincenti perché erano state eseguite male. Altre però hanno superato i 200 pezzi di esposizione e quando ciò accade, di solito, butto via il sistema.

D’altro canto io sono un testardo e quando un gioco non mi riesce come voglio, batto e ribatto su quel gioco, finché non trovo (o cerco di trovare) la soluzione. Ecco perché a volte voglio che il gioco vada bene a tutti i costi. Lo provo manualmente e se va bene per una cinquantina di partite, lo dichiaro, forse troppo frettolosamente, vincente.

Evidentemente una cosa è certa: alla roulette ogni gioco trova la sua permanenza contraria. Prima o poi la partita killer capita e in effetti sarebbe strano che ciò non accadesse. L’unico rimedio è di non inoltrarsi in un’evoluzione di partita che per la permanenza del momento è destinata a una disfatta.

Ora sono ritornato alla mia convinzione iniziale sulla sfruttabilità delle partite che devono essere brevi e durare fino alla prima vincita.

Nel commento di un precedente post ho accennato al Bilaterale giocato sui pieni. Qualcuno mi ha risposto che l’ha già archiviato, ma voglio sottoporvi questi risultati su alcune permanenze che ho rintracciato fra tutte quelle che mi sono state inviate o postate nel Blog.

Preciso che non è stato giocato nel modo base, ma come accennato nel Blog, esclusivamente con la puntata allargata alle terzine. Tutte le partite sono state fatte a massa pari, senza cioè aumenti, andando, dove serviva, a 2 o 3 vincite. Elenco i risultati di queste partite ostiche. Indico i numeri iniziali delle permanenze per la loro reperibilità da parte di chi le ha mandate.

Permanenza di Claudio. Numeri iniziali: 16 12 23 18…Partite 9. Utili: 5, 5, 2, 6, 9, 9, -3, 11, 2.

Permanenza: 31 0 21 13… Partite 6. Utili: 8, 9, 9, 7, 11, 11.

Perm. 18 36 6… Partite 1. Utili 1 pezzo.

Perm. 23 16 13… Partite 1. Utili 11.

Perman. Daniele. 31 32 33… Partite 1. Utili 7

Perm. Post 27 aprile. Perm. 29 3 34… Partite 4. Utili: 6, 5, 11, 7.

Post del 20 aprile. Perm. 11 3 25… Partite 2. Utili: 3, 6.

Post del 9/4. Perm. 5 14 1… Partite 2. Utili: 5, 9.

Post del 9/4. Perm. 6 5 15… Partite: 1 Utili -1.

La permanenza postata il 15/4 da Luca è tutta con i primi numeri dei cavalli e quindi non può essere utilizzata per la verifica di questo gioco.

Altre permanenze le ho cancellate con la posta e non ho potuto ripescarle.

Per ottenere questi risultati non ho fatto altro che eseguire il gioco bilaterale sui pieni e giocare sempre le terzine invece dei pieni. Al primo utile o a una minima esposizione ho interrotto la partita, anche senza chiusura del gioco base, e ricominciato una nuova partita. Ho sempre fatto le risalite fino al numero che doppia, escludendolo.

Ora ripeto ciò che avevo accennato in un commento al post del 27/4. Volete provare in questo modo?

Siamo d’accordo che non è il gioco base. Siamo d’accordo che non si giocano pieni. Siamo d’accordo che è un gioco lungo. C’è però qualche ragione valida.

1°) Abbiamo visto che giocando sul singolo risultato, si formano configurazioni diverse da quelle che ci si aspetta, causandoci allargamenti o interruzioni di gioco.
2°) Con la puntata allargata, puntiamo su una Chance che contiene sì la chiusura del gioco base, ma anche le componenti che formano disegni diversi e che ci fanno comunque vincere anche se non è uscito il disegno giusto.
3°) Se vogliamo giocare sulla selezione del colpo, dobbiamo dare modo alla roulette di selezionare per noi il colpo e quindi dobbiamo darle il “tempo” per costruire i disegni tendenziali e statistici che si formano in 36 colpi. Se non abbiamo questa pazienza, evitiamo di giocare sulla selezione del colpo.

Questo è un modo di giocare che era in auge negli anni ’80. Il concetto era di ingannare la roulette seguendo una determinata linea evolutiva e poi giocare un qualcosa di diverso. Non contro il gioco base, ma allargato, in modo da comprendere contemporaneamente più risultati.

Passerò le ferie provando questo gioco e spero che qualcuno di voi voglia perderci ancora un po’ di tempo. Ci risentiamo dopo il 19 Maggio.

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27/04/11

NUOVA MAIL

Per la verità gli ultimi sistemi sono nati perchè mi sono concentrato sulle migliorie del 3° sovrapposto. Se ho fallito mi dispiace e vi chiedo scusa. Avrei voluto darvi qualcosa che vince sempre, ma evidentemente così non è. La permanenza maledetta è sempre dietro l'angolo e, trovati i rimedi per quella, ne appare poi un'altra per la quale quei rimedi non sono più validi.


Voi sapete che non sono in mala fede e vorrei che tutti foste contenti, felici e vincenti. Forse ci arriveremo. Ora chiudo per ferie dal 3 al 19 maggio, ma al mio ritorno mi rifarò vivo inviandovi il gioco che continuo a fare in reale su 8Black e che non ha mai perso una partita.


Ma qui siamo alle solite. Anche con gli altri giochi non ho mai perso una partita personalmente, ma forse perchè i test non si sono protratti abbastanza a lungo.


Nessuno di voi ha mai proposto qualche modifica ai giochi. Credo che qualcuno avrà notato dove sono i difetti e in questo caso sarebbe utile condividere i suggerimenti. Non accettate i giochi senza delle analisi costruttive. Potreste vedere cose che io non ho visto.


Lascio la nuova mail che affianca la precedente. Ora sono due, ma quella di fastweb mi avverte quando arriva posta.

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20/04/11

RISTAMPA BILATERALE

Questa sera ho finito la stesura del nuovo PDF sul bilaterale.



Spinto da notizie contrastanti sulla sua validità, ho voluto cercare di migliorarlo onde evitare le famose partite killer fra le tante favorevoli. Personalmente io non le ho mai incontrate ma, a detta di alcuni che le avevano incontrate, l'esposizione arrivava ben sopra i 300 pezzi.




Qualcuno mi ha spedito la permanenza o l'ha perfino postata nel blog e per questo ringrazio coloro che l'hanno fatto. Avrei voluto che anche altri scontenti l'avessero fatto perchè per questi non ho avuto modo di testare personalmente quella permanenza ostica.




Ho fatto un atto di fede e ho presupposto che quelle permanenze siano state giocate correttamente, anche se tutte quelle testate personalmente non lo erano. Le partite rifatte si sono rilevate vincenti anche se con qualche difficoltà e con puntate da 5-6 pezzi per cavallo.




Persone che mi hanno contattato telefonicamente mi hanno fatto notare che è inutile e inconcludente diminuire la validità di un gioco se non si producono le prove con qualcosa che sia riscontrabile, perchè non si sa se i loro test sono stati corretti o no. Mi hanno assicurato che il gioco reggeva ed erano contenti di quanto ricevuto.




A questo punto ho messo in atto un ripensamento del ripensamento e, ponderati i pro e i contro, ho rifatto il bilaterale. Ora rispedirò a tutti coloro che hanno impegnato il loro denaro e si aspettano di avere un qualcosa di valido, il nuovo PDF sperando (anzi ne sono certo [per ora]) che questo sia il definitivo; anche perchè è tempo di passare ad altro.


Ho eliminato dai precedenti post le dimostrazioni del gioco su alcune vostre permanenze. Non reputo giusto che tutti possano consultare quello che altri hanno pagato. La loro funzione è finita e quindi questo gioco resterà una esclusiva di chi l'ha voluto pagandolo.




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18/04/11

PERMANENZA ANONIMA

Ho testato la permanenza postata da anonimo e ho chiuso 3 partite.



La prima con 1 pezzo di utile puntando cavalli da 4 pezzi. Fine partita ai numeri 33 3 19.



La seconda con 2 pezzi di utile con cavalli da 5 pezzi. Fine partita 32 21 7.



La terza con 4 pezzi di utile con cavalli da 2 pezzi. Fine partita 27 25 3.



Ho usato il vecchio metodo perchè immagino non vi sia ancora pervenuto il nuovo modo di giocare. Lo sto scrivendo.



Rifarò la stessa permanenza con il nuovo modo e vedremo se migliora i risultati. Comunque la permanenza, anche se dura e con qualche zero, non è catastrofica. Dobbiamo accettare le giornate in cui non si guadagna molto ma saranno compensate da quelle favorevoli. Ecco lo sviluppo delle 3 partite.






FILE RITIRATO DALL'AUTORE.











Rifarò tutta la permanenza con il nuovo modo di giocare e poi posterò i risultati.




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15/04/11

LUCA 2

Spero l'immagine sia più comprensibile, anche se non riesco a schiarirla.


FILE RITIRATO DALL'AUTORE.


Ho usato la montante "quasi" a riduzione logica ultimamente proposta per questo gioco. nino.zantiflore@tiscali.it Vai al Sito.

14/04/11

LUCA



Da un paio di giorni ho difficoltà con l'invio di mail causa passaggio da una server ad altro.


Ecco la partita di Luca rieseguita da me. Non so se mi sono espresso male io o se Luca ha travisato il senso della frase. Io avevo scritto: il primo ciclo si chiude dopo 18 colpi con il 14 e con 6 doppioni.


Non ho quindi detto che il 14 costituisce una prima vincita, ma solo la chiusura del primo ciclo.


Questa è la partita completa.



FILE RITIRATO DALL'AUTORE.




Non ho riportato i cavalli del primo ciclo per accentuare il fatto che non servono più per la determinazione delle nuove posizioni. Con il 31 è come se lo schema dei cavalli fosse vergine e i simboli vecchi e nuovi saranno giocati quando le relative posizioni sui cavalli matureranno. Con il 30 chiudo il 3° verticale e con il 7 pure perchè è compreso nelle righe 1 e 6.



Vail Sito.



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09/04/11

CAPACITA' ELUSIVA

Quanto può durare la capacità elusiva della roulette?


Quante volte nel nostro percorso di “casinisti” ci è capitato di trovare una negativa. Abbiamo sostenuto il gioco fino alla fine delle risorse e il colpo dopo abbiamo visto uscire il numero o la Chance che stavamo giocando.


Sembra proprio che vi sia una relazione fra la capacità economica del giocatore e la capacità elusiva della roulette. Questa capacità molte volte persiste proprio fino alla fine delle munizioni del sistemista.


Tutto dipende dall’equilibrio tra l’incasso della Chance che si gioca e il numero delle disponibilità che ha quella Chance. L’incasso di 5 volte per la sestina; di 11 volte per la terzina; di 17 volte per il cavallo; di 35 volte per il pieno, è proporzionale alle possibilità di uscita che ha ogni Chance, e gli scarti che il giocatore può subire sono proporzionali a tali possibilità. Gli aumenti che il giocatore può fare sono determinati dal suo limite impegnativo, che non è necessariamente pari ai massimali del tavolo. Sembra impossibile, ma molte volte i soldi finiscono appena prima del cambiamento dell’andazzo contrario, quando la partita avrebbe ottenuto la sua vincita.


Da tutto ciò, e in base alle esperienze sul campo, possiamo dedurre che lo scarto ha un limite che di solito dura per un tempo limitato, ma certamente superiore al completamento di una partita che si basi su un ciclo chiuso. E’ proprio questo ciclo chiuso che determina per il giocatore la possibilità di individuare un disegno statisticamente tendenziale, ma se su quel singolo ciclo chiuso interviene lo scarto, non avremo più la certezza che quello che cerchiamo si formi.


D’altra parte un gioco sul continuo della permanenza è ancora peggiore perché, non essendoci delimitazioni, andamenti favorevoli e contrari si alterneranno senza limiti di ampiezza e senza una precisa previsione sulla loro durata.


Per ovviare allo scarto sono sempre ricorso alle “moltiplicazioni di eventi” che, aumentando i cicli logici della Chance, producono risultati simili a un ciclo logico sui pieni. La somma di questi cicli logici costituisce un ciclo assoluto che è pari a 36 colpi di roulette e, sommando i risultati di ognuno di questi cicli logici, otteniamo la tendenza che produce la Legge del terzo su 36 colpi di numeri pieni. Abbiamo però un’incongruenza.


Con una semplice moltiplicazione di eventi sommiamo i risultati di ogni ciclo logico al primo dei cicli e il totale degli eventi stessi non deriva più da una quantità di tentativi pari alla quantità delle disponibilità della Chance, ma è pari alle disponibilità dei pieni, i quali sono dei “componenti” di ognuna delle disponibilità di Chance. Mi spiego meglio.


Il singolo ciclo logico di una qualsiasi Chance ha la tendenza, dovuta alla Legge del terzo, di produrre due terzi di presenze e un terzo di assenze, proprio perché gli assalti della pallina sono pari alle disponibilità della Chance. Trattandosi poi di raggruppamenti di numeri, il singolo ciclo logico produce con minore frequenza le proporzionalità di un ciclo sui pieni. Se per esempio sommiamo tre cicli logici di terzine, ogni terzina subisce 36 assalti e non più 12. Questa differenza sfalsa completamente le proporzioni della Legge del terzo perché, alla fine, sarà molto difficile che ci siano 4 assenze. Si può controbattere che bisogna fare le proporzioni su base 3 ma in ogni caso, questo legame di cicli, può produrre zone d’indeterminatezza molto variabili.


In conclusione, la “moltiplicazione di eventi” deve essere utilizzata nei dovuti modi, che ora vedremo.


Per ottenere il massimo rendimento da una moltiplicazione di eventi, non si deve sommare a ogni singolo numero del primo ciclo tutti i numeri simili dei cicli successivi. Si deve invece sommare le singole proporzionalità della Legge del terzo di ogni ciclo. Solo in questo caso avremo la corretta proporzionalità finale simile a quella dei pieni. Sommando il terzo doppiato dei 3 cicli, avremo i 12 doppioni dei numeri pieni. Sommando gli 8 presenti dei 3 cicli avremo i 24 presenti dei numeri pieni. Sommando i 4 assenti dei 3 cicli avremo i 12 assenti dei numeri pieni. Le possibili differenze in più o in meno di ogni ciclo si compenseranno fra loro avvicinandosi, alla fine, alle quantità tendenziali.


Tutto questo discorso serve a introdurre un nuovo modo di giocare il “bilaterale”.


Finora non abbiamo posto un limite numerico di boules per la conclusione di una partita. Se le vincite ritardano, si può superare il ciclo logico dei cavalli e andare verso i 36 colpi, entro i quali sarà ben difficile non avere un certo quantitativo di vincite. Il comportamento dello stop a due vincite a masse pari può essere sbagliato perché se più partite consecutive ci lasciano esposti, il recupero potrebbe protrarsi nel tempo e addirittura non rientrare mai. In pratica, una mancanza di adeguati aumenti non ci permette un adeguato recupero.


L’intento principale è di evitare quelle partite che s’incanalano in disposizioni frammiste dei simboli, rendendo impossibile il 3° verticale e il 3° quantitativo orizzontale.


Ecco la mia nuova proposta.


1°) Nessuna risalita fra una partita e l’altra. Mi dispiace per gli impazienti, ma ciò che conta è il risultato e se non diamo modo alla roulette di sviluppare i suoi cicli naturali, subiremo maggiormente i suoi andamenti contrari. Finora mi ero preoccupato di chi lamentava lungaggini nei giochi, ma questa non è la strada giusta per ottenere dei risultati. La Legge del terzo funziona maggiormente se la permanenza è divisa in blocchi, pari alle disponibilità della Chance. A chi obbietta che ogni partenza costituisce un blocco, rispondo che ciò che conta sono i successivi blocchi che non s’intersecano gli uni con gli altri. Una cosa è intersecare continuamente la permanenza, altra cosa è subire la prima partita per una partenza sfortunata.


2°) Il gioco si svolge a blocchi di cicli logici che però contengano il 3° doppiato “obbligato”. Questo significa che il primo inserimento avviene con un minimo di 18 numeri di roulette che contengano i 6 doppioni previsti per il ciclo logico. Se alla fine dei 18 inserimenti non abbiamo raggiunto il “3°doppiato”, si continuerà a inserire numeri fino a raggiungere i 6 doppioni. Questo punto ha quindi due condizioni. Il primo ciclo logico di cavalli deve avere un minimo di 6 doppioni e un minimo di 18 cavalli inseriti. Se i primi 18 inserimenti non contengono i 6 doppioni, andremo avanti con gli inserimenti fino a ottenerli. Se ne contengono di più resta comunque valido l’inserimento di 18 numeri. Naturalmente, se in questa fase si realizza una vincita e si ottiene un utile, la partita finisce e se ne comincia un’altra con numeri nuovi.


3°) Terminata questa prima fase senza un utile, si deve continuare la partita. A questo punto i precedenti inserimenti di cavalli non contano più, mentre restano invariati e attivi i simboli che essi hanno prodotto. Si separano i prossimi inserimenti dai precedenti con una linea verticale in modo da ricominciare un nuovo ciclo logico, i cui doppioni si aggiungeranno ai simboli già contenuti nello schema delle posizioni. Penso che questo nuovo ciclo sia sufficiente a concludere la partita e quindi qui non ci sono limiti di stop. I suoi 6 doppioni si aggiungeranno ai precedenti e completeranno i 12 del ciclo assoluto. Con questo ciclo si procede fino alla chiusura della partita.


4°) L’inizio può avvenire ancora con la puntata allargata alle sestine e a ogni utile ottenuto con una chiusura del gioco base, sarà opportuno chiudere la partita.


5°) Non ci sono più soltanto le due chiusure a massa pari, ma ci saranno tutte le chiusure necessarie per ottenere un utile, con montante in aumento e con le dovute riduzioni di altezza.


Mi rendo conto che è un gioco più lungo del precedente, ma dobbiamo metterci in testa che la roulette ha bisogno di produrre i suoi cicli naturali per poi permetterci di sfruttare nel miglior modo gli effetti della Legge del terzo.


L’errore che tutti commettono è il voler ottenere dei risultati senza tener conto del necessario sviluppo evolutivo della serie di numeri casuali. La giusta via è data dalla somma delle proporzionalità di ogni ciclo logico, che sia il più completo possibile.


Questo è l’esempio di una partita che si avvale di 2 cicli logici per arrivare alla prima vincita. Non ho tenuto conto delle vincite iniziali sulle sestine perché non ho il tempo di cercare una permanenza adatta.


ESEMPIO DI PARTITA IN DUE FASI.




Perman. 5 14 1 19 28 12 3 2 10 32 15 4 34 1 7 3 0 15 27 20 19 24 25 1 35 27 21 27 11 15 19 29 17 23 27 17 26 0 33 28 23 11.








FILE RITIRATO DALL'AUTORE.








Nella prima fase ho inserito 20 cavalli (al posto di 18) per avere i 6 doppioni.

Nella seconda fase ho eliminato tutti i cavalli precedenti separandoli dai nuovi con una linea verticale di separazione. Ho completato i precedenti simboli con i nuovi doppioni del secondo ciclo.

Nella seconda fase non è più necessario limitare la quantità d’inserimenti, ma si va avanti fino alla chiusura della partita con un utile.



Se qualcuno ha bisogno di chiarimenti, può contattarmi per e-mail.



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Nino.zantiflore@tiscali.it



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06/04/11

APPELLO AI NAVIGANTI 2

Nell'ultimo post Franco ha detto di non riuscire a rientrare da una situazione di perdita, che dopo 20 partite continua a persistere. Non posso giudicare il suo operato perché non ho la permanenza; non posso fare altro che fidarmi di quanto asserisce e perciò pubblico questa circolare con l'intento di diminuire, se non eliminare del tutto, quelle partite che derivano proprio da andamenti fisiologici della roulette. Devono per forza essere fisiologici perché i milioni di segmenti possibili di permanenza, presi per lo svolgimento delle partite, non possono avere sempre uno stesso andamento. La maggioranza delle partite chiude bene. Il problema capita quando una partita ci lascia con un'esposizione superiore ai 60 pezzi. Se le partite successive continuano ad essere dure, può succedere che non si riesca a rientrare, come nel caso di Franco. Ripeto, però, che non ho un riscontro certo del suo operato, e che una simile negatività non è mai capitata, non solo a me, ma neanche ad alcuni di voi con i quali sono in contatto.

Per ovviare a queste eventualità, anche se non certificate da prove certe, dobbiamo cercare un rimedio che si deve trovare nello sviluppo dei simboli. E' indubbio che per interrompere una negatività dobbiamo beccare un cavallo che prima non rientrava nel disegno ricercato nei simboli e, per far ciò, dovremmo puntare qualche cavallo in più. La scelta di quali cavalli in più, deve essere l'oggetto dei prossimi studi per questo scopo.

Le cose da tener presenti sono:

1°) La maggioranza dei simboli sono 1 e 2.

2°) Alcune sestine tendono ad avanzare più delle altre e il 3° quantitativo orizzontale costituisce una vincita certa, anche se a volte si devono giocare entrambi i simboli 1 e 2.

3°) Prendiamo in considerazione la possibilità di prolungare le vincite di una partita portandole da 2 a 3, o anche 4. Di solito, se l'inizio partita ritarda a darci una vincita, le successive vincite scadono ravvicinate e di solito ce ne sono più di 2 o 3.

Io ho fermato le vincite a 2 perché, con la permanenza che ho usato, solo due partite sono arrivate a un'esposizione di 50 pezzi e quindi ho assunto che questo andazzo fosse costante. Evidentemente non lo è, se consideriamo l'esperienza di Franco. Mi sembra comunque strano perché in tutti i giochi che ho fatto, dopo una negativa, con il cambio di passo, e di tavolo, ho sempre recuperato tutta l'esposizione.

In questo gioco, il mio concetto era che anche se avessimo dovuto impiegare 3 o 4 partite per il recupero, non saremmo saltati di tutto il capitale. Franco non è rientrato dell'esposizione ed è rimasto con 50 pezzi da recuperare, ma ci ha messo 20 partite e questo mi pare un po' troppo.

C'è un suggerimento di Luca, coincidente con quello di Rossano. Entrambi suggeriscono di fare il gioco allargato alle sestine puntando 1 pezzo fino a 5 di esposizione e 2 pezzi fino a 18. Se non si vince, nulla cambia per il gioco base perché da lì in poi si passa a puntare i cavalli. Se si vince la sestina tra i 12 e i 18 pezzi di esposizione, si va alla seconda vincita sempre con le sestine. Poi si passa ai cavalli quando l'esposizione arriva a 18. Se si vince sulle sestine con un utile (anche di 1 pezzo) si chiude e si ricomincia una nuova partita.

In questo modo si faranno molte più partite che chiudono ai primi colpi e di conseguenza si eviteranno molte partite che con i soli cavalli avrebbero tirato per le lunghe. Luca ha fatto il conto che, per lo stesso tempo, le partite fatte sono il doppio e alla fine gli utili totali si equivalgono.

Sembra che si giochi per vincere poco, ma la quantità delle partite che si fanno in più compensa la lungaggine di quelle che giocano subito i cavalli. Consiglio anche di fare risalite tra una partita e l'altra di 10 numeri che però non contengano già una vincita. Consiglio anche di non sostare per più di 2 partite su uno stesso tavolo per non subire gli altalenanti andamenti della permanenza.

Sarebbe poi interessante vedere se, rifiutando le partenze che iniziano già con un simbolo 2 in prima colonna, si può evitare quelle partite che la tirano per le lunghe. Infatti, un simbolo 2 o 3 a metà della prima colonna spezzano la possibilità di costruire il 3° verticale di 1, che è il più probabile.

Questi sono i suggerimenti in parte ricevuti e in parte miei. Spero di arrivare in fondo a questo studio, specialmente dopo aver parlato con Luca questa sera. Mentre discutevamo dei rimedi mi è venuta in mente una modifica che riguarda la sostenibilità del gioco. Ora la provo e, se va bene, poi vi saprò dire qualcosa

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04/04/11

COMMENTI

Nel post precedente ho rilevato 3 commenti che meritano una certa attenzione.

Anonimo ha detto... Ragazzi non ascoltate queste eresie Tenetevi i soldi di parte Il sig. Zantiflore è come tutti gli altri anzi forse pure peggio..Perchè fa il finto buono ma a lui interessa solo vendere i libri...

Dal modo di esprimersi penso che questo anonimo sia il proprietario dei nick LAZZARO 1, VINCENTE 1, o simili, che scrive (o insulta i partecipanti) notoriamente in un Forum, postando bellissimi sistemi, spiegati molto bene (non si capisce in che lingua) e sicuramente vincenti. Non ho capito se le “eresie” sono ciò che scrivo io, o se il termine riguarda il commento precedente il suo.

Tranquillizzo l’anonimo assicurando che non ho intenzione di vendere più niente, ma di pubblicare semplicemente e in modo accessibile a tutti, i prossimi sistemi e studi che ho intenzione (e la passione) di fare.

Preciso inoltre che ciò che ho ricavato dalla “vendita” del sovrapposto, con l’aggiunta gratuita del bidimensionale e del bilaterale, non mi permette nemmeno di coprire una vacanza che mi prenderò all’inizio del mese di Maggio. A me è bastato il riconoscimento di alcune persone che hanno apprezzato l’intento e compensato in minima parte il lavoro.

Tanto per la cronaca, ho in cantiere un nuovo gioco che, seguendo la falsariga dei precedenti sui doppioni posizionali, non potrò pubblicare sul sito. Sarà quindi spedito per mail esclusivamente ai possessori del sovrapposto. Ora non so se è valido come il bilaterale (con il quale vinco costantemente) ma sarà comunque un’esperienza in più per chi ha voluto compensarmi economicamente per i precedenti lavori.

Alfonso, fra l’altro ha detto.

Io con il bidimensionale ci ho rimesso le penne,ho avuto delle batoste non indifferenti, con esposizioni che hanno toccato i 700 pezzi ed è proprio per questo motivo che chiedo a tutti di essere più costruttivi e polemizzare meno. Ieri dopo qualche giorno di riflessione ho testato in fun per un paio di ore (all'incirca 100 boules) il bilaterale ed ho avuto esposizioni che non hanno superato i 21 pezzi, però questo mi è successo anche inizialmente con il bidimensionale. Il sistema mi è sembrato più facile nella sua applicazione ma molto più lento per il fatto che dopo due vincite bisogna iniziare tutto d'accapo ma se si riescono ad avere dei dati relativi ad uno scarto massimo si può ovviare a questo inconveniente dando un valore più alto al pezzo. Confido in un vostro riscontro. Ciao

Mi sembra strano perché il testatore del bidimensionale non ha mai perso da quando ha cominciato a fare questo gioco. Stop loss compresi. Purtroppo non posso dire niente in merito perché non ho la permanenza e non so se il gioco è stato condotto correttamente, naturalmente, senza mettere in dubbio le capacità di Alfonso.

Per quanto riguarda la lentezza dell’ultimo, ciò non succede se fate una risalita di 10 numeri; io lo gioco così e non devo attendere molto prima di iniziare a puntare. Parto con il gioco allargato alle sestine perché non m’interessa vincere di più, ma piuttosto limitare un’eventuale scalata dell’esposizione nella partita. A volte non prendo nemmeno la sestina e in quel caso non cambia nulla per il gioco base.

Per quanto riguarda il pezzo più alto non so che dirvi. Qui è una questione di disponibilità economica.

Anonimo ha detto... Confermo l'eccessiva sopravvalutazione del Bidimensionale, che nelle permanenze difficili, faceva esplodere lo scoperto con rientro impossibile. Ma confermo anche che, per ora, il Bidirezionale sembra avere un andamento dello scoperto più controllato.Aumentare il valore del pezzo, dalle mie prove, sembrerebbe una soluzione senza troppi rischi.Io per ora ho riscontrato uno scoperto massimo di una quarantina di pezzi in sedute veramente "Killer"!

Se la partita è veramente Killer e lo scoperto è di soli 40 pezzi, puoi prenotare i tuoi viaggi intorno al mondo.

Io non capisco perché i Gambling siano stati osannati pur avendo avuto uno scoperto di 850 pezzi. Sembra stiano facendo la bella vita a spese dei Casinò del mondo. Cos’hanno di diverso dai comuni sistemisti? Perché a 300 pezzi di scoperto non hanno preso paura e non si sono ritirati? Forse il gioco dava loro la fiducia necessaria al proseguimento della partita e forse le loro puntate per tali recuperi non erano di piccola importanza.

Con questo non voglio dire che il bidimensionale deve essere spinto a livelli insostenibili. Se sono stati raggiunti degli scoperti come sopra detto, sarà anche vero, ma non ho avuto modo di controllare l’esecuzione e l’andamento del gioco.

Vi sarei grato se mi mandaste per mail le permanenze perdenti così da controllarne l’esecuzione e vedere anche se ci sono rimedi che, senza di quelle, non possono essere escogitati.


MODIFICA. Per chi ha incontrato difficoltà di chiusura: avete considerato lo schema in modo circolare unendo la prima riga con la sesta? Se non l'avete fatto, potete controllare se c'erano chiusure non sfruttate che vi avrebbero permesso di chiudere prima la partita?

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01/04/11

PROBABILITA' RELATIVISTICA

Cosa c’entra la relatività con le probabilità della roulette? E se c’entra, si tratta di relatività ristretta o generale? Credo che c’entri e che si tratti di relatività generale perché riguarda uno stesso fenomeno che cambia secondo la situazione dell’osservatore. Secondo il principio di equivalenza, anche se la causa è la stessa, l’effetto prodotto è diverso se il sistema di riferimento si trova in situazioni diverse.

Affronto quest’argomento perché nel post del 18/3/11 ho descritto le probabilità esistenti per una ripetizione semplice e doppia di un numero (uscita di un numero per 2 e 3 volte). Nella realtà assoluta tali probabilità restano fisse e immutabili, mentre nella realtà relativa si differenziano secondo come si considerano o come si presenta la situazione in cui si trova, o crede di trovarsi, il giocatore. Dipende, come sempre, dalla realtà del “sistema di riferimento” che osserva, o che applica, l’evento. Il sistema di riferimento, ovviamente, è il giocatore che, secondo come affronta l’evento, ha proprie probabilità diverse che l’evento si realizzi.

Vediamo allora i vari casi in cui può venirsi a trovare il giocatore.

1°) Il giocatore va al tavolo e gioca un numero. In questo caso ha una probabilità su 37 che il suo numero esca.

2°) Il giocatore va al tavolo e gioca il numero appena uscito. Anche in questo caso ha una probabilità su 37, perché non c’è nulla di diverso dal precedente caso 1. Egli compie un solo tentativo e, come prima, ha 36 numeri contro.

3°) Il giocatore va al tavolo e, ignaro che il numero presente si è già ripetuto una volta, lo gioca. Anche in questo caso ha una probabilità su 37 perché, come prima, compie un solo tentativo.

In questi tre casi l’evento è considerato dal punto di vista relativo al giocatore che, arrivato al tavolo, gioca un solo colpo. In tutti e tre i casi egli ha una probabilità contro 36.

Ora vediamo l’altro aspetto.

1°) Il giocatore va al tavolo e gioca un numero sperando poi in una sua ripetizione. Al primo tentativo ha una probabilità su 37 e, nel caso esca proprio quel numero, per i due tentativi, ha una probabilità su 37x37 e cioè 1.369, che ciò si realizzi. Tale quantità di probabilità riguarda il buon esito dei due colpi giocati consecutivamente. Del resto la stessa probabilità è valida per qualsiasi altra coppia di numeri, anche senza ripetizione. Se escono il 36 e poi il 15, tale coppia è una delle possibili sulle 1.369 coppie che hanno una probabilità di formarsi.

2°) A questo punto il nostro avido giocatore cerca una seconda ripetizione di quel numero. La probabilità di vincere anche il terzo colpo diminuisce esponenzialmente e, se al primo colpo aveva una probabilità su 37 e al secondo una su 1.369, per i tre colpi consecutivi avrà una probabilità su 37x37x37 e cioè 50.653. Ciò dipende dal fatto che il giocatore voleva centrare i 3 colpi di roulette uno dopo l’altro. Infatti, qualunque terna di numeri esca, essa rappresenta una probabilità su 50.653. La stessa cosa, quindi, vale per il giocatore che voglia beccare tre numeri qualsiasi in fila.

Allora le cose cambiano notevolmente secondo il punto di vista e il comportamento del “sistema di riferimento”. Il giocatore ignaro della realtà assoluta ha, in ognuna delle tre giocate singole, una probabilità su 37. Il giocatore consapevole della realtà relativa ha una probabilità su 1.369 per la ripetizione di un numero voluto, e una su 50.653 per una ripetizione doppia (numero uscito 3 volte).

Quindi, tutto dipende dalla scelta o meno del numero che si deve ripetere per una o due volte. Nel primo caso le probabilità contrarie si allargano esponenzialmente; nel secondo restano invariate. Per la realtà assoluta, indipendente dal giocatore, le cifre di 1.369 e 50.653 sono giuste. Per la realtà relativa del giocatore, che sceglie il numero già uscito senza sapere se è o no un ripetuto, le probabilità sono sempre uguali a 37.

La relatività generale stabilisce che la presenza o l’assenza di gravità sono equivalenti se il sistema di riferimento cambia la sua situazione. In presenza di gravità subisce il peso; in assenza di gravità lo subisce se è in accelerazione. In assenza di gravità non subisce il peso; in presenza di gravità non lo subisce se sta precipitando. In entrambi i casi ciò che fa la differenza è la situazione in cui si trova il sistema di riferimento.

Alla roulette è la stessa cosa: ciò che per il giocatore fa la differenza è il numero di colpi che egli pretende di vincere e quindi ciò che conta è la sua situazione relativa, indipendentemente dalla situazione assoluta.

Non so se con questo sono riuscito ad accomunare roulette e relatività. Fatto sta che le due situazioni potrebbero essere equivalenti: l’ignoranza della situazione assoluta determina gli esiti probabili del giocatore, anche se la differenza sta nel numero delle prove che egli affronta.

O no…???

Ho finito di scrivere l’ultimo “capitolo” sui sistemi dei cavalli posizionali. Ora inizio l’invio del “bilaterale” a tutti quelli che hanno acquistato il 3° sovrapposto. Spero con questo di aver soddisfatto le attese di tutti. E’ veramente un buon gioco, che accomuna tendenza probabilistica con resistenza economica. Non so se in futuro saprò fare di meglio. Aspetto i vostri commenti qui sotto.

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